IL PERIODO DEL PIPER.
Mal e i Primitives al Piper Club (1966)
Le ricerche continuano. Non contento di quello che avevamo trovato, parto ancora all'attacco con le email e ne scrivo una cinquantina a tutti gli artisti che in quei tempi erano famosi per le loro apparizioni al Piper Club.
● E così trovo un'altra testimonianza diretta, attraverso quel grande artista che è Mal dei Primitives. Inaspettatamente, ricevo una email da Mal: "...Ti ringrazio per la mail. Ricordo perfettamente della partecipazione dei mitici Pink Floyd al Piper, mio malgrado non ho potuto presenziare perché impegnato con le mie serate. Mi dispiace di non poter esserti di aiuto e ti rinnovo i miei saluti...". Però, Mal mi indica una persona che poteva darci un ricordo di una delle serate dei Floyd: "...Spero esserti di aiuto dicendoti che il mio attuale bassista Mike Brill mi ha raccontato di essere stato presente in quella famosa serata al Piper...".
E, puntualmente, Mike mi
risponde, qualche giorno dopo: "...Salve, sono Mick Brill, bassista di Mal
and The Primitives. Scusa se non ho risposto prima alla tua e-mail, ma ho avuto
un po’ da fare ultimamente. Sto scrivendo i testi per una decina di canzoni, e
come puoi capire mi occupa parecchio tempo.
Si, é vero che stavo al concerto dei Pink Floyd al Piper Club, ma devo
confessare che non mi ricordo molto della serata. Sono passati quasi quarant’anni,
e la memoria non e piu quella di una volta!!!!!!
Mi ricordo dei bellissimi giuochi di luci “psichedeliche” che venivano
proiettati su di loro usando 2 proiettori per diapositive molto potenti. Al
posto delle diapositive venivano inseriti 2 sottile piastrine di vetro con in
mezzo dei colori ad olio abbastanza liquidi. Con il calore dei proiettori,
questi colori si mischiavano, e si muovevano, creando delle figure veramente
stupendi. Non ti dico in che condizioni erano i tecnici responsabili di questi
luci alla fine del concerto. Posso solo dire che erano dei veri mostri (ma di
bravura!!!!!!!!!!).
Un'altra cosa che mi ha colpito è che usavano un organo FARFISA. Chiaramente
credo che era molto modificato, perché aveva dei suoni stupendi, che non avevo
mai sentito prima, specialmente da altri organi dello stesso tipo usati da
gruppi qui in Italia. Credo che parecchi tastieristi del epoca si sono chiesti
come ******* facevano!!!! Comunque scusa di nuovo per il ritardo (ed anche per
l’italiano!).
Tanti saluti
Mick Brill...".
© 2007 Stefano Tarquini
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Un altro tassello della
ricerca, ...un'altra testimonianza diretta.
Pian
piano, attraverso i racconti dei testimoni oculari di quelle date, passa davanti
a noi uno spettacolo impressionante. Le luci... le stesse luci che avevano fatto
venire Marco ed il suo amico al Piper, quelle stesse luci che vengono citate
nella locandina del "Il Tempo". Le stesse luci che avevano già reso famosi i
Floyd in Inghilterra e negli USA, il loro famoso "ligh-show".
Stavolta abbiamo anche un
altro elemento, l'organo Farfisa di Wright, quel famoso organo che avrebbe
fissato le menti di parecchi giovani in quei periodi e negli anni futuri.