La festa per antica tradizione si celebra il 3 maggio
nella chiesa di
Sant’Agata. Tale data nella liturgia preconciliare
ricordava l'invenzione
della Croce, cioè il ritrovamento della Croce di Gesù
da parte di Ssannt'Elena, madre di Costantino (326 d. C.). In seguito alla
riforma conciliare la festa è prevista per il 14 settembre in onore dell'esaltazione della Santa Croce.
La festa del 3 maggio è fortemente sentita dai suteresi
che accorrono in massa e con viva devozione. La caratteristica
principale è la
solenne processione del pomeriggio che, dopo avere
attraversato parte del
centro abitato e sostato nella chiesa madre per la
benedizione eucaristica, continua il giro attorno alla montagna di San Pàolino
in mezzo a contrade
campestri. L'origine del lungo percorso risale alla fede
dei nostri padri
che, al passaggio della processione, invocavano la
benedizione divina
sulle campagne seminate ed in fioritura. Durante il
percorso lungo il
centro abitato, nei balconi per antica tradizione vengono
stese le coltri,
"li cuperti", più belle che la famiglia
possiede. Dagli stessi balconi
viene poi lanciata verso la vara una grande quantità
di fiori
campestri. E' suggestivo vedere la pioggia di fiori che cade sul
Crocifisso e sulla folla in processione.
Un tempo il simulacro era preceduto dagli altissimi
stendardi delle
tre confraternite: quello bianco della Matrice, quello
verde della chiesa
di Maria Santissima degli Agonizzanti e quello rosso della
chiesa di Sant'Agata.
Gli uomini del paese facevano a gara nel tenere in alto
ed in equilibrio
il pesante stendardo, considerata la sua notevole
altezza. Quando la
processione usciva dal centro abitato, i portatori
compivano la "ncimata", ossia una gara di abilità nel tenere più in
alto lo stendardo su
una mano, poi sull'altra ed infine facendolo girare
intorno a sé stessi, senza
mai perdere l'equilibrio. Così essi suscitavano con
l'ammirazione e l'attenzione del popolo che li seguiva entusiasta in questi
giochi acrobatici dimostrativi della loro forza fisica, abilità e destrezza, ma anche
della loro devozione.
Altro elemento della processione antica del Crocifisso
erano le
petriere che durante una sosta in contrada Nzieli
esplodevano 21 colpi,
oggi ripristinati con minore intensità.
La processione era, ed è tuttora, resa interessante e
coinvolgente
dall'antico rosario del Crocifisso in lingua dialettale
che viene cantato
coralmente lungo il percorso, tra l'esecuzione di una
marcia e l'altra della banda musicale.
Da qualche anno alla processione partecipano anche i
fratelli degli Agonizzanti, che collaborano alla raccolta
delle offerte dei
devoti, e la confraternita del Santissimo Sacramento intitolata
a
Sant'Isidoro.
Il simulacro del Crocifisso è un'opera molto bella,
artisticamente
perfetta. Originariamente esso era esposto nella cappella
del
palazzo Salamone agli Archi fu successivamente trasferito
nella chiesa