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Gavi e dintorni - Appunti e note di Roberto Stretti

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Parliamo di politica
Gavi, 07 ottobre 2002
VALLEMME: NASCE UN FRONTE COMUNE CONTRO LA CAVA?
Sembra concretizzarsi la possibilità che si realizzi un fronte comune tra le Amministrazioni per dire un NO secco ed unitario alla cava Cementir

VOLTAGGIO - Venerdi 04 ottobre, si è tenuto a Voltaggio un Consiglio Comunale straordinario al quale hanno partecipato anche il sindaco di Carrosio ed il Sindaco di Gavi, il presidente del parco Capanne di Marcarolo ed il Presidente della Comunità Montana e un consigliere del consiglio comunale di Fraconalto in rappresentanza del sindaco.
Ancora una volta si è persa l'opportunità di un consiglio aperto - cioè dove i cittadini possono intervenire - per la solita mancata richiesta da parte della minoranza consigliare che ha introdotto la serata sottolineando le posizioni discutibili assunte dal sindaco in questi ultimi diciotto mesi per fronteggiare il problema acquedotto che si andava man mano profilando sempre più grave sino ad assumere i contorni di un incubo per tutta la popolazione della Vallemme.Nonostante un dibattito vivace ed articolato sono comunque rimasti alcuni dubbi: l'acquedotto che andrà ad approvvigionare i comuni di Carrosio e Gavi è pubblico o privato e la presenza di due tubi ha forse lo scopo di soddisfarre entrambe le ipotesi? anche se è solo grazie al pubblico che la ditta Cementir assolutamente privata ha potuto usufruire del procedimento di esproprio per utilità pubblica ed evitare la richiesta di concessione edilizia grazie anche alla avvocatura di Stato : grottesco se si pensa che per piantare un chiodo il cittadino "normale" è costretto a presentare progetti , domande, compilare moduli ed attendere mesi o addirittura anni la concessione!!!
Altra perplessità non fugata è il "modus operandi" del sindaco di Voltaggio e le motivazioni che hanno indotto certi suoi comportamenti come la scelta di non protocollare nulla riferito a questa vicenda : da una semplice comunicazione all'A.S.L. ad importanti lettere indirizzate alla Regione o alla Provincia o al Ministero dell'Ambiente agli atti non risultano mai essere state scritte .... sembra un perfetto copione da spy story.!!
Altro argomento che suscita non pochi dubbi e domande è quello inerente alla gestione del problema AMIANTO, la cui presenza è ormai ufficiale nonostante che l'ARPA pur avendolo riscontrato non ha mai fornito delle percentuali precise. E' bene ricordare che da analisi eseguite dal Prof. Cortesogno dell'università di Genova si parla di percentuali dall'80% al 90% e che la regione Liguria ha da tempo legiferato in materia di amianto norme precise che bloccano i lavori immediatamente con contenuti nelle roccie del 5%, e questo porta alla considerazione del come è possibile che la regione Piemonte non si sia ancora adeguata in merito a questo problema: forse a causa del progetto TERZO VALICO dove il tracciato attraverserà sicuramente zone contenenti quantità elevate di amianto .
Onde evitare di essere accusati di fare terrorismo ambientale è bene sottolineare che fino a quando l'amianto rimane ancorato alle roccie è innocuo, i problemi incominciano quando le roccie vengono smosse, scavate, sbriciolate lavorate in qualche modo allora all'interno delle polvere l'amianto ha possibilità di creare danni gravissimi all'organismo umano e non solo agli addetti ai lavori, in quanto qualora venga trasportato o stoccato tutte le aree che vengono coinvolte sono potenzialmente inquinate. In questa apocalittica situazione il piano di sicurezza è stato presentato in 10 settembre 2002 : superfluo ogni commento!!
Ovviamente rocce contenenti amianto rilasciano particelle del medisimo nell'acque che le attraversano ed pur avendo stabilito la reale presenza in numero elevato di fibre del suddetto, ad oggi non sono ancora definiti i metodi di filtrazione per eliminarlo.
Grande sconcerto ha stato suscitato il venire a conoscenza che il D.P.C.R. targato centro destra del 2002, di conferma dei lavori per l'acquedotto alternativo legato alla nuova cava Cementir differiva da quello del 1999 targato centro sinistra solo nell'autorizzazione dei lavori all'interno del Parco. Non hanno neanche speso energie per riscriverlo!!!!!!!!
Clima di collaborazione che si respira anche tra la Provincia e la Regione di fronte a questo tipo di opere.
Unica nota che rende meno pessimistico l'avvenire la volontà del sindaco di Voltaggio di affiancarsi agli altri amministratori della Vallemme nel sottoscrivere un documento comune per chiedere la valutazione di impatto ambientale ( V.I.A ) riferita alla cava del monte Bruzeta.


Gavi, 07 ottobre 2002

12ott02 pubblicato sul n.28 di Cittadella
Periodico della provincia alessandrina - Cittadella - Periodico della provincia alessandrina -
Prof. Roberto Stretti

Loc Vallegge 31
15066 GAVI (AL)
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