Allora
i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: "Che
facciamo noi mentre quest'uomo fa molti miracoli?". Gv 11 Vs 47
Titolo: L'alimento per la
fiamma. Prima l'uovo o la gallina?
Argomenti: La minaccia di
Cristo. La comunicazione di Dio. L'odio del mondo. Odio e amore. Il significato
dell'odio. Unità e conoscenza di Dio. La persecuzione.
19/Giugno/1994 Casa di preghiera
Fossano.
Anche questa è una scena
che ci viene presentata dal Vangelo e come tale è Parola di Dio per noi, quindi
è carica di significato e quello che veramente conta è giungere ad intendere il
significato, il pensiero che Dio ci vuole comunicare attraverso parole e fatti.
Anche i fatti sono delle
parole e quindi sono carichi di pensiero, c'è un anima in tutto.
Non dobbiamo quindi
fermarci all'apparenza delle cose e delle parole ma, dobbiamo sempre arrivare
all'anima.
Perché tutto è opera del
Creatore.
Tutto è opera di Dio e in
quanto è opera di un Creatore c'è una comunicazione.
L'uomo è sopratutto un
essere che riceve comunicazione.
L'uomo è un essere
informato e a seconda di ciò che riceve, diviene.
Ogni uomo è uno sviluppo
d'informazioni, più o meno approfondite, più o meno capite e solo se
approfondite, le informazioni conducono l'uomo alla conoscenza della verità,
altrimenti lo rendono schiavo di cose apparenti, di cose sentimentali e l'uomo
schiavo delle cose apparenti è un uomo che è trascinato senza senso e senza
scopo, senza significato.
Qui in questa scena ci
troviamo con i capi dei sacerdoti e dei farisei che si
radunano: sinedrio, adunata e si radunano perché si sentono minacciati da
qualche cosa.
Gli uomini quando si
sentono minacciati, cercano sempre di fare gruppo.
Hanno bisogno di fare
alleanze e di fare accordi, trovarsi assieme, perché avvertono il pericolo.
Noi dobbiamo chiederci
quale pericolo stava minacciando i capi dei sacerdoti e le autorità.
Notiamo che quello che è
avvenuto allora, è quello che avviene oggi.
Il Vangelo è molto
importante per questo.
Il Vangelo ci dà la chiave
di lettura dei fatti che avvengono.
L'uomo è sempre quello e
Dio è sempre quello.
E le risposte degli uomini
sono sempre quelle.
Non bastano le esperienze
che hanno fatto altri.
Ogni uomo profondamente,
viene a trovarsi in dialogo con Dio e i problemi, le difficoltà, i tradimenti
sono sempre quelli.
L'uomo si forma attraverso
questo calvario.
C'è un calvario che ogni
uomo subisce vivendo.
Calvario di fedeltà e
d'infedeltà, di tradimenti e di amore.
Qui ci stiamo chiedendo
quale pericolo stava minacciando i capi, le autorità.
Tanto che loro
s'interrogano: "Che cosa facciamo noi mentre quest'uomo fa molti
miracoli?".
Questo già ci fa pensare
che il pericolo era quest'uomo che faceva molti miracoli.
Sotto, sotto noi ci
chiediamo come il fare molti miracoli, potesse mai costituire un pericolo.
Qui, il fatto che ha
scatenato questa agitazione dei capi, è stata la resurrezione di Lazzaro.
Noi abbiamo visto che
Lazzaro rappresenta l'uomo.
Quando abbiamo parlato di
resurrezione, abbiamo detto che si risorge in quanto si è collegati con il
principio, la vita sta nell'unione con il principio.
L'uomo esperimenta la morte
perché si separa dal principio, perde il principio.
"In principio era la
vita, in principio era la luce" e la vita dell'uomo stava nella luce ma,
solo se l'uomo si mantiene collegato al Principio trova la vita.
L'uomo deve recuperare in
continuazione il Principio.
È un recupero di ogni
giorno, perché questo recupero non avviene senza l'uomo.
