IL NUOVO RISVEGLIO

Giornale Murale Indipendente iscritto al n.154 R.S. del Tribunale Patti

Direttore Responsabile: Giuseppe Restifo

Redazione: Via Gramsci, 12 - 98067 RACCUJA

 Giornale Murale n.2 del 24.12.2001

LA GUERRA CONTINUA

L’Italia è pienamente in guerra.

Vi è entrata con uomini e mezzi militari e, purtroppo, anche con il voto favorevole di Rutelli e Fassino.

Allora, i giornali hanno scritto: "L’Ulivo vacilla". Perché nella votazione hanno disapprovato i deputati Verdi, i comunisti cossuttiani, una quarantina di deputati diessini alla Camera, e una quindicina al Senato.

Berlusconi e alleati, invece, di quel voto, sono rimasti soddisfatti. Ma non crediamo che lo siano stati la maggioranza degli italiani; né, tanto meno, i familiari dei soldati che andranno a rischiare la vita, in quanto saranno sicuramente impiegati in operazioni di terra, quelle più cruente e lo riconosce lo stesso ministro Martino quando afferma di essere fortemente preoccupato.

Ma contro di chi si sta conducendo questa guerra?

Ufficialmente, contro Bin Laden; contro un uomo, sia pure abbastanza pericoloso e colpevole.

Di fatto, si sta combattendo contro un popolo, quello AFGANO, povero e disperato, che da venti anni soffre la guerra e sopporta regimi totalitari e di oppressione. Ultimo, quello dei talebani. (Speriamo che con questa guerra, almeno quest’ultimo possa veramente essere annientato e sostituito con un’istituzione democratica).

Tanti pensano, però, che soprattutto si combatta, sotto sotto, per altro: per cautelare i padroni del petrolio, per i grossisti della droga e per i venditori d’ armi.

In ogni caso, è certo che con la terrorismo-guerra (perché questo si sta facendo) non si potrà distruggere il terrorismo politico nel mondo che, oltretutto, riteniamo non faccia capo ad un solo uomo o ad una specifica Nazione.

E, questo modo di combatterlo porta a pensare (e d’altra parte già l’hanno annunciato chiaramente), che vi è il gran pericolo di un allargamento della guerra fino a coinvolgere tanti Stati e, forse, tutto il mondo.

Bush già minaccia l’Iraq, la Somalia e i giornali parlano anche di Yemen, Sudan e Filippine come primi, possibili, nuovi fronti di guerra.

Ciò ha il significato di una sfida e di un allargamento del conflitto contro il mondo arabo ovvero, in ogni modo, contro i regimi che non piacciono agli Stati Uniti.

Certamente allude a questo il presidente Bush quando proclama che questa guerra sarà lunga e difficile. (Infatti, in Afganistan si è già agli sgoccioli, ma la guerra non finisce).

Tutto ciò, non vuole forse significare: INCENDIARE IL MONDO?

Questo, è certamente un momento storico gravido di estremi pericoli.

Non possiamo starcene tranquilli. Non possiamo chiudere gli occhi!

Peraltro, nel mondo si affaccia prepotentemente una grave crisi economica e c’è chi pensa di risolverla con la guerra che, notoriamente, è sempre benefica per la grande industria, per speculatori e intrallazzisti.

23.12.2001


SE NE VA UN ANNO "INFAUSTO"

 

Il 2001, il primo anno del terzo millennio, se ne va.

Crediamo che nessuno lo potrà rimpiangere.

Perché, riteniamo che sia stato un anno abbastanza negativo.

E’ stato, infatti, caratterizzato da tragici avvenimenti. Soprattutto a causa del terrorismo che con i dirottamenti aerei, ha colpito l’America provocando gravissimi danni alle persone ed alle cose e scatenando sconvolgenti conseguenze in tutto il mondo.

In primo luogo ha causato la guerra - classificata la prima del terzo millennio - che nessuno se l’aspettava e che non si sa quando avrà termine e quante altre distruzioni provocherà.

Ma sono state rimesse in discussione certezze, alleanze, partecipazioni ed anche culture civili e religiose tra gli Stati.

Quel che predomina, però, sono solo la subordinazione e la forza.

Chi paga di più è la povera gente. Come sempre, del resto.

L’ultimo tragico avvenimento è quello argentino: rivolta e morti.

Dei tanti tristi avvenimenti italiani non vogliamo fare un elenco, ma ce ne sono stati abbastanza e non possono dimenticarsi.

