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a cura di Vincenzo de Simone

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La zecca di Salerno iniziò la propria attività con il principe Siconolfo (839-849) e la terminò con l'imperatrice Costanza d'Altavilla nel 1198. Inizialmente la produzione di solidi e denari fu imitativa dei tipi beneventani, a loro volta ispirati dalle corrispondenti emissioni bizantine. Fra i principati di Gisulfo I e di Guaimario IV (933-1052) la circolazione di monete di pregio, i tarì d'oro, fu espletata essenzialmente da pezzi musulmani, su cui i caratteri cufici venivano ribattuti, o da loro imitazioni su modelli amalfitani; soltanto raramente tali monete sono sicuramente attribuibili ai singoli principi. Sarà con l'avvento di Gisulfo II che la zecca salernitana si distinguerà con la produzione dei follari, ispirati come tipologia alla pari monetazione bizantina, ma dai motivi di grande originalità, fra cui alcuni sicuramente di pregio; la tendenza fu seguita dagli Altavilla, che ebbero il merito di introdurre sulle monete l'iconografia di San Matteo. Con la conquista del trono di Sicilia da parte di Ruggero II (1130) la zecca di Salerno cominciò a subire la concorrenza delle zecche di Messina e di Palermo che, già produttrici delle raffinatissime monetazioni arabe, si imporranno all'attenzione dei regnanti normanni per l'alta qualità, anche artistica, delle loro emissioni. L'avvento degli Svevi concluderà la lenta parabola discendente. 

Nel corso della sua attività, la zecca di Salerno produsse oltre duecentocinquanta tipi di monete, spesso poco rilevanti in quanto varianti a tipologie precedenti; in questa pagina sono inseriti i tipi più significativi di ciascun regnante. I numeri fra parentesi quadre si riferiscono alla catalogazione di Lucio Bellizia, Le monete della zecca di Salerno, 1992, che comprende 267 tipi, fra cui alcuni di incerta attribuzione. 

 

  Siconolfo (839-849)

 

Solido [1]

dr: Busto di fronte barbuto e diademato con globo crucigero nella destra accostato da triangolino e globetto. SICO--NOLFUS circolare.

rv: Croce potenziata su tre gradini fra S I e due triangolini. VICTOR•+PRINCIB circolare. Nell'esergo, CONO.

Denaro [3]

dr: Monogramma di Siconolfo. +PRINCE BENEBENTI circolare.

rv: Croce potenziata su tre gradini fra triangolino e globetto. •A•RHANGELU MIHAE circolare.

Notare come Siconolfo, pur possedendo soltanto Salerno, si proclamasse principe di Benevento in quanto pretendente a quel trono.

Esiste una variante [2] con al rv la croce fra S I sormontate da triangolini e una seconda variante [4] con al rv la croce fra due stelle a sei punte.  

 

  Piertro e Ademario (849-861)

 

Denaro [10]

dr: Monogramma di Ademario. +PRINCESBONOVICTOR circolare.

rv: Croce gigliata su tre gradini fra A e P. MICHAIARCANGELUS circolare.

La monetazione di Pietro e del figlio Ademario è molto rara. L'esemplare qui riprodotto in disegno è l'unico conosciuto del solo Ademario (856-861) e si distingue dai denari emessi insieme a Pietro in quanto quelli, con lo stesso dritto, recavano al rovescio la croce potenziata sui tre gradini e la leggenda circolare +DOMNUS PETRUS. 

 

  Guaiferio (861-880)

 

Denaro [12]

dr: ERI VVAIF VSP.

rv: Croce. •ARHANGELUSM circolare.

Esiste una variante [11] con al rv la leggenda ARHANGELUSI circolare.

Denaro [15]

dr: Ramo. +VVAIFERIUS PRN circolare.

rv: Croce su tre gradini accostata da due globetti. +ARHANGELUS MIA circolare.

 

  Guaimario I (880-900)

 

Denaro [16]

dr: Fiore a quattro petali. +DOMVVAMARI circolare.

rv: AR MIHAE HA.

