Quintodecimo

di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno)


- La fontana della Forcella di Quintodecimo -



Ben conosciuta dagli abitanti di Quintodecimo è l’antica sorgente posta in contrada “lu Rigo de Pegna”, per tutti nota come “la fontana della Forcella”. La sorgente è certamente di origine antichissima ed è assai probabile che nel lontano passato sia stata legata con le tracce, rintracciate negli archivi notarili del ‘500, del mulino rupestre che si trovava lungo il fosso della Noce Andreana, altro nome del Rigo della Pegna indicato nelle cartine IGM. A memoria degli abitanti più anziani non si ricorda negli anni passati alcuna interruzione del flusso, neanche nei periodi di scarse precipitazioni atmosferiche, mentre sono state registrate lievi diminuzione di portata in genere recuperate nei mesi di gennaio e febbraio. La qualità dell’acqua, particolarmente diuretica, lascia presupporre un lungo percorso di filtrazione dell’acqua nel terreno, con un conseguente effetto depurativo, e la sua purezza indica la provenienza da un punto incontaminato a monte di Quintodecimo dove certamente non si trovano insediamenti ed attività umane.

Chiaro appare subito essere il lato più vecchio del lavatoio, posto verso ovest, ove ancora è ben evidente l’incisione sulla roccia arenaria del trigramma bernardiniano IHS. Fu il papa Martino V nel 1427 che ordinò di aggiungere la croce sull’asta orizzontale dell’H maiuscola e, nel caso che il trigramma venisse scritto in lettere minuscole, aggiungere un tratto orizzontale sull’asta superiore dell’H per raffigurare una croce. Sebbene sia difficilmente databile la nostra incisione, essa lascia supporre chiaramente la presenza del lavatoio già in epoca medievale con un’unica grande vasca, usata anche come abbeveratoio per animali, costruita addossando le pietre ad una naturale sporgenza rocciosa.

Dobbiamo arrivare al 1809 quando avviene certamente una ristrutturazione della sorgente; l’acqua è canalizzata per l’uscita, viene posizionata una vaschetta raccogli acque e costruito lo scolo in pietra per la grande vasca rettangolare. Viene anche costruita una rudimentale copertura edificando, sopra lo spuntone di roccia della grande vasca, un muro in pietra arenaria sui cui poggerà una tettoia in legno. Il pavimento è ancora in terra e da un lato della vasca due comodi scalini introducono nella proprietà Pacifici. Negli anni successivi il lavatoio svolge egregiamente la sua funzione alternando il ruolo di pulizia con quello di abbeveraggio per chi torna dalla montagna e prestissimo raggiunge una nomea che vede numerosi estranei alla comunità di Quintodecimo venire quotidianamente ad approvvigionarsi di acqua per uso domestico.

Salvatosi dalle distruzioni del periodo bellico il manufatto nel 1946 è nuovamente oggetto di rifacimento. L’oggetto principale dell’intervento è in tetto che finalmente viene fatto in cemento con tre robuste colonne di mattoni in cotto che lo sostengono. Nel medesimo intervento vengono fatti lavori di realizzazione delle due vasche minori, poste di fronte alla principale, ed un muro di sostegno della scarpata, anch’esso in mattoni di cotto, di poco al di sopra della fontana. Viene fatta anche una sommaria pavimentazione a pietra ma il sentiero per il paese è ancora in terra battuta.

Il lavatoio vive anni d’oro diventando un luogo d’incontro dove ogni giorno le massaie di Quintodecimo si recano a lavare il vestiario ed a mezzogiorno diventa luogo di pellegrinaggio per i giovani con brocche e bottiglie per le mense. Poi i pomeriggi torna regno delle signore che con le conche vi attingono l’acqua per le pulizie domestiche e la sera è meta di ritrovo per gli uomini assetati che riscendono dalle montagne.

E così, perno della vita paesana, alla “fontana della forcella” nel marzo del 1981 vengono rifatti gli scivoli delle vasche più piccole e la parete separatoria tra l’insaponatura ed il risciacquo che però restano ancora a cielo aperto. Il pavimento è costruito in cemento, inglobando uno degli scalini che portano alla proprietà Pacifici, e la vaschetta raccogli acqua modificata con una nuova tubazione metallica che passando sotto il pavimento porta l’acqua fuori del lavatoio verso la futura conduttura del cimitero. Sulla gettata di cemento che costituisce il pavimento vengono incisi tre lunghi solchi per facilitare lo scolo evitando il ristagno delle acque nell’area coperta. Anche il sentiero che dal paese arriva alla fontana viene parzialmente cementato.

Le grandi nevicate del 1995 e del 1997 rendono quasi impossibile l’utilizzo del lavatoio che sul finire degli anni ’90 è oggetto dell’ultimo intervento fino ai giorni d’oggi. La copertura in cemento viene estesa fino al muro in mattoni in cotto coprendo così anche le due vasche minori. Viene anche alzato un piccolo muraglione al di sopra della pietra ottocentesca della fontana a salvaguardia della vaschetta raccogli acque da piccoli smottamenti. All’ingresso del fontanile vengono costruiti una decina di scalini in cemento, rigati antiscivolo, e viene riadattato l’attacco del tubo per l’acqua del cimitero.

E così, da secoli, l’acqua della “fonte della forcella” sgorga ininterrottamente alimentando il suo lavatoio e, parimenti da secoli, gli abitanti di Quintodecimo godono di questo privilegio che madre natura gli ha concesso.





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