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Liberate Barabba - numero 1
Perchè Barabba
La poesia
La finestra sul cortile
Guerra e pace
Il lavoro servile
Calcio e non solo
Rossoverde
Diritti e rovescio
Leggi e rileggi
Cul_in_aria
Lo dicono i giovani
Visioni
Parole e musica

Perché Barabba

Barabba, in aramaico "figlio del padre", leader dei rivoluzionari antiromani, i cosiddetti zeloti, anima della rivolta contro l'autorità costituita diviene il simbolo, nella fantasia popolare, del brigante "buono" liberato al posto del Cristo. In Lui c'è l'inquietudine del ricercatore della verità che percorre le strade dell'umanità ribelle. Uomo del suo tempo non trova salvezza nella fede, piuttosto nel dubbio: per questo ci piace.

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Il foglietto degli acquisti

Conosco molti che vanno in giro con un foglietto
dove c'è scritto quel che hanno bisogno.
Chi gli capita di vedere il foglietto dice: è troppo.
Invece chi l'ha scritto dice: è il minimo.
Ma c'è chi mostra orgoglioso il suo foglietto
dove c'è poco.

B. Brecht - Poesie e Canzoni - Einaudi Editore.

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Ci sono anch'io? Forse

Dal programma della Lista Uniti per Assago: "Attenzione particolare sarà rivolta alle realizzazioni già deliberate dall'Amministrazione uscente e con il motto 'politica dei minori danni possibili' saranno posti in essere tutti i necessari controlli sugli atti con lo scopo di verificare il rispetto delle procedure a termine di legge che riteniamo non siano state rispettate".
I consulenti incaricati dall'Amministrazione comunale di verificare le procedure hanno così concluso: "Riteniamo che allo stato attuale l'Amministrazione comunale non possa sottoscrivere gli atti contrattuali relativi ai piani esecutivi delle aree D4 e Bazzana stante le plurime illegittimità evidenziate. L'Amministrazione comunale potrà convocare il Consiglio Comunale per annullare le deliberazioni di approvazione relative ai Piani Esecutivi".
Hanno visto giusto, dunque, i cittadini di Assago che in giugno hanno scelto la Lista Uniti per Assago e il suo programma di salvaguardia del territorio.
Il primo punto del programma è incominciato quindi nel migliore dei modi.
Riguardo al passo successivo. "Metteremo in atto ogni tentativo teso a rinegoziare con le Proprietà, per le aree D4 e Bazzana, le destinazioni e le tipologie degli insediamenti, sia in termini di riduzione dei volumi che della qualità degli insediamenti" credo che sia il momento giusto per coinvolgere i cittadini sul "che fare".
La democrazia non esiste se i cittadini non partecipano alle decisioni e la conoscenza è la prima condizione per la partecipazione.
Certo per iniziare il percorso della partecipazione è necessario modificare prima lo statuto comunale e il regolamento sulla partecipazione.
Tuttavia il tentativo di coinvolgere i cittadini sullo sviluppo di questa parte importante nel nostro territorio deve essere fatto seriamente: se non attraverso un referendum o i tavoli di lavoro - per il momento impraticabili - attivando la loro partecipazione con questionari o assemblee consultive sulle proposte dell'Amministrazione comunale.
È dunque necessario convocare al più presto un'assemblea cittadina sul futuro urbanistico di Assago.
Se non ora, quando?

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Il sogno neoliberista

Benvenuti nella IV Guerra Mondiale! Dichiarata dal neoliberismo contro l'umanità. In atto su tutti i fronti e in ogni luogo. Quella che miete vittime in America Latina, nell'Europa sociale, in Asia, in Africa, in Oceania e nel lontano Oriente, e con ordigni finanziari devasta interi stati e organismi.

