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LIVE IN LES BAUX DE PROVENCE (2007)

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Erano ben diciannove anni che il bassista fondatore dei Dire Straits non firmava con il suo nome la copertina di un album. E, memore delle precedenti iniziative, non sono stato preso dall’eccitazione dalla notizia della sua nuova opera, pur essendo un fan della storica band. Mi sbagliavo.
Nell’agosto di quest’anno, John Illsley rilascia un album sorprendente e godibilissimo. Si tratta della registrazione del concerto del 23 settembre 2006, presso la Cathedrale d’Image di Les Baux de Provence in Francia. L’ex bassista per l’occasione si ritaglia il ruolo di prima chitarra e porta in dote ben otto pezzi della sua storica band dei tempi d’oro. Da questa base di partenza si inerpica in una rivisitazione di classici del rock in salsa folk dal forte spirito irlandese. Per aiutarsi in questa avventura, porta sul palco i Cunla: tre giovani interpreti delle tradizioni folk irlandesi che lo aiutano negli originali arrangiamenti che, in alcuni casi, si potrebbero definire vere e proprie rivisitazioni. Per la precisione, il trio è formato dal leader Johnny Owens al violino ed alla chitarra elettrica, da Jason Carroll al basso e da Steven O’Keefe alla batteria. Un po’ come Santana, Illsley non si avventura direttamente al microfono se non per qualche coro, per i saluti e per i ringraziamenti. Lascia il compito alla voce roca ma potente di Greg Pearle. Il cantante è una delle sorprese della serata con il suo timbro caldo capace di impressionanti estensioni.
Inseriamo il cd nello stereo ed entriamo nell’atmosfera Dire Straits con Expresso Love. Eppure capiamo immediatamente che c’è qualcosa di diverso. Questa volta non è la voce calma e profonda di Mark Knopfler a tenerci compagnia e non ci sono le tastiere a trascinare quella ballata da anni Ottanta. Sembra di essere tornati ai primi anni del gruppo, inondati però di buona birra irlandese. Il primo brano serve solo a scaldare i motori, perché John Illsley sta per portarci lungo una strada disseminata di pietre miliari della storia del rock. Ci aspetta subito Leonard Cohen con la sua intensa First We Take Manhattan dove si apprezza l’incredibile voce di Greg Pearle ed inizia a farsi apprezzare il violino di Johnny Owens. E ci sorprende il modo di suonare la chitarra del protagonista della serata. Evidentemente in tutti questi anni non si è dedicato solo alla pittura che pure è diventata la sua attività principale. Lo stile che ci presenta è diverso dal timbro di fabbrica (e non potrebbe essere diversamente: il marchio Knopfler è per lui irriproducibile). Giustamente non cerca di imitare, ma presenta un suo stile leggero e, a volte, tendente al blues. Quel tanto amato blues che prende direttamente le redini quando sul palco il gruppo è raggiunto da David Kenning alla chitarra e Willie Gilberton all’armonica per interpretare una versione irresistibile di Bright Lights Big City di Jimmy Reed.
Sto tralasciando le varie hit dei Dire Straits perché potrebbero sembrare scontate, dato il curriculum dell’artista, però non posso non accennare alla rivisitazione totale di Going Home (theme from Local Hero) che da sola vale il prezzo del cd (o del biglietto per i fortunati che hanno potuto assistere alla serata). Tre chitarre giocano ad intrecciare dolci melodie come indipendenti zampilli di una fontana. Solo alla fine sono raggiunte dal violino per formare finalmente il tema principale del pezzo. Rimanendo sui pezzi della storica band, segnalo anche la presenza in scaletta di Where Do You Think You’re Going? e Once Upon a Time in the West che da tanti anni non si sentivano dal vivo.
Come affermato in precedenza, l’ascolto dell’album ci porta ad incontrare tante pietre miliari ed allora ecco Southern Man di Neil Young ed una fantastica Mrs. Robinson di Paul Simon. Non può mancare J.J. Cale dato che Illsley, con i fratelli Knopfler, ha iniziato la carriera musicale proprio con le cover del chitarrista. In questo cd fa la sua bella figura l’ennesima ma travolgente riproposizione della sua storica hit Cocaine. Il gran finale non può che essere un omaggio all’immenso menestrello: il maestro Bob Dylan. Greg Pearle urla, con tutte le energie che gli sono rimaste in corpo, che non potrete che rimanere Forever Young. Applausi.
© marcodonna

It's the live-album of Cunla with John Illsley and Greg Pearl.

Mark Knopfler writes the songs Expresso Love, .Six Blade Knife, Sultans of Swing, Theme from Local Hero, Once Upon A Time in the West, Walk of Life, Where Do You Think You're Going and, with Sting, Money For Nothing.

TRACKS

Expresso Love

First We Take Manhattan

Instrumental

Six Blade Knife

Southern Man

Sultans of Swing

Bright Lights Big City

Theme from Local Hero

Cocaine

Mrs Robinson

Once Upon A Time in the West

Star of the County Down

Walk of Life

Where Do You Think You're Going

Money For Nothing

Forever Young

Grazie mille per aver visitato la mia fan home page su Mark Knopfler,
Torna presto a trovarmi,
MD.
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