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Gli rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo".

Gv 11 Vs 27


Titolo: Tempo di migrare.


Argomenti: Enarpa e Desarpa. Cosa vuol dire migrare. L'uomo ha fame di novità. Passaggio dalle cose visibili alle invisibili. La vita è guardare dal punto di vista di Dio. Cosa determina il tempo di migrare? La comunicazione dell'Intenzione di Dio. La fine del nostro mondo. La depressione. Il Regno di Cristo.


 

Casa di preghiera Fossano 3/ottobre/1993


Esposizione di Luigi Bracco:

 

Siamo giunti al versetto 27 del capitolo XI di s. Giovanni.  Qui si dice: “Ed essa - cioè Marta -  rispose a Gesù: «Sì, o Signore, io ho creduto che Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, che sei venuto nel mondo”.

Gesù prima aveva dichiarato: “Io sono la risurrezione e la vita: chi crede in Me quand'anche morto vivrà, e chi vive e crede in Me non morirà in eterno”. E, detto questo, aveva interrogato Marta e le aveva detto: “Lo credi tu?”.

Ecco, dobbiamo chiederci che cosa Dio abbia voluto intendere interrogando Marta e chiedendole: “Lo credi tu?”. Cioè, che cosa sì intende per questo "credere" dal punto di vista di Dio: credere e credere che cosa? Quello che Gesù aveva detto: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in Me quand'anche morto vivrei e chi vive e crede in Me non morirà in eterno”.

“Credi tu questo?” è un'interrogazione che Gesù pose a Marta, ma è un'interrogazione che Gesù pone ad ogni uomo, ad ognuno di noi, perché qui ci presenta la soluzione del problema della vita; cioè, ci presenta la risurrezione e la vita.

Abbiamo visto che Marta stava esperimentando una situazione di morte e, abbiamo detto, che "morte" è esperienza dì assenza. Marta stava esperimentando che suo fratello era morto, cioè era assente, non c'era più: non c'era più per lei! Non era il fratello che era morto. Il fratello era entrato nella vita eterna e questo non è morire. Era Marta che stava morendo ed era a Marta in questa esperienza di morte che stava facendo, che Gesù dice: “Io sono la risurrezione e la vita..”. E poi le chiede: “Lo credi tu?”.

Ecco, dobbiamo chiederci che cosa vuoi dire questo credere che Cristo è risurrezione ed è vita. Credere vuoi dire migrare. Il tema di oggi è: “Tempo di migrare”.  Gesù domandando: “Lo credi tu?” proponeva a Marta questo tempo.

Abbiamo detto che nella rivelazione di ciò che uno è rispetto alla situazione dell'altro c'è la rivelazione dell'intenzione. Nella situazione di morte, di esperienza di morte che Marta stava facendo, Gesù rivela: "Io sono la risurrezione e la vita". Nella rivelazione: "Io sono la risurrezione e la vita" c’è la rivelazione dell'intenzione di Dio: ciò che Dio è rispetto a ciò che l'uomo esperimenta.

L'uomo esperimento, come sintesi di tutte le sue esperienze, la morte; man mano che vive l'uomo esperimenta una perdita crescente di vita. Ora è in questa situazione che è propria dell'uomo che Dio rivela ciò che Egli è rispetto alla morte: Lui è La Vita!

E rivela cos'è la vita. L'uomo muore perché ritiene che la sua vita stia nel mondo, stia nella salute, stia nel corpo, stia nel guadagnare soldi, stia nell'avere una famiglia, stia nel vivere per una società o per i poveri, ecc.; La vita non sta lì! "La nostra vita è nascosta in Dio" (Col 3,3). E per scoprirlo è necessario che l'uomo esperimenti la morte in tutto ciò che cerca. In tutto ciò che cerca! nella società, nelle istituzioni, negli istituti, nelle creature, nell'amore dei fratelli, è necessario che esperimenti la morte: in tutto, in tutto! anche nelle opere più sante! L'uomo deve esperimentare la morte anche qui: “Vedrete l’abominazione della desolazione posta là dove non dovrebbe essere...” (Mc 13,14). C'è la desolazione. È la morte! L'uomo deve esperimentare questa morte per scoprire dove è la sua vita. La nostra vita è nascosta in Dio. La nostra vita è Dio!