 

  Gisulfo I (946-977)

 

Tarì [non numerato da Bellizia]

Sul conio di un denaro fatimide, ad imitazione dei tarì amalfitani. 

 

  Guaimario III (999-1027)

 

Tarì [non numerato da Bellizia]

dr e rv: Ribattuto su caratteri cufici deformati intorno a globetto centrale.

 

Tarì anonimi (fine X-prima metà XI secolo) [non catalogati da Bellizia]

dr e rv: Due cerchi di legenda cufica intorno a globetto centrale.

Tipiche monete imitative delle emissioni arabe di Sicilia, attribuibili ai principati della VI dinastia fra 983 e 1052.

 

  Guaimario IV e Gisulfo II (1042-1052)

 

Follaro [44]

dr: Due principi in piedi, il primo con asta nella destra, che reggono un'insegna crucigera,

rv: Croce accostata da DE O GR ATI A S.

Bellizia attribuisce questa moneta a Gisulfo II, pur riconoscendo al dr due principi, il che dovrebbe rappresentare, come d'uso fra i regnanti longobardi, l'associazione al trono di un figlio da parte di un padre. Ma non è il caso di Gisulfo II: egli regnò sempre da solo, mentre era stato associato al padre Guainario IV fra il 1042 e il 1052. Quindi, è da ritenersi che a tale periodo vada attribuito questo follaro, forse coniato proprio per solennizzare quella associazione.  

 

  Gisulfo II (1052-1077)
 

Follaro detto delle Fortificazioni [33]

dr: Busto di Gisulfo diademato con scettro nella destra e pianta mistica nella sinistra, accostato da stella a sei punte. +GISULFUS PRINCEPS circolare.

rv: Fortificazioni di Salerno sul mare.

+OPULENTA SALERNU circolare.

A destra rv di altro esemplare. 

Mezzo follaro [35]

come il follaro precedente.

Gli stessi temi sono ripresi da altri due mezzi follari [34 e 36], il primo con il dr invertito, ossia la figura di Gisulfo appare con lo scettro nella sinistra e la leggenda è retrograda, il secondo con la leggenda princeps abbreviata in PRIN; e da una frazione di follaro [37].

 

Follaro [38]

dr: Gisulfo con asta nella destra, globo crucigero nella sinistra e veste gemmata. GISULF USPRINCES circolare.

rv: + OPULE NTASA LERNO.

Gli stessi temi sono ripresi da un mezzo follaro [39].

 

Follaro [45]

dr: Busto con corona, veste gemmata e pianta mistica nella destra. LA¯S DEO circolare.

rv: Come al dr. GLO RIA circolare.

Follaro [46]

dr: Busto di Gisulfo con scettro nella destra e pianta mistica nella sinistra.

rv: stella a cinque punte con globetto centrale e piante negli angoli.

Follaro [47]

dr: Leone volto a destra.

rv: Croce accostata da quattro stelle a otto punte in cerchio perlinato +SIGNUM VICTORIE circolare.

Quasi sempre ribattuto su una moneta bizantina con croce su gradini.

Follaro [48]

dr: Profilo volto a destra fra due stelle a otto punte sormontato da crocetta.

rv: +ME NSEO CTUB R ribattuta.

A destra rv di altro esemplare. 

Follaro [49]

dr: Arcangelo Michele in piedi, con globo crucigero nella destra e asta con cristogramma nella sinistra. A destra, VICTORIA retrograda. In esergo, CONO B.
rv: MEN SE • AV GVSTU.

Follaro [51]

dr: Busto di san Pietro con mitra accostato da SA e PE sormontate da barrette.

rv: Busto della Vergine nimbato accostato da MP e YӨ sormontate da barrette. 

Follaro o doppio follaro [52]

dr: Busto di Cristo Redentore nimbato con croce. Ai lati, la pianta mistica.

rv: Busto della Vergine nimbato, in piedi a braccia aperte. Ai lati, la pianta mistica.

Gli stessi temi sono ripresi da un mezzo follaro [53].  

 

  Roberto il Guiscardo (1077-1085)

 

Tarì [66]

dr: Caratteri cufici contraffatti. In centro, R.

rv: Caratteri cufici contraffatti. In centro, D.

