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La
ricerca delle origini dell' attuale cane Rottweiler ci porta sino
all'epoca del romani, epoca in cui svolgeva compiti da cane bovaro e da
guardia.
Il nome dl questo prezioso cane derivò dall' antica città di Rottweil. La città ebbe origine dall'insediamento dei romani, che nella primavera del 74 d.C.,vi giunsero ad occuparla. Per munire il campo di difese vennero creati dei presidi circostanti congiunti con vasta rete stradale adatta per truppe celeri; al centro di questo punto strategico v'era Rottweil che assunse perciò sempre maggiore importanza. Nel 700 d.C. il Principe di questa località costruì sopra le mura d'uno stabilimento termale romano la prima chiesa cristiana (chiesa madre) attorno alla quale sorsero ancora altre costruzioni ed un nuovo centro abitato; esso, come le altre comunità abitate si chiamava Villa e dal colore delle tegole e dei mattoni (rimasti dalle costruzioni romane) ebbe il soprannome di Villa Rossa - Rote Weil, successivamente, Rottweil. Con il progredire dell'occupazione romana vennero costruite abitazioni e ville con il lusso e la raffinatezza dell'epoca. Per volontà dell'imperatore Vespasiano, la città sarebbe diventata il capoluogo della provincia conquistata. Oltre alle case, i governanti romani provvidero anche ad opere pubbliche come terme ed acquedotti; sotto la chiesa di S. Pelagio sono ancora conservati gli impianti di riscaldamento per i bagni. Dopo i legionari arrivarono anche le truppe ausiliarie, ma la città rimase ancora un importante centro amministrativo, quando poi i Germani varcarono i "limes" e si sparsero in tutto il territorio della provincia romana, le legioni dovettero ritirarsi e la zona venne occupata dagli Svevi e dagli Alemanni (verso il 260 d.C.); essi devastarono tutta la regione e la città, insediandosi nelle vicinanze.
La nuova cittadina ebbe ancora un periodo fiorente, ma non fu più
capoluogo amministrativo, fu solo corte imperiale franca ai tempi dei Carolingi e solo nella metà del XII secolo divenne importante centro della
Marca. Si rese necessario munirla di torri e mura, ma siccome la posizione
fino ad allora occupata era sfavorevole alla difesa, fu presa l'ardita
decisione di costruire la città nuova su un'ampia collina, situata sopra
le rocce e protetta da due burroni, in posizione elevata sopra il Neckar;
ancor oggi si può notare che l'antica città di Rottweil non è sorta a
caso, ma secondo un vero e proprio piano regolatore; venne munita di mura,
torri e porte cosi possenti da farne una città inespugnabile. Assurta
quindi a nuova e grande importanza essa divenne meta di soggiorni
frequenti e graditi di re e di imperatori. Fin dai tempi più remoti del medio evo in questa città, per l'importante traffico di bestiame, si era venuto formando un cospicuo gruppo di macellai e qui convenivano i commercianti di bestiame ed i macellai di tutte le contee. Nella vecchia città imperiale erano giunti perfino compratori e venditori di bestiame provenienti dall'Ungheria e dalla Francia per prendere parte a questo importante mercato. Per condurre in quei luogo ed esportarvi le mandrie, era necessario anche un cane di carattere tranquillo, fedelissimo, dotato di particolare robustezza; tale fu il cane che i macellai adottarono ed allevarono proprio per le loro specifiche necessità.
Non si creda che l' odierno Rottweiler sia identico nella forma e nella figura ai pastori romani di allora, egli ha subito certamente una serie di incroci, in parte occasionali, in parte voluti dall' uomo che miravano a funzioni di utilità ben definite,migliorandone sia le qualità fisiche che caratteriali ed inoltre l'evoluzione fu influenzata da altri fattori, quali il clima e l'ambiente che in tutti i tempi hanno avuto importanza non indifferente per la formazione delle razze.Infatti anche in quella regione si incrociarono i cani nativi con i nuovi arrivati e i cani delle regioni nordiche; perciò accanto ai cani specialisti puri come il Saupacker (cane da porcai) ed agli alani, accanto ai progenitori dei boxer ed accanto ai cani da corte (Hofhunden) tra cui vi è l'originario Hovawart,ebbe origine la più particolare razza di cani che si può indicare come il più perfetto prodotto della mescolanza delle migliori qualità del cane da pastore e da combattimento romano e dei cani locali e dei cani nordici olandesi ed inglesi a mascella larga.