La stessa che vuole distruggere/spopolare territori, ricostruire/riordinare geografie locali, regionali, nazionali e disegnare con il ferro e il fuoco una nuova cartografia. Prima di questo incubo c'era il sogno, il sogno neoliberista. Molto tempo prima dell'attentato del 11 settembre 2001, la guerra contro l'Iraq era in moto. Ora che il falso argomento della guerra come guerra "contro il terrorismo" è venuto a meno, le vere ragioni sono emerse. L'ideologia neoconservatrice degli USA ha un sogno: costruire la disneyland neoliberista, la nazione modello, l'esempio. Sogno nutrito con guadagni, lavoro, prodotti, servizi e ogni altra cosa di cui si possa avere necessità o desiderio. I "buoni governi" creano le condizioni affinché le multinazionali possano soddisfare tutto ciò, ma non possono sperimentare. Così l'Iraq doveva essere l'esperimento riuscito. Un paese di 25 milioni di abitanti sarebbe stato cancellato, fatto scomparire. Al suo posto sarebbe sorta una luccicante esposizione delle politiche laissez-faire. L'Iraq è l'esempio di ciò che aspetta il mondo se i neoliberisti vincono la grande guerra: disoccupazione al 70 % circa, industria e commercio paralizzati, aumento esorbitante del debito estero, muri anti… ovunque, crescita del fondamentalismo, guerra civile ed esportazione del terrorismo in ogni luogo. Questo video l'abbiamo già visto da altre parti e continuiamo a vederlo: Cecenia, Balcani, Palestina, Sudan sono esempi di questa guerra che distrugge nazioni per costruire "paradisi" che finiscono sempre per essere trasformati in inferni.

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La Legge 30

È dagli anni '80 che si approvano leggi e accordi che deregolamentano il mercato del lavoro, ma è con la cosiddetta legge "Biagi" che si raggiunge l'apogeo del lavoro flessibile.

Ricorrendo al lavoro intermittente l'imprenditore potrà utilizzare il prestatore d'opera solo nei momenti di necessità versandogli, nei periodi d'attesa della chiamata, una ridicola "indennità di disponibilità". Il lavoro ripartito diventerà perfettamente lecito e un unico posto di lavoro sarà coperto con l'impiego di due lavoratori; come al supermercato: prendi due, paghi uno! La legge prevede che le dimissioni o il licenziamento di uno dei due lavoratori abbia immediato effetto anche sull'altro. Con l'estensione dell'apprendistato ci sarà la possibilità di retribuire meno i lavoratori più giovani, indipendentemente dalla qualità e dalla quantità della prestazione svolta. I contratti di inserimento per le categorie svantaggiate - disoccupati da oltre 24 mesi, lavoratori maggiori di 50 anni, donne, persone con handicap - serviranno per corrispondere retribuzioni minori a parità di lavoro. La liberalizzazione del part-time attribuirà al padrone il potere di gestire unilateralmente il tempo di vita e di lavoro del dipendente. La diffusione dei lavori a progetto - co.pro, ex co.co.co - servirà per evitare l'assunzione diretta di collaboratori impiegati in normali prestazioni "d'opera". Gli imprenditori e il governo vogliono un esercito di lavoratori-poveri, ricattabili e senza diritti, da usare contro il sindacato e gli altri occupati.

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La prima palla

Urrà!!! Tutti i cittadini assaghesi devono esprimere la loro gioia ed essere orgogliosi di avere una squadra di calcio come il G.S. Assago ai vertici del campionato di categoria al quale partecipa.
Un po' meno orgogliosi, invece, del teatrino che ha segnato il calcio d'inizio della posa della prima pietra per la metropolitana ad Assago (ad Assago??) da parte della Vecchia Amministrazione e dell'Ex Presidente della Provincia di Milano Ombretta Colli.
Chissà: forse stanno pensando di posare anche al Polo Nord la prima palla di ghiaccio per una metropolitana sotto la calotta artica…
Meditiamo assaghesi, meditiamo e soprattutto PARTECIPIAMO alla vita sociale.