Doppio follaro [67]

dr: Busto di fronte con pendenti gemmati. Nella destra una croce, nella sinistra un'ampolla.

rv: Edificio con torri su archi. Nell'esergo, VICTORI A.

Gli stessi temi sono ripresi da un follaro [68].

Bellizia identifica al rv Fortificazioni di Salerno con torri a cupola e archi, ma secondo una ipotesi avanzata da Franco Iannicelli potrebbe trattarsi di una raffigurazione del Palazzo di Arechi.  

  

Follaro detto Amabilis [71] 

dr: Busto di santo nimbato con croce sul petto, accostato da quattro stelle, due per lato, a otto punte.

rv: Croce doppia su tre gradini, accostata da globetti e quattro stelle, due per lato, a otto punte. AMAB ILIS circolare.

Follaro [69]

dr: Busto di Cristo Redentore nimbato con croce.

rv: XC RE con barrette superiori. XC IMPE con barrette superiori (Cristus Regnat, Cristus Imperat).

Esemplare ribattuto sull'Amabilis; infatti, al dr si nota, capovolta in basso a destra, la testa del santo di quella coniazione con le stelle accostate e al rv parte di AMAB e parte della croce con i gradini in basso a sinistra.

Gli stessi temi sono ripresi da un mezzo follaro [70].  

 

  Ruggero Borsa (1085-1111)

 

Follaro [73]

dr: Busto di san Matteo nimbato fra S e M.

rv: Croce accostata da VI CTO RI A.

Con qualche dubbio di attribuzione fra Roberto il Guiscardo e Ruggero Borsa.

Follaro [74]

dr: Due personaggi diademati e in abiti gemmati che reggono una insegna. Ai lati, RUG DUX.

rv: +FULCUI DEBASA CERS.

Fulco de Basacers fu un personaggio della corte di Ruggero Borsa che batté moneta a nome del duca. Rimane incerta la zecca di emissione, per cui la moneta è classificata come incerta salernitana.

Follaro detto Rucata [77]

dr: Figura di fronte, con spada nella destra, accostata a sinistra da una palma, a destra da una lunga croce.

rv: RU CA TA con una figura non identificata.

Rarissima moneta, solitamente ribattuta su follari di Gisulfo II e in due casi su uno di Roberto il Guiscardo e uno di Ruggero Borsa, a sua volta ribattuto da altro dello stesso Ruggero. Rimane insoluto il significato della leggenda, forse riferita a un personaggio di corte autorizzato a battere moneta, come nel caso precedente.

 

Follaro [78]

dr: Busto di Cristo Redentore fra A e ω sormontate da barrette.

rv: DUX ITA•SA LERNO.

Follaro detto Italie [79]

dr: Busto diademato con scettro nella sinistra. ITA LIE circolare.

rv: Busto diademato fra due elementi fungiformi (comunemente identificati come torri a cupola) e globetti.

Follaro [80]

dr: Busto di san Matteo nimbato. Ai lati, S attraversata da trattino e M sormontata da barretta.

rv: ROCE RIUS DUX sovrastata da stella a otto punte.

A destra rv di altro esemplare. Gli stessi temi sono ripresi da un mezzo follaro [82].

Follaro [80 ribattuto su un follaro bizantino di Romano III o Michele IV]

dr: Busto di Cristo Redentore nimbato con croce, della moneta di base, con sovrimpresso ROCE RIUS DUX.

rv: Croce su tre gradini accostata da IS XC BAS ILE BAS ILE (Gesù Cristo Re dei Re), della moneta di base, con sovrimpresso il busto di san Matteo capovolto, di cui si nota il nimbo e la M sormontata da barretta anch'essa capovolta.

Le ribattiture normanne di follari bizantini sono frequenti; questo esemplare si distingue per la scarsa efficacia dell'operazione, che lasciò praticamente

intatta la moneta di base.

 

Follaro [81]

dr: Busto di san Matteo nimbato. Ai lati, S attraversata da trattino e M sormontata da barretta.

rv: ROCE RIUS DUX.

