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Come
in altre analisi letterarie, anche in questo caso il commento non vuol essere
una vera recensione, quanto una riflessione aperta al lettore di questa
rubrica.
Seguo
le prime righe: raccolgo l'impressione che Lei, l'archetipo di un sogno
d'amore, è un Tutto.
Eluard
sembra lasciarsi andare al bisogno umano di un sentimento invasivo, quasi
stordente che, come un miracolo atteso, prende il posto d'ogni cosa. Lei è
presente ovunque. Guardando un orizzonte, c'è la sua sagoma, dato che ha la
forma del mare e dello scoglio, i muscoli del rematore: qualunque visione
incroci il mio sguardo, Lei ne prende il posto.
"Tutte le spiagge la plasmano": ogni esperienza la modella. Lei è
sempre diversa, non è mutevolezza, bensì trasformazione, rinnovamento,
crescita. Il vento non ha una forma, ma agisce sulle forme. Il vento è
energia.
Lei è l'energia che contagia, coinvolge, travolge.
I suoi occhi sono vivi, sono la luce della speranza.
Che altro? Che altro volere?
Eluard sembra ritirare l'abbraccio. Si, Lei è la misura della forza, ma anche
della (mia) debolezza, Lei è il rischio che io non ci sia e mentre tutto
cambia, io potrei non capire - "la forma dell'amore non è mai la
stessa".
Non
è però del tutto chiaro perché dovrebbe davvero dubitare, fintanto che non
si giunge all'ultimo rigo. Quel "ma rifiuto il suo inverno" da' un
verso nuovo al sentimento ed è il monito che, in qualche modo, ci lancia.
Anche
Lei ha un "suo inverno". Non è perfetta, non è sempre su un
piedistallo, ha un lato oscuro, legato a tutte le possibilità che non mi
appartengono. L'inverno, simbolicamente, somiglia ad una depressione, ad un
dolore che stenta a tramontare, ad una sofferenza che ha bisogno d'essere
consolata. Ma l'idea dell'amore non è l'amore.
L'amore esige un abbraccio incondizionato, ingloba inverni e primavere, ma non
posso fare a meno di rileggere e apprezzare la bellezza delle similitudini:
Lei che è la "forma" visibile di ogni cosa, Lei che apre le mani ad
una stella (è l'idea dell'infinito e dell'eterno?). Lei è, credo, qualcosa
di più dell'amore tra due amanti: è il bisogno umano e spirituale di una
visione "alta" dell'esistenza.
Ma è l'inverno che tiene a terra il nostro volo, il nostro sogno liberatore.
E' l'inverno, che pur si rifiuta, che rende "terreno" ogni
sentimento.
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