La mano sinistra

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L'energia rinnovabile

L'ambiente è oggi il problema principale su cui ci si confronta nella società globale; con la sua salvaguardia oggi si confronta anche il movimento dei lavoratori che si trova a volte a dover scegliere tra la salvaguardia del posto di lavoro e la salvaguardia dell'ambiente.
Ma è proprio vero che a volte la scelta è così univoca e non esistono alternative?
Cosa difendono i lavoratori quando chiedono miglioramenti dell'ambiente?
Difendono solo il loro ambiente di lavoro?
O difendono anche quello di tutto il territorio circostante in cui lavorano?
La risposta mi sembra ovvia.
Oggi, nell'era della globalizzazione, sembra che l'unica cosa che conta sia il profitto immediato, senza tenere conto dei costi futuri.
Ma è veramente così o ci sono delle alternative?
La risposta è sì, le alternative ci sono e, come l'uomo ha creato le fonti di inquinamento, così può trovare i rimedi.
La scienza, se posta al servizio dell'uomo, può dare la risposta giusta.
La ricerca verso le fonti di energia rinnovabile è una risposta all'uso del petrolio e alle centrali nucleari anche dal punto di vista economico se solo vi fosse la volontà di investire di più in ricerca.
Ricerca scientifica che può avere aspetti molto utili per tutta l'umanità, se indirizzata verso obiettivi che servano a tutti e non a pochi, come è il caso della biologia molecolare che può essere usata, invece che a creare profitti per le multinazionali (vedi OGM), a trovare il modo di curare malattie oggi curabili a costi elevatissimi o addirittura incurabili come sono la maggior parte delle patologie di origine genetica.
Come tutti i prodotti del saper umano, anche la scienza può essere usata in modo più o meno giusto: sta solo a noi farne l'uso migliore.

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Ciabatte e democrazia

Ne abbiamo ancora di diritti in questa società? Da come fanno girare il mondo intorno a noi pare proprio di no!
O quantomeno così vogliono convincerci.
Se non accetti passivamente questa situazione, allora sei dei nostri e leggere quanto segue potrà interessarti, per poi, in un secondo momento, ti sarà di stimolo per far sentire forte il tuo disappunto.
La tua voce e la tua partecipazione alle attività sociali sono la chiave per cambiamenti profondi nello sviluppo dell'ambiente dove vivi.
Della Democrazia è rimasta solo la parola, scritta sulla carta di testi usati nei posti sbagliati.
Abbiamo sempre sentito parlare di democrazia, ma quando l'hanno applicata di quella parola dai significati profondi non rimaneva nulla; ci hanno "gentilmente" concesso la delega, la rappresentatività e null'altro, che si sono poi trasformate nell'elezione di soggetti che si dovevano fare carico delle istanze che i cittadini elettori ritenevano necessarie per lo sviluppo.
Poi questi soggetti eletti non si sono curati delle promesse e dei programmi e hanno fatto ciò che loro o determinati poteri volevano.
Democrazia è partecipazione attiva, non delega. Quando hai paura che ti scippino il lavoro, ti tolgano la scuola pubblica, che facciano scempio del territorio o trasformino l'acqua in merce… allora devi toglierti le ciabatte, alzarti da davanti alla Tv e scendere è per unirti agli altri, condividere le aspettative, far sentire la tua voce, cooperare per un mondo migliore e non solo per il tuo mondo.
Ti assicuro che è molto più esaltante stare a discutere con altre persone, scambiare le idee, ascoltare, FARE, piuttosto che subire passivamente.
Il processo partecipativo che insieme a te andremo ad attuare nasce dalla necessità di ricostruire un rapporto positivo tra le istituzioni e la cittadinanza nel quale si attivi sul territorio e nelle persone la forma di impegno e di assunzione di responsabilità rispetto ai problemi concreti che si vivono quotidianamente.
Il ritorno alla centralità del cittadino e la continua ricerca di un suo coinvolgimento responsabile in scelte progettuali indirizzate a delineare nuovi scenari condivisi, rappresentano un laboratorio di sperimentazioni politiche di sviluppo sostenibile e partecipato.
Questa occasione ci potrà permettere di realizzare e finalmente cambiare il modo di governare il territorio dando voce alla grande voglia di partecipazione che attraversa tutta la società civile.
Un paese che non attui la partecipazione è un paese destinato a rimanere amorfo. Se tu non sarai della partita, non si inizierà questa sperimentazione e avrai sulla coscienza il fallimento del progetto.