 

Follaro [83]

dr: Busto di Ruggiero diademato con scettro nella destra. Ai lati, due stelle a otto raggi.

rv: ROCE RIUS DUX.

Gli stessi temi sono ripresi da un mezzo follaro [84].

 

Follaro [85]

dr: Il duca diademato in piedi, con croce nella sinistra e la destra alzata. (Su esemplari di più alta conservazione si nota la destra con tre dita protese).

rv: ROCE RIUS DUX.

Follaro [86]

dr: Busto del duca volto a destra, con infula.

rv: ROGE RI•US DUX.

 

Follaro [58]

dr: Busto di santo fra due stelle a otto punte.

rv: MAN SO VICE DUX.

Bellizia inventaria tredici monete dalla leggenda Manso vice dux, di cui una ribattuta su un follaro Italie [79] di Ruggero Borsa, per cui la loro emissione dovrebbe porsi a cavallo dei ducati dello stesso Ruggero e di Guglielmo. Da più parti si è voluto riconoscere in Manso un duca amalfitano, attribuendo a quella zecca questa monetazione; ma, a parte la mancata spiegazione di quel vice, all'epoca di Ruggero Borsa e di Guglielmo non vi erano duchi ad Amalfi, poiché signori di quella città erano gli stessi Ruggero e Guglielmo in successione, con il breve intervallo (1096-1101) di Marino Sabaste. Dunque, Manso dovrebbe essere stato un facente le veci degli Altavilla autorizzato a battere moneta come il Fulco de Basacers che abbiamo visto a proposito della moneta 74. Relativamente alla zecca di emissione, non ci sono dubbi che si tratti di Salerno, poiché altra emissione Manso vice dux (disegno a lato in centro) presenta al dritto san Matteo, riconoscibile dalla S e dalla M, la prima attraversata da trattino, la seconda sormontata da barretta. Matteo Camera, nel 1872, scriveva di questa moneta attribuendola al duca di Amalfi Mansone III, che ebbe il principato di Salerno fra il 981 e il 983; ma la sua interpretazione della leggenda retrograda appare fantasiosa, poiché vi legge un M(a)NS(o) (d)UX ove appare evidente un M(a)N V(ice) (d)UX; a tanto si aggiunge l'iconografia del Santo, evidentemente riconducibile a quella della moneta 80 di Ruggero Borsa.

 

Follaro [variante di 60]

dr: Busto di fronte con corona e pendenti fra due crocette.

rv: MANSO VICED UX.

La moneta 60 inventariata da Bellizia presenta al rv la leggenda distribuita MAN SOVICE DUX 

 

Follaro [variante di 62]

dr: Animale volto a destra. In alto N.

rv: MANSO VICED UX.

La moneta 62 inventariata da Bellizia presenta al dr, al disopra della figura, VIC. Al rv la leggenda è distribuita MAN SOVIC DUX.

 

  Guglielmo (1111-1127)

 

Follaro [94]

dr: Busto di santo nimbato. Ai lati due stelle a otto punte.

rv: GUI DUX.

Il santo manca delle lettere S e M che solitamente identificano l'apostolo Matteo, sostituite con stelle a otto punte come nella moneta 58 di Manso vice dux.  

Follaro [104]

dr: Busto di san Matteo nimbato. Ai lati, S e M sormontate da barrette.

rv: Croce accostata da V V DU X.

Gli stessi temi sono ripresi da due frazioni di follaro con varianti al rv; la prima [105] con la croce accostata da V V D X; la seconda [106] con DU X retrograda.  

Frazione di follaro [108]

dr: Busto di santo nimbato fra due crocette,

rv: W sormontata da barretta.

Esiste una variante [109] con al dr due globetti in luogo delle crocette. A destra rv di altro esemplare.

 

  Ruggero II (1127-1154)

 

Frazione di follaro [120]

dr: Testa leggermente volta a destra con capelli inanellati. +ROCERIUS DUX circolare.

rv: Croce potenziata ad ancora accostata in alto da IC e XC sormontate da barrette.

Ruggero come duca di Puglia e Calabria (1127-1130). A destra rv di altro esemplare.

