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RUBRICA |
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CESARE PAVESE |
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Pensieri
di Dina (frammento) E' un
piacere distendersi nuda sull'erba già calda Questa
sera ritorno una donna nell'abito rosso ... (segue)
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COMMENTO |
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Che splendido inno alla libertà! Un Pavese così,
dispiace ricordare che ha lasciato il mondo troppo presto. In questa poesia ci sono infiniti spunti: il bisogno di andare, di essere; l'ipocrisia dei tanti furbi, la scarsa attenzione di molti; la bellezza di una sana trasgressione, la sua liricità e profondità; il dialogo interno nella fusione con la natura (le scorze dei pioppi); l'energia purificatrice dato un gesto improbabile (e si torna a guardare le cose con occhi lavati); il gioco della complicità con se stessi per ritrovarsi fino in fondo e davvero, per poter tornare a galla e nella società con una forza nuova e grande consapevolezza. Immagino un corpo nudo che si rotola sull'erba, che si confonde in essa, che si lava con la sua rugiada e resta immobile, sotto un sole che è nuova energia, luce che attraversa l'anima. E' quello stesso corpo (e non fa differenza che sia femminile o maschile) che abbraccia il pioppo, che "sente" la durezza delle scorze, che si tuffa nell'acqua, quasi nuova placenta: nuova vita. Il compiacimento di sapersi nuda tra gli altri, che non sanno, non vedono, non capiscono, non ha nulla di egoico o appariscente o, peggio, esibizionistico: significa invece essere nuovi. E' il sentire l'essenza, è lo spogliarsi dei panni sociali, che pur verranno nuovamente indossati, ma con consapevolezza diversa: a pigliare quei sorrisi che non danno gioia, perché invenzioni del falso, dell'ipocrisia e delle attenzioni calcolate. |