AGLI ELETTORI LUCANI DELLA CDL E AI GRUPPI DIRIGENTI DELLA STESSA

di Maurizio Bolognetti
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A In questo Paese ed, evidentemente, anche nella nostra Basilicata, si fa una gran confusione sul significato della parola liberale. Liberale è colui che s’ispira ai principi etici del liberalismo, principi basati sul rispetto e sulla difesa della libertà individuale e della libera iniziativa economica. Il liberale mette al centro della sua azione e iniziativa politica le questioni inerenti la libertà e la difesa della stessa.

In questo Paese, il Vaticano, non pretende di prendersi solo cura delle anime, ma cerca di utilizzare il suo potere politico e finanziario per dettare, indirizzare, determinare, influenzare le scelte dello Stato su una serie di questioni strettamente legate al rispetto delle libertà individuali.

Di fronte all’azione politica delle gerarchie Vaticane, il compito di un liberale è quello di fare da argine, per chiarire gli ambiti e le competenze della Chiesa e dello Stato. Di fronte al tentativo Vaticano di imporre un visione etico – morale, il compito di un liberale è quello di richiamare tutti al rispetto della laicità dello Stato, pena la trasformazione dello stesso in uno Stato confessionale.

Tanto per essere ancora più chiari, il Papa, i Vescovi, i Cardinali e i Monsignori devono essere liberi di predicare contro l’aborto, la pillola del giorno dopo, l’omosessualità, i preservativi, ma guai se queste prediche o la loro azione di "lobbyng" si trasformassero in leggi dello Stato contro omosessualità, aborto, divorzio, utilizzo di metodi anticoncezionali, etc. etc.

Liberi di predicare i Cardinali, liberi i Radicali e i cittadini italiani di poter contestare il contenuto delle loro prediche.

Liberi i Monsignori di predicare, liberi i Radicali di richiamare le forze politiche al massimo rispetto delle libertà individuali, di battersi contro dogmi, pregiudizi e discriminazioni di carattere razziale o sessuale.

Quando un rappresentante della Chiesa romana, così come ha fatto Monsignor Superbo, decide di convocare una conferenza stampa per intimare un out-out sulla questione della Ru486, il minimo che un liberale possa fare è ricordare a tutti il motto del liberale Cavour: "Libera Chiesa in Libero Stato".

Quando un’azione di "lobbyng", come la chiama qualcuno, contribuisce a far sì che in questo Paese non sia possibile il ricorso all’aborto farmacologico o impedisce la possibilità di una libera ricerca, ci sia consentito di esprimere un sacro santo diritto di critica.

Non riesco a capire, perchè i Cardinali o lo stesso Papa dovrebbero essere una sorta di intoccabili.

Ci battiamo, quotidianamente, contro le repubbliche teocratiche e contro l’integralismo islamico, perchè mai non dovremmo batterci contro un cattolicesimo clericale, che è altra cosa rispetto a, un pur presente, cattolicesimo liberale.

Se posso criticare le teocrazie iraniane, perchè non dovrei criticare un Vaticano che tenta di imporre la sua linea politica allo Stato italiano in materia di unioni omosessuali o di procreazione assistita.

Naturalmente, mi auguro che qualcuno non arrivi, per questo, a pronunciare nei miei confronti la stessa condanna che ha reso impossibile la vita allo scrittore dei "Versetti Satanici".

L’Italia cattolica e cristiana ha detto sì al divorzio e all’aborto, ma sono certo che se fosse prevalsa la linea Almirante - Fanfani e le più retrive posizioni di cardinali stile Ratziger, Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini non avrebbero potuto divorziare e oggi l’adulterio sarebbe ancora reato.

Certo, avendo le conoscenze "giuste", avrebbero potuto richiedere l’annullamento alla Sacra Rota, ma io preferisco l’Italia cattolica, che ha deciso di dire sì al divorzio e no all’indissolubilità del matrimonio.

Sono certo, però, che se lasciassimo campo libero ai Ratzinger e ai suoi referenti politici, faremmo presto a tornare indietro.

Insomma, il Papa può continuare a tuonare contro il divorzio, ma questa deve restare una questione di coscienza e non tradursi in legge dello Stato. Se un giorno mi trovassi a leggere un documento appello di un cardinale sulla questione, il liberale che sono si attiverebbe per ricordare a tutti che ciascuno può e deve essere libero di seguire le indicazioni della Santa Sede in materia, ma che mai e poi mai l’Italia debba negare ai suoi cittadini la possibilità di divorziare.