Se l'uomo non recupera ogni
giorno il suo Principio (Dio Creatore), se l'uomo non fa questo, l'uomo perde
il contatto con la sorgente della Vita e incomincia a esperimentare la morte.
La morte è perdita di
essere.
L'uomo è un essere che
sperimenta la perdita.
Quindi resurrezione vuole
dire ricollegare con il principio.
Solo Colui che viene dal
Principio, può far risorgere gli uomini, può ricollegarli con il Principio.
Noi no.
Risorgendo Lazzaro, Cristo,
spiritualmente lo ha ricollegato con il Principio.
Ma ricollegarlo con il
Principio divino, vuole dire portare via Lazzaro al mondo.
Perché vuole dire farlo
vivere nel Principio.
Il principio non è
certamente il mondo.
Lazzaro rappresenta l'uomo,
ogni uomo, è tutta una parabola.
Tutto l'universo è una
parabola per noi e, a un certo momento questa parabola scompare.
Questo grande libro
dell'universo, a un certo punto si chiude: la parabola è stata
comunicata.
Gli uomini hanno fatto
quello che hanno voluto ma, questa parabola ha compiuto la sua funzione e se ne
è andata.
Resta Dio e la sua verità.
Il tempo che passa è Dio
che viene.
Se il tempo che passa è Dio
che viene, evidentemente c'è un appuntamento.
Il tempo passa a senso
unico e nessuno di noi può andare avanti e indietro nel tempo, quindi
certamente, noi stiamo andando verso un appuntamento.
Un appuntamento verso che
cosa?
Verso Colui che fa passare
il tempo.
Dio non è nel tempo ma, Dio
è il Creatore del tempo.
Il tempo è un segno
dell'eterno.
Noi vediamo il tempo perché
siamo con un piede nell'eterno.
Noi siamo già adesso con un
piede nell'eternità.
L'errore grosso è che noi
avendo un piede nell'eterno, mettiamo tutti e due i piedi nel tempo e viviamo
per le cose temporanee e siamo portati via dalle cose del tempo.
Ma certamente se noi
vediamo il tempo che passa è, perché noi abbiamo un piede nell'eterno.
Il vedere è sempre un
rapportare e noi, per vedere una cosa che passa dobbiamo essere fuori da quella
cosa che passa, altrimenti non ne potremmo vedere il suo passare.
In tutte le cose c'è questa
significazione di Dio che viene, Dio che si annuncia.
Dio s'annuncia da lontano e
poi sempre più da vicino.
A un certo momento ci
troviamo a tu per tu con Dio: rapporto ravvicinato.
Chi sopporterà la luce
della verità?
Perché ci sia la
comunicazione, non è sufficiente che ci sia uno che comunichi.
Bisogna anche che ci sia
uno che riceva e che abbia la capacità di ricevere.
Noi non ce ne rendiamo
conto ma, noi sentiamo una parola e capiamo il significato di quella parola che
ci viene comunicata.
Noi non ci rendiamo conto
di cosa succede dentro di noi.
Non ci rendiamo conto di
cosa voglia dire comunicare.
Eppure tutti i giorni noi
riceviamo comunicazioni e comunicazioni da Dio.
Tutti i giorni.
Per ricevere comunicazioni
da Dio, dall'eterno, dall'infinito, dall'Assoluto, dalla verità, cosa è
necessario che ci sia in noi?
Provate a comunicare la
verità, l'eterno, l'infinito, l'Assoluto a un cane o a un animale o a un
vegetale.
Cosa ci deve essere dentro
di noi?
Ci deve essere già
l'infinito; l'eterno, l'Assoluto, la verità devono già essere dentro di noi.
Altrimenti noi non
riceveremmo assolutamente niente.
Dio si comunica a Dio.
La verità si comunica alla
verità.
L'Assoluto si comunica
all'Assoluto.
L'infinito si comunica
all'infinito.
Tutto deve già essere
dentro di noi.
Noi siamo distratti ma
portiamo già tutto questo dentro di noi, altrimenti non potremmo assolutamente
ricevere comunicazione.
Allora dobbiamo dire che la
comunicazione è un raccoglimento in quello che già sappiamo.
