Stiamo realizzando questa pagina con minuzioso scrupolo. Il ritardo nei confronti delle altre pagine è figlio di questa nostra premura, ma confidiamo che il risultato possa costituire una fonte d'informazioni imprescindibile per chi vuole documentarsi sulla vera storia non solo di Radio Colombo, ma anche, di conseguenza, su quella degli albori della radio irpina ed italiana.

Radiocolombo è amica di:

Radio Colombo: la storia…

Gennaio 1978

Viene fondata Radio Colombo sui 96,8 MHz grazie ad un giovane imprenditore conciario locale che si presta da editore. Il nome della Radio è quello del suo secondo nome di battesimo: Colombo. La sede dell’emittente è in Santo Stefano del Sole, presecelta per la quota s.l.m. più elevata in quanto le trasmissioni avvenivano direttamente dal luogo di programmazione senza adoperare ponti radio. Lo stile delle programmazioni è tipico delle prime radio libere dell’epoca: dediche, richieste, intrattenimento spicciolo e musica di tutti i generi. Il bacino d’utenza di allora era insignificante per oggi (valle del Sabato e Avellinese), ma rapportato alla rarità dell’evento ed alla limitata scelta, gli ascoltatori erano almeno 6000/10000 al giorno. Poca, infatti, la concorrenza sull’etere. Oltre ai due programmi RAI in FM, si riuscivano e ricevere solo poche stazioni nell’Avellinese: Radio Avellino 100 MHz, Radio Irpinia, Radio Spazio Verde. La stereofonia era un obiettivo ancora lontano da raggiungere e il fatto di poter essere ascoltati in radio da tutti rappresentava già una conquista tecnologica e sociale importantissima.

Novembre 1980

A causa del terribile terremoto del 23-11-1980 le trasmissioni dell’emittente cessano per danni irreparabili alla sede. L’editore, intanto, rinuncia a gestire la radio. Si rischia la chiusura, ma un gruppo di attivi collaboratori fonda una cooperativa che ne acquista i diritti, ed i beni. Le trasmissioni rimangono sospese fino al 1982 quando viene stabilita una nuova sede.

Febbraio 1982

La nuova sede è quella di Tavernola San Felice (frazione di Aiello del Sabato) in un vecchio stabile anche piuttosto precario. Del resto i recenti eventi sismici non hanno lasciato molta scelta e la ricostruzione è ancora sul nascere. Il nuovo assetto organizzativo fa assumere all’emittente una immagine sicuramente rinnovata e brillante. Molte nuove voci, anche di pregio, ne fanno accattivante l’offerta d’ascolto posizionando la radio, in pochissimi mesi, tra le più ascoltate di Avellino città. L’apertura e la successiva chiusura di altre piccole radio locali tra 1979 e il 1982 fanno in modo da accrescere lo staff di validissimi collaboratori provenienti da quelle realtà. Si ricordano Radio Antenna Fire da Aiello del Sabato e Canale100 da Cesinali.

Aprile 1984

Radio Colombo è nella sua fase più brillante. Ottimi il segnale e la qualità audio, pregevole la programmazione, ampi gli ascolti ed importanti i contratti pubblicitari. La dotazione discografica è tra le più invidiate d’Irpinia. Si opta per una nuova sede più agevole e confortevole: si traslocano gli uffici in Aiello del Sabato al palazzo Festa, ex sede di Radio Antenna Fire prima e Radio Alfa2/Studio 95 poi. Viene creata una emittente satellite senza programmazione parlata: solo musica 24h/24: ReteSud99.

Agosto 1988

L’Avellinese e la valle del Sabato stanno ormai stretti alle aspettative dei dirigenti che puntano all’ascolto interprovinciale. Viene impiantato il primo ponte radio su Montevergine. Ciò, oltre ad assicurare alla radio un più ampio bacino d’utenza causò una serie di difficoltà organizzative, tecniche e gestionali oltre ai vari guai per i frequenti furti e danneggiamenti alle apparecchiature per svariati milioni di lire.

Settembre 1994

L’aggressione sul territorio dei network nazionali, l’intasamento delle frequenze, il mancato ricambio generazionale –dovuto soprattutto al disinteresse delle potenziali nuove leve- aggiunti alle ingenti spese che si dovevano sostenere per gestire un’emittente di tale calibro ai sensi della nuova normativa introdotta dalla L. 223/90, fece sì che nel giro di pochi mesi si decidesse per la cessione societaria dei beni della radio. Ciò non avvenne indifferentemente, ma alla luce di una promessa della nuova amministrazione –purtroppo rivelatasi vana-  di rifondare l’iniziativa.

 

 

 

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