No Vatican, No Taliban, No al Concordato, No ad un potere temporale che inquina la religione e la credibilità della Chiesa.

E già, perchè il Vaticano è uno Stato, con tanto di rappresentante alle Nazioni Unite, rappresentante che non hanno altre Chiese, che non sono Stato.

Mi sia consentito di battermi contro il Concordato clerico – fascista e comunista, visto che proprio al PCI di Togliatti si deve l’Art. 7 della Costituzione in vigore da 55 anni.

La tutela della libertà religiosa può essere raggiunta solo abolendo il Concordato; è noto che negli Stati Uniti di George W. Bush e di George Washington, il fenomeno associativo religioso è trattato al pari di un qualunque altro fenomeno associativo.

Il 17 Luglio 2003, il Presidente dei deputati radicali, Maurizio Turco, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea riguardante "Norme sullo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado".

L’On. Turco sostiene che: "La legge sui professori di religione e il Concordato lateranense che la rende possibile, violano il principio di libertà religiosa come in campo internazionale è definito e riconosciuto".

Libertà! Un tema ricorrente per noi liberali. Lo stesso onorevole Turco, che si batte contro la legge sui professori di religione, da buon liberale, libertario, ha presentato 25 interrogazioni parlamentari, per denunciare la violazione delle libertà religiose in paesi finanziati dall’Unione Europea.

Ma l’On. Turco, evidentemente, è un pericoloso liberale, come il sottoscritto, che ha a cuore la libertà di pensiero e di espressione.

Noi liberali riteniamo che la Commissione europea debba smetterla di giustificare le violazioni delle libertà religiose da parte delle dittature.

Noi liberali, ci chiediamo, con l’On Turco, se la legge sugli insegnanti di religione sia o meno "conforme alla direttiva europea 2000/78 contro le discriminazioni sul lavoro motivate da religione o convinzioni personali, handicap, età o orientamento sessuale".

Non so di quale laicità vadano blaterando alcuni nostri attenti lettori, ma sono certo, che la difesa della laicità dello Stato è ben rappresentata dalle posizioni dei radicali in materia.

I radicali sono quel movimento liberale, liberista e libertario che, nel pressoché totale silenzio della comunità internazionale, si battono per la libertà dei cristiani Montagnard, che vivono nel lontano sud-est asiatico e sono vittime di un trentennale genocidio perpetrato dal regime comunista di Hanoi. I radicali sono al fianco della Montagnard Foundation e del suo leader Kok Ksor, per affermare il rispetto della libertà politica, religiosa e di espressione in Vietnam. Vorremmo non ascoltare più le storie di uomini costretti ad abiurare la loro fede e a prestare giuramento di fedeltà ad Ho Chi Minh e questo perchè siamo liberali veri.

Certo, posso comprendere che alcuni elettori ed esponenti della CDL preferiscano uno schieramento, che, anziché configurarsi come partito liberale di massa, si avvicini e ad assomigli ad un partito cattoclericale, uno schieramento fanfanian-almirantiano. Noi siamo, però, fermamente convinti che in questo Paese c’è una maggioranza pronta a sposare le tesi radicali, rappresentate dai 20 referendum del ‘99 e dalle 25 proposte di legge del 2001.

La riforma americana, auspicata dal segretario di Radicali Italiani, Daniele Capezzone, è sicuramente condivisa dalla stragrande maggioranza dell’elettorato di centro-destra( e non solo da quello), non altrettanto dai i suoi leader, ma naturalmente si fa sempre in tempo a tornare alle posizioni del ‘94.

Concludendo, dico agli amici della CDL, che i liberali radicali vogliono "la vittoria della religione dell’amore, del dialogo, della speranza, contro una religione vissuta come strumento di potere ed è per questo che continueranno a battersi contro il Concordato e per liberare la Chiesa dal suo potere temporale".

I riformatori radicali vogliono una riforma americana delle istituzioni, dell’economia e della giustizia; vogliono uno "Shock radicale per il XXI secolo" e una rivoluzione liberale, liberista e libertaria, che faccia entrare aria nuova dalle logore finestre del sistema Italia.

21 agosto 2003
 
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