Il Rottweiler non era solo un cane da guida e da difesa, ma anche un buon cane da traino;veniva impiegato per trainare i carretti dei macellai, dei mercanti locali, dei panettieri e dei lattai. Su questo lavoro di traino per i cani si discute assi pro e contro, ma ciò esula dalla nostra trattazione. Quando più tardi la guida di mandrie con cani venne proibita per disposizioni di legge ed anche nel traino dei veicoli l'asino sostituì il cane, i compiti del Rottweiler diminuirono ed il suo allevamento ebbe un regresso. La razza in conseguenza diminuì al punto che nel 1905 nel circondario di Rottweil fu possibile reperire solo una femmina. Ma il Rottweiler non correva pericolo di estinguersi perché per le sue ottime doti di carattere aveva trovato anche al di fuori della cerchia dei macellai una schiera di fedeli amici, come cane di utilità e di compagnia. Il lungo periodo di tempo vissuto dalla razza in compagnia e collaborazione con gli uomini aveva ben delineato il suo tipo e le sue costanti prestazioni migliorando in tal modo forma e carattere.
Nel 1901 una legge stabilì di
ricorrere ai cani per i servizi di polizia,e venne tenuto presente anche il Rottweiler che, grazie alle sue doti fisiche e di carattere, se ne
dimostrò all'altezza. Il Rottweiler era sempre il pur valido e fedele
collaboratore dell'uomo; il suo carattere era venuto sempre più
nobilitandosi nel lavoro per disponibilità e fedeltà indiscusse,
diligenza, docilità pur accompagnata da senso di indipendenza, coraggio
nel pericolo, scarse esigenze e resistenza alla fatica. Allora non si
parlava ancora di allevamento secondo i criteri moderni; mancavano
completamente gli alberi genealogici.
Non è facile reperire notizie della
razza come cane da guardia agli inizi della sua storia.
L'allevamento razionale ha eliminato i grossolani difetti che
accompagnavano le caratteristiche della razza ed essi sono andati
scomparendo, i più grossi progressi si sono raggiunti in rapporto al pelo
ed al suo colore. Eliminando i soggetti a pelo lungo si è mantenuto un pelo
corto e compatto, è scomparso il sottopelo che in passato tendeva a farsi
superficiale, le macchie bianche sono rare a trovare, variazioni dal
caratteristico colore nero focato, che sono ammesse da qualche club, sono
tassativamente vietate dall'ADRK (Federazione generale dei Rottweiler Club
Tedeschi"); nell'intento di conservare il carattere
di nobiltà del Rottweiler tali soggetti sono esclusi dai libri di
allevamento.
Il divulgarsi della razza attraverso le
esposizioni e il lavoro capillare degli amatori, si svilupparono
contemporaneamente a quello di tutta
la cinofilia tedesca grazie alla piena armonia dei soci, le qualità del
cane migliorarono specialmente nelle proporzioni, nell'irrobustimento
della corporatura, nel miglioramento dell'andatura e nella nobilitazione
del modello della testa. La ricostruzione del dopoguerra impose ai soci
del club nuovi ed importanti compiti per riparare i danni provocati dal
disastro generale e anche, purtroppo, allo scadimento morale degli
allevatori traviati dal notevole interesse perla razza da parte delle
truppe di occupazione, ma con molta solerzia si ebbe ragione anche di
questi inconvenienti.
Già dai primi tempi di vita del Club (DRK)
vi furono discordie specialmente per questioni personali e così, l'uno
dopo l'altro, sorsero altri club: il "Rottweiler club tedesco del Sud", il
"Rottweiler club internazionale" ( 1907) (RIK):
La Società
ebbe da allora alcuni validi presidenti di cui alcuni famosi come il cinologo Bazille; egli dovette superare alcune difficoltà quali
l'inflazione postbellica ma diede un contributo in senso scientifico e da
più di 60 anni le caratteristiche della razza sono pressoché rimaste le
stesse: la struttura del cane è ancora tozza, compatta, piena di forza, ma
non goffa nè sproporzionata.
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