Abbiamo detto che credere a questo annuncio di Cristo, cioè alla sua intenzione (e la sua intenzione rivela il, suo "essere": “Io sono la risurrezione e la vita"), vuoi dire "migrare".

E migrare cosa vuoi dire?  Migrare vuoi dire passare da un luogo all'altro. Passare da un luogo all'altro!

Ci sono tra i pastori della Val d'Aosta due termini che essi adoperano per significare queste migrazioni.  Dicono "enarpa" e "desarpa". Sembrano parole strane, ma sono cariche di significato. Teniamo presente che Abramo, che è il padre di tutti coloro che credono, padre della fede, padre di tutti coloro che credono, per Abramo, dico, la fede fu migrare. E, dico, per i pastori della Val d'Aosta, ed è poi il problema di tutti i pastori, c'è questo migrare: migrare a primavera e in autunno. A primavera si migra verso la montagna: "enarpa", e in autunno si migra dalla montagna alla pianura, alla valle: "desarpa".

Noi ci chiediamo: che cosa vuoi dire “enarpa” e “desarpa”?  Teniamo presente che “arpa”' vuol dire Alpe, e allora è chiaro il concetto: a primavera si va verso l'Alpe: “in”; d'autunno si viene dall'Alpe: “des”, dall'alto, si discende.

E qual è l'anima di questo migrare? Perché si fanno queste migrazioni?

È uscito anni fa un libro che era intitolato: "Fame d'erba". Ecco, le migrazioni si fanno perché c'è questa fame d'erba. Il popolo pastore deve provvedere alla mandria, al gregge, ecc. Quello che determina la migrazione è la fame d'erba: problema della vita! E a primavera? ecco, a primavera si sale in alto, perché è la fame d'erba che conduce là. Là c'è vita e più si sale in alto e più l'erba è molto carica di valore; e si va alla ricerca di quello che più vale per la nostra vita: è problema di valore. E quando si avvicina l'inverno, allora si discende.  Ma, dico, quello che determina questo migrare è sempre questa fame d'erba, cioè fame di vita.

Ecco, per Abramo, anche lui era pastore, c'era questa fame d'erba per i suoi greggi, e Dio lo condusse là in quella regione che sarebbe poi stato il luogo, la terra per il popolo di Israele.

Ecco, dico, migrare vuoi dire seguire la linea della vita; e Dio opera in ogni cosa per condurci alla vita.

Prima ci fa trovare la vita, briciole di vita, qui nella nostra terra, qui nel nostro mondo, ma poi a poco per volta ci fa toccare con mano che qui l'erba diminuisce, non nutre più, non risponde più alla nostra fame, al nostro bisogno, E allora?  Allora “enarpa”! Ecco, si forma in noi il bisogno, la fame di vita, di trovare la vita per non restare nella morte o per non rischiare la morte, perché viene meno l'alimento.

Noi ci nutriamo di novità; la nostra erba è la novità. La nostra anima ha bisogno di Verità, si nutre di Verità. Ma la Verità è una novità continua. Il primo annuncio, la prima notizia che arriva a noi, il primo cibo, dà vita, ci attrae, poiché la vita è attrazione e ha bisogno di novità continua, ma la seconda volta che noi incontriamo questa notizia non ci attrae già più: l'erba mangiata o calpestata non può nutrire più...; c'è sempre bisogno di erba nuova! e per trovare questa erba nuova bisogna salire in alto, sempre più in alto. Ecco, c’è questo migrare che nel campo dei segni è ripetitivo, un continuo salire e scendere, ma che nel campo dello Spirito è a senso unico, sempre in alto.