Il tragico diventa quello:
noi già sappiamo.
E il giorno in cui ci
troveremo in questo rapporto ravvicinato, a tu per tu con Dio, noi dovremo
dire: "Signore, io già sapevo".
È lì la tragedia e la
confusione, perché?
Perché già sapevamo.
"Tu sapevi e perché
non hai seguito quello che sapevi?".
C'è questo doppio mondo
dentro di noi.
C'è il mondo che noi
sappiamo e che non possiamo ignorare, nessuno di noi può ignorare Dio Creatore
e c'è un mondo di sentimenti, un mondo che piace.
O anche un mondo che fa
soffrire ma, un mondo di sentimenti.
Noi trascuriamo quello che
sappiamo, per seguire i sentimenti: quello che piace.
È in nome di quello che
piace che noi tradiamo la verità che portiamo dentro di noi.
E al centro dei sentimenti,
c'è il pensiero dell'io.
È questo io che si oppone.
Comunque abbiamo detto che
Gesù risorge Lazzaro.
Questa è parabola di Gesù
che risorge l'uomo.
Cristo compie qui la sua
missione.
Cristo viene per risorgere
l'uomo.
L'uomo è morto.
Per Dio l'uomo è morto.
I veri morti non sono al
cimitero.
I veri morti sono tra noi.
Cristo viene a risorgere l'uomo,
l'uomo che vive per il mondo e che è tutto sottomesso al mondo.
Il mondo è morto, è già
morto, il mondo è già giudicato.
Gesù dice che il mondo è
già giudicato, è già nella condanna.
Cristo viene a risorgere
l'uomo e in quanto viene a risorgere l'uomo, porta via l'uomo al mondo.
La verità, o ti porta via
al mondo o non è verità, sia ben chiaro.
Gli uomini parlano di Dio e
parlano di verità ma se la conoscenza di Dio, della verità, non ti porta via al
mondo, vuole dire che non è verità quella che tu hai incontrato.
La verità è vita e se è
vita vuole dire che deve essere tua vita e se non è tua vita, vuole dire che
non hai incontrato la verità.
Quindi i termini sono
chiari.
Però c'è questo fatto: i
capi dei sacerdoti e dei farisei si sono radunati in quanto si sono sentiti
minacciati.
Noi dobbiamo chiederci:
minacciati da che cosa?
Gesù risorge Lazzaro e
quindi risorge l'uomo, come può essere questa una minaccia?
La minaccia sta nel fatto
che Gesù risorgendo l'uomo lo porta via al mondo.
Il mondo ama ciò che è suo
e non sopporta che gli portino via quello che è suo.
In realtà tutto è di Dio ma
il mondo, cioè l'uomo che vive nel pensiero del proprio io ritiene sue le cose.
Ogni negozio ha i suoi
clienti.
Ogni autorità ha i suoi
servi, ubbidienti e ogni autorità santifica magari i suoi servi che sono molto
ubbidienti.
Ma sono servi morti.
Noi abbiamo esaltato
l'ubbidienza.
Gesù viene a portare via
gli uomini al mondo, perché li risorge, li porta nella vita e Gesù stesso lo
dice: "Io vi ho presi dal mondo".
E già, il problema è lì.
Gesù viene a rubare i
clienti a un negozio.
Il mondo ama ciò che è suo
ma non sopporta chi glielo porta via.
Non sopporta e quando non
si sopporta si odia: "Il mondo vi odia, perché Io vi ho presi al
mondo".
Ecco la ragione.
Ecco perché si scatena
l'odio.
L'odio è l'altra faccia
dell'amore.
Gesù dice che il mondo ama
ciò che è suo.
Ogni negozio ama i propri
clienti e fa dei regali ai propri clienti, li loda, li esalta ma, appena un
cliente scappa da quel negozio, subentra l'odio.
L'odio è l'altra faccia
dell'amore.
Cosa è l'amore?
Amare vuole dire desiderare
che l'altro ci sia, volere che l'altro ci sia.
L'odio è volere che l'altro
non ci sia.
