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RECORDS NOTES AND F.A.Q.

 

 

 

 

Riportiamo, a richiesta di molti fans, alcune curiosità sui dischi dei Pink Floyd. La base di partenza delle note e curiosità sono più che altro notizie già note, prese e liberamente tradotte dalle famose "Echoes FAQ", la famosa mailing-list mondiale dedicata interamente ai Pink Floyd degli anni '90. Altre curiosità sono prese da vari siti e gentilmente concesse dai loro rispettivi proprietari. Da notare che queste pagine sono state dal 2010 una delle basi di partenza per il grande lavoro di approfondimento fatto dai Lunatics nei loro libri bestseller, "Pink Floyd. Storie e Segreti" (Giunti, 2012) e "Tutte le Canzoni dei Pink Floyd. Il Fiume Infinito" (Giunti, 2014 e 2018).

IN CASO DI UTILIZZO DI QUESTE NOTIZIE, SI PREGA DI CITARE LA FONTE, OVVERO QUESTO SITO.

 

 

 

 

 

 

"THE PIPER AT THE GATES OF DAWN".

 

n  "The Piper at the Gates of Dawn", uscito ufficialmente nell'agosto del 1967 in Inghilterra, la prima fatica del gruppo, richiamava essenzialmente i primi due singoli, "Arnold Layne" del marzo 1967 e "See Emily Play" del giugno 1967, che già dal primo periodo furono un successo di vendita. Raggiunse il 6° posto nella classifica inglese dei 33 giri, rimanendo per 7 settimane nella Top20 Inglese. Registrato agli Abbey Road Studios di Londra quasi nello stesso momento di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles, il disco fu sottovalutato all'inizio dai fans, tranne che per due canzoni, "Interstellar Overdrive" e "Astronomy Domine", considerate invece 'underground', in linea con il periodo. Il titolo di questo LP viene dal titolo del settimo capitolo del libro di Kenneth Graham "Wind in the Willows", dove Ratty e Molly cercano un animale perduto, e hanno una specie di esperienza religiosa quando incontrano, appunto, "The Piper At The Gates Of Dawn" (che molti identificano in Pan). Il titolo per l'album-tributo a Syd Barrett "Beyond the Wildwood" è anch'esso preso dal nome del settimo capitolo di quel libro.

 

   

 

n  La copertina di "The Piper at the Gates of Dawn" è in perfetto stile 'flower power' del 1967: una serie di scatti sovrapposti dei quattro Floyd in abiti di “Granny Takes A Trip”,  realizzata da Vic Sigh, un amico del produttore Norman Smith. Norman Smith (che già lavorava con i Beatles, sino a "Ribber Soul"), uno dei produttori dello staff della EMI, fu uno dei principali mecenati dei Floyd, che portò la band a stipulare il contratto con la EMI, presente in ogni giornata di session durante la registrazione dell'album. Peter Jenner fu presente nell'album attraverso la sua voce: la si può udire tra le voci che pronunciano i nomi dei corpi celesti con il megafono durante "Astronomy Domine". L'inspirazione di questo pezzo fu presa, secondo i più informati fan, da alcuni della EMI dalla prima esperienza di Syd con l'LSD e per la sua passione per i corpi celesti. Comunque, la canzone fu inclusa negli spettacoli dal vivo per parecchie date, prima della versione finale che poi risultò nell'album.

 

 

 

n  Il retro della copertina. Per quanto riguarda il retro della copertina del disco, Syd Barrett fu il principale responsabile della scelta del motivo, dato che era un suo disegno: tutto fu ispirato dalla session di foto che i Floyd fecero nel luglio del 1967 in un parco di Londra, il Ruskin Park a Camberwell; si tratta di uno dei primi servizi fotografici promozionali dei Pink Floyd, commissionato dalla loro agenzia, la Blackhill Enterprises, per promuovere il gruppo. Le foto vennero scattate da Colin Prime ed una di esse venne scelta come base per l'illustrazione di Syd Barrett raffigurante la silhouette del gruppo, che poi finirà nel retro della copertina del disco.

 

n  Negli U.S.A., il disco fu affidato dalla Capitol alla Tower Records, che realizzò una versione dell'album la cui uscita coincideva con il tour americano di ottobre dei Floyd. Ma la versione americana fu assemblata anch'essa in maniera differente rispetto a quella europea. Negli U.S.A. la versione mono del disco è uscita contemporaneamente alla versione originale stereo. La versione americana del disco non era incompleta: negli anni '60 la Capitol Records americana aveva l'abitudine in quei tempi di alterare le canzoni dei dischi inglesi e certe volte il loro ordine, prima di stamparli per il mercato USA, di solito lo facevano per includere anche i singoli di maggior successo che talvolta non erano nell'album originale inglese. Lo fecero per i primi album dei Beatles. E lo fecero anche per "The Piper at the Gates of Dawn", infatti fecero iniziare l'album con "See Emily Play", una canzone che non era stata riportata nell'album originale inglese, poichè fatta uscire solo come singolo.

 

 

n  Alcune variazioni sui brani. Alcune variazioni sui brani. In alcuni casi, i brani contenuti nel disco sono diversi e seguono un'altra scaletta; riportiamo i casi conosciuti. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

L'edizione giapponese del disco ha aggiunto "See Emily Play" alla fine della seconda facciata, mentre l'edizione americana è un tantino differente da quella europea (così come quella coreana, che deriva da quella americana), infatti, riporta "See Emily Play" all'inizio al posto di "Astronomy Dominè"; stranamente anche la prima edizione venezuelana riporta "See Emily Play" ed un altro brano inedito, quale "Candy and A Currant Bun" (ma non riporta "Take Up Thy Stethoscope and Walk" e "Chapter 24"). Tutto il resto dei paesi riporta i brani come nell'edizione inglese, così come anche le ultime versioni remastered da 180g del 2016.

Qui sotto sono riportati i brani presenti sulle edizioni (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography"):
- edizioni inglesi, europee, sudamericane, canadesi (Columbia e altre): Astronomy Dominè - Lucifer Sam - Matilda Mother - Flaming - Pow R. Toc H. - Take Up Thy Stethoscope and Walk / Interstellar Overdrive - The Gnome - Chapter 24 - The Scarecrow - Bike;
- edizioni americane, coreane (Tower e altre): See Emily Play - Pow R. Toc H. - Take Up Thy Stethoscope and Walk - Lucifer Sam - Matilda Mother / The Scarecrow - The Gnome - Chapter 24 - Interstellar Overdrive;
- edizioni giapponesi (Odeon Records): Astronomy Domine - Lucifer Sam - Matilda Mother - Flaming - Pow R. Toc H. - Take Up Thy Stethoscope and Walk / Interstellar Overdrive - The Gnome - Chapter 24 - The Scarecrow - Bike - See Emily Play;
- prima edizione venezuelana (Odeon): See Emily Play - Astronomy Domine - Lucifer Sam - Matilda Mmother - Flaming - Pow R. Toc H. / Interstellar Overdrive - The Gnome - The Scarecrow - Bike - Candy and A Currant Bum(notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  "Interstellar Overdrive". La disposizione all'origine dei pezzi del disco non includeva "Interstellar Overdrive", che inizialmente era stata registrata per essere pubblicata su 45 giri e poi accantonata dal gruppo in attesa di incidere qualche nuovo brano.

 

   

 

n  Il titolo e gran parte dei testi di "Chapter 24" furono riprese direttamente dal libro "Chapter 24" di "I Ching" (o "Yi Jing"), un vecchissimo testo cinese di 5000 anni, che all'epoca era uno dei libri preferiti da Syd. Invece, "Pow R. Toc H" fu rinominata "The Pink Jungle" durante l'esecuzione della suite "The Man" nel 1969. E' stato detto che il brano non era niente altro che le prove embrionali di quello che sarebbe poi diventato "Interstellar Overdrive" e che doveva essere inserito in quella canzone. Poi, però, diventò un pezzo unico.

 

 

n  Alcune variazioni delle copertine. In Italia, l'album uscì nel 1971, con una copertina totalmente differente: rappresentava una foto dei Floyd con David Gilmour, fatta circa alla fine del 1969 davanti ai Key Gardens a Londra. Nel 1983, invece, in Inghilterra, la ristampa dell'album fatta dalla Fame uscì con la parola "Fame" scritta a lettere rosse obliquamente nell'angolo in alto a destra. Degna di nota è l'edizione turca: anche in Turchia il disco uscì con la copertina totalmente diversa, rappresentava un albero stilizzato su un paesaggio desertico arancione, che non era altro che il deserto Dead Vlei, un’area protetta nel deserto del Namib-Naukluft, in Namibia. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  "Take Up The Stethoscope And Walk" fu la prima composizione di Waters ad essere registrata negli studi. La canzone doveva ricreare il suono on stage della band, ma Norman Smith tagliò la parte mediana.

 

 

n  "See Emily Play". La prima cover di "See Emily Play" risale al 1967: fu incisa dai Three To One sul loro primo ed unico 45 giri; per qualche assurdo motivo, tale cover fu ripubblicata sulla compilation "CTV’s After Four" della canadese Yorkville Records di Toronto con il titolo di "I'm A Bad Bad Boy" ed attribuita a tale Bob Francis. Esistono anche altri LP collection di cover del 1967, come per esempio "England's Top 14 Of Pop, Folge 20", stampato in Germania dalla Deutsche Vogue (catalogo: ZS10220), dove "See Emily Play" è cantata da Ben Cash And The Cash Tons; oppure, "San Francisco" (Arc, A735), un disco canadese del 1967, cantato dalla The Okey Pokey Band and Singers.

 

n  Si dice che "The Gnome" fu inspirata sia dal libro di J.R.R. Tolkin "Il Signore degli Anelli", sia da "Wind in the Willows" di Kenneth Grahame. La canzone sembra essere la descrizione di un viaggio di Frodo, il piccolo gnomo che si trova nel libro, divenuto famoso solo negli anni 2000 con la saga dei film.

 

n  Come si pronuncia "Domine". La domanda può essere evasa con un "dom-in.ee", in rima con la parola precedente ("astronomy"), oppure secondo una interpretazione dal latino "doh-mi-nay" o "domine", dominare. Ascoltando alcuni Roio ed alcune interviste, possiamo dire che entrambe le pronunce sono verosimili. Perfino Mason, in una intervista del 1994, pronunciava la parola come "domine", alla maniera latina.

 

 

n  "See Emily Play" fu una rivisitazione di un precedente pezzo della band, "Games For May", che fu scritto ed interpretato appositamente per il concerto del Queen Elizabeth Hall del maggio del 1967, durante la serata dei "Free Games For May". Si dice che durante la session di registrazione del pezzo, il 21 maggio 1967, Gilmour fece visita all'amico Barrett negli studi di registrazione, proprio mentre usava il suo effetto preferito, un accendino Zippo sulle corde della sua chitarra, come se fosse un effetto slide. Il nome di Emily deriva, secondo i più assidui fans, da Emily Young, una sedicenne assidua frequentatrice della Notting Hill Free School, dove sul finire dell'anno precedente il gruppo aveva potuto collaudare il proprio repertorio, in seguito affermata scultrice, figlia di Wayland Hilton Young, 2° baronetto di Kennet, chiamata anche "the psychedelic schoolgirl" per la sua assidua frequentazione dell'UFO Club, dove i Floyd suonavano spesso.

