A.M. Rocca
Memorie di Rivara

Prefazione

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Carissimi compatrioti,

Non è una storia, nel vero senso della parola, che io vi presento; ma piuttosto una raccolta (e questa anche più o meno ordinata!) di memorie del paese che ci vide nascere, e che voi ed io mai abbiamo cessato di amare.

E queste memorie le ho scritte unicamente per voi, per richiamare cioè alla mente vostra fatti e notizie, che si fossero dimenticati; o di cui non avete che una vada. od anche inesatta conoscenza; o che pur mai sentiste a raccontare.

Voi vedete quindi che il mio libretto, il quale non desterà alcun interesse nei forestieri (eccettuata forse la parte che tratta dl Canavese in generale), è destinato dallo stesso suo scopo a stare fra voi, nelle vostre case, nelle vostre famiglie; perché non fu Necessario che io mi fermassi a descrivere cose e luoghi, ed a parlarvi di persone viventi, quando voi tutti, al pari di me, le vedete e le conoscete.

Io stesso, per primo, credo tutt'altro che perfetto il mio lavoro, sebbene abbia cercato di compierlo con coscienza ed amore di verità, non badando, per riuscirvi che mi fosse possibile, a spese, a noie, a studi di luoghi, di tempi e di tradizioni.

Nel comporlo mi sono servito, e largamente, oltre le fonti che ho citato nel corpo dell'operetta, delle "Passeggiate nel Canavese" del Prof. Antonino Bertolotti, ben conoscendo a prova con quale instancabile cura, zelo e pazienza abbia visitato e rovistato gli archivi, i documenti, ed i manoscritti antichi di tutto il Canavese, e delle più importanti biblioteche di Torino e del Piemonte.

Ed io ricordo ancora la venuta di lui a Rivara, e le sue replicate visite all'archivio comunale e parrocchiale. Ciò non ostante, fu un vero male che il Bertolotti non abbia fatto più profondo studio sulle memorie e sui documenti di Rivara; che non abbia qui consultato famiglie e tradizioni; che non abbia esaminato luoghi... Avrebbe certo fatto un lavoro più accurato e più soddisfacente. La colpa però non fu tutta sua; ma in gran parte di chi, per fini individuali, non gli comunicò quelle notizie e relazioni, che per l'età sua, e per la lunga conoscenza del paese, egli soltanto avrebbe potuto, ed anche dovuto, con maggiore disinteresse, somministrargli. Ma, parce sepultis!

Parecchie notizie sul Canavese raccolsi dall'Armando, dal Vaccarone e Nigra (Guida del Canavese), dal Durandi (La Marca d'Ivrea), dal Tibaldi (Storia della Valle d'Aosta), dal Pagliotti (Cuorgnè e l'alto Canavese), dal Palmero (Cenni sulla Rocca e su Corio(1)), e da L. Clavarino; ed altre pure spigolai nell'opera, superiore ad ogni elogio, " i Castelli Valdostani e Canavesani " dell'Ill.mo e compianto mio parente Prof. G. Giacosa.

Mi valsi poi, per la storia di Rivara, e specie per ciò che riguarda le chiese e cappelle, d'un prezioso volume manoscritto del 1752, dal titolo " Stato delli stili e consuetudini sempre eserciti dalla parrocchia e comunità di Rivara(2)", (favoritomi dall'Egr. Maestro Signor Giovanni Gays, cui porgo vivi ringraziamenti, per avermi anche aiutato nella ricerca di date e di memorie, che mi occorrevano nella compilazione del mio lavoro); e di altro ms. del 1807, indirizzato dall'Avv. Paolo Gays, Maire di Rivara al Pievano di allora. Qualche notizia potei pure avere dal "Cartario di Santa Maria di Belmonte e di S. Tomaso di Busano ", preziosa operetta di G. Frola, edita nel 1909.

Ora voi, carissimi Rivaresi, farete, io ne sono certo, non solo buona accoglienza al mio libro; ma lo terrete caro, perché dono di un vostro amico; e saprete compatirmi se, per tanti motivi, non ho potuto e saputo fare di meglio; e se, per pura necessità, sforzato a ricorrere ad ipotesi e congetture, ad avanzare cioè su certi punti oscuri la mia debole opinione, avrò forse anche preso qualche abbaglio.

Ad ogni modo, se qualcuno, dopo aver letto il mio libro, crederà bene di ,farmi delle osservazioni, di somministrarmi più sicure notizie, di suggerirmi correzioni da farsi; mi farà un favore grande davvero, di cui gliene sarò tenutissimo. E di tutto farò tesoro per valermene, se Dio mi darà vita e salute, in una seconda edizione del mio lavoro, forse non lontana.

Vi auguro ogni bene.

Rivara, 24 Giugno 1910.

Vostro aff.mo

Sac. ANGELO MARIA ROCCA

Cordiali ringraziamenti pure presento all'ottimo signor Cav. Dott. Colonnello Carlo Pola, per preziose informazioni inviatemi sul nostro paese; ed altrettanto al gentilissimo signor Ignazio Ratti, chimico farmacista, per avermi favorito la fotografia dello stemma di Rivara, con cui fu riprodotto il clichè, stampato sulla copertina di queste Memorie.


1 - Devo alla gentilezza del mio cugino Sig. Giovanni Bussone, Maggiore Generale, la conoscenza di questa bellissima operetta, ormai rara, del prof. Palmero

2 - Con questo trovansi rilegate copie autentiche degli ordinati comunali del 1791 - di lettere a S. R. M. ed all'Arcivescovo e relative risposte - del ricorso della contessa Valperga di Rivara - di sentenze ed investiture degli antichi feudatari del paese - dei Bandi campestri dell'ultimo conte, etc., etc.