Notate che il mondo non può
farne a meno, il mondo deve odiare coloro che gli sono portati via.
Il mondo odia colui che
porta via e coloro che sono portati via.
"Il mondo ha odiato Me
e odierà anche voi".
L'odio è questa volontà che
vuole che un altro non esista.
La fonte di questo odio sta
nel fatto che l'uomo tende a possedere le cose.
L'uomo tende a dire:
"Questo è mio".
La fonte dell'odio sta lì.
Fonte dell'odio, quindi
rifiuto d'esistenza, quindi delitto, quindi uccisione.
Qui si prospetta già la
morte del Cristo.
C'è l'odio che nasce.
L'odio che nasce dal fatto
che Dio sta portando via i clienti all'autorità, al sinedrio, ai capi dei
sacerdoti, ai farisei.
Loro diranno:
"Verranno i romani...".
Comunque la fonte dell'odio
è quando l'uomo pretende e ritiene che qualche cosa sia suo e poi si accorge che
a un certo momento c'è il vero Signore.
Quel vero Signore che non
ha paura di morire, pur di portare via le anime al mondo.
Il mondo deve odiare coloro
che gli vengono portati via ma chi conosce Dio e vive in Dio, anche se il mondo
non gli appartiene, ha la capacità di amare.
Dio ha la capacità di amare
tutto e tutti, anche i nemici, anche coloro che lo odiano.
L'uomo no.
L'uomo deve amare ciò che è
suo e deve odiare ciò che non è suo.
Dio no.
Dio ama tutto e tutti.
E l'amore di Dio è tanto
potente che non ha paura di perdere.
Anzi l'amore di Dio trionfa
e vince il mondo, proprio perché non ha paura di perdere.
Quindi vince proprio
perdendo.
Sentiamo molte volte dire
che Cristo ha vinto la morte morendo.
Sentiamo dire che Cristo ci
ha salvati morendo.
Sono parole poiché tutto è
parola.
Sono parole che vanno
capite e soltanto se sono capite trasformano noi.
È inutile che noi sentiamo
dire che Cristo ci ha salvati con la sua morte.
Cosa vuole dire?
Pur essendo Lui morto
duemila anni fa, noi continuiamo sempre con i nostri pasticci, con i nostri
problemi e con i nostri tradimenti.
La gente si chiede:
"Come Dio ci ha salvati?".
Tanto era l'uomo duemila
anni fa come è l'uomo adesso.
Tanto si uccideva duemila
anni fa come si uccide adesso.
Tanto c'era l'odio duemila
anni fa come c'è l'odio adesso.
Dove è sto Regno di Dio?
Dove è questo Dio d'amore?
Dove lo si vede?
Però certamente, l'uomo
subisce questa passione, questo odio, verso tutti coloro che cercano Dio prima
di tutto.
Verso tutti coloro che sono
portati via ai problemi del mondo.
Verso tutti coloro che non
sono ubbidienti all'autorità del mondo.
Ecco il pericolo che
minaccia.
Qui dice che dicono:
"Fa molti miracoli".
"Miracoli" nel
Vangelo di San Giovanni vuole dire che fa molti segni.
Ma quando diciamo che
quest'uomo fa molti segni o molti miracoli, cosa vuole dire?
Vuole dire che ruba tanto.
È uno che ci porta via
tanto.
È uno che è entrato nel
nostro pollaio e ci sta portando via tutti i polli.
Gesù infatti si paragona a
un ladro.
Gesù viene come uno che
ruba, che porta via.
La minaccia sta lì.
Il pericolo sta lì.
L'autorità, i capi dei
sacerdoti, corrono il rischio di restare soli, senza più nessun cliente.
Senza più nessuno che sia ubbidiente
a loro, sottomesso a loro, sottomesso a loro.
Senza più nessuno che
faccia i loro interessi.
Questa è la minaccia,
questo è il pericolo.
Si radunano per difendersi
da questa opera di un Dio che viene a rubare.
Di un Dio che viene a
portarci via tutto.