 

n  Cosa significa "Pow R Toc H"? Secondo la maggior parte dei fans significa "Power Toke" oppure "Power Tokage". Qualcuno suggerisce invece che possa significare "Power Touch". Ma il vero problema con quest'ultima interpretazione è che esiste lo spazio tra la "C e la "H". Ci sono delle interviste alla band che disse che il titolo si annuncerebbe come si legge, ovvero "pow are toc ache": se lo si pronuncia velocemente e ripetutamente, vedrete che diventerà "power tokage". Comunque, sappiamo che la canzone, o almeno il ritornello iniziale, fu ispirato da un avvenimento realmente accaduto durante uno dei primi concerti del gruppo: dopo lo show, mentre la band stava smontando gli strumenti, un ubriaco salì sul palco, barcollò sino al microfono e cominciò a cantare: "ka-choom pa pa, ka-choom pa pa...".

 

n  Cosa si dice nell'inizio di "Astronomy Domine"? E' Peter Jenner (il manager dei Floyd di allora) che grida qualcosa (potrebbe essere un oroscopo), e un'altra persona che parla attraverso un megafono. E' veramente arduo scoprire esattamente cosa dicono, ma Mark Brown e Matt Denault hanno immaginato questo:

"Moon in both [houses]..." ..... "...Scorpio, [Arabian Skies], Libra..."..... "...Pluto was not discovered until 1930...".

"...[two/ten] seconds to [ignition]..."..... "...all systems satisfied...".

"...just completed orbital...".

 

 

n  "Designated Numbers". Solo negli  U.S.A., sui primi tre dischi della Tower possiamo trovare, sul retro della copertina, un piccolo numero bianco, in basso a destra. Questi numeri erano denominati "designated numbers" ed indicavano quale stamperia era stata usata dalla casa discografica per stampare fisicamente la copertina. Riassumendo, una copertina senza alcun numero sul retro, indicava le stamperie originali usate dalla Capitol Records; una copertina con i numeri dal 2 al 21, indicava altre differenti stamperie, anche se è tuttora impossibile abbinare il numero alla singola stamperia (la Capitol Records usava di solito la Modern Album e la Imperial Paper Box Co. per stampare le sue copertine). Comunque, le tre stamperie della Capitol Records che attualmente operano negli USA sono quella di Scranton, in Pennsylvania (numeri 2 e 3), quella di Jacksonville, in Illinois (numero 4), e quella di Los Angeles, in California (numeri 5 e 6).  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Come si traduce in spagnolo il titolo? Letteralmente, il titolo dovrebbe essere tradotto come "El Gaitero A las Puertas Del Amanecer", ma nelle versioni in lingua spagnola del Sudamerica, come la stampa del Venezuela, il titolo viene tradotto come "El Flautista De La Puerta De La Madrugada". Analizzando il titolo, il termine "alba" ("dawn") può essere tradotto in vari modi in spagnolo, come "alba", "madrugada", "amanecer", "romper el día", "aurora". Per cui, c'è poca differenza. La differenza, invece, c'è con il termine "piper", in quanto si deve parlare di due strumenti differenti: infatti, la parola, come tradotta in Sudamerica ("Flautista") indica un suonatore di flauto, un pifferaio, mentre il termine più giusto, "Gaitero", è il comune zampognaro.  (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, nella pagina dedicata ai titoli spagnoli, "I Titoli dei Brani")

 

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"A SAUCERFUL OF SECRETS".

 

n  "A Saucerful of Secrets", secondo disco della band, registrato tra l'agosto 1967 ed il maggio 1968 agli EMI Studios di Abbey Road ed ai Sound Techniques Studios di Chelsea a Londra, uscì ufficialmente il 29 giugno 1968 in Inghilterra, dopo essere stato missato agli studi di Abbey Road (sia la versione mono che quella stereo). Contiene 8 brani, tra i quali spiccano "Set the controls for the heart of the sun" e la mini-suite "A Saucerful of Secrets", che da il titolo all'album. A differenza del primo, questo disco non contiene singoli di successo (come era avvenuto per i primi due nel 1967). Fu l'album della transizione, poichè nelle sue canzoni erano presenti tutti e cinque i Floyd, anche se in momenti diversi. Infatti, alla fine del 1967, Barrett aveva cominciato i suoi 'esperimenti' con l'LSD ed iniziava a crollare; l'arrivo di Gilmour contribuì a cambiare le cose ed a fare uscire la band da una specie di periodo di attesa. Così, agli inizi del 1968, la band cambiò anche il nome, togliendo il "The" e confermando che Barrett non era più un membro del gruppo.

 

   

 

n  Copertina. E' il primo album dei Pink Floyd con la copertina fatta dalla Hipgnosis di Storm Thorgerson, che ha usato anche la fotografia del "Dr. Strange" (dalla saga di Marvel Comics) per simboleggiare gli stati alterati della coscienza. La copertina del disco si rivelò piuttosto complessa, avendo richiesto ben tredici diverse sovrapposizioni a colori, create da Thorgerson e Powell, che riuscirono a creare in poco tempo una sorta di collage di tredici immagini sovrapposte: alcuni fumetti della Marvel Comics, una vecchia fotografia di un alchimista, immagini di ampolline e bottigliette, una ruota zodiacale, il sole, alcuni pianeti, una piccola foto del gruppo sulle rive di un fiume fuori Londra. lo strano effetto del collage di copertina fu ideato da John Whitely. Per ottenere l'immagine Thorgerson si chiuse in una camera oscura, dove vivrà anche alcune delle sue visioni oniriche, aiutato dalle esalazioni emanate dal bagno di fissaggio delle pellicole. Sembra anche che confessò di essere riuscito ad ottenere i migliori effetti di terrore e sublime passando per la paura che spaventa i più i bambini: quella del buio. Nel dettaglio:

1) all’interno del mosaico composto da immagini compenetrate tra loro, nel meraviglioso caos di colori e di sapori, lo studio Hipgnosis inserì un’immagine dei quattro musicisti seduti vicini ad un fiume, probabilmente il Cam di Cambridge; Gilmour, Mason, Waters e Wright, in rigoroso ordine alfabetico, sono ritratti come se fossero immersi in un piccola ampolla; dalla loro unione sarebbe dipeso il futuro ed il successo dei Pink Floyd, ormai orfani di Syd Barrett ed in cerca di una identità da ridefinire. La simbologia utilizzata dai grafici si consumò nei mesi successivi su diversi altri lavori realizzati per la band, dove ad immagini di fumetti americani si fondevano quelle di vecchi macchinari del secolo precedente e ad altri simboli esoterici e mistici cari agli intellettuali dell’epoca;

2) come già detto, Storm Thorgerson regalò un piccolo grande tributo ai fumetti Marvel ed al personaggio di Doctor Strange, lo Stregone Supremo creato da Stan Lee e Steve Dikto nel 1963. Tutti gli elementi visibili sul disco, relazionabili all'universo Marvel, provengono da una singola pagina, precisamente pagina 6 del secondo racconto (intitolato The Sands Of Death) di Strange Tales, numero 158 del luglio 1967. Guardando la copertina del disco, infatti, sono raffigurati i personaggi Doctor Strange (a destra), Living Tribunal (in alto a sinistra) e l'intera sequenza dei pianeti che compaiono sul fumetto. Provengono dalla stessa pagina di Strange Tales anche tutte le scritte che in maniera più o meno sfocata emergono qua e là fra le sovrapposizioni di immagini (ad esempio all'altezza del collo della prima ampolla in basso a sinistra). Doctor Strange è meglio visibile nella versione del disco edita dalla Tower Record americana, la casa discografica che distribuì i primi lavori dei Floyd sino all'avvento della Capitol Records. Hipgnosis, infatti, rilasciò una versione di copertina leggermente modificata, sia nel titolo che nella diversa sfumatura dei soggetti presenti;

3) al centro della copertina è raffigurata un'immagine tratta da Janitor Pansophus, in Musaeum Hermeticum, un antico testo alchemico che affonda le sue radici nel 1625, stampato in latino con materiali aggiuntivi nel 1678 e riedito nel 1749. Il soggetto in posa rappresenta il filosofo giardiniere (con due asce in mano) intento nella Grande Opera, posto in cima al monte dei pianeti-metalli i cui simboli alchemici sono inscritti fra gli alberi. L'immagine, di chiara ispirazione rosacrociana, è una sintesi iconografica del micro-macrocosmo alchemico (l'iperuranio, in alto, il mondo fisico-naturale in basso) e propone una complessa simbologia esoterica che richiederebbe competenze specifiche e ben altre lunghezze per essere interamente scorporata. L'abito dell'alchimista è bicolore, chiaro e scuro, e simbolizza l'unione e armonizzazione dei contrari, elemento cardine della grande opera, replicato con numerosi esempi simbolici lungo l'intera illustrazione originale, fra i quali sole e luna, uomo e donna, luce e tenebre;

4) Passiamo alle bottiglie (ampolle) alchemiche che si vedono nella parte bassa della copertina. Se vogliamo, è un'unica ampolla, replicata in formati progressivamente maggiori da sinistra a destra. La terza e la quarta, in ordine di disposizione, ci aiutano a svelare l'identità di quest'immagine e se vi armate di una lente potrete constatare con i vostri occhi. Le immagini sono prese da un manoscritto chiamato Splendor Solis, la cui paternità viene attribuita a Salomon Trismosis, supposto maestro di Paracelso; la più antica copia esistente, datata intorno alla prima metà del 1530 è conservata a Berlino, ma altre copie successive, anch'esse di grande valore storico, sono custodite in altri importanti musei europei. Da queste straordinarie immagini del manoscritto, alcune delle quali riportano ampolle alchemiche situate dentro delle loggie (ognuna di queste con contenuti e significati differenti), Thorgerson ha estratto la bottiglia per la copertina del disco, dalla tavola numero tredici; nell'ampolla, infine, sono contenuti tre uccelli di diverso colore: nero, bianco e rosso, riferimenti simbolici a tre importanti stadi alchemici definiti Nigredo, Albedo e Rubedo.

