La Chieda dei Servi - Forlimpopoli

La Chiesa dei Servi, con il caratteristico torrione, forse la più originale costruzione sacra della città, Forlimpopoli.

Fu edificata tra il 1379 e il 1461 e solo parzialmente rifatta nel 1708; essa si configura su pianta centrale con due masse sovrapposte: una con base ottagonale, interamente ellittica, l'altra posta sopra, ellittica dentro e fuori, con copertura a cupola all'intradosso, il caratteristico “torrione” che svetta sulle case del centro storico. All'interno si trovano sei grandi nicchie con rispettivi ricchi altari lignei.Molto importante è l’organo ligneo posto sopra il portone 

d’ingresso, con portelle dipinte, acquistato nella seconda metà del XVI secolo.Le ante furono dipinte nel 1576 da Livio Modigliani, all’interno degli sportelli sono rappresentate la Madonna dei Servi e S. Caterina, mentre all’esterno è dipinta la scena dell’Annunciazione. Livio Modigliani (Forlì, 1540c.-1610c.), fu pittore del tardo Rinascimento, appartenente alla scuola forlivese, attivo dal 1576 al 1602, fu discepolo di Pier Paolo Menzocchi (1532- 1589?), col quale lavorò pure a Forlì, nella Chiesa di San Girolamo.Sempre all’interno un arco trionfale si apre su un vasto presbiterio con coro absidale intarsiato. Sono presenti pure eleganti arredi e pregevoli dipinti; a sinistra, entrando dall'ingresso principale, è l'altare dell'Annunciazione completato nel 1735; al centro dell'ancona dipinta e dorata è l'opera più prestigiosa della chiesa: la pala dell'Annunciazione dipinta nel 1533 da Marco Palmezzano (1460-1539) allievo di Melozzo da Forlì (1438-1494).La Chiesa dei Servi sorge a ridosso della Piazza; la sua costruzione si deve ai Servi di Maria che si insediarono a Forlimpopoli dapprima nell'ospedale e nell'oratorio dei Battuti Neri, tali locali furono poi trasformati alcune decine di anni dopo in una chiesa più ampia con annesso convento. Fu tuttavia all'inizio del '700 che i Servi diedero alla chiesa l'aspetto odierno: una serie di costruzioni con, alla cui sommità, il torrione settecentesco, che supera in altezza anche il campanile.L’esame delle strutture murarie esterne mette in evidenza le tappe principali della storia edilizia del fabbricato: lungo la fiancata meridionale sono ben visibili le lesene angolari e l’elegante portale dell’oratorio quattrocentesco, mentre a destra è l’avanzo di un muro antico con due finestrelle ad ogiva probabilmente appartenenti all’ospedale medioevale.All’interno dell’antico convento annesso alla Chiesa dei Servi, di grande importanza storica ed architettonica con circa 2000 mq di sviluppo, strutturato come una grande abitazione,  da poco tempo si è insediata la sede di Casa Artusi: una biblioteca specializzata dedicata alla cucina domestica italiana, le cucine per il ristorante artusiano, per la scuola che, in piena integrazione con il territorio, ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle diverse tradizioni e cucine locali, i prodotti del territorio, l’educazione al gusto e l’insegnamento eminentemente pratico del saper fare, sale e salotti, per incontri, degustazioni ed eventi culturali.

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