 

Mezzo follaro [121]

dr: Busto di san Matteo nimbato. Ai lati, S e M sormontate da barrette.

rv: ROCE RIUS DUX.

Ruggero come duca di Puglia e Calabria (1127-1130). A destra dr di altro esemplare. Gli stessi temi sono ripresi da una frazione di follaro [122].

 

Tarì [124]

dr: Scritta cufica Ruggie - il re - ro sormontata da stella a sei punte.

rv: Scritta cufica Protettore della Cristianità. Tra prima e seconda riga, stella a sei punte.

Periodo di emissione 1130-1140. 

Tarì [125]

dr: Scritta cufica Protettore della Cristianità. Tra prima e seconda riga, R.

rv: Scritta cufica Ruggie - il re - ro sormontata da RX.

Periodo di emissione 1130-1140.

Follaro [non inventariato da Bellizia]

dr e rv: Scritte cufiche

Periodo di emissione 1130-1140.

Moneta di estrema rarità, attribuita alla zecca di Salerno da Foresio [165], da Travaini [199a] e da D'Andrea-Contreras [150]. Il rinvenimento di alcuni esemplari sul litorale salernitano nell'Ottocento (Gaetano Foresio, Le Monete delle Zecche di Salerno, 1891) fanno fortemente ritenere che lo stesso sia stato battuto in città assieme ai tarì d'oro.

 

Frazione di follaro [130]

dr: Testa di fronte con capelli inanellati.

rv: R sormontata da barretta, REX.

A destra rv di altro esemplare.

Frazione di follaro [134]

dr: Testa diademata di fronte.

rv: Croce patente con globetti alle estremità.

Frazione di follaro [137]

dr: Testa diademata volta a destra.

rv: Croce accostata da R O R X.

Frazione di follaro [138]

dr: Caratteri cufici contraffatti. In centro, RO.

rv: Caratteri cufici contraffatti. In centro, RX.

Esiste una variante [139] con al dr e al rv RX

 

Frazione di follaro [141]

dr: Testa volta a destra.

rv: Stella a otto punte. ROCERIUSREX circolare.

Esemplare ribattuto su moneta con caratteri cufici al rv non cancellati dalla ribattitura. 

Frazione di follaro [143]

dr: Testa di leone di fronte.

rv: Stella a sei punte. ROCERIUSREX circolare.

A destra dr di altro esemplare.

Frazione di follaro [146]

dr: Aquila volta a destra.

rv: Croce doppia accostata da quattro globetti.

 

Frazione di follaro [147]

dr: Pesce volto a destra con crocette sopra e sotto.

rv: RS RX sormontate da barrette.

Frazione di follaro [149]

dr: cesto con rami.

rv: R•O •R•X• su due righe. In mezzo barretta curvilinea.

(L'immagine è costituita dalle facce di due esemplari diversi).

Frazione di follaro [150]

dr: Crescente accostato da una stella a sei punte in alto e da due in basso.

rv: Crocetta patente. ROCERIUSREX circolare.

Frazione di follaro [152]

dr: Corona regia sormontata da tre gruppi di globetti disposti a croce con in basso R•R X. La seconda R e la X sormontate da barretta di legamento.

rv: Stella a otto punte con globetto centrale e altri negli spazi, in doppio cerchio.

Frazione di follaro [153]

dr: Croce ottagona accostata da quattro globetti.

rv: RO RX sormontate da barrette.

Frazione di follaro [157]

dr: Croce con globetti alle estremità accostata da quattro stelle a sei punte.

rv: ROCERIUS REGI circolare intorno a globetto in due cerchi.

 

Frazione di follaro [159]

dr: Croce accostata da IC XC NI KA sormontate da barrette.

rv: ROCE RIUS REX.

Frazione di follaro [161]

dr: Stella a otto punte in fiore a quattro petali.

rv: Pianta in cerchio. + R + O + R + X circolare.

Esistono due varianti: la prima [162] con al rv + R + X + R + O; la seconda [163] con R O R X separate da stelle a cinque punte. 

Frazione di follaro [167]

dr: R circondata da stelle a cinque punte.

rv: R+X• sormontata da omega; sotto •+•.

