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a cura di Vincenzo de Simone

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L’araldica nasceva mentre tramontava il principato longobardo, quindi di quei principi che fecero grande la città non sono pervenuti fino a noi, se mai vi furono, i simboli dinastici. Con i normanni Altavilla la città conosce, quasi certamente, la prima insegna araldica inalberata su castel Terracena per poi entrare a far parte, con Ruggero II, re di Sicilia dal 1130 al 1154, di uno stato del quale, dopo quasi cinque secoli, non sarà più capitale.

Alla morte di Guglielmo III senza eredi, nel 1194, il regno di Sicilia è rivendicato, contro la successione di Albiria (o Elvira, Albina, Maria, Bianca), sorella di Guglielmo, dall’imperatore Enrico VI Hohenstaufen che aveva sposato Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II, quindi prozia di Albiria. All’azzurro di Francia dei normanni si sostituisce l’aquila imperiale, ma non sarà in campo d’oro, bensì d’argento.

Altavilla 1077-1194

 

 

Hohenstaufen Impero;

Hohenstaufen Sicilia 1194-1266

Nel 1200 Gualtieri III di Brienne sposa Albiria d’Altavilla e pone in atto un tentativo di riconquista francese del regno di Sicilia, riuscendo, nel 1204, ad innalzare ancora un campo azzurro su castel Terracena; ma, catturato dagli svevi in un agguato a Sarno, morirà in prigionia nel 1205.

Brienne

 

Nel 1266 Carlo I d’Angiò è incoronato re di Sicilia per investitura di Clemente IV: ritorna l’azzurro di Francia, al seminato di gigli d’oro della Casa regnante capetingia, con il lambello di rosso del ramo cadetto angioino. Nel 1277 Carlo assume anche il titolo di re di Gerusalemme, per cui allo stemma originario della casata aggiunge l’arme di quella città. Nel 1371 Giovanna I muta la denominazione dello stato da Regno di Sicilia (l’isola era sfuggita al controllo della dinastia fin dal 1282) in Regno di Napoli.

Alla morte di Giovanna, nel 1381, il trono passa al ramo

collaterale dei d’Angiò di Durazzo nella persona di Carlo III, il cui

 

Angiò Sicilia-Napoli 1266-1381

stemma è un tripartito in palo con le armi d’Ungheria, d’Angiò e di
Gerusalemme.

Alla morte di Giovanna II, nel 1435, il regno perviene ai d’Angiò Valois nella persona di Renato il Buono, che Giovanna aveva adottato l’anno prima.

 

Angiò Durazzo

1381-1435

 

Angiò Valois

1435-1442

    Bandiera del Regno di Napoli angioino     

 

Nel corso del primo periodo angioino (1266-1381) alcuni membri della famiglia regnante furono investiti del principato di Salerno: Carlo II, dal 1272 all’ascesa al trono nel 1285; Carlo Martello, dal 1289 alla morte avvenuta nel 1295; Tristano, nonogenito di Carlo II, nel 1301; Roberto il Saggio, terzogenito di Carlo II, dal 1304 all’ascesa al trono nel 1309; Giovanna I, nel 1334; Carlo Martello, unico  figlio della stessa Giovanna, dalla nascita, nel 1345, alla morte, nel 1348.

Fra il 1419 e il 1433 il titolo sarà appannaggio della famiglia Colonna, nelle persone di Giordano e del nipote Antonio. Fra il 1439 e il 1461 subentreranno gli Orsini, con Raimondo e il figlio Felice. Per un novantennio, 1463-1553, fra alterne vicende, fra cui l'intrusione di Alfonso di Trastamara, figlio illegittimo di Alfonso II,  principe di Salerno fra il 1485 e il 1500, reggeranno il principato i Sanseverino, con Roberto I, Antonello, Roberto II e Ferdinando. Ad essi subentreranno i Grimaldi di Genova, con Nicolò, fra il 1572 e il 1590. Ultimo a fregiarsi del titolo sarà Leopoldo di Borbone Napoli, quindicesimo figlio di Ferdinando I, fra il 1817 e il 1851.

 

Colonna

 

 

Trastamara

 

Orsini

 

 

Grimaldi

 

Sanseverino

 

 

Borbone Napoli

 

Intanto, nel 1442 Alfonso V il Magnanimo della dinastia Trastamara d’Aragona sottrae il Regno di Napoli a Renato d’Angiò Valois il Buono. Per la prima volta i colori rosso-

oro di Spagna si affacciano nel regno e quindi anche in Salerno.

