PIO ISTITUTO PAVONI - STORIA RECENTE

Con la legge 517 del 1977 la Scuola Statale apre alla frequenza degli alunni sordi.

Termina così il periodo, iniziato nel lontano 1821 dal Ven. Ludovico Pavoni, durante il quale si è faticosamente lottato per dare un’istruzione scolastica ed una formazione professionale ai sordi.

Pari dignità per tutti gli studenti.

Venne quindi chiusa la scuola gestita dal Pio Istituto Pavoni che per decenni aveva sopperito alle carenze di iniziative e sensibilità da parte delle Istituzioni.

Sembrò quasi che l’attività a sostegno dei sordi si potesse considerare conclusa.

Altri se ne sarebbero fatti carico.

In alternativa ci si sarebbe potuto interessare del tempo libero dei ragazzi col potenziamento delle attività sportive culturali e ricreative.

Ma non era così.

Ottenuta la legge di parità fra gli studenti, bisognava attuarla, renderne praticabili le norme.

Lottare per l’adeguamento dell’istituzione alle mutate modalità operative.

Far accettare alla struttura pubblica un attimo di riflessione e ripensamento dei propri criteri per dare efficienza e attuazione alle diverse esigenze e realtà.

In sintesi un’accettazione del nuovo per un reciproco arricchimento.

Più facile a dirsi che a farsi.

Compito non agevole e non perché ci si è trovati di fronte a malanimo o ad astiosa insofferenza, ma perché anche noi abbiamo dovuto e tuttora dobbiamo ripensare le nostre certezze.

Ripercorriamo perciò insieme il cammino degli ultimi anni del Pio Istituto Pavoni.

Per quasi un decennio, dall’entrata in vigore della legge sin al 1985, fu difficile ripensare lo scopo originario dell’Istituto nato per le esigenze dei sordi.

Sembravano perse le finalità, confusi ed incerti i mezzi per attuarle.

Valeva ancora la pena mantenere in vita l’Istituto?

Chiusa la scuola speciale, licenziato il personale non restava che chiudere, dismettere tutto e vendere.

A ridare speranza per il futuro, con un intuito che si rivelerà proficuo, intervengono a sostegno dell’Istituto Pavoni l’ E.N.S. e la neonata Associazione Genitori dei Sordi; e chi se no?

Vengono ripensate le finalità: sostegno alle famiglie del piccolo sordo dalla nascita ai 3 anni, periodo nel quale i genitori sono chiamati ad affrontare una realtà che potrebbe risultare devastante non solo per loro ma anche per il piccolo; supporto didattico continuo per i più grandi che frequentano i corsi di ogni ordine e grado; confronto fra i genitori con apporto delle diverse esperienze.

Per questo si stende un opuscolo nel 1990, col sostegno dell’Università di Verona, nel quale vengono prospettate idee guida per un "Progetto per l’inserimento e l’integrazione dei sordi nelle Scuole Secondarie Superiori"

I sordi iniziano a frequentare la Scuola Superiore nel Novembre del ’93.

L’Associazione Genitori dei Sordi e l’ E.N.S. affiancano i ragazzi impegnati nella scuola con corsi annuali di aggiornamento riservati agli insegnanti ed ai genitori.

L’esperienza di questi anni era giusto venisse analizzata e rivisitata per un bagaglio culturale dei docenti nel Convegno tenuto a Brescia nel Dicembre 2000 "Dall’Esperienza al Progetto".

Si è recuperato l’intendimento proprio del fondatore: accompagnare i nostri ragazzi sulla soglia della vita, fornendo loro gli strumenti adatti per affrontarla.

Il futuro è il loro, la vita è la loro; viverla è altra cosa e non spetta a noi.

Di più non possiamo e non dobbiamo fare.

Fatto questo non rattristiamoci più perché i nostri ragazzi non sentono la nostra voce, loro ci sentono col cuore.

Siamo noi che abbiamo necessità di sentirli, a loro basta che li rendiamo liberi e uguali.

E per questo la strada è ancora lunga, ma ne abbiamo fatto un buon tratto; non sono certo le sfide che ci impauriscono né presenti né future perché forse un giorno saremo affiancati dai nostri ragazzi che continueranno dove noi avremo lasciato.