 

   

 

n  Nella copertina cosa significano la "y" e la "d" prima del nome "Pink Floyd" e la successiva "p"? C'è da premettere che la scritta in alto sulla copertina è diversa tra le copie europee e le copie americane. Poi, una piccola controversia era nata negli anni '80 sul significato delle lettere sulla copertina, la "y" e la "d" prima del nome "Pink Floyd" e la successiva "p". Secondo alcuni, le prime due lettere sono la fine del nome "FLOYD". Il nome Pink Floyd, secondo l'intenzione originaria dell'Hipgnosis, avrebbe dovuto essere ripetuto più volte. Ma non ci sono conferme in questo. La ciclicità è un elemento importante dei Pink Floyd, come si vede in alcune altre occasioni. E anche la "p" finale dovrebbe essere l'inizio del nuovo nome "PINK", a conferma di questa tesi:

(p i n k f l o) y d pinkfloyd p (i n k f l o y d)

Ma c'è un'altra teoria, più affascinante. Secondo altri, l'interpretazione delle prime due lettere sta nel fatto che siano da riferire a Syd Barrett, che lasciò la band in quell'anno. Così, potrebbe essere:

(S) y d pinkfloyd p (ink floyd)

In effetti, la tesi che potesse essere riferito a Syd Barrett può spiegarsi con il fatto che Syd è una parte dell'album, avendo suonato e composto alcune canzoni, e la copertina potrebbe riflettere questa situazione, voluta dai Floyd o dalla Hipgnosis. Infatti, secondo le sessions di registrazione, Syd Barrett è presente sul disco solo in "Remember a Day" e "Jugband Blues". (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

n  I brani inediti non inclusi. Alcuni brani non sono stati inclusi nel disco. Nel sul eccellente libro, "The Making of the Madcap Laughs", Malcolm Jones elencò l'intera sessione in studio alla EMI per i due primi dischi dei Floyd. Quella di "A Saucerful Of Secrets" ha all'interno alcune canzoni sconosciute: "John Latham", "In The Beechwoods" (ora finalmente presenti nel cofanetto "The Early Years" del 2016), "Richards Rave Up", "Nicks Boogie (1st, 2nd and 3rd movement)", "The Boppin' Sound". Questi pezzi non sono mai stati ripresi, ad eccezione di "Nicks Boogie", che fu registrato inizialmente nel gennaio 1967. Qualcuno ha asserito che questi pezzi non sono canzoni vere e proprie, ma brani di prova per i vari segmenti del brano "A Saucerful Of Secrets", incluso nel disco. Le session di "A Saucerful Of Secrets" elencano solo canzoni complete, non prove o spezzoni di canzoni. Tuttavia, "Nicks Boogie" potrebbe essere riferito a "Syncopated Pandemonium", e "Richards Rave Up" a "Storm Signals". (notizie più approfondite su questo sito, alla pagina degli "Inediti")

 

n  I brani in cui suonò Syd Barrett. Lo dobbiamo a Gilmour stesso ("Guitar World", Feb. 1983) se sappiamo con certezza in quali brani suonò Syd: lui dice che Syd suonò in 3 o 4 pezzi, tra cui "Remember a Day" e "Jugband Blues", oltre a partecipare con una piccola parte a "Set The Controls For the heart of the Sun". Malcom Jones, in un articolo su "Record Collector" del febbraio del 1992, suggerì che Syd aveva suonato anche in "Corporal Clegg", non confermato da altri biografi.

 

  

 

n  Le differenze tra i continenti. Le copertine delle edizioni europee erano leggermente differenti da quelle americane: il davanti della copertina, anche se mostrava lo stesso motivo, aveva, come abbiamo visto sopra, la scritta differente; anche i disegni erano leggermente diversi, si vede benissimo nelle ampolle in basso; il retro della copertina aveva la stessa foto, ma nell'edizione americana era più nitida e la piccola foto centrale diversa.

 

n  I testi di "Set The Controls For The heart Of The Sun". Roger Waters basò le parole di "Set The Controls For The heart Of The Sun" da un libro cinese di poesie, che conteneva alcuni pezzi di Li Ho e di Li Shang-Yin.

 

n  Le influenze nei testi di "Let There Be More Light". I testi della canzone di "Let There Be More Light" furono influenzati da vari libri scientifici, come, "Mildenhall" (una base della R.A.F.), "Hereward the Wake" (un guerriero inglese, conosciuto come "the last Englishman", l'ultimo inglese, che combattè contro l'oppressione normanna), "Carter's father" (Edgar Rice Burroughs, il creatore di Tarzan, che scrisse anche delle storie su John Carter of Mars), "The Rhull" (A.E.Van Voght scrisse un libro intitolato "The War against the Rull", da non confondere con i "Krull" dei cartoons della serie della Marvel.

 

n  "Remember A Day" era stata in origine registrato sotto il nome di "Sunshine" per il precedente album, ma fu scartata durante l'assemblaggio; fu però inclusa nel secondo lavoro della band. Un fatto curioso fu che Barrett suonò in questo pezzo la chitarra, anche se il brano fu finito dopo la sua partenza.

 

n  La suite di "A Saucerful Of Secrets" ebbe la sua prima apparizione durante la BBC Session del giugno del 1968, con il titolo di "Massed Gadgets of Hercules". Il pezzo poi divenne uno dei migliori brani dal vivo del loro spettacolo, anche se con parecchie variazioni improvvisate. Sino all'uscita di "Ummagumma" (dove era presente la sua versione live), i quattro movimenti in cui era divisa la canzone non avevano titolo; in quel momento diventarono:

a) Something Else,

b) Syncopated Pandemonium,

c) Storm Signal,

d) Celestial Voices (quest'ultimo era di gran lunga usato all'interno della famosa suite "The Journey" durante il tour del 1969).

Una curiosità: Gilmour per "A Saucerful Of Secrets" usò una amplificazione Selmer da 50W con un 4x12 cabinet ed una unità Eco Binson, con una chitarra Telecaster (rubata in seguito e rimpiazzata dalla famosa Stratocaster). Saltuariamente, il Selmer fu sostituito da un Hi-Watt Gear, con effetti a pedale.

 

n  Il Titolo in Spagnolo. Il titolo dell’album fu tradotto solo in spagnolo ed a seconda del paese: Un Platillo Con Secretos (in Spagna) e Un Platillo Lleno De Secretos (in Venezuela), mentre negli album di A Nice Pair era tradotto come Un Plato Lleno De Secretos (in Argentina), Un Platillo Lleno De Sorpresas (in Cile), Un Platillo De Secretos (in Messico), Una Bandeja Llena De Secretos (in Venezuela). (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, nella pagina dedicata ai titoli spagnoli, "I Titoli dei Brani")

 

   

 

n  Un fatto curioso: l'album di "A saucerful of secrets" ritornò spesso anche nelle copertine di altri dischi create dalla Hipgnosis, quasi a voler ricordare la loro prima copertina fatta per i Pink Floyd: per esempio, è riportato, nel motivo della copertina di "Ummagumma" (nel gioco di foto creato da Storm sul davanti della copertina si può notare che l'ultimo riflesso nel muro è appunto la copertina di "A Saucerful of Secrets"); oppure, nel motivo della copertina di "A Nice Pair" (si intravede chiaramente nella foto con Ian Moore sul retro della copertina, sotto il mobiletto in basso a sinistra, il disco che spunta  sotto i fumetti della Marvel, con la sua inconfondibile scritta simbolo del disco "y d pinkfloyd")(stranamente, l'album è nella sua versione americana). Così come, l'album apparve in altri dischi o addirittura in film: nel primo caso si tratta del disco dei Marillion, "Script for a Jester's Tear" del 1983, dove il disco dei Pink Floyd si trova nel retro della copertina, ai piedi del caminetto; oppure, nel secondo caso, l'album si può vedere chiaramente in una scena del film "Zabriskie Point", durante la telefonata di Morty (il disco è appoggiato sul comodino).

 

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"MORE".

 

 

n  "More". La terza fatica dei Pink Floyd uscì nel luglio del 1969, con poche difficoltà e sembra dopo sole poche settimane di registrazione agli Abbey Road Studios di Londra nel marzo del 1969: era la colonna sonora dell'omonimo film "More", diretto da Barbet Schroeder. Durante la registrazione, il gruppo non smise però di suonare dal vivo e partecipò a 9 concerti. Ai singoli componenti del gruppo venne offerta la somma di 600 sterline per comporre i brani; la band veniva da altre esperienze filmografiche: "Tonight! Let's All Make Love In London" nel 1967, "San Francisco" nel 1968 con i 16 minuti di "Interstellar Overdrive", "The Committee" sempre nel 1968, anche se erano solo pezzi singoli rivisitati. Con "More" i Floyd fecero la loro prima intera colonna sonora per una pellicola, poi bissata nel 1972 da "Obscured By Clouds". Il film non ebbe il successo sperato, tranne che in Francia, dove debuttò al 22° Festival Internazionale del Film di Cannes (13 maggio 1969). Di conseguenza fece conoscere il gruppo anche in quel paese un po' restio alla musica rock anglo-americana. 

 

     

 

 

n  La copertina. Per la copertina del disco, venne utilizzato semplicemente un fotogramma del film di Barbet Schroeder che, dopo essere stato esposto, fu ricolorato a tinte forti. Come al solito fu creata dalla Hipgnosis, che aggiunse anche i titoli di testa completi del film "Soundtrack from the film MORE played and composed by Pink Floyd". Da notare che il titolo sulla copertina era disposto in maniera differente in base ai due continenti, nelle edizioni europee della Harvest e Columbia e derivate era diverso dalle edizioni americane della Tower e Capitol e derivate: nelle prime il titolo era a lettere bianche o nere e riportato in basso come "soundtrack from the film MORE played and composed by" "pink floyd" (più grandi); nelle seconde il titolo era a lettere nere e riportato in alto come "original motion picture soundtrack" "MORE" (in blu) "played and composed by the" "pink floyd" (in bianco), addirittura con delle altre differenze, per esempio, tra Canada e USA. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Le canzoni scartate. Durante la preparazione della colonna sonora vennero scartate 2 canzoni: "Hollywood" e "Seabirds". La prima era strumentale, scritto da Gilmour per la colonna sonora, ma mai pubblicata, la seconda, scritta da Waters, doveva essere usata come sottofondo in una scena del film, ma alla fine non furono pubblicate nel film. "Seabirds" venne successivamente pubblicata in "The Pink Floyd Songbook" (Lupus Music/Music Sales, 1976).

 

n  "Cymbaline". Alcuni pezzi hanno accompagnato i Floyd durante il tour del 1969, soprattutto la canzone "Cymbaline", che fu suonata dal vivo all'inizio come "Nightmare" (incubo) nella famosa suite "The Man" e "The Journey" (che si può ammirare sentendo il CD del concerto di Amsterdam del 17 settembre 1969). Durante la canzone, verso la metà, l'incubo cominciava: il camminare di passi spettrali attraverso il pavimento, l'apertura di una porta che cigola, ecc. (tutti la possono sentire in vari nastri dell'epoca). Tutto questo rappresentava la grande opportunità per i Floyd di spegnere momentaneamente il loro sistema del suono, il famoso Azimut Coordinator. Così, anche dopo la performance di "The Man" e "The Journey", potevano suonare ancora i segmenti della canzone. In aggiunta al loro tradizionale impianto quadrifonico, i Floyd mettevano diffusori su livelli multipli (su balconi e simili). Potevano così, usando un controllo come un joystick, spedire suoni su e in giù per il sistema, intorno al pubblico e tutto intorno alla sala del concerto. La versione di questa canzone del film aveva invece testi differenti ed era cantata da Roger Waters, mentre nell'album è cantata da David Gilmour.

 

 

n  Stranezze dei vinili. Nell'edizione americana della Capitol (SW-11198), il disco (non la cover) riporta i seguenti titoli per "Up The Khyber" e "Quicksilver": "Up The Kyber (Juke Box)" e "Quicksilver (Water-Pipe)". E' stato detto che la canzone "Up The Khyber" è stata voluta per accompagnare una scena di sesso anale nel film. "Khyber" è gergo slang per "arse". Dettagli più convincenti furono dati da David King in un articolo sul film More nel numero 40 di "Brain Damage". (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  "Green Is The Colour" fu suonata anch'essa nella suite di "The Journey" con il titolo di "The Beginning". In seguito, durante i successivi tour, fu attaccata a "Careful With That Axe, Eugene", contribuendone a fare un unico momento live. Anche "Quicksilver", un brano strumentale, faceva parte della suite "The Man" e suonato, con il titolo di "Sleeping", per vari concerti del 1969.