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"Solo una parentesi" e "Rumore di mamma"

Una donna di oggi: una vita normale, impegnata e soddisfacente spaccata dalla tragedia della SLA (sclerosi laterale amiotrofica) che si insinua e demolisce rapida tutto il mondo. La SLA non lascia scampo né tregua. Laura decide di scrivere: non può muoversi, ma scrive al computer con uno speciale programma. E, improvvise, le parole ci proiettano in un mondo di quotidianità che deve fare i conti con un'intrusa - lei - così chiama quella malattia inesorabile e bastarda che le consuma il fisico, ma le affina sensazioni e pensieri.
Ci fa capire quanto "non sia mai scontato poter accarezzare i propri figli, parlare ed essere capiti, alzarsi dalla sedia e camminare, afferrare un bicchiere d'acqua fresca e rovesciarsela in gola senza paura di soffocare".
Per riflettere senza retorica, sorprendendoci del senso di serenità che Laura sa trasmetterci, condividendo con impotenza un dolore che non si può eliminare, ma che può renderci più attenti con gli altri che percorrono il cammino con noi.

Laura Tangorra, Mondadori editore, 2003, 2004

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Fettuccine affumicate al tartufo

Tempo: 15' Livello difficoltà: Facile

Ingredienti (per 4 persone)
1/2 dado da brodo
Sale
40 g. di burro
30 g. di Grana Padano
60 g. di pancetta affumicata
320 g. di fettuccine
120 ml di panna da cucina
Tartufo bianco
Come si prepara
Mettete a bollire in una pentola abbondante acqua e quando si alzerà il bollore, salatela e cuocete le fettuccine molto al dente.
Nel frattempo tagliate la pancetta a listarelle finissime e soffriggetela dolcemente nel burro, sciolto in un tegame.
Dopo qualche minuto versatevi le fettuccine, mescolando con un forchettone.
Unite poi la panna da cucina, nella quale avrete fatto sciogliere mezzo dado da brodo.
Quando le fettuccine avranno assorbito tutta la panna, spegnete la fiamma, aggiungete il formaggio grattugiato, mescolate e versatele su un piatto da portata ben caldo.
Accompagnate il tutto con il tartufo grattugiato.
Qualche suggerimento
Se volete, invece del tartufo fresco grattugiato che non è facile da trovare, potete aggiungere nella salsa un cucchiaio di paté di tartufo, che potete trovare facilmente in qualsiasi supermercato.
e da bere...
Si consiglia di accompagnare con un vino bianco secco e fresco tipo Castiglione bianco, un vino della zona di Castiglione in Teverina.

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Facciamoci sentire!