Ad un certo momento il problema diventa e, direi, diventa il problema essenziale, il passaggio dalle cose visibili alle cose invisibili. Sì pone questo problema per l'uomo. Ad un certo momento tutte le cose visibili non danno più vita per l'uomo.  L'uomo non trova più vita! Può mettersi a correre per tutto il mondo per cercare briciole di vita, può mettersi lì a studiare i pensieri di tutti gli uomini, tutto quello che hanno detto gli uomini, i filosofi, i santi, i sapienti..., ma non trova più briciola di vita... Non c'è più novità!

Ed è lì che ad un certo momento si forma la necessità di passare, di migrare: da che cosa?  Da questo mondo che si vede al mondo che non si vede, al mondo delle cose invisibili.  Il mondo delle cose invisibili, l'abbiamo detto molte volte, si trova soltanto conoscendolo.

Ecco, noi dobbiamo cessare ad un certo momento di cercare la vita tra le cose visibili, tra le cose che si vedono, che si toccano, si sentono, si esperimentano. È perfettamente inutile, e Dio ce lo fa capire che è perfettamente inutile, che noi cerchiamo la vita qui.  “Non cercate la vita tra le cose morte” (Mt 28,6-7). E dicendo cose morte (ed è l'Angelo che lo dice alle donne quando nel giorno della risurrezione vanno a cercare il corpo di Gesù, nella tomba) intende dire le cose che si vedono.  Dice: "voi cercate Colui che è vivo, il Vivente, tra i morti... Non si trova più tra i morti!", cioè tra le cose che si vedono, che sono soggette al tempo.

Le cose sono morte in quanto sono soggette alla morte, cioè sono soggette al tempo.  Tutto ciò che è soggetto al tempo, è soggetto a morte. Lì non c'è la Vita! Ad un certo momento deve maturare in noi questa consapevolezza: è inutile che io cerchi la vita là dove c'è la morte. La vita non sta dove c'è la morte, cioè dove ci sono le cose che muoiono, che passano. La vita non sta nelle creature, poiché tutte le creature sono soggette al tempo. La vita non sta nelle creature! Ed è perfettamente inutile che noi ci intestiamo a cercare la vita nella creature.

Ecco, allora che ad un certo momento, ed è tutta l'opera di Dio per la nostra salvezza, Dio ci conduce a fare questo passaggio dalle cose visibili alle cose invisibili. Le cose invisi bili sono eterne. Ciò che è eterno è vivo; ciò che è soggetto al tempo è morto.

Allora per risorgere è necessario passare dalle cose visibili alle cose invisibili.

Però abbiamo detto: cos'è che Gesù propone a Marta, dicendole: "lo credi tu?". Ecco, “lo credi tu?”; credere che cosa? “Io sono la risurrezione e la vita: chi crede In Me quand'anche morto vivrà”.

E allora, visto quello che abbiamo visto, cioè che il credere è migrare, ci chiediamo: che cosa Gesù proponeva a Marta che stava esperimentando la morte? Le proponeva la risurrezione e la vita, cioè le proponeva questo migrare: migrare dalle cose che si vedono alle cose che non si vedono; cioè le proponeva di cercare le cose invisibili, di cercare le cose dal punto di vista di Dio, perché lì, nel cercare le cose dal punto di vista Dio, c'è la vita e c'è anche la risurrezione per chi è morto. È     Parola di Dio! È promessa di Dio per ogni uomo!  Per cui se tu, uomo, stai morendo, sappi che Dio non ti ha creato per la morte: Dio ti ha creato per la vita! Sappi che la vita è la, nel guardare le cose dal punto di vista di Dio.

Le cose viste dal punto di vista di Dio sono eterne, sono invisibili, e sono invisibili perché sono trascendenti (DIO è trascendente, quindi essendo trascendente è invisibile; tutto ciò che è visibile invece è relativo a noi),ed essendo invisibili, dico, sono eterne, non soggette al tempo, quindi sono vive.  L'Essere assoluto è vivo, e tutto ciò che e visto dal punto di vista di Dio, cioè  dal punto di vista della Vita, è vivo! È lì che uno trova la vita!

Noi moriamo o perché non guardiamo le cose dal punto di vista di Dio.