 

n  "More Blues", invece, era un brano strumentale, presente nel disco, che i Floyd inserivano spesso in scaletta in parecchie date dei tour del 1970, 1971 e 1972 e nel concerto di Montreal del 6 luglio 1977. Il brano era un improvvisato pezzo blues, abbastanza simile alla "Love scene #6" di Zabriskie Point, anzi, forse originariamente era stato composto proprio in quelle sessions di Roma; non veniva quasi mai annunciato e quasi sempre era il bis finale del concerto; in alcuni bootlegs è riportato come "More Blues" o anche "Pink Blues", oppure "Blues Jam", trattandosi di una lunga jam blues improvvisata, oppure "Blues improvisation" o "Drift away blues" (Montreal, 06.07.1977), ed essendo stati intitolati in maniera diversa nei diversi bootleg, sono difficilmente riconoscibili l'uno dall'altro.

 

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"UMMAGUMMA".

 

n  "Ummagumma", prima fatica live dei Floyd, è uno stupendo doppio album uscito nel  1969. Il primo disco contiene i famosi brani registrati dal vivo durante il mini tour inglese che il gruppo affrontò nel 1969, e più precisamente a Manchester ed a Birmingham, come riportato nella copertina. Il secondo disco, invece, venne inciso in studio (credo Abbey Road) con pezzi interamente nuovi in due mesi (agosto e settembre 1969), anche se in parte alcuni già rodati in qualche data live precedente. "Ummagumma" fu il primo lavoro realizzato per la Harvest, la nuova compagnia satellite della EMI.

 

   

 

n  La copertina di "Ummagumma" è un gioco visuale sull’impossibile. Le foto dell’intera scena sono state stampate progressivamente più piccole e montate sul posto: le posizioni dei membri del gruppo cambiarono a rotazione per divertimento. L'idea era anche di proporre un raffronto tra una prospettiva mentale (l’immagine sulla parete) ed una fisica (quella della gente in giardino), come detto dallo stesso Thorgerson in un'intervista del 1978. Sulla copertina dell'album, inoltre, si può vedere come ci sia, sul muro di sfondo in basso, il poster del film "Gigì" di V. Minnelli. Questa locandina del film fu cancellata in alcune edizioni americane ed anche europee per noti problemi di copyright legati all'omonimo film ed a seguito della denuncia dello stesso Minnelli, che non aveva gradito questa pubblicità del film. Mentre le foto per il davanti erano state scattate da Powell e Thorgerson nel giardino della casa di un amico di Cambridge, quella del retro, che ritraeva due roadies del gruppo (Peter Watts e Alan Styles) immersi nella strumentazione in uso durante il tour del 1969, era stata opera del solo Powell. In particolare, la foto del retro della copertina è presa all'aeroporto di Biggin Hill nella contea di Kent. I roadies nella copertina sono Alan Stiles (lo stesso a cui è riferita la canzone "Alan's Psychedelic Breakfast") e Pete Watts (c'è un'intervista con lui su alcuni libri di testi). E' stata un'idea di Nick Mason mettere tutto il materiale del gruppo secondo una disposizione particolare, dopo aver visto una rivista militare che immortalava un aereo da combattimento con tutto il suo armamento disposto davanti. La Jude che si vede con Roger Waters all'interno del disco è Jude Trim, la prima moglie di Roger (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography").

 

 

n  "Gigì". Come sapete la copertina collocata in basso è quella del musical "Gigì", diretto da Vincente Minnelli. L’immagine presente sulla copertina di Ummagumma fu cancellata in alcune edizioni in vinile, come quelle americane, per problemi di copyright (il musical uscì sotto etichetta RCA) e per la denuncia dello stesso Minnelli, che non gradì l’accostamento con l’album dei Floyd. Nelle copie censurate, il riquadro appare bianco, mentre l’immagine originale è presente nella quasi totalità delle stampe a 33 giri europee, sudamericane e giapponesi. L'immagine col riquadro bianco non fu comunque presente solo nelle ristampe, non si seguì una regola ferrea, e le immagini con la copertina con "Gigì" appariva anche in alcune ristampe. Ma non tutti sanno che c'è una eccezione: fra le copertine più particolari svetta appunto l’edizione australiana, con il riquadro direttamente cancellato dalla stamperia ed un maldestro tentativo di ripristino dello sfondo (si nota anche un grossolano ritocco al volto di Gilmour, reso più luminoso).

 

 

 

n  Sempre nella copertina di "Ummagumma", si può notare che l'ultimo riflesso nel muro è la copertina di "A Saucerful of Secrets". Lo spunto per la cover venne a Storm da un'immagine dell'infinito che veniva utilizzata nei test psicologici, in cui il soggetto si allontana, ma potrebbe anche avvicinarsi: il gusto per l'illusione ottica non si esaurisce però una volta finito l'effetto sorpresa, anzi, prolunga l'interesse verso l'immagine nel tentativo di trovarne un'interpretazione. Come nei quadri di Escher in cui gli occhi si avventurano per i labirinti delle figure e, inconsciamente del cervello. Stranamente, il motivo del CD non riporta questa particolarità, ma prosegue con le foto dei membri della band.

 

n  "Several Species....". Sembra che ci sia un messaggio nascosto nel pezzo di "Several Species....", a circa 4:32. Per ascoltarlo bisogna però mandare il disco a metà velocità: sul canale di destra si può sentire Gilmour che dice "This is pretty avant garde, ...isn't it?". Ci sono altri messaggi nascosti nel disco: a doppia velocità, si può sentire Waters che dice: "Bring back my guitar", si possono sentire anche altre voci a circa 3:20 (lento) una strana voce di donna, a 3:38 c'è "Quiet, quiet!" quando è mandata in avanti o ed un'impercettibile  "Help, help" quando è mandata all'indietro, mentre in ''Celestial Voices", a circa 3:55, si sente un colpo di tosse sulla cassa destra.

 

n  Cosa significa "ummagumma"? David Schuetz e Steven Dobbs hanno ipotizzato: "Ummagumma" era un termine slang per indicare, letteralmente, stivali che bussano (knockin' boots certamente è stato un termine slang per "The Wild Thang", che sarebbe, in slang fare sesso). Chiaramente, "Rock and Roll" era un termine slang per questo. Così, guardandola da questo punto di vista, l'album "Ummagumma" potrebbe volere dire semplicemente "Rock and Roll". Anche la pronuncia di "Ummagumma" sembra essere differente a seconda delle occasioni: nello special della BBC Omnibus sui Pink Floyd, Nick Mason pronunciò il nome come "oo-mah-goo-mah", ma c'è, da qualche parte, una registrazione dove Roger annunciò una canzone da "uh-ma-gum-a".

 

 

n  Registrazioni dal vivo presenti in "Ummagumma". Glenn Povey, nel suo eccellente libro, ipotizza che, contrariamente a quanto è riportato sulla copertina del disco stesso, la parte dal vivo di "Ummagumma" fu registrata in tre posti:

- 26 aprile 1969, Bromley Technical College, Bromley Common, Kent

- 27 aprile 1969, Mothers, Erdington, Birmingham, Warwickshire

- 2 maggio 1969, College of Commerce, Manchester, Lancashire.

Poi, iniziando allora una lunga e consolidata tradizione, i Floyd aggiunsero dopo le parti in studio. Le intenzioni originali del gruppo erano quelle di includere queste canzoni nel disco come una sorta di "gesto di addio": avrebbero messo le versioni live di queste canzoni sul disco, per poi non suonarle mai più in concerto. Ma con il successo dell'album, il pubblico voleva sentire le canzoni di "Ummagumma" dal vivo, e così il gruppo non le tolse mai dalla scaletta dei concerti

Comunque, le scalette dei tre concerti furono:

- 26.04.1969, Technical College, Bromley Common, Bromley, Kent, England: (fu registrato, ma non usato per il disco, il gruppo da spalla erano gli East Of Eden)
Astronomy Dominé, Careful With That Axe, Eugene, Interstellar Overdrive, Green Is The Colour, Pow R Toc H, Set The Controls For The Heart Of The Sun, A Saucerful Of Secrets.

- 27.04.1969, Mothers, Birmingham, Warwickshire, England: (fu registrato per "Ummagumma", presentazione del concerto di John Peel)
Astronomy Dominé, Careful With That Axe, Eugene, Improvisation, Interstellar Overdrive, Set The Controls For The Heart Of The Sun, A Saucerful Of Secrets, Let There Be More Light.

- 02.05.1969, College of Commerce, Manchester, Lancashire, England: (fu registrato per "Ummagumma", gruppi spalla: Roy Harper, Pete Brown & His Battered Ornaments, Principle Edwards Magic Theatre, White Trash, Smokey Rice, Edgar Broughton and The Groundhogs)
Astronomy Dominé, Careful With That Axe, Eugene, Interstellar Overdrive, Set The Controls For The Heart Of The Sun, A Saucerful Of Secrets.

In quest'ultima non furono registrate le parti vocali, per vari problemi legati ai microfoni, così che la prima parte di "A Saucerful Of Secrets" fu usata per il disco di "Ummagumma", mixata con la parte finale del brano registrato al Mothers di Birmingham (di qualità leggermente peggiore, però).

 

n  Anche un altro brano, "Grantchester Meadows", era già eseguito dal vivo durante le loro esibizioni, ed incluso nella famosa suite "The Man" con il titolo di "Daybreak". "Grantchester Meadows" è in realtà un parco verde a Grantchester, proprio fuori da Cambridge. E' il parco favorito dagli studenti della famosa università e forse Waters, l'autore del pezzo, non poteva dimenticare dove aveva passato alcuni dei suoi anni migliori da studente!

 

n  "Interstellar Overdrive". Una versione differente di "Interstellar Overdrive" fu registrata e missata con l'intenzione di essere inclusa nell'album di "Ummagumma", ma non fu mai inclusa. Sembra che a John Peel fu regalato un acetato con questa versione registrata sopra, ma in seguito l'acetato fu rubato e nessuno ne seppe più nulla.

 

 

n  U.S.A. Nell'edizione americana e in quella canadese, i singoli brani sono numerati in maniera particolare, sia nel primo disco, sia nel secondo: infatti, vengono indicati come "band 1" e "band 2", e così via; ma non si conosce il motivo di questa stranezza.  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Sembra che l'album registrato in studio ebbe origine dall'esigenza di Richard Wright di comporre vera musica, lamentando il fatto che suonare all'interno di una rock-band ci potevano essere delle limitazioni; allora venne concesso a ogni singolo componente del gruppo un mezzo lato di LP per soddisfare le proprie voglie di fare esperimenti solisti. Ma dopo qualche anno tutti i componenti dissero che l'album non era poi quel grande lavoro che speravano. Del resto, la stessa M.F.S.L. aveva annunciato che nei suoi progetti ci sarebbe stato un "Ummagumma" in versione ultrasound, ma sembra che la stessa band non dette ma il permesso, benchè la MFSL dichiarò che non se ne faceva nulla perchè era bassa la qualità dei master tapes originali.