C'è una commedia di John
Bernard Show intitolata "Il giudizio universale".
A un certo punto tutta
l'umanità si trova di fronte a gente che sparisce.
E più la gente dice cose
sciocche e vane e più sparisce.
Come dice una parola vana,
immediatamente sparisce.
È il giudizio universale,
Dio che porta via tutti coloro che dicono parole inutili.
A un certo punto in questa
commedia c'è il parlamento inglese che si raduna per cercare di
difendersi:"Dobbiamo difenderci, qui stanno portando via tutti" e
come si radunano e dicono che devono difendersi spariscono.
Ecco, stiamo lottando
contro il cielo.
Stiamo lottando contro Dio,
contro il Creatore di tutte le cose.
Arriva certamente un
momento in cui, come noi diciamo una parola che non sia secondo lo Spirito, noi
spariamo.
Perché nel Regno di Dio
possono restare solo coloro che sono guidati in tutto dallo Spirito di Dio.
Gli altri spariscono.
Non dobbiamo illuderci,
siamo nel termine di Apocalisse.
E l'Apocalisse viene nella
vita di ogni uomo.
Si va incontro a questo
rapporto ravvicinato, a tu per tu con Dio.
Si va a senso unico, il
tempo che passa è Dio che viene.
Noi dobbiamo chiederci
perché ci sia l'odio.
Se esiste, in quanto esiste
deve avere un significato e un significato positivo, perché tutto ciò che esiste,
esiste in quanto rientra nel disegno di Dio, quindi nella Volontà di Dio.
Anche l'odio del mondo,
anche l'odio degli uomini verso altri uomini deve avere un significato e noi
dobbiamo arrivare al significato positivo dell'odio.
Dobbiamo arrivare all'anima
delle cose.
A cosa serve l'odio?
Quale funzione ha?
Perché in quanto esiste
deve avere la sua funzione.
Abbiamo detto molte volte
che l'amore contrastato è un amore rafforzato.
Quindi se c'è un contrasto nell'amore,
se l'amore trova difficoltà a crescere, a vivere, c'è un senso positivo.
Il tema di oggi abbiamo detto
che è l'alimento per la fiamma.
Quando si accende una
fiammella, bisogna alimentarla con ossigeno, bisogna soffiarci sopra.
Bisogna alimentarla perché
cresca.
A un certo momento questa
fiamma deve incendiare tutto.
Quando odio si deve
scatenare intorno perché incendi tutto!
Lì cominciamo anche a
intuire perché Cristo che muore in croce, frutto dell'odio, dell'odio del
mondo, sia salvezza, sia vita.
Anche coloro che odiano
Dio, a loro insaputa non fanno altro che contribuire a questo amore, per
rafforzare questo amore, per alimentare questa fiamma.
Tutto contribuisce, anche
l'odio.
Ecco la grandezza di Dio.
Dio trae grandezza da ogni
cosa, dall'amore e dall'odio, dagli amici e dai nemici e tutti servono Dio.
In cielo, in terra e
nell'inferno, tutti servono Dio, volenti o nolenti.
E tutti contribuiscono alla
grandezza di coloro che si salvano.
Noi le volte scorse abbiamo
parlato della trinità di Dio e della importanza per noi che ha il sapere, il
conoscere che Dio è uno e trino.
Altrimenti l'unita e
trinità di Dio per noi sarebbero insopportabili.
È per questo che Gesù a un
certo punto dice: "Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore".
Presso Dio si sta in molti.
Dio non è uno che divori le
proprie creature o che annulli le persone.
Nell'unità dell'essere c'è
molteplicità di persona.
Il che vuole dire che
presso Dio noi troviamo la pienezza dell'essere e troviamo l'unità, non c'è
molteplicità, c'è unità.
"Affinché siano uno
come Io e il Padre siamo Uno".
Parlando di questo, noi ci
accorgiamo che arriviamo a due termini che si contrappongono.
Dice: "Affinché siano
uno", allora il problema è essere uno.
Uno con Dio.
L'essere uno con Dio non
annulla la persona, perché il Figlio è uno con il Padre e non è annullato come
persona.