Ora, Gesù dicendo a Marta "lo credi tu?" rivelava la sua intenzione, e l'intenzione di Dio è questa di farci passare, di farci migrare dai luoghi in cui noi viviamo, in cui spendiamo la nostra vita, in cui consumiamo la nostra vita, di farci cioè passare da questi luoghi in cui noi troviamo la morte, al luogo della vita.

Abbiamo detto anche che se questa e l'intenzione di Dio, l'uomo non può obiettare niente. Abbiamo detto domenica scorsa che la comunicazione, l'annuncio dell'intenzione di Dio a noi è quella di farsi conoscere. Dio vuole questo: vuole che ci impegniamo a conoscerLo. Siccome questa intenzione è intenzione di Dio, dell'Essere Assoluto, trascendente e quindi inconfutabile da noi (l'uomo di fronte alla Verità si trova con le spalle al muro: la Verità è inconfutabile! La Verità è superiore all'uomo, quindi inconfutabile), dico, di fronte a questa comunicazione dell'intenzione di Colui che per l'uomo e inconfutabile, l'uomo riceve un'intenzione che è inconfutabile. E qui nasce il concetto ai "tempo di migrare".

Cos’è che determina il tempo di migrare? Forse la nostra volontà? forse la nostra scelta, la nostra decisione: "adesso mi impegno a salire in alto, a vivere per questo"?  No, l'uomo non può fare assolutamente niente, come non può andare nemmeno ad un pranzo se non c'è chi lo inviti.  È l'invito che ci dà la possibilità.

Quando qualcuno ci invita a pranzo, ci comunica un'intenzione, ed è la comunicazione di quell'intenzione che dà la possibilità di partecipare al pranzo, ma se noi non riceviamo la comunicazione di quell'intenzione, noi non possiamo andare! È parabola di Dio, ed essendo parabola di Dio significa una realtà spirituale, perché il pranzo è la conoscenza di Dio, pranzo è la vita eterna, e la vita eterna è conoscere Dio. Noi abbiamo trasformato questo pranzo in un rito, ma è ben altro! Il pranzo è conoscere Dio, è vita eterna. Se Dio non ci invita, noi non abbiamo nessuna possibilità. Moriamo, sì, ma non abbiamo la possibilità di andarvi. Moriamo di fame! non ne abbiamo la possibilità.

Dico, la possibilità ce la comunica Dio, invitandoci; ecco, proponendoci questo fatto: “impegnati a cercare Dio prima di tutto! Conosci il tuo Dio prima di tutto!  Sei stato creato per questo. Una cosa sola è necessaria”. Ed è nella comunicazione di questa intenzione che l'uomo riceve la possibilità (possibilità! non è che l'uomo lo faccia) di impegnarsi nella ricerca di Dio. L'uomo ha la possibilità di andare a pranzo se qualcuno lo invita. Non è detto che vada, ma ne ha la possibilità. Così Dio. Dio ci dà la possibilità invitandoci, quindi comunicandoci la sua intenzione.

Ma, ho detto, la comunicazione dell'intenzione di Dio è una comunicazione inconfutabile, e quindi crea una cosa terribile, perché mentre ti apre questa possibilità meravigliosa di migrare verso le cose eterne, verso le cose invisibili, rivelandoti l'intenzione sua, l'unica intenzione sua, segna la fine del tuo mondo.

L'intenzione di Dio è unica perché Dio ha solo questa intenzione; Dio è l'Essere Assoluto, quindi non ha cinquanta intenzioni. Noi sbagliamo enormemente dicendo: "DIO vuole che io mi faccia suora o vuole che mi faccia frate... Dio vuole che io vada in missione... Dio vuole quest'altro...". No, queste sono tutte cavolate nostre. Dio ha una Volontà sola, il Figlio di Dio è Unigenito, è Uno solo, quindi è un Pensiero unico. Essendo Essere Assoluto la sua intenzione coincide con quello che Lui è, quindi è comunicazione di quello che Lui è: questa è l'intenzione di Dio! e, dico, è inconfutabile, perché è fondata sull'Essere di Dio, sulla Verità.

