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Fa paura il tempo che passa.
Non la morte che si avvicina, ma il tempo
che riduce le possibilità di essere,
di inventare, di fare.
E non faccio.
Ma che ciclo vizioso!
Per timore di non saperlo usare,
lo lascio andare: lo spreco, lo butto.
Non vivo.
Ma forse non sono ancora nato:
allora tutto è ancora possibile.
Il giorno che l'idea si libererà,
il giorno che da questa anima
uscirà luce e colore,
io dirò che è giusta ora.
Non importa se resteranno ancora poche ore:
saranno valsi cent’anni di silenzio.
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