Il Figlio resta come
persona.
Ci siamo venuti a trovare
di fronte a questi due grandi termini: unione e conoscenza.
"Affinché siano
uno", allora il problema è essere uno con Dio o conoscere Dio?
Qualcuno ha sorriso perché
ho detto: "Prima l'uovo o la gallina?".
Cioè, profondamente,
dobbiamo vivere per conoscere Dio o dobbiamo vivere per essere uno con Dio?
E cosa dobbiamo mettere
prima di tutto?
E cosa va messo prima di
tutto?
Perché il problema è questo
rispetto della verità.
La verità è una, il fine è
uno solo.
Non ci sono due fini.
Qui veniamo a trovarci di
fronte a questi due termini: siamo fatti per essere una sola cosa con Dio, fare
comunione con Dio e nella comunione c'è la vita, però Dio dice anche che la
vita eterna sta nel conoscere Dio.
Allora dobbiamo tendere
all'unione con Dio o dobbiamo tendere alla conoscenza di Dio?
In sostanza, noi non
possiamo vivere servendo due padroni o vivere per due termini.
Anche se sono due termini
divini, non possiamo vivere per due termini.
Abbiamo il problema
dell'uno ma abbiamo anche il problema del tre.
Il problema è uno e uno
solo: la vita sta nel conoscere Dio.
Questo è il termine che
dobbiamo avere tutti ben presente.
L'uomo è stato creato per
conoscere Dio e si deve impegnare per conoscere Dio.
È cercando prima di tutto
la conoscenza di Dio che l'uomo trova la comunione con Dio e l'unione con Dio.
Infatti Gesù non propone a
noi la comunione con Dio, non propone a noi l'unità con il Padre e con il
Figlio.
Questo non lo propone a
noi.
A noi propone la conoscenza
di Dio: "Cerca prima di tutto Dio".
Questo ci propone, perché
Lui non vuole confonderci.
Lui viene a portarci via al
mondo ma, ci porta via al mondo perché ci orienta a un fine ben preciso e il
fine è la conoscenza della verità e la salvezza dell'uomo sta nella conoscenza
della verità.
Noi abbiamo chiarezza in
noi in quanto abbiamo una meta ben chiara e ben precisa.
Certamente si forma una
comunione con Dio ma questa comunione deriva dalla conoscenza.
Infatti Gesù non dice a noi
di essere uno, né con Dio, né con gli altri uomini, lo dice al Padre di farci
uno.
"Falli uno".
Il che vuole dire che
soltanto conoscendo Dio, conoscendo il Padre, principio di ogni cosa, possiamo
arrivare all'unione con Lui.
È in questa conoscenza che
c'è questa unione.
Abbiamo visto la volta
scorsa la via per giungere all'unione e la via per giungere all'unione è la
conoscenza.
Quindi la conoscenza è ciò
che va messo prima di tutto e mantenuto prima di tutto.
Non è il fare una cosa sola
con Dio che deve essere messo prima di tutto.
È nella conoscenza che si
realizza questa unione.
Per farci giungere in
questa conoscenza, per incentrarci in questa conoscenza è necessario che a un
certo momento Cristo muoia e si scateni l'odio del mondo.
Gesù dice: "Beati
quando sarete perseguitati".
Perché dice: "Beati
quando sarete perseguitati?"
Perché proprio quando si è
perseguitati c'è l'alimento, è la fiamma che viene alimentata.
Dice Gesù: "Guai a voi
quando diranno bene di voi", lì sarete indeboliti, lì la fiamma corre il
rischio di spegnersi.
E tutti gli uomini stanno
correndo dietro la gloria del mondo, stanno cercando gente che batta loro le
mani.
Gesù dice: "Beati voi
quando sarete perseguitati".
Se c'è questa beatitudine,
vuole dire che l'odio che si scatena nel mondo ha una funzione molto
importante.
Qui si stanno radunando per
mandare a morte il Cristo e lo manderanno a morte.
E nel Cristo mandato a
morte, loro vedranno realizzato il loro odio.