 

La dominazione spagnola si interrompe fra il 1501 e il

1503, quando siede sul trono di Napoli, anche se in modo effimero, il re di Francia Luigi XII Valois Orleans.

Bandiera del Regno di Napoli aragonese

 

Valois Orleans

1501-1503

 

Nel 1504 ritornano i colori di Spagna con Ferdinando II il Cattolico di cui sarà erede il nipote Carlo V d’Asburgo Spagna, figlio della figlia Giovanna la Pazza e di Filippo d’Asburgo il Bello.

 

Ferdinando II il Cattolico

1504-1516

 

Asburgo Spagna

1516-1700

Università di Salerno

 

Nel 1700, alla morte di Carlo II, ultimo degli Asburgo Spagna, gli succedette Filippo d'Angiò, nipote del re di Francia Luigi XIV, che sarà noto come Filippo V di Borbone Spagna. La sua ascesa al trono fu determinata dal fatto che sua nonna, la regina Maria Teresa moglie

del Re Sole, era figlia di Filippo IV di Spagna e, quindi, sorellastra dell'ultimo re spagnolo di quella dinastia.

 

Nel 1713, con la sconfitta di Filippo nella guerra di secessione spagnola, il trono passa all’imperatore

Carlo III d’Asburgo Austria, che lo terrà fino al 1734.

Si riaffaccia nel regno e in Salerno l’aquila nera in campo oro del Sacro Romano Impero.

Borbone Spagna

 

Sacro Romano Impero

1713-1734

 

Il 10 maggio 1734 Carlo di Borbone, figlio di Filippo V re di Spagna e di Elisabetta Farnese, fa il suo ingresso a Napoli; il 25 maggio 1734 sconfigge definitivamente gli austriaci a Bitonto e il 2 gennaio 1735 assume il titolo di re di Napoli "senza numerazione specifica"; in luglio viene incoronato a Palermo anche re di Sicilia. Nel 1759, alla partenza di Carlo, divenuto re di Spagna, salì al trono, all'età di soli otto anni, il figlio Ferdinando.

 

Nel 1799, per poco meno di cinque mesi, complice l’invasione napoleonica, lo stato vide l’inedita forma istituzionale repubblicana.

      Bandiera della Repubblica Napoletana

Nel 1805 Ferdinando si vide ancora sottrarre il trono da Napoleone, che nominò re di Napoli il fratello Giuseppe. A questi, nel 1808, successe Gioacchino Murat, che regnerà fino al 1815 con il titolo di re delle Due Sicilie.

 

 

Stemma e bandiera

del Regno di Napoli

di Giuseppe Bonaparte

 

 

Bandiera del Regno di Napoli

di Gioacchino Murat

1808-1811

 

 

Bandiera del Regno delle Due

Sicilie di Gioacchino Murat

1811-1815

 

Da notarsi che Gioacchino Murat, nell’assumere lo storico titolo di re di Sicilia (senza possedere effettivamente l’isola rimasta nelle mani di Ferdinando), volle utilizzare quale simbolo lo scaccato rosso-argento in campo azzurro dei normanni Altavilla, come già aveva fatto Giuseppe Bonaparte quale orlo del baldacchino; ma non sono dei colori che fanno la legittimità e la grandezza di un principato.

 

Recuperata Napoli, dopo il congresso di Vienna e il trattato di Casalenza, Ferdinando mantenne la denominazione di Regno delle Due Sicilie.

 

Analisi dello stemma dei

Borbone Napoli

 

 

 

Bandiera del Regno di Napoli

1738-1815;

poi del Regno delle Due Sicilie

1815-1848 e 1849-1860

 

 

Bandiera del Regno

delle Due Sicilie 1848-1849

Nel corso della prima guerra d’indipendenza contro l’Austria (1848-1849) il Regno delle Due Sicilie adottò una bandiera contornata di verde e di rosso per analogia con quelle

degli alleati Regno di Sardegna e Granducato di Toscana.

 

 

Bandiera del Regno

delle Due Sicilie 1849-1861

Bandiera del

Regno di Sardegna

Bandiera del

Granducato di Toscana

 

 

Stemma e bandiera

del Regno d'Italia

Stemma del Comune di Salerno nel periodo monarchico-fascista

 

Stemma e bandiera

della Repubblica Italiana

 

Stemma attuale del

Comune di Salerno