Ora, quando noi veniamo a trovarci di fronte ad una comunicazione di un'intenzione inconfutabile da parte nostra (inconfutabile!), noi volenti o nolenti, incominciamo ad assistere, l'ho già detto la volta scorsa, alla fine del nostro mondo. Ecco perché, dico, l'annuncio, la comunicazione dell'intenzione di Dio diventa terribile: è fine del nostro mondo! Noi possiamo far finta di non aver ricevuto la comunicazione dell'intenzione di Dio e continuare la vita di prima, l'intenzione nostra dì prima, noi lo possiamo, però noi incominciamo ad assistere a questo girare a vuoto, a questa vanità crescente, a questo non senso della vita: a che serve?

E che cos'è che ti distrugge tutto questo? Prima c'era un entusiasmo: si viveva per il football, per il lavoro, si viveva per conoscere il mondo, per conoscere la storia, per conoscere gli uomini e le loro vicende e tutti questa comunicazione di avvenimenti, di fatti sembrava tutta una partecipazione di vita, sembrava tutto carico di vita. Ma ad un certo momento tutto si svuota: "a che serve?" ci domandiamo. Ricordo sempre, l'ho già detto altre volte, quel signore, che era in agonia, alla fine della vita. Era stato un appassionato di sport, di calcio, e lui stesso era stato molto sportivo e non si perdeva nessuna partita. I suoi familiari, siccome c'era una partita importante, per consolarlo gli avevano messo il televisore vicino al suo letto per dargli la possibilità di assistere a questa partita importante. E ricordo che mi diceva: “non c'è più nulla che mi interessi...”.

Dico, cosa succede, cosa succede nella vita che ad un certo momento si assiste a questa vanità del tutto? non c'è più niente che ci attragga, non c'è più niente che abbia senso, non c'è più niente che abbia significato.  Dico, cos'è che ti annulla tutta questa gioia di vita, tutto questo fuoco di artificio, nella nostra vita, di attrazioni, di convegni qui e là, di questo correre lì o là..., ecc.? Tutto questo non interessa più.

Che cos'è che ti spegne tutti questi fuochi di artificio e che ad un certo momento ti butta nella notte nera?  Niente ha più senso, niente ha più significato... Cos'è? È l'intenzione di Dio che sta arrivando e tu non lo sai.  Cioè è Dio che ha calato in te questa verità: "una cosa sola è necessaria: conoscere Dio! perché lì sta la vita!" (cf Lc 10,42; Gv 17,3).

Dico, è una comunicazione che è inconfutabile perché è fondata sulla Verità di Dio. È vista da Dio! E questa Verità che cala in noi ti annulla la verità di ogni altra cosa.

E allora? Allora nascono tutte le diverse depressioni. Si entra in depressione. E la depressione non è altro che il vuoto che sta entrando nella tua vita, il non senso di tutto. Ma questo, dico, è l'intenzione di Dio che sta calando in te, che sta entrando in te e che ti sta chiamando all'unica cosa necessaria: “una cosa sola è necessaria!”.

Ho visto delle persone che non avevano assolutamente niente, che vivevano in una povertà estrema, ma cantavano di gioia da mattino a sera, felici, perché? perché il sole al mattino sorgeva, le illuminava e le riscaldava e poi alla sera tramontava dopo tutta una giornata piena di doni di Dio... felici perché vedevano Dio in tutto. Ecco, il poter, ed è l'unica cosa necessaria, il poter conoscere Dio, il poter convincerci che è Dio che parla con noi in tutto, che è Dio che opera tutto, che non cade foglia senza che Dio voglia, ma non per sentito dire, ma per propria convinzione, ecco, questo è vita, è gioia.

Il poter convincerti, il poter toccare con mano che Dio è con te, che sta parlando con te in tutto, che in ogni stormir di fronda c'è una parola di Dio per te (e questa parola di Dio tu la puoi capire se tieni presente Dio: c'è una comunicazione per te!), vedere che Dio sta pensando a te, che ti ama, e che comunica con te in tutto, dialoga con te in tutto... ma questa è la grande gioia! Tutto il resto, ci può essere ricchezza, ci può essere povertà, ci può essere salute, ci può essere malattia, ci può essere tutto quello che vuoi, ma è tutto contorno, inezie: quello che veramente riempie di vita è questo!