Odiare, abbiamo visto che
vuole dire volere che l'altro non ci sia.
Hanno ucciso Cristo e Lui
non c'è più e Lui trionfa proprio attraverso il loro delitto.
Ecco la meraviglia del
disegno di Dio che ci fa intuire tante cose, nella nostra formazione alla vita
vera.
Per cui non dobbiamo odiare
coloro che ci odiano, perché anche coloro che odiano compiono un servizio a
loro insaputa.
Tutto coopera per il bene
di coloro che cercano Dio prima di tutto.
A.: È un po'
forzato dire che l'odio del mondo è reale e non è reale allo stesso tempo? La
persona che odia, odia nel pensiero del suo io, qui si radunano e fanno gruppo
ma, per chi vive nel pensiero del proprio io, non è possibile fare gruppo, fare
unità con altre persone. C'è uno scopo comune ma, è uno scopo comune più
apparente che reale.
Ma è lo scopo comune che ti
fa fare gruppo: "Camminiamo insieme".
Se tu vuoi realizzare un
furto e trovi qualcun altro, hai motivo per fare gruppo, hai un obbiettivo comune.
L'unità del gruppo dura
fintanto che dura.
Così in ogni cosa, negli
affari, nelle aziende, si fa gruppo, per realizzare un certo fine.
Il fine è egoistico, però
si fa gruppo.
A.: Loro poi
realizzano il loro scopo ma, è Dio che glielo fa realizzare.
Tutto è opera di Dio, si
capisce, era necessario, per cui c'è l'uomo che diventa burattino nelle
mani di Dio.
Quando si parla di libertà
e di non libertà, la prima grande risposta è: "Ma allora siamo dei
burattini?"
L'uomo si offende nel sentirsi
ritenere un burattino.
L'uomo è libero solo nella
conoscenza della verità, fuori della conoscenza della verità, l'uomo è un
burattino.
Si offenda o non si
offenda, l'uomo è un burattino.
Anche il demonio è un
burattino, non può farne a meno, perché è dominato da istinti e da sentimenti.
Quando si è dominati non
c'è niente da fare.
A.: Come si
può conciliare questo con il fatto che la croce è il segno che ci indica che
noi dobbiamo morire al pensiero del nostro io?
Cristo è morto affinché noi
non viviamo più per noi ma, viviamo per Dio.
Noi risorgiamo in quanto
viviamo per Dio, ecco la funzione della morte di Cristo.
Altrimenti non risorgiamo
affatto.
A.: Lì i
farisei hanno avuto la possibilità di fare quello che volevano fare.
Hanno fatto quello che
nella Scrittura era stato detto.
Il che ti fa capire che
tutto è già deciso.
L'uomo realizza quello che
Dio ha deciso.
A.: "Non
abbiate paura di chi può uccidere il corpo", dice Gesù.
Certo. "Anche i vostri
capelli sono tutti contati" scherziamo?!
Ci troviamo di fronte a un
Creatore e se è Creatore, è Creatore di tutto.
Il che vuole dire che ha
tutto nelle sue mani: i buoni e i cattivi, tutto e tutti.
A.: Quindi
chi cerca Dio, deve prendere la persona che lo odia, come un angelo mandato da
Dio per fortificarlo.
Anzi, vede la gloria di Dio
che sta cooperando per fortificarlo.
Per raccoglierlo, perché
soltanto i puri di cuore vedranno Dio.
Quindi è necessario
realizzare questa unità d'amore, questo amore unico, perché soltanto lì c'è la
conoscenza.
Quando si accende una
fiamma, quando nasce un amore, poi dopo Dio contribuisce a rafforzare questa
fiamma, questo amore, in modo che diventi dominante tutto, incendi tutto,
perché soltanto quando tutto sarà sottomesso a questo amore, lì c'è l'apertura
alla conoscenza.
B.: Come
l'odio può, inconsapevolmente fortificare l'amore?
L'amore contrastato è un
amore fortificato.
Sei convinta o non sei
convinta di questo?
B.: Sì.
