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MARE
IN TEMPESTA DALLA FINESTRA DI VIA DI FRANCIA 1
Ho
visto un cupo tramonto di una giornata fosca:
nuvole
apportatrici di pioggia,
stracciate,
lacerate,
minacciose,
che
nascondevano il Sole.
Il
porto
grigio,
privo
di vitalità,
inaridito
nella sua essenza artificiale,
impoverito.
Ed,
al di là ed al di qua della diga, le onde
che
infuriavano,
sferzanti,
oltre
le inutili e vane costruzioni umane,
piccole
e nulle…
Il
mare,
ostile,
nemico,
che
trascina sul fondo poveri corpi di annegati e di naufraghi,
che
accoglie fiumi torbidi,
inquinati,
sconvolti
dalle piene
e
dall’acqua
apportatrice
di morte.
Il
tutto senza tinte,
odioso
come un cimitero abbandonato,
come
una tomba che nessuno visita più,
ma
sempre meglio della stupidità umana,
racchiusa
nelle mura di cristallo e cemento
degli
uffici nei quali persino la mente è svilita,
annichilita,
ma non perduta per sempre.
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