
L'autobiografia di Lou, Lebensrückblick, fu pubblicata dopo la sua morte, in Germania a Göttingen nel 1951 da Ernst Pfeiffer che era stato suo amico e paziente negli anni della sua vecchiaia.
Lou era scrittrice, e i suoi libri su Nietzsche e Ibsen, i suoi romanzi, le novelle e i saggi l'avevano resa celebre. Negli anni intorno al 1890 il suo nome era altrettanto noto quanto quello di Ricarda Huch e Marie von Ebner-Eschenbach, allora al vertice della notorietà. Tuttavia ella non considerò mai lo scrivere come il suo principale impegno, la sua forma essenziale di espressione. Ciò che essa voleva era scoprire "la forza segreta che assoggetta l'universo e ne dirige il corso", conoscerla, provarla, viverla.
Amava la compagnia di uomini di intelligenza eccezzionale e possedeva un istinto infallibile per scoprirli. Conobbe Nietzsche e Wagner, Tolstoi, Buber e Hauptmann, Strinberg e Wedekind, Rilke e Freud. Aveva aderito al movimento psicoanalitico fin quasi dai sui inizi. Con lo slancio che le era proprio aveva partecipato a congressi e incontri, aveva scritto articoli per la rivista di Freud -Imago- ed era stata una delle prime donne a praticare la psicoterapia. Le amicizie di Lou erano basate in gran parte su una forte attrazione reciproca , perchè oltre ad essere una donna di estrema intelligenza, era anche bellissima. Era alta e slanciata, con splendidi occhi azzurri, così luminosi che Hélène Klingenberg scrisse scrisse di lei "quando Lou entrava in una stanza pareva che si levasse il sole!" I capelli di un biondo argenteo, il nasino all'insù, ma soprattutto la bella bocca, così tenera e volitiva, avevano il potere di affascinare tutti quelli che l'avvicinavano. Il suo fascino, la vitalità che irradiava dal suo spirito erano così grandi che la sua presenza risvegliava energie creatrici negli uomini che l'amavano. Come disse uno dei suoi ammiratori: "Quando Lou si appassiona ad un uomo, dopo nove mesi costui mette al mondo un libro." Simile in questo alle grandi etere del mondo antico, essa sapeva che l'arte dell'amore va molto più in là del semplice atto fisico, che prima che il corpo entri in gioco, si deve stabilire un profondo legame interiore. E' soltanto allora, dopo aver raggiunto la massima intensità nell'affinità spirituale, che due persone possono arrivare alla pienezza dell'amore. Lou prendeva alla lettera l'espressione tedesca Hochzeit, che ha significato di nozze, per intendere il momento più alto, il vertice di un sentimento che vince due creature, quasi indipendentemente dalla loro volontà, a un amplesso in cui si vivificano tutte le loro facoltà. A diverse riprese essa conobbe tali vertici amorosi e a diverse riprese dovette scoprire che i suoi patner sentivano il desiderio di rendere permanente uno stato che a lei appariva, per la sua stessa natura, transitorio, come il fluire e defluire della marea. Il suo rifiuto a continuare una relazione amorosa, una volta che la passione si era spenta, rappresentava una terribile delusione per gli uomini che l'amavano. Per qualcuno di essi questo rappresentò la fine, altri riuscirono a tramutare il sentimento in opera d'arte. "Ovunque Lou passava", scrisse uno dei suoi critici, "suscitava turbini di idee e di sentimenti, rimanendo impassibile come un torrente che non si cura se il suo corso impetuoso porterà benessere o desolazione. Era una forza della natura, potente e indomabile, demoniaca e primitiva, senza nessuna delle debolezze femminili o anche semplicemente umane. Era proprio il lato umano del suo carattere che la rendeva tanto cara ai suoi amici, la generosa devozione al lavoro, la vitalità, la gioia di vivere. La sua esistenza fu lunga e turbolenta e Lou come la Luna aveva molti volti.
Così racconta il Peters che pubblicò la sua biografia col titolo di "My sister, my spouse", concludendo la sua introduzione all'opera con una domanda, rivolta a tutti i lettori e a se stesso "Che cos'è la verità?" Con questa formulazione, implicitamente ci fa intendere che il suo scopo in questa biografia non era stato tanto quello di far luce sugli eventi sconosciuti della sua esistenza, quanto quello di comprendere la sua persona e il suo stile di vita. E alla domanda risponde con le parole di Lou: "tutta la vita in verità è poesia".