 

n  "Baby Blue Shuffle in D Major", un pezzo scritto da Gilmour, era la versione originaria di "The Narrow Way, Part One". Il brano diventò "The Narrow Way, Part Three" durante le esecuzioni dal vivo nella suite di "The Man". Gilmour alla fine decise di riproporlo nel doppio disco e lo registrò per metterlo nella sua facciata.

 

  

 

n  The Embryo. Un outtake del periodo di Ummagumma è "Embryo", scritta da Waters, che fu incisa in una di queste sedute, ma essendo un esecuzione fatta dal gruppo non potè trovare posto nell'album, anche perchè si decise di dividere il disco in studio in sole quattro parti scritte ed interpretate da ognuno dei componenti. Anche se Waters defini la canzone incompleta, venne pubblicata solo nel 1983 nell'antologia "Works", anche se il gruppo la inserì dal vivo in quasi tutto il tour del 1971 e anche 1972. Il fatto curioso è che il brano fu pubblicato nell'antologia "Picnic: A Breath of Fresh Air" (Harvest, SHSS 1/2): il brano all'epoca era inedito e venne pubblicato arbitrariamente dalla Harvest nell'antologia senza l'autorizzazione del gruppo, benchè fornito dallo stesso Steve O'Rourke, manager della band; per cui, dopo le prime copie, furono stampate anche delle versioni che nel retro della copertina non riportavano i crediti dei Pink Floyd nella canzone; naturalmente queste copie sono abbastanza difficili da trovare; sopra abbiamo un esempio dell'edizione tedesca (Harvest, 1C 178-04 424), in versione normale e censurata(notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

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"ATOM HEART MOTHER".

 

 

n  "Atom Heart Mother". E' uno dei più famosi album dei Pink Floyd e simbolo della prima svolta nella carriera dei quattro. "Atom heart Mother", registrato durante il 1970 negli studi di Abbey Road, era suonato già dal vivo in molti concerti sia del 1970 (la suite "Atom Heart Mother", anche se sotto il titolo provvisorio di "The Amazing Pudding", suonata per la prima volta al Theatre Des Champe Elysèes di Parigi il 23 Gennaio 1970, anche se già provata dal vivo nei primissimi due concerti del gennaio 1970 in Inghilterra, sia nel 1969 (qualche pezzo del brano "Alan's Psychedelic Breakfast", come il pezzo conclusivo, era già in repertorio durante la famosa suite "The Man").

 

 

n  Il titolo di "Atom Heart Mother", uscito nell'ottobre del 1970, fu dato durante le serate della BBC Radio Show, quando il brano aveva ancora bisogno di un nome, e Ron Geesin suggerì a Roger Waters quello che aveva pensato. Proprio prima dello spettacolo radio alla BBC da John Peel del 16 luglio 1970, la band non sapeva che fare per presentarsi al radio show con un titolo corretto per il pezzo, finora apparso sotto il nome di "The Amazing Pudding". La storia che ispirò il titolo fu trovata così sulla copertina dell' "Evening Standard" del 16 luglio 1970, che riprendeva una notizia apparsa sul "Times". L'articolo è interessante, e fu stampato lo stesso giorno (parlava di una donna incinta con un pacemaker ed era intitolato appunto "Atom Heart Mother Named"). L'edizione dell' "Evening Standard" fu un punto fondamentale nella storia della band e dal quale prese lo spunto per far si che "Atom Heart Mother" divenisse il nome del pezzo. Il titolo non appariva nell'edizione originale inglese, ma in alcuni paesi il titolo fu messo sul davanti della copertina (come nelle ristampe negli U.S.A.).

 

 

n  L'idea di una copertina così strana venne perché la band voleva una copertina che fosse più ordinaria e non-psichedelica possibile: la copertina nacque così grazie alla curiosità di Storm Thorgerson, che senti parlare della famosa carta da parati con le mucche di Andy Warhol, e dato che gli stessi Pink Floyd e Thorgerson volevano rendere la copertina dell'album meno psichedelica possibile, mandò John Blake a fotografare delle mucche al pascolo, immortalando la prima che avesse incontrato. La mucca della copertina dell'album si chiama Lulubelle II: era una mucca di razza Holstein-Friesian, di proprietà di Arthur Clarke, che chiese per i suoi servizi intorno alle 1.000 sterline; ma Steve O'Rourke si rifiutò di dargli una somma così alta. Curiosamente, l'idea originaria di Thorgerson però era quella di una immagine di "...qualcuno che si tuffava nell'acqua", poi ripresa in grande stile per la cartolina all'interno di "Wish You Were Here". Non solo: l'idea originaria di Storm, oltre che nell'album del 1975, andò a finire pure nel secondo album in studio del gruppo musicale britannico Def Leppard, "High 'n' Dry", pubblicato l'11 luglio 1981 dalla Mercury Records. Per questo disco la Hipgnosis tirò fuori ancora una volta l'idea di un uomo che si tuffa, stavolta in una piscina.

 

  

 

n  Le copertine. Le copertine del disco riportavano tutte lo stesso motivo, alcune erano apribili, altre non apribili; alcuni paesi riportarono anche il titolo dell'album sul davanti della copertina (come negli U.S.A.). Interessanti erano una delle versioni cinesi di Taiwan del disco, quella edita dalla Nice Sound Records (AR 5068), che riportava il titolo come "Pink Floyd Atom Heart Moth Mother" (con l'errore); e la versione argentina (Harvest, S5194), con un adesivo bianco sul davanti che mostrava la scritta "DANGER LONG PLAY" "ANTICOMERCIAL Y NO BAILABLE", l'adesivo è stato usato per promuovere la vendita del disco, sebbene la frase fosse provocatoria.  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Il nome della band. Nella maggior parte dei vinili, il nome della band era indicato come "THE PINK FLOYD" e non solo "PINK FLOYD".

 

  

 

n  La promozione in U.S.A. La Capitol Records, per la promozione del disco negli U.S.A., iniziò una campagna in grande stile, anche per l'avvento del tour americano della band: passò l'immagine della mucca in ogni luogo ed in ogni forma, con enormi cartelloni pubblicitari, nelle stazioni radio, per poi passare a vari gadgets, trovate pubblicitarie e perfino mucche gonfiabili; il disco uscì nei negozi anche accompagnato da un piccolo numero di copie contenute in un "promo box", che includeva l'album (Harvest, SKAO-382), un paio di poppe gonfiabili ed un poster di una mucca.

 

 

n  La suite di "Atom Heart Mother". La famosa "Atom Heart Mother Suite" è un lungo brano strumentale diviso in sei differenti parti, suonato dai Floyd dal vivo sin dai primi mesi del 1970. Molte delle divisioni del pezzo sono quasi segnate da un ritorno del tema principale, suonato da tutto il gruppo e con l'aggiunta dell'orchestra. "Atom Heart Mother" nacque da piccoli accordi scritti da Gilmour e suonati durante una pausa delle prove in studio: il ritmo, che evocava un film western, piacque a Waters, che con Wright aggiunse delle idee e iniziarono a rigirare il pezzo, finchè non gli diedero una forma, presentandola appunto a Parigi per la prima volta. Per la versione finale in studio la partitura venne affidata a Ron Geesin, che l'adattò per l'orchestra che avrebbe suonato con loro.

Da notare che "Atom Heart Mother" venne eseguita nella prima parte del tour del 1970 sempre senza orchestra, mentre per il restante tour del 1970 e nel 1971 venne eseguita in alcuni casi con l'orchestra e coro (la prima volta al Festival di Bath il 27/06/1970 con la Philip Jones Brass Ensemble ed il John Aldiss Choir), in quasi tutti gli altri senza. Per la cronaca, le varie orchestre e cori che accompagnarono i Floyd durante "Atom Heart Mother" nelle loro esibizioni dal vivo - tra quelle che si conoscono - sono state la Philip Jones Brass Ensemble con il John Aldiss Choir, la sezione fiati di Peter Philips con la Roger Wagner Chorale, la sezione fiati e coro di John Aldiss (per buona parte del tour di "Atom Heart Mother Goes on the Road" della fine del 1970), la sezione fiati e coro di Jeffrey Mitchell, la Philarmonic Orchestra di Montreux e coro, la London Philarmonic Orchestra e coro (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, nella pagina dedicata ad "Atom Heart Mother").

 

n  Le divisioni della suite. Su questo brano, ci sono state discussioni e controversie tra i fans di tutto il mondo, proprio su dove sia l'inizio e la fine di ogni parte che compone la suite. Le versioni del disco della EMI inglese e della MFSL americana hanno la scaletta completa: sono essenzialmente tempi uguali per tutte e due le versioni (la differenza è di pochi secondi) e sono scritti sotto. Alcuni fan, comunque, insoddisfatti di queste interpretazioni, hanno sviluppato anche uno schema alternativo. La prima parte, naturalmente, è "Father's Shout", con tutti quei suoni soprannaturali, cavalli e motocicletta. La seconda parte, "Breast Milky", inizia con un duetto tra organo e viola; poi, gradualmente, entrano le percussioni la chitarra ed il resto dell'orchestra. Dopo inizia "Mother Fore". Questa sezione è una sezione corale e abbastanza calma, soprattutto con il coro e l'organo. "Funky Dung" ha molta chitarra, basso insistente e quel coro soprannaturale che canta cose che suonano vagamente così: "…..toast....coffee...yeah...." oppure "…..saa saa saa saa saaa .....brrrrrrrrrroooooooooonnnn…..". "Mind Your Throats Please" è una strana parte che inizia con singole note di organo; dopo c'è un lento inizio sempre di organo e continua con voci e suoni (sembra suonare come "Revolution 9" dei Beatles). "Remergence", infine, è la sezione finale della suite.

Nella suite, ci sono altri momenti in cui si possono sentire altre voci chiaramente:

17:28            "Here is a loud announcement..."

19:08            "Silence in the studio"

Alcuni fan, comunque, insoddisfatti di queste interpretazioni, hanno sviluppato uno schema alternativo.

Sezione                               EMI/MFSL     Index Echoes

"Father's Shout"                    05:20              02:59

"Breast Milky"                      10:09               05:22

"Mother Fore"                       15:26               10:11

"Funky Dung"                       17:44              15:25

"Mind Your Throats Please"   19:49              17:44

"Remergence"                       end                 end

 

 

n  Titoli diversi. La canzone, nei primi concerti, veniva annunciata dal gruppo così: "Consequently …..The Amazing Pudding …..one side of our next album…..". Jon Rosenberg, invece, suggerisce che nei primi concerti la canzone veniva annunciata come "The Untitled Piece". Comunque, per tutta la prima parte del 1970, "Atom Heart Mother" venne annunciata come "The Amazing Pudding" o semplicemente come "Consequently" (come ad Hannover il 15/03/1970) o anche "The Atomic Heart Mother" (Hyde Park Free Concert, 18/07/1970) o, semplicemente, senza titolo. Famosa è stata l'introduzione che Gilmour fece alla prima apparizione della suite, allora "The Amazing Pudding", al Theatre des Champs-Elysee, Parigi, 23/01/1970: "C'est le dernier morceau qu'on va faire... On sait pas très bien qu'est-ce qu'on va faire... On l'a écrit la semaine dernière... Alors on y va!". La sua traduzione potrebbe essere: "Questa è l'ultima canzone che andiamo a suonare... Noi non sappiamo realmente cosa faremo... l'abbiamo appena scritta la scorsa settimana... Andiamo!".