Esistono tre varianti: la prima [166] con al rv RX separate da stella a cinque punte; la seconda [168] con scritte retrograde su entrambi i lati; la terza [169] con scritte retrograde solo al rv.

A destra rv di 168.      

Frazione di follaro [170]

dr: Croce patente con globetti alle estremità accostata da

R O R E•.

rv: Croce patente con globetti alle estremità accostata da

P A X I•.

Si tratta di una delle quattro monete coniate da Ruggero II per solennizzare la pace con Innocenzo II (1139). Delle altre tre, la prima [171] presenta le stesse leggende retrograde e senza globetti, la seconda [172] P A X I retrograda su entrambe le facce, la terza [173] •P A X I• al dr e la stessa retrograda e incussa, così come la croce, al rv.  

 

  Lotario II (1137)
 

Nell'estate 1137, Lotario II (imperatore 1133-1137) invase il Regno di Sicilia a sostegno di papa Innocenzo II contro Ruggero II, che aderiva all'antipapa Anacleto. Occupò Salerno e qui fece coniare due monete [174 e 175] a suo nome. A inizio inverno di quello stesso anno, fu costretto a rinunciare alla conquista e a ripiegare verso la Germania. Morirà il 4 dicembre in Tirolo.  

 

Frazione di ollaro [175]

dr: Testa di fronte con capelli inanellati.

rv: INPE LOTTE su due righe sormontate da barrette.

Purtroppo, in questo esemplare il dr è quasi completamente cancellato. Da notarsi che il tema della testa di fronte con capelli inanellati riprendeva i dr delle monete 120 e 130 di Ruggero II.    

 

  Guglielmo I (1154-1166)
 

Follaro [176]

dr: Croce potenziata twrminante in ancora accostata in alto da due globetti, in basso da SA MA.

rv: W DIGRA (DI e RA sormontate da barrette) RX•.

 

Frazione di follaro [177]

dr: Leone di fronte.

rv: Croce con globetti alle estremità accostata da W REX DUX APE.

Frazione di follaro [178]

dr: Agnello pasquale.

rv: Croce con globetti alle estremità accostata da W REX DUX PN.

A destra altre frazioni di follaro [179 e 180] che ripetono il tema dell'Agnello pasquale al dr mentre al rv riportano RG con crocetta sormontata da barretta.  

 

 

 

Frazione di follaro [185]

dr: San Matteo in piedi fra S M.

rv: Cervo volto a sinistra fra G RX.

 

 

Frazione di follaro [187]

dr: Testa di lupo volta a sinistra.

rv: G RX fra globetti.

Frazione di follaro [190]

dr: Aquila ad ali spiegate volta a sinistra.

rv: Stella a sei punte accostata da W in alto, R e E ai lati, X in basso e quattro globetti.

Esiste una variante [non numerata da Bellizia] con l'aquila volta a destra.

Frazione di follaro [196]

dr: Testa volta a destra.

rv: Croce patente con globetti alle estremità accostata da G R X E.

 

Frazione di follaro [198]

dr: Il Re in piedi con abito gemmato e asta nella sinistra.

rv: Croce accostata da G R E X.

A destra rv di una variante [non inventariata da Bellizia] con la scritta retrograda.

 

Frazione di follaro [199]

dr: Angelo in piedi.

rv: Croce patente con globetti a sinistra; W in alto; RX in basso.

Esiste una variante [200] con al rv la croce a destra e la RX retrograda.

Frazione di follaro [201]

dr: Angelo nimbato di fronte.

rv: Croce accostata da V V R E.

Frazione di follaro [202]

dr: Mano benedicente, ai lati quattro globetti in forma di croce.

rv: Crescente sormontato da croce patente. W R E X circolare in senso orario.

(L'immagine è costituita dalle facce di due esemplari diversi).

Esiste una variante [203] con al rv la leggenda circolare in senso antiorario.

 

Frazione di follaro [205]

dr: Stendardo frangiato fra due stelle a sei punte.

rv: GRX.fra due stelle a sei punte accostate da globetti.

