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La città ideale

 

La città ideale

Weekend e fuga a Livorno. Suoni, odori, sapori veri che vi abbracciano come una vera famiglia.

Prendetevi un attimo di pausa, pensate ad una mini vacanza che potreste farvi in questo fine settimana. State pensando ad un luogo dove potreste trovare la bellezza della collina, del mare, il gusto della cucina, i sapori dei vini, la cultura e l’arte? Se è questo quello che cercate, Livorno è quello che fa per voi! Secondo l’architetto Bernardo Buontalenti, Livorno era, almeno nel progetto urbanistico, la “Città ideale”. Facile da raggiungere, questa città offre una moltitudine di possibilità per giovani e meno giovani. La parola chiave di Livorno è il mare, infatti, esso rappresenta l’anima di questa città.
Da questo splendido specchio i livornesi traggono benefici economici e culinari.
Ma non solo, per ammirarlo nel suo splendore, si possono effettuare lunghissime passeggiate sul ben rinomato “lungo mare”, ricco di palme, chioschi e aquiloni.
Il Porto rappresenta il cuore di questa cittadina, si affaccia sul mar Tirreno ed è un importante punto di collegamento con il mediterraneo centrale e occidentale. L’intenso traffico marittimo coinvolge vari tipi di traffico-merci, ma è anche affollatissimo di passeggeri diretti verso le isole, le grandi e le piccole, quali: la Sicilia, la Sardegna, la Corsica, l’Elba, la Capraia...
Si possono praticare numerosissimi sport, ogni tipo di attività ed inoltre a pochi chilometri dalla città è possibile effettuare percorsi di trekking e mountain bike, equitazione e tanti altri, questi sport permettono di addentrarsi in una macchia mediterranea incontaminata e pura.
Le grandi sfide tra Rioni appassionano, per ben tre volte durante l’estate, i turisti (che sono ancora pochi), ma soprattutto gli appartenenti ai propri quartieri. Queste tre sfide hanno una lunga origine che proviene dalla storia dei vecchi scaricatori di porto. Chi tra questi rioni avesse vinto il palio, si sarebbe aggiudicato il diritto di scarico delle navi in arrivo in porto. Queste sfide sono: Il Palio Marinaro, la coppa de Risi’atori e la coppa Barontini. Ognuna di queste ha una diversa caratteristica, ma vi invito a scoprirla da soli venendoci a trovare; l’entusiasmo è assicurato.
Abbiamo accennato alla storia degli scaricatori, ma la storia di Livorno è assai diversa da quella delle altre città (e a mio parere molto affascinante). Livorno è una città giovane, nasce intorno al XVI sec. in coincidenza con il periodo del massimo splendore fiorentino e della Signoria dei Medici.
Diventa porto franco, fu una città cosmopolita per circa un secolo, piena di colonie provenienti da ogni parte del mondo (greci, ebrei, turchi, spagnoli, inglesi, francesi…) tanto che Livorno è ancora oggi un luogo caratterizzato da un’atmosfera di tolleranza, simpatia e disponibilità. Livorno, ricordate, non ha dialetti, ma ha il Vernacolo Labronico dove al massimo potrete sentire qualche “c” strascicata.
I vini che si possono degustare non sono proprio di casa, ma possiamo chiedere aiuto alle colline limitrofe. Ci giunge così l’ottimo Chianti, il Montescudaio, il Bianco di Monteregio, il Bolgheri bianco e tanti altri. Sicuramente da non trascurare sono le specialità culinarie, che sono per lo più a base di pesce. Partiamo dal conosciuto Cacciucco; le triglie alla livornese; il baccalà; lo stoccafisso. Abbiamo prodotti tipici come la torta di ceci, accompagnata spesso da pane salato: "Il Cinque e Cinque” (cinque lire di pane e cinque lire di torta); le roschette di pasta di pane salata a forma di piccole ciambelle. Dolci come la schiacciata di Pasqua. I liquori riscaldano lo spirito durante le ventose serate d’inverno e sono il Ponce (bevanda calda a base di caffè e rum), il Sassolino, la Vela (Ponce con una scorza di limone). Omaggio che Livorno vi manda aspettandovi numerosi è la ricetta del CACCIUCCO.

PREPARAZIONE: Mettere al fuoco una casseruola con fondo d’olio d’oliva, aglio e salvia, peperoncino. Soffriggere. Mettere polipi e seppie tagliati a troccoli, bagnare con vino bianco, aggiungendo il concentrato di pomodoro e cuocere per 20 minuti, rimestando. Mano a mano rovesciarci i pezzi da zuppa e il palombo tagliati. Le teste dei pesci andrebbero cotte in brodo con gli odori e passate. Il ricavo, abbastanza denso, e versato nella casseruola, aggiungerebbe sostanza e sapore al cacciucco. Seguire la cottura a fuoco lento. Quando il polpo e le seppie sono tenere aggiungere i crostacei e i frutti di mare con i loro gusci.
Andare avanti per altri 6-7 minuti affinché datteri e vongole si aprano. Il pane agliato e abbrustolito va posto sul fondo delle terrine. Con un grosso ramaiolo attingere pesce e sugo dalla casseruola in parti eque. In abbinamento vino rosso, meglio se giovane.

LA RICETTA: Ingredienti per sei persone.
-500 g di seppie nostrali
-500 g di polipi di scoglio
-300 g di palombo fresco
-500 g di pesce da zuppa (gallinelle, cappone, scorfano)
-500 g di frutti di mare misti (datteri e vongole)
-500 g di gamberoni, gamberi, scampi, cicale
-Vino bianco
-un cucchiaio di concentrato di pomodoro
-olio, aglio, salvia, peperoncino
-12 fette di pane posato, arrostito, pepato e agliato.

(21/04/2002) Giulia Corteggiani, IV B Programmatori, ITCG Villa Pamphili - Roma