 

n  Si dice che "Fat Old Sun" assomigli molto a "Lazy Old Sun", una canzone dei Kinks, che a loro volta avevano utilizzato nella loro Big Black Smoke, le stesse campane che introducono e chiudono la canzone di Gilmour, il quale giustificandosi disse che molti effetti sonori in quel periodo erano utilizzati da tanti gruppi, poichè i nastri preregistrati erano posseduti dalla Emi a Abbey Road più una o due altre case discografiche. Comunque, campane a parte, i Pink Floyd non sono mai stati citati in tribunale da nessuno e la questione finì lì...

 

 

n  HOR ZU. In Germania, la prima pubblicazione su vinile di "Atom Heart Mother" (EMI-Hor Zu 297D) dei Pink Floyd fu contraddistinta dal famoso marchio "HÖR ZU", nome che, mentre letteralmente incita all'ascolto, ma in realtà ancora oggi rappresenta il più venduto settimanale tedesco per programmi televisivi (una sorta di "Radiocorriere"). Il settimanale "HÖZ ZU" nacque appunto come 'radiocorriere' e già alla fine degli anni Cinquanta allargò il suo raggio di interessi, iniziando ben presto ad imporsi come il più grande giornale televisivo della Germania, andando molto presto anche oltre. Iniziarono così a presentare con il numero settimanale anche dei dischi, dati le prime volte in omaggio, poi ad un prezzo economico. Ma ben presto questi dischi furono anche apprezzati nel campo collezionistico. Un piccolo particolare: i marchi della Hor Zu fisicamente erano due ed il disco dei Pink Floyd di "Atom Heart Mother" uscì, nella sua versione stereo, con entrambi i marchi. (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, alla pagina "La Serie Horzu", e naturalmente sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Gli effetti sonori di "Alan's Psychedelic Breakfast", brano così intitolato in onore del loro rodie Alan Stiles (quello della foto del retro di "Ummagumma"), furono registrati nella cucina di Mason. All'inizio la band non voleva metterli nell'album, ma poi, convinti da  Geesin, decisero di includerli nella canzone.

La canzone fu divisa in tre movimenti chiamati:

a. "Rise and Shine"         00:00

b. "Sunny Side Up"         04:22

c. "Morning Glory"          08:17

Durante le poche esibizioni dal vivo della canzone, la band si faceva servire del the sul palco, un po' come aveva già fatto durante la suite di "The man" nel tour del 1969.

 

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"ZABRISKIE POINT".

 

 

n  "Zabriskie Point" è la colonna sonora del film omonimo di Michelangelo Antonioni. Il titolo dell'album si riferisce ad un picco di una montagna della Valle della Morte, uno dei posti più caldi della terra.

 

   

 

n  La Copertina. Le copertine del disco possono essere divise in due tipi: la normale versione inglese, con la scena del film con i due attori, i crediti completi in alto a destra e la famosa striscia bianca con il titolo a "stelle e strisce" sul bordo destro, diffusa in quasi tutti i paesi del mondo; la seconda versione uscita in Francia (MGM, 2315 002 GU), che mostrava una scena diversa del film, con un campo lungo, con il titolo completo a "stelle e strisce" a sinistra in alto (in francese) ed i nomi delle band in basso a destra. interessante ed unica era, infine, la versione originale del disco stampata in Italia (MGM, SMGL-50.017), diversa da tutte le altre, che riportava lo stesso motivo del film francese, ma più in piccolo e su sfondo bianco, e con i riferimenti del film in italiano (nella ristampa, la copertina era quella classica invece). (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

 

n  La storia della colonna sonora è un po' strana: i Pink Floyd furono chiamati da Michelangelo Antonioni, nel novembre del 1969, per comporre la colonna sonora per il suo film "Zabriskie Point", che inizialmente avrebbe dovuto essere costituita da pezzi dei soli Floyd; e così la band andò, per due settimane, a Roma, e registrò presso gli International Studios, vicino via Cavour. Ma si svegliavano tardi, bevevano birra e vino e andavano in studio intorno alle 21, per lavorare fino alle 07-08 di mattina. Nessuno proibì loro queste cose, ma a Antonioni non andò giù il risultato di quelle nottate in studio. Dopo due settimane, Antonioni fermò le session di registrazione, e prese solo tre brani già finiti (degli otto disponibili), così come erano: "Heart Beat, Pig Meat", Crumbling Land" ed il più famoso "Come In Number 51, Your Time Is Up", un remake di "Careful with that axe, Eugene" (probabilmente fu questo brano la ragione per cui Antonioni chiamò inizialmente i Floyd). Poi il regista decise di rivolgersi ad altri musicisti: ecco perchè la colonna sonora definitiva contiene anche brani dei The Kaleidoscope, The Grateful Dead, Patti Page, The Youngbloods, Jerry Garcia, Roscoe Holcomb e John Fahey. Il disco fu mixato tra gennaio e febbraio del 1970 a Londra.

 

n  Inediti. Durante le session della registrazione della colonna sonora, il gruppo registrò altri quattro outtake: "Oenone" (uno strumentale), "Fingal's Cave", "Rain in the Country" e "Point Me at the Sky" (quest'ultimo già apparso su 45 giri). I primi tre pezzi sono reperibili solo su vecchi bootleg, come "Omayyad". (notizie più approfondite in questo sito, nella pagina degli "Inediti")

 

 

n  Grateful Dead. Un particolare curioso per tutte le stampe francesi: mentre in tutte le altre edizioni, il titolo della canzone dei Grateful Dead è riportato come "Excerpt from Dark Star", nelle quattro edizioni francesi è riportato come "Take Off" (Excerpt from Dark Star)", dal nome originariamente trascritto dalle bobine delle sessions di registrazione dela colonna sonora, il titolo è così riportato, sia nel retro della copertina, sia nell'etichetta (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography").

 

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"THE BEST OF THE PINK FLOYD".

 

 

n  "The Best of The Pink Floyd". Si tratta di una speciale compilation di brani uscita in Olanda nel luglio del 1970, contenente una serie di brani dei primi due dischi e singoli dei Floyd; in alcuni altri paesi, Israele e Danimarca, è uscita successivamente, ed è stata riproposta nel 1974, sotto il titolo di "Masters of Rock". La copertina era unica e raffigurava una foto della band, che risale all'era con Gilmour, fatta durante una session fotografica promozionale della EMI del maggio del 1968. La raccolta uscì solo in Danimarca, Israele e Olanda (ma tutte le copertine sono di derivazione olandese).

 

n  Edizione francese fantasma. Alcune vecchie liste la riportavano anche uscita anche in Francia col numero di "SC 054-04299", poi definitivamente riconosciuto errato. La versione francese è stata sempre una stampa dubbiosa, sin dalla metà degli anni '80, visto che nessun collezionista conosciuto la possiede, nè l'ha mai vista; questo fatto aumentò i dubbi della sua reale esistenza, soprattutto considerando che i soli dati conosciuti furono riportati in un libro dei primi anni '80 solamente, addirittura con questo numero errato di "SC 054-04299", e che questa copertina uscì solo per il mercato olandese (le versioni uscite in Danimarca ed in Israele sono di chiara derivazione olandese). Dopo alcune attente ricerche, si è stabilito che questa stampa francese del 1970 NON esiste, è stato un errore riportato sul libro nei primi anni '80 e, successivamente, sul sito di Vernon Fitch: probabilmente è stato confuso il prefisso "5C" (che indica appunto l'Olanda) con "SC" (prefisso assolutamente INESISTENTE nel catalogo EMI), che, unitamente a notizie non attendibili dovute all'epoca a stampe uscite per altri paesi, hanno provocato l'errore; il fatto di richiamare stampe di altri paesi nella pubblicità locale era comune in quei tempi, viene confermato per esempio anche nel retro della copertina di "One of These Days", dove vi erano inseriti anche dischi all'epoca reperibili SOLTANTO d'importazione, la stessa cosa potrebbe ugualmente essere successa con "Relics", che all'epoca dell'uscita italiana di "One of These Days" era già disponibile all'estero, ma NON in Italia (sappiamo che in Italia uscì nel settembre del 1973). Un'altra possibile ipotesi che causò questo errore dell'edizione francese fu anche il fatto che in Olanda la compilation uscì anche in cassetta (numero: "5C 254-04299"), col classico motivo del disco (la foto della band) e che questa cassetta potrebbe essere stata importata in Francia, con lo stesso numero, dalla Pathè Marconi (qualcuno l'ha vista), cosa che ha generato probabilmente l'errore; parimenti, il disco olandese fu esportato anche in Francia, con l'adesivo promozionale "SDI" della Pathè Marconi ed il codice di prezzo "B" che copriva parzialmente il numero di catalogo olandese. Ricordiamo che ufficialmente la compilation uscì in vinile in Francia solo come Masters of Rock nel marzo del 1974 (numero: "2C 062-04 299"), ed anche come cassetta (numero: "2C 244-04299"), e non si ha traccia di un The Best of The Pink Floyd con questa copertina olandese in vinile(notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  "Mathilda Mother". Non tutti sanno che, stranamente, in tutte le edizioni di Masters of Rock e di The Best of The Pink Floyd la canzone Matilda Mother è riportata sulla copertina e sull'etichetta come Mathilda Mother, ma non se ne conosce il motivo, visto che la versione originale del titolo sull’album The Piper at the Gates of Dawn era comunque Matilda Mother.

 

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"MEDDLE".

 

 

n  "Meddle" è la sesta fatica dei Pink Floyd, considerato uno dei capolavori della loro storia. Registrato in almeno tre studi a Londra (EMI Studios, Air Studios e Morgan Studios) durante tutto il 1971, venne mixato ai Morgan Studios tra il maggio e luglio dello stesso anno. L'unico inedito dell'album è un brano scritto da Waters, chiamato originariamente "The Dark Side of the Moon", che alludeva molto alla personalità di Syd Barrett; ma fu accantonato e riutilizzata in seguito con un altro nome, "Brain Damage". Per quest’album, l’Hipgnosis si limitò a decidere soltanto la fotografia interna della cover (l’ultima che ritrarrà i quattro Pink Floyd!), dato che era stata la band ad avere l’idea di correlare in un concept fotografico l’immagine alla musica. Si optò per l’utilizzo della foto ingrandita di un orecchio (che a giudicare dalle proporzioni non si direbbe umano...), che sembrasse intento a captare le onde sonore provocate dalla caduta di un sasso nell’acqua (Echoes...?). Per quest'album vennero fatte da Thorgerson e Robert Dowling due foto distinte di un orecchio e di vari anelli d'acqua luminosi; poi vennero fuse le due immagini ed il risultato diede la cover.

