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a cura di Vincenzo de Simone

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Palazzo Fiore Santamaria, via Trotula de Ruggiero, 6

 

Indicato con denominazione tarda, è un complesso costituito da due corpi di fabbrica, l'uno posto a settentrione, l'altro a meridione della via Trotula de Ruggiero, uniti tramite un arco sulla strada che presenta interessanti elementi strutturali. Si tratta di un antico patrimonio della compagnia dei gesuiti, dal quale questa traeva un reddito concedendolo in enfiteusi.

Già concesso, il 19 ottobre 1699, ai fratelli Nicola Maria e Domenico Antonio de Marco, il 13 agosto 1747 i diritti enfiteutici furono ceduti al sacerdote Michele Marfongelli, che a sua volta li cederà a Nicola Marra, che ne risulta in possesso nell'Apprezzo del Catasto onciario (foglio 502, particella 1) il 22 febbraio 1754, quando il complesso risulta consistente in un basso e due appartamenti per tredici stanze, con giardino murato e fontana, confinante da tramontana con strada, da ponente con il collegio della compagnia del Gesù (nella parte sud) e strada (nella parte nord), da mezzogiorno con lo stesso collegio e strada, da levante con beni del Capitolo di Salerno (nella parte nord), in parrocchia di San Grammazio.