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Contagio |
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Ogni passeggero restava stupito, proprio come lo ero stato io, e pochi furono quelli che ricambiarono il saluto, chiusi com’erano nell’umor nero della giornata.
Ma mentre l’autobus procedeva lentamente nell’ingorgo, si verificò una lenta trasformazione. L’autista si esibì per noi in un monologo, un vivace commento sullo scenario intorno a noi: “c’erano dei saldi fantastici in quel magazzino, una splendida mostra in quel museo, un nuovo film in quel cinema …” L’uomo era deliziato dalle molteplici possibilità offerte dalla città e il suo piacere era contagioso.
Al momento di scendere dall’autobus, tutti si erano ormai scrollati di dosso il guscio di umor nero con il quale erano saliti e quando l’autista gridava loro <Arrivederci, buona giornata!> rispondevano tutti con un sorriso.
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