 

 

n  La Copertina. Le copertine del disco furono tutte uguali, alcune apribili, altre non apribili; alcuni paesi optarono per riportare il titolo sul davanti (come gli U.S.A.), mentre variava il retro della copertina rispetto all'edizione originale inglese. In buona sostanza, le copertine di stampa americana avevano un motivo più sfocato e meno definito di quelle europee; in queste ultime si vedeva perciò meglio la sagoma dell'orecchio. Il motivo all'interno invece rappresenta come detto uno scatto della band, stranamente non si conoscono altri scatti di quelle foto. Curiosa fu la traduzione del disco nell'edizione cilena, che riportava "Entremeterse"; mentre il brano "Echoes" fu tradotto indifferentemente nei paesi di lingua spagnola come "Ecos" o come "Resonancias".

 

 

 

n  La foto della band. L'interno del disco riportava la famosa fotografia dei quattro membri della band, l'ultima su un album. La fotografia è opera di Storm Thorgerson e Aubrey Powell (Hipgnosis) e stranamente non si conoscono altri scatti di quelle foto. Il gruppo si presentò su set fotografico in tempi diversi, e di conseguenza questa immagine è il montaggio di due fotografie: una con Richard Wright e Roger Waters, una con David Gilmour e Nick Mason. La cosa è evidente nelle copertine di alcuni paesi, come la Svizzera, che riportano le due foto in maniera differente.

 

 

 

n  Sfumature di copertina. Ci sono apparentemente due variazioni di colore del motivo di copertina: quello della copertina americana (sfumature rosa e blu) e quello della copertina europea (più marrone e azzurro). Però, in realtà ci sono molte differenti variazioni di colore nelle copertine di vari paesi del mondo, dipende essenzialmente dalle diverse condizioni di illuminazione da cui sono prese le foto utilizzate e, soprattutto, dalle condizioni di stampa delle copertine: così, troviamo tonalità tendenti al rosa, al verde, al marrone, oppure, più scure, più chiare. Anche se, avvicinandosi alla realtà, le variazioni di tonalità siano state fatte apposta. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Yugoslavia releases. Le edizioni della ex-Yugoslavia sono state prodotte tutte da una stessa casa, la Jugoton, fondata nel 1947 e operante a Zagabria, creando col tempo anche un canale network di negozi di dischi e musica. La Jugoton divenne famosa tra i collezionisti dei Pink Floyd, poichè è l'etichetta dei primi album della band, come "Meddle", "The Dark Side of the Moon", "A Nice Pair", "Wish You Were Here", "Animals" e "The Wall". Ma per i collezionisti di vinile la Jugoton ha un significato speciale: infatti, per un motivo che ancora sfugge, la Jugoton stampò alcuni album con molteplici versioni di etichetta, come è il caso di "Meddle", "A Nice Pair" e, soprattutto, "The Dark Side of the Moon": le differenze tra le varie etichette sono minime, riguardano principalmente la disposizione dei crediti e dei riferimenti di catalogo. Dopo il 1991, la Jugoton Records divenne "Croatia Records". (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Curiosità su "One Of These Days". La voce nel mezzo di "One of These Days" è di Nick Mason, che dice: "One of these days I'm going to cut you into little pieces". Secondo Scott Eberline, nel programma Westwood One sul concerto di Waters di Quebec (Radio KAOS), una persona chiese a Waters chi volessero "tagliare a piccoli pezzettini". Apparentemente, questa cosa ritornò nella memoria di Waters, che rispose che era un disk jockey inglese chiamato Jimmy Young e che la canzone rappresentava un attacco personale a lui. Il gruppo usava anche mandare pezzi del radio show di Jimmy Young in una maniera veramente insensata, immediatamente prima di suonare "One of These Days". Francamente, non sembra che ci siano registrazioni dove si possa sentire questo piccolo episodio prima del pezzo. D'altra parte, nel concerto di Sheffield del 22 dicembre 1970 si può sentire questo spezzone di radio show durante il brano "Alan's Psychedelic Breakfast", e durante il famoso "British Winter tour" del 1974 viene prima di "Raving and Drooling", ma non in tutti i concerti. Da notare che il basso che apre il brano è una doppia traccia, con Dave Gilmour in un canale e Roger Waters nell'altro.

 

 

n  "Fearless" ("You'll Never Walk Alone"). Il coro da stadio che si sente alla fine di "Fearless" è preso da una partita di calcio a Liverpool. "You'll Never Walk Alone" fu in origine presa dal musical "Carusel" di Rodgers - Hammerstein, ma ricordando una famosa cover di "You'll Never Walk..." fatta da Gerry and The Pacemakers, fu presa quest'ultima versione per essere adottata come una sorta di inno dai tifosi del Liverpool e cantata in ogni incontro. La versione registrata per "Meddle", in effetti, è cantata da tifosi del Liverpool:

"""And you'll never walk / alone / in the dark / alone ......... LIVERPOOL LIVERPOOL LIVERPOOL!"""

 

n  "Seamus". Seamus è il titolo che è stato dato per il nome del cane di Steve Marriot. L'ispirazione della canzone venne quando la band notò come il cane iniziava a latrare o abbaiare quando qualcuno suonava l'armonica. Esperimento replicato con il film di "Pink Floyd At Pompeii", durante le riprese aggiuntive a Parigi nel dicembre del 1971 (il cane era però un altro, Nobs).

 

n  "Echoes" - "Return of the Son of Nothing". "Echoes" è considerata da molti fans dei Pink Floyd fans la migliore canzone scritta dai Floyd. "Echoes" nasce come una collection di 36 idee musicali mai realizzate allora, che venivano denominate, nella scaletta delle session di registrazione, "Nothing parts 1-24" (non si sa bene se c'erano 24 o 36 pezzi di musica). Uno sviluppo successivo di queste idee portarono al titolo di "The Son Of Nothing". Quando la band decise che il pezzo era pronto per il pubblico nei concerti, fu chiamato "Return of the Son of Nothing". Secondo alcuni (Tim Banks), un altro nome usato per la canzone deriva da una puntata di un programma, il "The Goon Show", dei tardi anni '50, ove in un episodio chiamato "The 50 Pound Cure" viene nominata la frase: "By Jove! It's a merry, singing funeral! Ha Ha Ha. Ah, don't take it so hard, folks. It's only a trial one for Eccles! And now, for an encore, I'll sing a little song entitled, 'LOOKING THROUGH THE KNOTHOLE IN GRANDMA'S WOODEN LEG".

Secondo altri (Michael Teige), invece, c'è addirittura un vecchio cartoon di Bugs Bunny della Loony Tunes, dove Bugs sta suonando una canzone così chiamata con un banjo. E altri ancora (Christopher K. Coffman) aggiungono che c'era una canzone popolare chiamata "Looking Through the Knothole" nell' "Ulysses" di Joyce. Da quando quello libro fu finito nel 1920, la frase era già vecchia. Giudicando il fatto che il romanzo è del 1904, sembra probabile che il testo è anche più vecchio (Joyce era comunque uno che lasciava che un anacronismo scivolasse nel testo).

Tutto questo non può che creare confusione. Altri grandi fans hanno risolto la questione (Dave Ward, aiutato da Sohnosuke Imai, Ian Russel e Vernon Fitch) così:

- 4 gennaio 1971 - la registrazione inizia negli Abbey Road Studios. Il risultato è un insieme di frammenti di idee chiamati "Nothing Parts 1-24" (spesso storpiati come "Nothing Parts 1-36" - realmente ci furono solo 24 pezzi, non 36).

- 22 aprile 1971 - prima versione suonata dal vivo, chiamata "Return of the Son of Nothing". La canzone ebbe questo nome sino all'agosto 1971.

- Tardo luglio 1971 - la prima strofa ("planets meeting face to face") fu tolta dalla canzone. Ward non è sicuro della data esatta in cui il brano fu suonato senza la prima strofa.

- ??? 1971 - Waters propose il titolo "We Won the Double" dopo che la sua squadra del cuore, l'Arsenal, vinse il campionato e la Coppa. La data non è sicura.

- 6 agosto 1971 - durante il tour giapponese del 1971 la canzone viene chiamata "Echoes". Sohnosuke Imai ha riportato quanto disse Goro Itoi, l'annunciatore del concerto: "This song, bring a full effect by echo, is Echoes, Echoes!". Si ricorda chiaramente che il nome fu detto due volte. Un nastro dal vivo di questo concerto esiste (anche se è molto raro), dove Roger annunciò la canzone come "Echoes".

- 27 agosto 1971 - il missaggio della canzone è completato.

- 17 ottobre 1971 - viene presentata alla Roundhouse di Londra la versione quadrifonica dell'album, a cura della EMI, ma l'album non venne mai stato realizzato.

- 30 ottobre 1971 - "Meddle" esce negli Stati Uniti.

- 5 novembre 1971 - "Meddle" esce in Inghilterra.

- 15 novembre 1972 - Waters introduce "Echoes" come "Looking Through the Knothole in Granny's Wooden Leg" al concerto di Boblingen in Germania.

- 16 novembre 1972 - Waters introduce "Echoes" come "The March of The Dambusters" al concerto di Francoforte in Germania.

Nel resto dei concerti, fu sempre annunciata come "Echoes".

 

 

n  "Saint Tropez". Sembra che il titolo "Saint Tropez" era strettamente legato all'omonima cittadina francese della Costa Azzurra, forse scelto per l'episodio dell'arresto di Syd e Dave avvenuto nel 1965, perchè sorpresi a suonare per strada. A questa località Waters dedicò questa canzone, che parecchi dicono voluta soprattutto dai dirigenti della Columbia per rendere più appetibile il disco. Da notare, comunque, che i Floyd, durante il loro mini tour estivo dell'agosto del 1970, passarono parecchi giorni a Saint Tropez, tra un concerto e l'altro, in compagnia delle loro famiglie, come testimonia la foto sopra.

 

 

n  "Jugoton". Nelle varie edizioni yugoslave del disco, è sempre riportato un adesivo rosso tondo, certe volte attaccato, certe volte stampato sul davanti, che mostra il titolo "PINK FLOYD MEDDLE" e due serie di sette stelle sopra e sotto. Il significato di queste stelle non è ben definito, ma una teoria di alcuni collezionisti sembra optare per un significato molto semplice: "Meddle" dovrebbe essere il settimo album ufficiale dei Pink Floyd (precedenti: "The piper at the gates of dawn", "A saucerful of secrets", "More", "Ummagumma", "Atom heart mother", "Relics") e così la Jugoton yugoslava lo comunicava attraverso l'adesivo rosso. Ma è solo una ipotesi, mancando la certezza ufficiale della casa.

 

 

n  "Seiko". L'orologio indossato da Mason agli inizi degli anni '70 e visibile in molte foto dell'epoca, compresa questa scattata durante le riprese di Pompei, è un Seiko Blue 6139-6000. Benché tale orologio nascesse con un cinturino in acciaio, Mr. Mason lo adattò alle proprie esigenze di batterista, sostituendolo con uno in pelle, per poi metterlo al polso al di sopra di una polsiera, sempre in pelle.

 

n  "Submarine". Nella prima strofa di "Echoes" c'è sempre stato un problema di interpretazione della parola "submarine". Grazie a Dean Hebert, si può avere un'analisi concreta e imparziale sulla parola nel contesto del testo della canzone, tutto è riferito al mondo sottomarino. Come del resto riportato nel libro "Shine On" ("submarine").

