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Nei due esempi grafici è ben visibile come lo scarroccio possa essere positivo o negativo.
E' visibile inoltre che gli oggetti come un salvagente che galleggiano a pelo d'acqua e
oppongono al vento una minima superficie contro cui battere, rimangono quasi completamente
immobili sulla superficie del mare.
La stima del valore dell'angolo lsc è però difficile in quanto pur conoscendo la velocità
e la direzione del vento, andrebbero valutati con calcoli ingegneristici di alta matematica
altri fattori come la dimensione di opera morta colpita dal vento e l'angolo con cui essa viene
colpita.
Quella dello scarroccio è una stima molto empirica, basata sulla lunga esperienza
del comandante sulla sua nave.
Utile alla stima di uno scarroccio generico è la conoscenza dello "scarroccio al traverso"
(che è il massimo angolo di scarroccio possibile e che si ha quando il vento colpisce l'opera
morta della nave in modo perpendicolare ossia con un angolo di 90°) che si indica con la sigla
"Lsc" con la L maiuscola.
Altri particolari angolazioni del vento possono avere altri effetti sulla traiettorioa della nave.
Si tratta dei casi in cui il vento colpisce il quartiere di prua o il quartiere di poppa.
In questi casi l'angolo di scarrocio è nullo (lsc=0°), ma si ha una variazione più o meno sensibile
della velocità effettiva. Essa diminuisce se il vento viene di prua, aumenta invece, se il vento
viene di poppa.
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