Frazione di follaro [206]

dr: Crescente sormontato da croce patente fra G R, sotto tre globetti.

rv: Croce con globetti alle estremità, negli spazi quattro stelle a cinque punte.

Frazione di follaro [207]

dr: Crescente sormontato da asta con stella a cinque punte, con tre globetti per lato.

rv: Croce accosta da G R E X.

 

Frazione di follaro [217]

dr: Spiga di grano.

rv: W RX. RX in monogramma retrogrado.

A destra variante [218] con al rv RX in senso normale.

Frazione di follaro [222]

dr: Stella a otto punte con globetti negli spazi.

rv: Albero accostato da globetti e W RX.

Frazione di follaro [225]

dr: Ornato floreale.

rv: Palma fra G e R.

(L'immagine è costituita dalle facce di due esemplari diversi).

A destra variante [non inventariata da Bellizia] con palma e sigla su entrambe le facce, su una delle quali incusse e retrograde.

 

Frazione di follaro [226]

dr: quadrato ornato accostato da globetti.

rv: W RX; tre globetti al centro.

Frazione di follaro [227]

dr: W REX intorno ad un triangolo.

rv: +ROGI : DUX. Al centro, stella a otto punte.

Frazione di follaro [229]

dr: Croce patente con losanga e globetto centrale accostata da quattro stelle a sei punte.

rv: W R•O •R•.

A destra dr di altro esemplare.

 

Frazione di follaro [232]

dr: ornato a forma di pianta.

rv: GRX fra quattro globetti.

 

  Guglielmo II (1166-1189)
 

Tarì [242]

dr: Scritta cufica Protettore della Cristianità. Tra prima e seconda riga, W.

rv: Scritta cufica Il re - Guglielmo - secondo. Tra prima e seconda riga, stella a sei punte.

Follaro [243]

dr: Torre merlata fra due torri più piccole. Ai lati, S AL.

rv: •W• REX •II•.

Follaro [244]

dr: W fra quattro globetti sormontata da crescente accostato da tre stelle a sei punte.

rv: RX II accostata da globetti.

Frazione di follaro [251]

dr: Cesto con tre spighe fra due stelle a sei punte.

rv: G fra due stelle a cinque punte RX II.

 

  Tancredi (1190-1194)

 

Tarì [254]

dr: Scritta cufica Protettore della Cristianità. Tra prima e seconda riga,

A C D REX.

rv: Scritta cufica su tre righe Il re Tancredi ridottato. Seconda riga interrotta da stella a sei punte.

Frazione di follaro [255]

dr: Testa di leone di fronte accostata da quattro cerchietti.

rv: Croce patente accostata da quattro globetti in cerchio continuo. TANCRED REX circolare.

Frazione di follaro [256]

dr: Castello riquadrato con globetti ai lati e sopra il riquadro.

rv: Barretta con sopra •TA• e sotto •RX•.

A destra variante [257] con al rv leggenda retrograda.

Follaro [259]

dr: TA in monogramma accostato da due stelle a sei punte.

rv: RX in monogramma fra quattro globetti.

Frazione di follaro [260]

dr: TA•C sormontate da barrette in alto; •D• in basso.

rv: RX in monogramma fra quattro globetti e quattro stelle a sei punte.  

 

  Tancredi e Guglielmo III (1193-1194)

 

Frazione di follaro [263]

dr: Cesto con tre spighe. A sinistra V I e a destra T D in verticale.

rv: Castello. Ai lati R X in verticale.

Esistono due varianti [264 e 265] con lievi differenze nella disposizione delle sigle.

 

  Enrico VI (1194-1197)

 

Frazione di follaro [266]

dr: Volto di fronte.

rv: HEN RIC.

Unica coniazione a nome dell'imperatore di Salerno.

 

  Costanza (1197-1198)

 

Frazione di follaro [267]

dr: Aquila volta a sinistra in cerchio continuo. COSTANCIA circolare chiusa da stella a sei punte.

rv: Stella a sei punte in cerchio continuo. IMPERATRIX circolare chiusa da stella a sei punte.

Unica coniazione a nome dell'imperatrice e anche ultima per Salerno.