| LAGUZ |
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Posizione della |
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NOME DEI
SIMBOLI |
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| FEHU | URUZ | THURISAZ | ANSUZ | RAIDHO | KENAZ | GEBO | WUNJO |
| HAGALAZ | NAUTHIZ | ISA | JERA | EIHWAZ | PEORTH | ALGIZ | SOWELU |
| TEIWAZ | BERKANA | EHWAZ | MANNAZ | LAGUZ | INGUZ | OTHILA | DAGAZ |
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La visione di LAGUZ Immagina un uomo solo, in un tempo che non è il nostro, al di fuori della propria caverna. Aspetta. La sua solitudine non è una condanna, egli conosce i propri simili, ha momenti di contatto e cooperazione. Ora è solo, per necessità. E' la solitudine di chi soppesa, distaccandosi dal mondo, per il tempo che occorrerà. L'uomo è povero, per volontà. La grotta è un simbolo, non ha una data storica. E' la preistoria dell'evoluzione spirituale. L'uomo è assente da sé, non misura se ha freddo, o fame: è in attesa. Il suo sguardo punta alto, cerca di penetrare le nuvole, cerca un varco azzurro, un raggio di luce. Aspetta il contatto. Accade
che sei in automobile, o che stai concludendo un acquisto, un contratto
di lavoro, o sei con amici. Senti il bisogno di "non esserci",
di "tornare a casa". Ma la casa ha un indirizzo che non
conosci. Senti che è da qualche parte, che ci sei già stato: è da
essa che provieni, è ad essa che vuoi tornare. Non è la morte, è un
rinnovamento.
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