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RUBRICA |
COMPOSIZIONI |
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Qualche parola sul come |
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| Metodo A |
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E' il più improprio, più caro (sentimentalmente
parlando), più insensato: è il mio metodo. Al tempo delle superiori, leggevo il titolo del tema e lo mettevo idealmente da parte. Per un ora - talvolta anche più - pensavo ad altro, apparentemente. Quel titolo, come tutte le cose, evocava un ricordo, una riflessione, un sentimento. Iniziava l'introspezione, il viaggio nei meandri della mente: quasi un sognare, nella complicità del silenzio dell'aula. Poi riprendevo il foglio, rileggevo il titolo del tema ed iniziavo a scrivere, talvolta senza la fatidica brutta copia. Scrivevo e basta. Quando credevo di aver finito, rileggevo tre volte: - la prima per comprendere se il testo aveva senso - la seconda per controllare errori ortografici e sintattici - la terza per la verifica della punteggiatura. Consegnavo il foglio. |
| Metodo B |
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Leggete il titolo, poi lasciate che affiorino tutte le
idee, gli spunti, le deduzioni: prendete breve nota (una parola o poco più),
lasciando il tutto in ordine sparso. Riflettete una manciata di minuti su cosa vi si chiede. Riguardate il vostro elenco: eliminate quello che non appartiene, date delle priorità al resto, creando - anche fisicamente, con dei segni di penna - le correlazioni. Sviluppate le parti. Legatele propriamente tra di loro. Esaminate il contenuto risultante: qualcosa sarà di troppo, mentre altro dovrà essere ampliato. Esaminate l'estetica: la punteggiatura, l'omogeneità della coniugazione dei verbi, la sintassi. Rileggete ancora: tocca a voi, per primi, dover essere soddisfatti. Imparate ad essere osservatori esigenti ed attenti di quello che esprimete. |
| Metodo C |
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Un testo, come il discorso di un politico, o la relazione di uno stratega aziendale, ha bisogno di una struttura. -
Premessa introduttiva che faccia da veicolo all'argomento del soggetto. |
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Oltre ogni metodo, ogni valutazione, ogni
opinione, ciò che conta davvero è avere idee, ovvero scovarle in sé,
metterle a disposizione, elaborarle in un continuo raffronto privo di
rigidità. |