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Chiesa della Confraternita
di Santa Chiara - Documento
fondamentale che conferma l'esistenza di un edificio religioso
con sede della Confraternita è il resoconto della visita
apostolica alle chiese della Diocesi genovese, fatta da mons.
Francesco Bossi nel 1582. In esso il Bossi segnalava il buono
stato dell'edificio, aggiungendo alcune annotazioni riferite agli
arredi liturgici, invitando altresì i Confratelli alla
tenuta di regolari libri cassa e degli iscritti, sulla base delle
prescrizioni del Concilio di Trento. Nella prima metà del
Seicento, l'edificio fu completamente ricostruito, ampliandolo
nelle forme attuali; si iniziò quindi quella generale opera
di arricchimento dell'arredo e della suppellettile, che sarebbe
culminata poi nel secolo successivo. Nel corso del Seicento e
per tutto il secolo successivo, la chiesa della Confraternita
si arricchì di opere d'arte, che tutt'oggi formano un inestimabile
patrimonio artistico, alla cui conservazione concorrono confratelli
e cittadini di Bogliasco.
(nella foto: la chiesa vista da via Mazzini, fronte Municipio)
La tradizione, suffragata peraltro da documenti sei-settecenteschi, fa risalire al 1403 la fondazione della Confraternita con la costruzione di una primitiva cappella. I primi documenti che ne confermano l'esistenza sono alcuni atti notarili del 1528 e anni successivi, nonché la relazione della visita appostolica di mons. Bossi nel 1582. L'attuale edificio fu edificato nella prima metà del Seicento. Si iniziò quindi quella generale opera di arricchimento dell'arredo e della suppellettile culminata poi nel secolo successivo. Fra le opere d'arte in essa conservate ricordiamo:
- crocifisso processionale di Giovanni Battista Maragliano (1712) restaurato nel 1988 e attualmente conservato in una teca e non più usato nelle processioni
- Santa Chiara con i santi Francesco, Giovanni Battista, Simone e Sebastiano (1602) opera di artista genovese riconducibile alla scuola di Luca Cambiaso, restaurato nel 1988
- organo a canne di Lorenzo Roccatagliata (1722) già appartenente alla chiesa parrocchiale e ceduto alla Confraternita a fine settecento; restaurato nel 1994/95
- San Rocco con San Pantaleone e Santa Firmina risalente al 1759, grande pala d'altare di scuola genovese già appartenente alla cappella di San Rocco oggi distrutta
Degni di nota sono infine i quattro grandi crocifissi che vengono annualmente portati nelle processioni in occasione delle feste patronali, secono un'usanza tipicamente ligure.