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A.M. Rocca Prefazione della Riedizione del 1965 |
Nel presentare la ristampa delle "MEMORIE DI RIVARA", lasciateci dal nostro illustre concittadino Teologo Prof. Angelo M. ROCCA e pubblicate nel 1910 con i tipi della Editrice Bernardino Vassallo da Cuorgnè, ritengo opportuno mettere in rilievo i due principali motivi che hanno sollecitato questa Amministrazione comunale a divulgarle:
1) - La ristampa coincide con la data del 23 maggio 1965, in cui il Comune di Rivara inaugura solennemente il proprio GONFALONE, riconosciuto e concesso dalla Presidenza della Repubblica con Decreto del 5-7-1964, registrato alla Corte dei Conti al n. 264 reg. n. 4 in data 7-9-1964 e trascritto nel Registro Araldico dell'Archivio Generale dello Stato il 6 ottobre 1964, avendo a Madrina la Signora Ins. Maria Vittoria Perona-Davito.
L'alto riconoscimento lo si è ottenuto grazie soprattutto alle notizie storiche ed artistiche su Rivara e sul suo Stemma contenute nella preziosa Opera di Angelo M. Rocca.
2) - L'atto di doveroso omaggio, che si vuol rendere a così insigne studioso mediante la ristampa del Suo volumetto, consentirà di allargare e migliorare la conoscenza della Storia di Rivara e della vita dei nostri Padri, nonché di ringraziare l'esimio Autore ed i nostri benemeriti Antenati, che eressero a culto il senso civico, la custodia gelosa di tutti i valori spirituali e l'autore ed attaccamento al proprio paese, in tanti modi da essi valorizzato e reso bello con la profusione disinteressata e completa delle loro migliori energie, del loro pensiero e delle loro opere, compiute con l'animo generoso del figlio devoto verso la propria Madre.
Le " Memorie di Rivara " civile e religiosa si fermano al lontano 1910 ed abbracciano un lunghissimo arco storico risalente alle origini del Canavese.
Da quell'anno ad oggi, nonostante le interruzioni dovute ai due lunghi periodi bellici, il nostro Comune non è rimasto inerte, ma ha seguito con costante regolarità i nuovi tempi.
Il risveglio della piccola industria ed il conseguente moderno sviluppo industriale non hanno depauperato la economia agricola, predominante in tempo ancora a noi vicino, prevalente oggi, in quanto le fabbriche hanno trattenuto in loco la benemerita categoria degli operai, scongiurando così lo sconsolante fenomeno, verificatosi in larga misura altrove, dello spopolamento delle montagne e delle vallate. Figura caratteristica dell'odierna economia mista agricolo-industriale è quella del piccolo proprietario-operaio che sfrutta il proprio fondo con l'aiuto dei familiari nelle ore libere dal lavoro di fabbrica.
E' da augurarsi che tale tipo di economia integrata continui a migliorare e dia un sempre maggior benessere alla nostra popolazione.
In concomitanza col risveglio e l'incremento industriale, a soddisfacimento delle mutate esigenze di vita, la pubblica Amministrazione ha sentito il precipuo dovere di creare ed ammodernare le indispensabili infrastrutture e di assicurare alla collettività i servizi pubblici essenziali di cui maggiormente se ne è avvertito l'impellente ed inderogabile necessità. L'ansia febbrile per un rinnovamento integrale ha imposto non lievi sacrifici a tutti i responsabili della cosa pubblica ed alla stessa collettività, la quale, grazie anche al determinante contributo dei finanziamenti statali, può oggi beneficiare di un moderno acquedotto inaugurato nel 1956 sotto l'Amministrazione del Cav. Beniamino Benevenuta, di fognature, di strade in buona parte bitumate, di un cimitero abbellito ed ampliato, di un nuovo edificio per le scuole elementari e di un edificio per la scuola materna riattato ed ampliato e quindi reso più funzionale e sano a tutto beneficio dei bimbi d'oggi e degli uomini di domani.
La sistemazione delle aree pubbliche interne, l'ammodernamento della pubblica illuminazione per la quale sono stati utilizzati gli antichi caratteristici lampioni ad opera del concittadino Colombatto Michele (Pinot) ed altre opere minori, unite ad idonei strumenti amministrativi atti a salvaguardare e valorizzare le bellezze paesaggistiche e la peculiare struttura urbanistica dell'abitato, oltre a rendere più confortevole e sereno il quieto svolgersi della vita paesana, potranno incoraggiare un desiderato flusso turistico in Rivara, cui madre natura ha dato i beni privilegiati dell'amena posizione precollinare, dell'incantevole clima e della benefica salubrità dell'aria, immortalata così pregevolmente nello Stemma Municipale.
Ritengo, inoltre, doveroso e di comune interesse aggiungere, sia pure in modo breve e succinto, qualche nota su Rivara "religiosa" riguardante il periodo di tempo non compreso nelle " MEMORIE " che, come già detto, terminano al 1910.
L'allora Parroco, Can. Cav. Giuseppe Tarizzo, morì in detto anno. Di lui resta in Chiesa il primo Altare a destra, eretto dal Comune e dalla popolazione nel 1901 in occasione del suo 50° di sacerdozio e 25° di parrocchia. Un marmo in fondo alla Chiesa, posto il 3 giugno 1924, ne ricorda la esemplare figura di Parroco con la seguente dedica: " Al pio Sacerdote - Can. Giuseppe Tarizzo da Favria - che resse con zelo questa Parrocchia dal 1878 al 1910 - e fattosi Maestro a fanciulli ed adulti - avviò alle lettere e sacre discipline molti figli del popolo che a lui ricorrevano da paesi vicini e lontani - i discepoli riconoscenti posero ".
Sito successore nel 1911 fu il Teologo Cav. Pietro Allora, che intraprese molle opere di restauro alla Chiesa, dotandola di un nuovo Altare Maggiore in marmo e di una nuova facciata, opera dell'Arch. Mesturino.
Nel 1937 gli successe l'attuale Pievano, don Luigi Baracco, cui va data lode per il completamente delle opere di restauro della Chiesa che dotò di una nuova "Via Crucis", opera insigne dello scultore rivarese Emilio Musso, ed eresse la Casa delle Opere Parrocchiali per la Gioventù, opera quest'ultima dell'Arch. Paolo Musso pure di Rivara.
Alla ristampa delle "Memorie" ed alla inaugurazione del Gonfalone Municipale si unisce oggi un'altra particolare circostanza: la consegna ufficiale della Onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana al sig. Antonio Marchetto, assessore anziano del Comune. Il Consiglio Comunale ha voluto solennizzare l'avvenimento a tributo di omaggio e a doverosa riconoscenza per la fattiva ed appassionata opera da lui svolta in tale carica per oltre venti anni.
Concludo con una esortazione ed un cordiale augurio: esortazione ai giovani, perché la vita e le opere di tanti benemeriti Rivaresi vengano assunte a saggia guida della loro vita ed a luminoso esempio per ben operare nel comune interesse; augurio, nel significato più bello e più sacro, rivolto ai nostri figli, auspicando per essi un avvenire sempre radioso e sereno, da cui la nostra amata e bella Rivara possa sempre trarre migliori fortune, sì che la luce vivida che promana dagli armoniosi simboli del Suo glorioso Vessillo, oggi inaugurato, venga nei secoli da tutti benedetta.
Rivara, dalla Residenza Municipale, 23 maggio 1965.
IL SINDACO
Scanavino rag. G. Battista