Tagliatelle
zigrinate, zuppa di cardone, cavatelli con broccoli e pancetta, ceci e lavanelle,
agnello cacio e uova, pollo imbottito, carne di maiale e peperoni, melanzane
agrodolci, pizza piena, pastiera di riso, palomma pasquale, pizza dolce,crostata
di mele e noci, pizzo panaro, sorbetto. L’autenticità della tradizione
è garantita, infine, da un saggio stoico finale, realizzato con lo studio
degli antichi “Libri delle Cibarie” del Seminario Arcivescovile di Benevento.
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LE RICETTE DEL PASSATO

Ritroviamo, cosi' i pasticcioni di carne o di pesce, il “baule” di lasagne, i sartu' di riso, i piatti con l’agresta, le pastiere rustiche di riso o di tagliolini, i tagliolini con il sanguinaccio, la gelatina porcina, la zuppa di pollo, le salse con la frutta secca, il riso con il latte di mandorla, i bocconotti, il pesce al tegame. Se pure risalenti al passato, queste ricette possono essere utilizzate con piccole ed opportune modifiche, secondo il gusto moderno.
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AI PIEDI DEL GALLO

Questa familiarità con Padre Pio fece si' che durante la guerra Cosimo divenisse per i compaesani un prezioso intermediario per chiedergli notizie sulla sorte dei propri congiunti combattenti sui vari fronti o prigionieri in paesi lontani. . . Mi raccontava che Padre Pio, nel dare risposta alle sue richieste, faceva ricorso a due formule. Quando era convinto che il militare sarebbe tornato a casa sano e salvo diceva; " Abbiate pazienza, tornerà". Quando, invece, col suo spirito profetico presagiva che non sarebbe piu' tornato, diceva:" Pregate per lui"........(dal racconto "Gli spaghetti della vigilia di Natale").