Quante volte si vede nelle famiglie
che quando nasce un amore, subito sorgono i contrasti, le liti, le discussioni,
le critiche e non si rendono conto che tutte queste liti e questi contrasti
stanno portando legna al fuoco di quell'amore appena nato.
L'amore si fortifica così.
La contraddizione, non fa
altro che impegnarti ad approfondire di più.
La contraddizione arriva
per indebolirti ma, profondamente ti fortifica.
C.: Dio pone
l'eterno e l'infinito in un corpo che è tutt'altro che eterno e infinito. Hai
detto che il corpo è un campo di gioco. È come se Dio ci mettesse in una
pianura e ci dicesse di arrivare sulla cima della montagna. Perché ci crea
queste difficoltà? Se mette in noi il senso dell'eterno e dell'infinito, perché
ci fa esperimentare tutto il contrario dell'eterno e dell'infinito?
È l'amore contrastato.
Dio ti mette in un campo
finito, pone in te il seme dell'infinito ma, ti mette in un campo finito.
C.: E perché?
Perché attraverso il
finito, tu recuperi l'infinito.
Non c'è maggiore attrazione
per Dio, che là, dove Dio si lascia annientare.
Lo capisci questo?
C.: Sì.
Annientamento di Dio è
uguale a mondo finito, non c'è maggior attrazione per Dio che là,dove Dio si
lascia annientare.
E si lascia annientare
dalla tua opera.
Tu vedi, nel Cristo che
muore in croce, il corpo del tuo delitto.
C.: Si crea
un legame forte.
Si crea un legame
fortissimo, non riesci più a distaccartene.
Per cui il Cristo morto,
diventa motivo di vita per te, perché ti lega a Dio.
Cristo morto è ancora Dio.
È il niente che ti lega al
tutto.
C.: E questo
niente è responsabile dell'annientamento del Cristo.
Certamente.
Dio è tanto potente da
lasciarsi annientare, perché sa che attraverso questo annientamento, Lui ti
riconquista.
Nell'amore, noi abbiamo
paura di perdere.
E perdiamo appunto perché abbiamo
paura di perdere.
Dio non ha paura di
perdere: ecco l'amore infinito.
L'amore infinito non ha
paura di perdere, è sicurissimo.
C.: Si lascia
annientare perché è sicuro di vincere.
Vince attraverso
quell'annientamento lì.
Allora lì capisci anche tutto
il senso del mondo finito in cui noi ci troviamo.
Il mondo finito non è altro
che assenza dell'infinito.
D.: Cristo,
ucciso proprio da coloro che lo odiano, diviene motivo di salvezza.
Certo, è il più grande
motivo di salvezza possibile.
D.: Quindi l'odio
fortifica colui che cerca Dio ma questo scatenarsi dell'odio, diventa anche
motivo di salvezza per chi odia.
Altroché.
D.: C'è
questa opera di salvezza in tutto da parte di Dio.
Dio vuole che tutti si
salvino. Quindi opera salvando sia con il positivo che con il negativo.
Non c'è nessuno che possa
sfuggire a questa opera di salvezza di Dio.
D.: Per
questo dice di non giudicare, perché tutto concorre alla nostra salvezza.
Certo.
E.: Cristo è
venuto per sedurci?
Per sedurci, ci porta via
al mondo.
E il mondo urla perché non
vuole perdere le sue creature.
Se tu togli le creature al
mondo, il mondo è finito.
Se tu all'autorità togli
coloro che ubbidiscono, quell'autorità lì è vuota, crolla, non esiste più.
L'autorità si sostiene in
quanto ha tanti che ubbidiscono e Cristo è venuto a seminare la disubbidienza
all'autorità: guarda che meraviglia.
Dio ama i ribelli.
E.: Perché
bisogna ribellarsi a tutto ciò che non è Dio.
Certo, è una crescita
all'infinito, è vita eterna.
Non c'è una conoscenza che
termina, la verità è verità in quanto è vita e vita eterna, vita all'infinito.
Dio è una sorgente di
novità infinita, siamo noi che facciamo vecchie tutte le cose.