Ora, dico, arriva certissimarnente un momento nella vita in cui Dio ti dice: "lo sono la vita!  Lo credi tu?". Qui è l'intenzione di Dio. Dico, per noi è inconfutabile. Se noi migriamo (non come fa Marta che dice: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che sei venuto nel mondo" e poi se ne va a chiamare Maria), allora Lui diventa veramente nostra vita.

Per noi il più delle volte la nostra fede è così: diciamo ciò che ha detto Marta e poi ce ne andiamo a chiamare gli altri!  No, non è questo ciò che ci propone il  “Lo credi tu?”, ma è ben altro!  Credere vuoi dire migrare. Non si tratta di dire delle parole. Anche il demonio dice: "Tu sei il Figlio di Dio" a Gesù (Mc 3,11)!

Dico, credere vuoi dire migrare dietro questa intenzione, vivere per questa intenzione, perché Dio diventa nostra vita in quanto Lo facciano nostra vita.

Se noi davanti a quell’Intenzione non aderiamo, incominciato ad assistere, senza che ce ne rendiamo conto, allo svuotamento di tutto. È Dio che ci svuota tutto di valore. C'è il crollo dei valori. E quando un valore per noi crolla noi non possiamo più volerlo. È lì il tempo per Migrare.

È Dio che determina il tempo! non siamo noi, perché la nostra volontà non è capace di volere. È sufficiente che noi constatiamo che una cosa ci ha deluso, che constatiamo che una cosa non risponde a quel fine che noi speravamo, é sufficiente che noi constatiamo il fallimento di un oggetto, di un fine, di una persona, di una creatura sulla quale abbiamo puntato la nostra vita, per incominciare a precipitare in questo abisso di vuoto che, ho detto, ci apre a tutte le forme di depressione.

Ora tutto questo ci annuncia e ci introduce in quello che abbiamo chiamato il Regno di Cristo. Il Regno di Cristo è il regno della intenzione di Dio, di questa unica intenzione di Dio: "Cerca prima di tutto Dio! Una cosa sola è necessaria! la vita eterna sta nel conoscere Dio! Dio vuole che tutti si salvino e giungano a conoscere la Verità!" (Mt 6,33; Lc 10,42; Gv 17,3; 1 Tm 2,4). Questa è la Volontà di Dio! È inutile che noi cincischiamo con tutte le altre "volontà". Questa è la Volontà di Dio! L'ha dichiarata apertamente. È, ora dico, e questa che introduce noi nel Regno di Cristo, quel Regno dì Cristo che ci condurrà dopo al Regno del Padre, al Regno dello Spirito Santo. Ma, dico, questo, il regno di Cristo, è il regno dell'intenzione di Dio.

E queste cose noi le troviamo nei tre Vangeli sinottici, quando Gesù parla della fine del mondo, pagine che noi fraintendiamo, perché tutta questa fine del mondo non è altro che questo: svuotamento di tutte le cose di valore perché l'uomo viene a trovarsi di fronte all'intenzione di Dio. Gesù dice: “Vedrete il Figlio dell'uomo venire tra le nubi” (Mt 24,30). Vuol dire: “vedrete l'intenzione di Dio venire tra le nubi”! Ecco, noi ora lo leggiamo e ne scegliamo uno dei tre, perché ogni evangelista ha delle caratteristiche particolari.

Prendiamo quello di S. Luca, al capitolo XXI. Lo leggo perché possiate intenderlo alla luce di questo Regno di Cristo, regno dell'intenzione di Dio, che sta venendo, perché ora è possibile capire tante cose che Gesù dice.

Qui dice (salto la prima parte): "Quando vedrete Gerusalemme (Gerusalemme è la nostra anima), circondata da eserciti, allora sappiate che la sua desolazione è vicina".  Noi al giorno d’oggi anziché desolazione diciamo depressione. La depressione è vicina, perché "eserciti" significa questa conflittualità, questo non più valore di tutte le cose, per cui tutte le cose ci diventano nemiche, non ci danno più vita.