In politica, per noi, gli avvenimenti non piacevoli sono stati i risultati elettorali nazionali e, ancora di più, quelli regionali della Sicilia.

Sostanzialmente ha vinto il padronato, ovvero, la politica del padronato.

Forse per l’illusione delle promesse, ma, soprattutto, riteniamo, per gli errori della cosiddetta sinistra (in buona parte, per la verità, non più sinistra) e per l’incapacità (o l’impossibilità) di presentarsi UNITA, poiché la legge elettorale lo imponeva. Così, regna Berlusconi i cui provvedimenti sono di stretto interesse personale o, in ogni caso, avvantaggiano il padronato.

Riflettendo bene ognuno può capirlo.

Ha abolito la "concertazione", cioè l’accordo con i sindacati dei lavoratori, per raggiungere il massimo accordo con la classe padronale.

Infatti, chi approva tutte le proposte del governo sono Agnelli,la Confindustria e la Confagricoltura. (Vedi rinnovo contratti, licenziamenti più facili –abolizione art. 18- previdenza, pensioni, riforma scuola, etc.).

In Sicilia, in concreto non si programma nulla, neanche il risanamento del dissesto del bilancio già avviato dal precedente governo. L’unica legge importante è stata quella della sospensione delle demolizioni edilizie per gli edifici abusivi costruiti sulle coste. (Edifici –seconde case- che certamente non appartengono a lavoratori poveri).

Per CUFFARO (che vuole aumentare il numero degli assessori regionali) non c’è stato di meglio che affidare la Sicilia alla Madonna delle lacrime di Siracusa.

E a Raccuja: sempre NULLA. Se non la mancanza dell’acqua nel paese, l’aggravamento del degrado, l’aumento continuo verbale dei miliardi e il grave provvedimento sul piano regolatore.

In verità, nessuno si aspettava di più.

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Ebbene, per qualche giorno scordiamoci di tutto. Godiamoci, alla meglio, il Natale e il Capo d’anno sperando che il 2002 sia un po’ migliore.

BUONE FESTE A TUTTI.

24.12.2001  f. barone


I cento giorni di Berlusconi

 

Nei primi cento giorni, nell’attività di governo, primeggiano i seguenti provvedimenti:

Non si tratta di perseguimento di interessi personali e privati in atti d’ufficio?

23.12.2001


 Cinque anni non sono bastati

 

 

eppure, c’erano i finanziamenti!


COL NUOVO PIANO REGOLATORE

A RACCUJA NON SI COSTRUISCE PIÙ

 

Il Consiglio comunale di Raccuja ha approvato il piano regolatore comunale. ma, "a condizione che……………" perché non era stato modificato dai progettisti secondo le indicazioni date dallo stesso consiglio.

Ora, per introdurre le modifiche non si sa quanto tempo può passare.

Saranno mesi o anni?

Intanto, quindi, non entra in vigore se non per le norme di salvaguardia (quelle più restrittive) che sono immediatamente esecutive.

È un piano regolatore che prevede come "centro storico", ove non si può toccare niente, tutto il paese. Si potrà modificare qualcosa solo dopo l’approvazione dei cosiddetti "comparti", ancora da progettare e chissà quanti anni passeranno ancora.

La zona "c", di ampliamento, è prevista nella contrada Torre, oltre la Scuola Media e fino ad oltre la Chiesa del Carmine, zona tutta esposta a nord e in frana.

Cosicché non c’è più possibilità di costruire, ove qualcuno ne avesse voglia.

Riteniamo che il consiglio comunale con quell’approvazione abbia commesso un grave errore, anzi più di uno.

Perché è rimasto succube dei progettisti che costano decine e decine di milioni (e, pur invitati, non sono voluti venire ad illustrare al consiglio quanto da loro proposto), e perché in centro non si può più costruire, ristrutturare o apportare modifiche agli edifici e in contrada Torre nessun pazzo andrà a spendere soldi per fabbricare.

Così, Raccuja ha ricevuto un ulteriore, gravissimo danno.

Altro danno è quello che consentirà ad amministratori incapaci ed inetti

di poter dire che ………….hanno fatto il piano regolatore.

Qualcuno risponderà che l’avrebbe approvato il Commissario. Ma, se è venuto il Commissario, non è perché non si era fatto nulla in tutti gli anni passati?

Per esempio la revoca dell’incarico ai progettisti inadempienti ?

23.12.2001 f.b.


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