A ventiquattro anni Faustino Moretti era un uomo che aveva maturato il suo destino. Il 3 aprile del 1938 fu nominato Direttore dell'Istituto che lo aveva accolto orfano e, il 26 giugno dello stesso anno, consacrato sacerdote.
Da quel momento tutte le energie furono dedicate a rinnovare l'opera educativa ed assistenziale ai sordomuti, a imprimere ad essa un'impronta moderna. Era convinto che non era sufficiente dare la parola ai sordomuti, era necessario insegnare loro un mestiere per garantire loro un completo inserimento nella società. Per riuscire meglio in questo compito, conseguiva il 1 novembre 1941, il diploma di abilitazione all'insegnamento nelle scuole medico-pedagogiche e progettò l'idea di un "Corso professionale" per i sordomuti.. un'idea nuova per quel tempo, decisiva per la riabilitazione di quelli che chiamava i suoi figlioli.
Difficoltà tecniche ed amministrative gli impedirono di realizzare il suo progetto fino al 1946, quando ottenne personale ed i mezzi finanziari necessari dalla Congregazione dei Figli di Maria (Pavoniani). Fu per gratitudine verso questa Congregazione, per l'ammirazione delle sue Costituzioni e Regole, che egli chiese di farne parte. Nel marzo 1949, don Faustino Moretti emetteva la Professione Religiosa dei Figli di Maria, diventando ufficialmente Padre Faustino Moretti Pavoniano.
Nello stesso periodo fu eletto Presidente della Associazione nazionale dei sordomuti e divenne segretario dell'Ente Nazionale per la protezione dei sordomuti.
Tra il 1949 e il 1951 portò a termine un altro entusiasmante progetto, quello di dare una casa ai sordoparlanti, perché potessero ritrovare in essa un punto di riferimento in cui poter risocializzare, studiare, divertirsi e, nel pensionato, un aiuto alla loro sistemazione nella vita. Questa casa è il monumento perenne della bontà e della carità di padre Faustino Moretti.
Il "maestro che insegnava a parlare" ai suoi piccoli muti e li restituiva alla vita sociale, moriva a soli 39 anni, a Brescia, il 16 agosto 1952.