"Allora quelli che saranno in Giudea - dice Gesù - fuggano ai monti!". Un altro Vangelo dice: "Nessuno cerchi di tornare indietro per prendersi qualche cosa di casa sua" (Mc 13,15).  C'è come unica soluzione questa fuga ai monti: “enarpa”! questo andare in alto, senza preoccuparti di prendere qualche cosa di quello che è stata la tua vita.

"E quelli che saranno nelle città se ne allontanino, e quelli che saranno nelle campagne non vengano a rifugiarsi in città, perché quelli saranno giorni di vendetta in modo che si adempia tutto ciò che fu scritto" (Lc 21,20-24).

È Parola di Dio! E tutte queste cose Dio le dice perché sono cose che avvengono nella vita personale di ognuno di noi, ed è necessario capirle! Perché noi questi fatti li subiamo, presto o tardi!

“Guai alle donne incinte, alle lattanti, perché grande sarà la tribolazione in quei giorni e la collera contro questo popolo. E cadranno a fil di spada e saranno ridotti in schiavitù tra tutte le nazioni e Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili fino a quando siano compiute le epoche dei popoli. Vi saranno dei segni nel sole, nella luna, nelle stelle, e sulla terra le nazioni saranno in angoscia e smarrimento grande per lo strepito del mare e il suo agitarsi. E gli uomini verranno meno per la paura e l'ansia di quello che accade nel mondo, perché le potenze del Cielo saranno scosse. E allora si vedrà il Figlio dell'uomo (il Figlio dell'uomo è la Volontà di Dio, il Verbo di Dio, l'intenzione di Dio)...allora si vedrà il Figlio dell'uomo venire in una nube con grande potenza (ed è la potenza dell'Intenzione di Dio) e sfolgorante di gloria. Ora quando queste cose incominceranno a succedere..."

Cioè, "cominceranno a succedere" cosa vuoi dire? succedono sempre, tutti i giorni; però vuol dire: "quando voi comincerete a vedere queste cose…" e vedere vuol dire capire, quindi quando comincerete a capire queste cose.  Allora, dice Gesù: “…quando comincerete a capire queste cose, rialzatevi, elevate il vostro capo, perché la vostra liberazione è vicina" ("la Verità vi farà liberi" {Gv 8,32}).

E soggiunse loro una parabola: "guardate il fico e tutti gli alberi quando, ormai germogliano: a questa vista voi conoscete da voi stessi che l'estate è vicina. Così pure, quando vedrete accadere (quindi quando capirete), quando vedrete accadere tali cose sappiate che il Regno di Dio è vicino (il regno dell'Intenzione dì Dio, il Regno della Verità). In verità vi dico: questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano accadute…". Ecco, il fatto è personale: "questa generazione". “…Questa generazione (cioè noi che attualmente stiamo ascoltando le parole di Cristo) non passerà prima che tutte queste cose siano accadute…”.  Il fatto è essenzialmente personale. “…Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Lc 21,20-33).

Ecco, dico, è importante capire quello che Gesù chiedeva a Marta e che chiede ad ognuno di noi quando ci comunica la sua intenzione (e la comunica nella nostra situazione di morte, di vuoto, di assenza, di depressione), quando ci comunica in questa nostra situazione: "Io sono la risurrezione e la vita: lo credi tu?”.

Dico, allora invitò Marta a migrare, a migrare verso l’“Io del Cristo”, cioè verso le Parole del Cristo (e Lui parla di cose invisibili, cose eterne e cose vive, cose eterne, perché ciò che à eterno è ciò che è vivo), ed è questa la proposta che Gesù fa ad ognuno di noi comunicandoci questa sua intenzione:   “Cerca prima di tutto Dio!”.

 

-         Se tu, quando l’intenzione di Dio ti si presenta, la segui, non esperimenti l’annullamento delle cose; anzi, tu esperimenti la valorizzazione delle cose: tutto acquista un senso Divino.