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Alcuni dei fratelli di Gesù erano tra i dodici

Gli apostoli

La lettera di S.Giuda, una delle più brevi presenti nel NT, solleva alcuni dei   interessanti problemi sia di ordine teologico che storico.

Considerato l'ambito puramente storico entro cui si svolge la nostra ricerca, tralasceremo le conseguenze teologiche connesse a tali problemi, e ci limiteremo analizzare quelle storiche.

I problemi principali sollevati dalla lettera sono essenzialmente 3:

In questo capitolo analizzeremo il primo di essi.

Nell'apertura della lettera l'autore, che dice d'essere Giuda, il fratello di Giacomo.

Orbene, é da escludere che si riferisca a Giacomo apostolo figlio di Zebedeo e Fratello di Giovanni apostolo Mt 27,56 altrimenti Matteo ci avrebbe di certo indicato la paternità, come fa per gli altri apostoli.

Va escluso anche che si tratti di Giacomo figlio di Alfeo e fratello di Levi detto anche Matteo ed autore del Vangelo per lo stesso motivo e, se non altro, perché sarebbe fratello dell'autore stesso, e risulterebbe strano che egli non lo segnali.

In questa ipotesi dovrebbe riferirsi ad un'altro Giacomo.

L'unico altro possibile Giacomo é il "fratello" di Gesù egli viene indicato con tale appellativo insieme agli altri "fratelli", Giuseppe, Simone e Giuda.

Del resto la lettera pare rivolta a cristiani di origine ebrea che ben conoscevano il Giacomo capo della chiesa di Gerusalemme essendo egli il loro principale punto di riferimento, di conseguenza Giuda si presenta come fratello di Giacomo per consentire un immediato riconoscimento d'autorità.

In questa ipotesi avremmo, nei Vangeli tre differenti personaggi con il nome Giacomo  2 apostoli  (Giacomo di Alfeo e Giacomo di Zebedeo) ed, quindi, Giacomo "fratello" del Signore.

I fratelli di Gesù Simone e Giuda erano due apostoli


Nasce ora un'altro problema, se Giacomo capo della Chiesa di Gerusalemme e non era tra i dodici é possibile ritenere che gli altri 3 "fratelli", Giuseppe, Simone e Giuda, ne abbiano fatto parte?.

Ricordiamo che Giacomo era detto il Giusto.

Ricordiamo inoltre che ci sono ben due apostoli che  potrebbero essere i fratelli di Gesù:  Simone e Giuda, di essi non conosciamo la paternità.

Per quanto attiene a Simone egli viene soprannominato il Cananeo o anche lo Zelota (Lc 13,14), mentre, invece, Giuda probabilmente detto anche Taddeo (salvo a non voler ipotizzare un palese errore dell'autore del Vangelo di Luca) é, probabilmente, lo stesso di Atti ove viene soprannominato anche Barsabba.

All'appello mancherebbe solo Giuseppe detto anche Joses, che marco associa a Maria sua madre e madre anche di Giacomo.

Un Giuseppe, infatti, c'è ed é proprio colui che viene selezionato insieme a Mattia come possibile sostituto di Giuda Iscariote. At 1,23.

Giuseppe viene soprannominato anch'egli Barsabba questo farebbe pensare ad un legame di sangue con Giuda.

Pietro e Andrea sono un esempio di come, il secondo nome, venisse spesso utilizzato per individuare un legame di sangue ed tra i personaggi dei Vangeli, loro vengono chiamati Boanèrghes cioè "Figli del tuono".

Giuseppe, inoltre,  soprannominato anche il Giusto e questo sembrerebbe riportarci ad un legame di sangue con Giacomo capo della Chiesa di Gerusalemme e fratello di Gesù, anch'egli soprannominato il Giusto.

In pratica é possibile ipotizzare, con buon grado di affidabilità, che i "fratelli di Gesù" Simone e Giuda siano gli apostoli e, quindi , il Giuda della lettera é colui che viene inviato insieme a Sila per verificare l'operato di Paolo dopo il concilio di Gerusalemme siano la stessa persona.

Questa osservazione ci apre uno scenario diverso da quello solitamente ipotizzato per i 12, dimostrando che i legami tra il gruppo "dirigente" della Chiesa delle origini erano, per lo più, legami di sangue.

Un chiarimento, quindi, delle figure che, come Simone, Giuseppe e Giuda, ruotano intorno al giudeo-cristianesimo, capitanato da Giacomo, aiuterebbe a comprendere meglio anche la portata e le dimensioni dello scisma voluto da Paolo di Tarso.



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