La nostra dovrebbe essere la generazione dei "figli dei figli dei fiori", ma quei tempi, con le loro utopie quasi infantili nella loro semplicità, ma allo stesso tempo profondi per i loro ideali di giustizia e fratellanza, sono molto lontani.
Non è difficile, guardando noi giovani, rendersi conto di essere di fronte a una realtà a mio avviso sconcertante, realtà che mi rattrista e mi preoccupa in vista di un futuro in cui dovremmo essere noi a combattere per risolvere i problemi di questa società, creati non dico con il nostro consenso, ma sicuramente senza il nostro forte e unito dissenso.
Nel gruppo di Rifondazione sono l'unica ragazza (forse è per questo che la rubrica sui giovani spetta a me?!), eppure di coetanei scontenti della realtà locale, e non solo, ne conosco parecchi: le critiche e talvolta anche le proposte costruttive non mancano, ma l'impegno? e la partecipazione?
La realtà oggi è sicuramente più complessa di quanto non fosse nel '68, questo però non dovrebbe essere motivo di rassegnazione, ma di maggiore impegno; oggigiorno tra noi ragazzi è radicata la convinzione di non poter cambiare un sistema corrotto alla radice, in cui lo Stato fa della prepotenza e dell'ingiustizia le sue armi. C'è una sfiducia diffusa e non è difficile individuarne le cause, ma il futuro è nelle nostre mani e non potremo dire che fa schifo per colpa di qualcun altro!
Dobbiamo unirci per cambiare le cose: potremmo iniziare con le piccole cose, puntare su quello su cui abbiamo più influenza. Ci stanno togliendo il diritto allo studio, il diritto al lavoro, il diritto di decidere della nostra vita, ci stanno togliendo la capacità di pensare, la voglia di agire… ma sono pochi, mentre noi siamo milioni… facciamoci sentire!!!

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Fahrenheit 9/11: dagli U.S.A. lezioni di democrazia

Il film di Michael Moore, ormai da giugno sugli schermi degli Stati Uniti sarà trasmesso in Tv da una rete televisiva nazionale entro il mese di ottobre con il beneplacito del regista, nonostante le elezioni ormai alle porte. Ciò farebbe inorridire il nostro governo che griderebbe subito alla scandalo poiché inficerebbe il buon esito delle elezioni Il vero problema è che in Italia, come ha denunciato l'Unione Europea, l' informazione è parzialmente democratica, essendo concentrata nelle mani del presidente del Consiglio. Diversi sono infatti i progetti in cantiere, che non trovano canali di distribuzione disposti ad assumesi questa responsabilità. C'è da segnalare inoltre l'esistenza di alcuni lavori di un certo rilievo, trasmessi da molte tv europee oltre che da Stati Uniti, Canada e Australia, come "the prime minister and the press" che tratta dell' impero mediatico di Berlusconi e dei problemi connessi al pluralismo e alla libertà di stampa, o di "Citizen Berlusconi" che, nonostante sia stato selezionato in molti festival tra cui il Prix Europa di Berlino, in Italia non trova nessun canale di distribuzione, nè televisioni disposte a trasmetterlo. In attesa del film di Nanni Moretti che ha recentemente dichiarato il suo impegno in questa direzione, chissà che il Comune di Assago non proponga ai suoi cittadini la visione dei film censurati. Sarebbe una bella lezione di democrazia!

  Fahrenheit 9/11 - Usa, 2004 - Michael Moore

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Patti Smith contro la guerra

Il concerto che Patti Smith ha tenuto all'Alcatraz il 18 ottobre scorso è stato fantastico. A 50 anni passati Patti ha ancora la voce di 30 anni fa e un'energia straordinaria. La band ha aperto con un tuffo nel passato (Pissing in a river rifatta senza il piano) seguito da altri due o tre pezzi molto energici; poi ha suonato canzoni più lente (tra cui Break it up e Redondo beach da Horses), un bel brano dedicato al poeta Rimbaud e una poesia musicata (Wave) in onore della morte del papa Luciani, il cui breve pontificato, durato solo 33 giorni, sembra averla colpita inspiegabilmente nel cuore tanto da dedicargli una canzone. Poi sono stati suonati un po' di pezzi dal recente Trampin', tra cui Jubilee e la splendida Gandhi, una potente progressione rock. Il finale è stato particolarmente vigoroso, anticipato da un sermone anti-Bush che incitava a scendere in piazza contro la guerra: Patti ha realizzato una versione di Free Money tendente al punk e ha chiuso con la bellissima People Have the Power. Ma il pubblico, che dall'inizio alla fine ha trascinato la band e si è fatto trascinare in un reciproco scambio di calore ed emozioni, ha chiesto ed ottenuto il bis: Because the Night, la dolce Trampin' e la travolgente Gloria.