Della Morte di Creature Innocenti e del Cielo Stellato

(dal Libro dei Racconti - di Randagio Piedesvelto – 2/09/99)


Dalla stessa raccolta del racconto precedente, con lo stesso stile poetico...

A molti sara` capitato di andare in macchina di notte e vedere sul ciglio della strada o spalmato in mezzo un animale, generalmente ricci o gatti, piu` di rado cani (e sono anche i piu` difficili da sostenere...).
A qualcuno sara` passato per la testa di fermarsi, di vedere se puo` fare qualcosa, che sia anche solo una preghiera per una vita spesa senza un perche`.
A pochissimi viene istintivo, ed e` cio` che puo` davvero fare la differenza fra una vita isterica che guarda avanti sempre e a tutti i costi, ed un modo di vedere le cose piu` attento, riflessivo, rispettoso, di fare una cosa in piu`: prova a fermare la macchina, spegni le luci perche` tanto in questi casi ci vedi sempre lo stesso, e dopo aver appurato che si tratta di una creatura morta (perche` se e` viva e non cerchi di salvarla e` meglio che smetti di leggere e strisci altrove) siediti un momento li di fianco e guardala negli occhi: sono aperti, guarda piu` giu`:
Un lampo! vivi tutta la sua vita condensata in pochi secondi, e’ cosi rapido e intenso che il tuo cuore sta quasi esplodendo mentre continui ad ingoiare sorsate d’aria grandi quanto il mondo e il tuo corpo e’ scosso da un’energia strana...
Ecco, l`ultimo bagliore accecante prima di un colpo tremendo, senti il freddo che si avvicina, ti fruga e ti entra dentro lentamente, la morte e` passata qui di fresco, si sente ancora il suo odore, hai una paura folle di percorrere una discesa verso l`ignoto, senza freni e senza volante, l`incertezza e la perplessita` instupidita del morire senza aver capito nemmeno il come o il perche`...
Solo una gran botta, due luci rosse che si allontanano veloci, le guardi di sbieco con la testa appoggiata storta su un asfalto troppo duro, troppo freddo, e quelle luci rosse sempre piu` fioche nella distanza si portano via la tua anima, inconsapevoli del valore di cio` che hanno schiacciato.
Spensierate ti accompagnano alla morte, e senti sempre piu` freddo, il calore sguscia via come un` anguilla, non puoi fare niente per convincerlo a restare, lo sai.
In quel momento sei vivo come non ti sei mai sentito prima, e` questa l`ironia: apprezzi veramente la vita solo quando sta correndo via cosi` veloce, che sei costretto a capire tutto in un attimo, e tutto e` chiaro, ma e` anche inesorabilmente troppo tardi.
Non hai tempo per niente, neanche per passare a qualcuno il testimone della verita`, e l` ultimo pensiero, il piu` amaro e` proprio questo: “tutto questo andra` perduto come lacrime nella pioggia...”( Ridley non era mica un cretino...)
Dopo questo bagno gelato, alzati e torna alla macchina, accendi il motore e riparti, ma non toccare la radio: questa regione si attraversa in silenzio.
E soprattutto non dimenticare cio` che hai visto.
Usa la morte senza senso di una creatura innocente e gentile per vivere con piu` completezza la tua vita, non stancarti mai di cercare e di pensare; piangi una lacrima dolce e di` una preghiera a chi vuoi per qualcuno che se ne e` andato e ha reso tutto il mondo piu` povero.
Respira la vita, bevila a grandi sorsate, lasciati attraversare.
Se hai davvero imparato la lezione, stanotte la morte non e` venuta invano.
E quella creatura ti perdonera`... 

L'autore: randagio@reameincantato.it

25/01/03

racconti

index