Di
nuovo a casa, che ora mi appare diversa.
Il viaggio in treno è stato particolarmente solitario. Troppi pensieri
a tenermi sospeso, visioni cariche di tristezza e su tutto un malessere
nuovo, la sensazione della corda spezzata.
Tela su tela, giorno dopo giorno, non mi sono neanche accorto del tempo
trascorso. Si tratta di anni, passati tra gli odori e l'annullamento di
certi sentimenti. Passati, a coltivare certezze.
Ho speso una vita a creare la distanza, a rendermi immune dai mali del
mondo ed imperturbabile ai suoi mutamenti, ai capricci dei suoi
abitanti.
Ero convinto di aver fatto il vuoto, di essere riuscito a creare un
canale preferenziale e liberatorio con le setole ed i pigmenti. Ero
convinto di aver trovato la scorciatoia per una serenità asettica ed
impenetrabile. Inattaccabile.
Così credevo, ma così non è. Oggi è il momento del dubbio e di una
nuova consapevolezza.
Perché ti scrivo di questo? Forse per distrarti o per distrarmi. Più
probabilmente, per confessarmi.
Ti sono grato per avermi
concesso di farti visita, sono contento di aver conosciuto la tua casa.
Mi sento più vicino alla tua quotidianità.
Ma come sono confuso! C'è una tale miscela di ricordi, sensazioni e
speranze, che su tutto domina un dolore che fa male.
Non sarà la tua magrezza, non saranno le terapie alle quali ti
costringono, né la debolezza del tuo corpo malato, né il pallore del
viso a farmi dimenticare la Laura che è in me. Lei non sminuirà mai,
lei non cambierà.
Mi accorgo che forse non ho mai smesso di considerarti, di averti in
quel bagaglio dei sentimenti, chiusi come in uno scrigno nascosto. Mi
accorgo di amarti, come in quei giorni. So che non voglio perderti
ancora. So quello che sei, ciò che rappresenti.
Giocherò con Piero, guardandoti guarire. Mi trasferirò da te.
Porterò, se vorrai, colori e tavolozza. Rappresenterò i tuoi occhi,
aggiungerò la luminosità che conoscevo, interpreterò quello sguardo
indagatore che taglia l'anima. Sconfiggeremo la depressione. Darò
fiducia ai tuoi desideri, forza alle tue speranze.
Usciremo insieme, parleremo di cronaca, di politica. Parleremo del
futuro, di progetti, di vacanze, di donne e di uomini. Oh! Laura,
parleremo di ciò che vorrai, lascia che lo si possa fare. Lascia che io
ci provi.
A
presto.
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