I FONDAMENTI BIBLICI DELLA GESTUALITÀ RITUALE

SEDUTI

Un altro atteggiamento che nel «Rinnovamento nello Spirito», durante la preghiera è molto frequente è quello di stare seduti.

Il sedersi ha il vantaggio di favorire il relax e dà la possibilità di essere più attenti alla parola di Dio.

Sedersi per ascoltare è un segno che esprime fiducia nei confronti dell’altro che parla. Questo atteggiamento è, quindi, particolarmente consigliato per l’ascolto: «Maria sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola» (Lc 10,39).

La moltitudine, «seduta intorno a lui lo ascoltava» (Mc 3,32). Gesù stesso, da bambino, «Seduto in mezzo ai dottori, li ascoltava...» (Lc 2,46).

Fra Dio ed il suo popolo si snoda un dialogo che ha il suo inizio nel Dio che si rivela e parla. È solo in questo senso primordiale che, allora, si può parlare della preghiera come dialogo: non in quanto Dio deve rispondere a noi, ma in quanto noi dobbiamo rispondere a Dio che ha parlato e ha detto tutto nella sua Parola (DV. 2).

Vale in senso universale il principio enunciato dal Vaticano II, illuminato da una frase di S. Ambrogio: «Ricordino che la lettura della Sacra Scrittura deve essere accompagnata dalla preghiera, affinché possa svolgersi il colloquio tra Dio e l’uomo; poiché gli parliamo quando preghiamo e lo ascoltiamo quando leggiamo gli oracoli divini» (DV 25). Stare seduti è un’ottima posizione per la meditazione ed il raccoglimento!

Inoltre, anche nello stare seduti si possono assumere varie posizioni, come avere la mani aperte sulle ginocchia, in segno di accoglienza del Dono che il Padre vuole dare ai suoi figli in Cristo, Figlio prediletto (cf. Mt 3,17b) o altre posizioni ispirate dal proprio cuore.