Il ciclo di vita del sistema informativo
Dai sistemi organici a quelli tecnologici, il ciclo di vita
richiama alla mente le fasi della nascita, sviluppo, maturità,
obsolescenza e scomparsa.
Il ciclo di vita si può così definire:
L'insieme degli stadi mediante il
quale è possibile rappresentare |
Il concetto alla base è quello evoluzionista che
concepisce il sistema come una
catena di stadi, uno dipendente dall'altro (il suo predecessore); il procedere
graduale,
senza scossoni o traumi, un continuo di variazioni rispetto alla fase
precedentemente raggiunta.
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Agli albori dei sistemi automatizzati, il "cosa" si poteva ottenere era
di gran lunga più importante del "come" lo si otteneva.
Oggi il metodo è diventato "quello che fa la differenza" tra un progetto e
l'altro.
PERCHE'?
Applicando un metodo si lavora in maniera strutturata,
eseguendo attività previste in una sequenza conosciuta.
Ogni progetto, essendo eseguito con sistematicità, è valutabile
e confrontabile ai precedenti o contemporanei.
Conoscendo le fasi di sviluppo del progetto è facile organizzare
i punti di controllo sullo stato di avanzamento.
Tra i primi a parlare di ciclo di vita di un sistema fu Royce (1970) e successivamente Boehm (1981). Il modello proposto era quello a cascata (waterfall model):

Fattibilità: |
valutazione del rischio implementativo e realizzativo delle soluzioni proposte eseguendo, nei limiti del tempo e delle risorse disponibili per questa fase, dei test di tipo tecnico. |
| Analisi Funzionale: | Descrive il funzionamento atteso dall'utente e indotto dalla tecnologia adottata. L'output , l'elaborazione e l'input. |
| Analisi Tecnica | Descrive gli strumenti utilizzabili per ottenere le specifiche funzionali. |
| Sviluppo | Attività di produzione del codice eseguibile dall'elaboratore |
| Test | Verifica delle funzionalità dichiarate e delle tecnologie applicate. |
| Avviamento e Manutenzione | installazione del software e addestramento degli utenti. Successivi aggiornamenti e correzioni di mal funzionamenti con relative sessioni di addestramento |
Può essere interpretato come una semplice sequenza di operazioni equivalente ad un flow chart. Ogni fase inizia quando e solo quando la precedente è conclusa.
Può essere interpretato come attività legate da un flusso logico ma non necessariamente a scomparti chiusi, bensì a gradini dove parte del lavoro è a livello più alto mentre è già in corso una parte sul gradino più basso. Questa rappresentazione trova più riscontro in un Data Flow Diagram dove non ci sono blocchi procedurali ma precedenze di flusso informativo.
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Le risorse umane che sono impegnate in un ciclo di vita simile a quello descritto da Royce hanno un andamento di questo tipo:
Fattibilità |
Analisi Funzionale | Programmazione e sviluppo |
Test |
Avvio |
Manutenzione |
|||||||||||
| Risorse Umane
|
||||||||||||||||
Metzger sottolinea nel suo "Managing a Programming Project" Prentice-Hall (1973), come le risorse sono assorbite pesantemente nella fase di sviluppo del codice e di test per andare a scemare nel avviamento e nella manutenzione.
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Una alternativa (o integrazione) al modello waterfall è il modello a spirale così rappresentato:

La progressione degli approfondimenti delle fasi principali (Funzionale, Tecnica, Produzione,Test) avviene in più cicli, dal macro al micro livello.
Questo metodo si oppone a quello che vuole la fase di analisi funzionale completa e chiusa prima di iniziare quella delle specifiche tecniche, etc.
L'approccio a spirale ha come obiettivo primario la diminuzione del rischio.
In realtà, sia il metodo waterfall che quello a spirale sono sono combinati in modo da minimizzare i rischi e garantire un flusso progettuale coerente.
Si applicano le fasi del waterfall fino ad ottenere un primo "giro" di analisi funzionale e tecnica con sufficienti informazioni per produrre un prototipo operativo che colga gli obiettivi delle funzioni "critiche" del progetto.
Poi, alla luce delle osservazioni degli utenti e dei tecnici che hanno effettuato il test, viene rivista l'analisi, la produzione e il test, ...
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Gibson e Nolan ('70) hanno tracciato una sorta di INDICE DI SVILUPPO dei sistemi Informativi Aziendali in funzione dei fattori che, per loro, sono i fattori critici:
Il costo sostenuto annualmente dall'impresa per i progetti informativi | |
il volume delle applicazioni sviluppate e attive | |
il tipo di tecnologia adottata | |
l'organizzazione finalizzata alla gestione del S.I.A. | |
Il rapporto tra il settore S.I. e l'utenza |
in questo saggio si sostiene che tutte queste variabili sono in crescendo, man mano gli STADI evolutivi del sistema informativo si evolvono nel tempo, con una curva ad "S" che ha l'apice nella fase di maturità per poi tendere al declino.

Ad esempio il numero delle applicazioni nella fase introduttiva del S.I. è ridotto e stenta ad avere una crescita rapida: sono da impostare gli strumenti più adatti, le strategie di sviluppo, l'organizzazione. Una volta fatte le scelte e risolti i problemi tecnologici, inizia una fase di forte diffusione che incrementa notevolmente il numero delle applicazioni. l'assestamento inizia quando si introducono degli efficaci meccanismi di controllo sullo sviluppo che da "selvaggio" tende ad una certa maturità. La completezza dei pacchetti applicativi fa raggiungere all'azienda un volume sufficiente e quindi la crescita raggiungere il top e, con il tempo, tende a fare calare il numero del software "attivo" (utilizzato) a causa dell'obsolescenza tecnologica e funzionale.
Un ulteriore affinamento del modello di Nolan lo fece Nolan stesso circa 10 anni dopo rivalutando le aziende campione studiate inizialmente: La crescita non si era fermata dopo la maturità, bensì aveva proseguito un andamento positivo sull'onda di nuove soluzioni tecnologiche.
Un andamento ad "S" è quindi reiterato ad ogni ciclo di rivoluzione tecnologica (ondata tecnologica).

Un approccio ancora più puntuale sulla curva di crescita del Sistema Informativo aziendale è da attribuirsi al Camussone che vede come fattore sensibile al posto del tempo la complessità aziendale.

Se seguiamo la freccia di crescita "A" troviamo la combinazione corretta
Se seguiamo la tendenza "B" troviamo un impresa che anticipa lo sviluppo informativo rispetto al suo assetto aziendale tecnologico.
Se seguiamo la direzione della freccia "C" troviamo una situazione di sottosviluppo applicativo rispetto all'ampio investimento tecnologico.