PRESENTAZIONE

Sul RnS si è sviluppata una vasta bibliografia che studia parallelamente il movimento nei suoi aspetti biblici, teologici, spirituali, liturgici, pastorali, sociologici e psicologici. Tra le tante ricerche che offrono una sintesi scientifica su aspetti particolari, un posto spetta allo studio fatto sulla gestualità nella preghiera da Francesco Pisano, studente di teologia presso la Facoltà Teologica di Napoli, il quale da lungo tempo milita nel RnS. Una delle caratteristiche della preghiera carismatica è costituita dalle manifestazioni esterne dello Spirito, le quali spesso diventano un motivo di richiamo per persone estranee compresi gli increduli, come accadeva nella Chiesa di Corinto per il dono delle lingue (cfr. 1Cor 14,22). Queste manifestazioni, tuttavia, non sono essenziali, ala soltanto il riflesso di qualche cosa più profondo e sono dovute al fatto che l’uomo, quando prega, lo fa con tutto il suo essere: con l’anima e con il corpo. Il levar le mani in alto, l’applaudire, il danzate, nella preghiera, sono esteriorizzazioni dei sentimenti dell’uomo. È importante, però, che questi segni siano il riflesso dell’intimo dell’uomo, che corrispondono ad un atteggiamenti di fede. I piedi, le mani e tutti gli altri organi del corpo umano sono per lodare il Signore. Il nostro corpo - dice l’apostolo - è tempio dello Spirito; insieme, è «per il Signore e il Signore per il corpo…« (1Cor 6.13). Il pregio della ricerca del nostro amico Francesco Pisano consiste proprio nel far capire a coloro che partecipano agli incontri di preghiera che è importante che questi gesti vengano da persone veramente libere (la pregiudizi e complessi, che non abbiano vergogna di lodare il Signore davanti a tutti. È questo l’atteggiamento proprio dei semplici. L’autore ci ricorda anche che questi gesti non sono qualche cosa di nuovo, introdotto dal Rinnovamento nello Spirito; essi erano già comuni nella Bibbia, nella liturgia della Chiesa e nelle tradizioni religiose dell’umanità, l’opera scritta in uno stile semplice e scorrevole, si legge tutta d’un fiato. Sono convinto chc essa possa aiutare i fratelli che frequentano i nostri gruppi a scoprire l’importanza della gestualità nella preghiera personale e comunitaria.

Giuseppe D’Amore

Responsabile per il RnS della Regione Campania