1. "Overhead the albatross" - riferimento ad uno dei più grandi uccelli marini, l'albatros.

2. "Deep beneath the rolling waves" - riferimento alle onde dell'oceano.

3. "Labyrinths of coral caves" - riferimento ai coralli.

4. "Everything is green" - riferimento al colore del mare.

5. "And submarine." - usato come aggettivo, non come nome.

 

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"RELICS".

 

 

n  "Relics" è la prima antologia del gruppo, che comprende in prevalenza le facciate di 45 giri del gruppo tra il 1967 e il 1968 mai incluse in album ufficiali, come "Arnold Layne", "See Emily Play", "Paintbox" e "Julia Dream", assieme ad altri estratti dai primi tre LP della band (questi ultimi compaiono senza alcuna modifica o remissaggio), e contiene un solo inedito: la versione in studio di "Biding My Time", brano fino ad allora eseguito solo live come parte di una doppia suite intitolata "The Man/The Journey" del 1969, mai pubblicata. Seguendo il successo di "Atom Heart Mother", una società sussidiaria della EMI, la Starline, realizzò una compilation dei primi singoli, di outtakes e di pezzi mai inclusi in album, chiamata, appunto, "Relics, A Bizarre Collection of Antiques and Curios".

 

     

 

n  Per la copertina, il gruppo si avvalse del design esclusivo di Nick Mason, perché la EMI non era disposta a pagare più di 25 sterline, mentre l’Hipgnosis ne richiedeva almeno 150. Il disegno era uno schizzo a penna di Mason, un arzigogolato macchinario composto da molteplici strumenti musicali su cui svetta imperioso un enorme organo a canne: in buona sostanza, ritrae una sorta di macchinario composto da differenti strumenti musicali (canne d'organo, trombe, tamburi, piatti ...etc.) uniti assieme da fantasiosi elementi architettonici. Alla ristampa fu cambiata solo la scritta del titolo, colorata in rosa. Vi furono altri motivi di copertina nelle altre edizioni americane e sudamericane. La versione americana del disco uscì con una copertina diversa: una strana effige tridimensionale di una maschera antica in versione double face, che ripropone un effetto quadri-dimensionale, disegnata da David Coleman, che riproduceva sembra una maschera atzeca; in realtà, l'immagine riproduce degli apribottiglie, in ferro pitturato, che presentava anche dei fori nelle orecchie, un modo per poter essere inchiodati al muro. Parecchi paesi seguirono lo stesso esempio, facendo uscire questo tipo di copertina, invece del disegno di Mason. In Australia, la EMI fece uscire il disco con una differente copertina, che ritraeva undici monete antiche, poggiate sopra una vecchia carta nautica del Settecento; e fu l'unico caso al mondo. La versione rimasterizzata digitale inglese del 1994 ebbe come motivo, invece, la riproposizione del disegno di Mason in formato tridimensionale, la stessa che Thorgerson fece progettare e costruire dalla società Model Solution per la riedizione rimasterizzata inglese dell’album del 1994 (la sua versione in vinile risiede nel Box Pink Floyd Vinyl Collection del 1997) e che trova fisicamente spazio nell’ufficio del batterista su disegno originale dello stesso Mason, come testimoniato nel libro autobiografico. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

n  Le monete. Come sappiamo, in Australia la EMI locale fece uscire il disco con una differente copertina, che ritraeva undici monete antiche, poggiate sopra una vecchia carta nautica del Settecento, unico caso al mondo. Le monete erano in tutto di tre tipi, potevano essere queste:

1. La prima era probabilmente del tipo "REAL" del 1739 circa, del valore di 8 real, coniata in Messico per Filippo V di Spagna (1683–1746), il primo re di Spagna della dinastia dei Borbone. La moneta fu coniata in Messico, di solito presso la Casa de Moneda de México a Ciudad de México (denominazione attuale della città: Mexico City), dal 1732 al 1741, era d'argento, di forma circolare, con un peso di 30 grammi circa ed un diametro di 20 mm. Veniva conosciuto anche come Reale Coloniale. Nella copertina se ne contano ben nove [scritta: "HISPAN • ET IND • REX • PHILIP • V • D • G"].

2. La seconda era probabilmente del tipo "ESCUDO", del valore di 8 escudos, anch'esso coniato per Filippo V di Spagna, probabilmente a Siviglia intorno al 1717, del peso di 27 grammi circa, poteva essere d'oro o anche di ottone (nelle colonie americane), anche non circolare, ed era riconoscibile per la croce sul retro della moneta [scritta: "1717 + HISPANIARUM + REX +"].

3. La terza era probabilmente del tipo "DUCATO" del 1704, che circolava nelle colonie spagnole del Nord Europa sino al 1710, come in Olanda e Belgio; era d'argento, pesava 32 grammi e citava il Ducato di Borgogna, che fu retto da Filippo V di Spagna dal 1700 al 1710, per dare posto agli Asburgo [scritta: "BRABAN Z c 17+04 • BURGUND • DUX •"].

n  "Biding My Time" è anche inedita sui dischi regolari, essendo stata registrata il 9 luglio 1969 negli EMI Studios di Abbey Road a Londra, e scartata per un disco; ma è stata ampiamente eseguita dal vivo e faceva parte della mitica suite "The Man" con il titolo di "Afternoon".

 

 

n  La firma di Nick Mason. Non tutti sanno che Nick Mason firmò il proprio disegno, il famoso schizzo a penna: infatti, si può notare che nella strana macchina in basso a sinistra, nella parte bassa, proprio al centro, vi è riportata la firma dello stesso Mason.

 

 

n  Strane copertine. La prima edizione del Venezuela di "Relics" (EMI-Odeon, SOLP-7292) è un pezzo molto ambito dai collezionisti: ha la copertina classica con il disegno di Nick Mason, il titolo è come nelle altre edizioni inglesi, stranamente però il disegno è leggermente differente: infatti vi sono state aggiunte delle piante (di marijuana) e non se ne sa il motivo, è l'unico caso conosciuto. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Tutto il lato A di "Relics" (compresa però anche "Bike" del secondo lato) proviene dalle registrazioni con la formazione originaria con Syd Barrett alla chitarra, mentre il secondo lato è quello con la successiva presenza di David Gilmour. Un fatto interessante: solo di recente, alla mostra di Londra del 2017, si è potuto vedere il nastro originale di alcune registrazioni con Syd Barrett, che riportava "Apples and Oanges" e "Paint Box" (Box 3245 del 14 novembre 1967): qui, appunto, in "Paint Box" vi è riportata la scritta "Cut off for L.P. "Golden Grollies" Job No. 5015" ("Golden Grollies" era il titolo proposto per la compilation di "Relics", riportato anche su un raro acetato americano).

 

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"OBSCURED BY CLOUDS".

 

 

 

n  "Obscured By Clouds", colonna Sonora del film "La Vallee", fu registrato in meno di due settimane (dal 23 al 29 febbraio 1972 e dal 23 al 27 marzo 1972), negli studi di Chateau d'Herouvile in Francia. Le giornate di registrazione erano proprio in mezzo al tour inglese e giapponese, quando la band suonava dal vivo per le prime volte il pezzo che avrebbe dovuto diventare "The Dark Side of The Moon".

 

 

n  Il motivo di copertina. Per la copertina del disco, la Hipgnosis convinse il gruppo a far pubblicare una foto ottenuta con alcuni giochetti di luce sovrapposti all’immagine di un uomo in blue-jeans che si tuffava nel vuoto da un albero. Non avendo tempo per fare riprese fotografiche dedicate, Storm Thorgerson ed Aubrey "Po" Powell utilizzarono un fotogramma tratto da una scena tagliata dal film, che ritraeva un uomo su un albero. Sfuocarono l'immagine, la ingrandirono al massimo e poi, cosa insolita, rovesciarono la copertina, ponendo la parte opaca all'esterno e stampandovi sopra l'immagine, e quella lucida all'interno. Infine, stondarono gli angoli, per rendere la copertina ancora più originale.

 

     

 

n  Le diverse copertine. Per la copertina del disco, Thorgerson e Powell convinsero il gruppo a scegliere una foto ottenuta con alcuni giochetti di luce sovrapposti all’immagine di un uomo in blue-jeans che si tuffava nel vuoto da un albero; l'effetto sfocato richiama forse uno degli effetti luminosi che i Floyd usarono nei primi concerti del 1967-68. I motivi del retro della copertina erano leggermente diversi tra l'edizione inglese e derivate e quella americana e derivati. Altro lampo di genio della Hipgnosis fu l'arrotondamento degli angoli della copertina, però non presente in tutte le edizioni. Alla copertina classica si contrapposero alcune altri motivi. Interessante e speciale fu l'edizione turca stampata nel 1978 per la Sierra Records (LP 1780), con una copertina esclusiva e differente che mostrava una foto dei Queen invece che dei Pink Floyd, nonostante alcune ricerche presso collezionisti turchi, nessuno sa il motivo ufficiale per cui questo disco è uscito con la foto dei Queen, l'unica cosa che si è riuscita a sapere è che il disco fu realizzato negli stabilimenti della EMI-Kent, probabilmente in appena 500-600 copie, forse come edizione limitata. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

n  Differenze tra il film e l'album. Le differenze tra la colonna Sonora del film e l'album sono di meno rispetto a quello che era avvenuto per "More": la sola differenza è nei testi di "Free Four". Il film debuttò il 27 agosto 1972 al festival del Film di Venezia. La scaletta dell'album. L'ordine dei brani nella scaletta è differente rispetto al nastro originale. L'album fu diviso come tracce in quattro parti di ugual sezione per la versione 8-track. Ma l'album fu necessariamente ri-arrangiato.

La scaletta originale della cassetta era:

Obscured by Clouds
When You're In
Burning Bridges
The Gold it's in The...
Wot's...uh the Deal
Mudmen
Childhood's End
Free Four
Stay
Absolutely Curtains

La scaletta dell'album era, invece, modificata in:

    Obscured by Clouds
    When You're In
    Burning Bridges
    The Gold...
-> Free Four
-> Mudmen
-> Childhood's End
-> Wot's ...
    Stay
    Absolutely Curtains

 

n  "Childhood's End" fu scritta e cantata da Gilmour e fu l'ultima canzone in cui Gilmour appariva da solo nei crediti (sino a "Sorrow"). Il titolo si dice che fu ispirato da un classico di Arthur C. Clarke. Curiosamente, il pezzo di batteria che Mason suona durante il secondo minuto della canzone fu ripreso in "Time".

 

n  "When You're In" è un pezzo strumentale, eseguito dal vivo nel tour del 1973, spesso insieme a "Obscured By Clouds" (molto simile). Il titolo fu curiosamente preso da una frase improvvisata di uno dei Road Manager della band, Chris Adamson, il quale, a chi gli chiese qualcosa circa un problema sul palco, gli rispose "...I'm in. And when you're in you're in."!

 

 

n  A proposito, poi, di "Absolutely Curtains", la tribù che canta dei canti tribali religiosi alla fine della canzone sono i Mapuga, della Nuova Guinea, che appariva anche nel film.

 

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"THE DARK SIDE OF THE MOON".

 

n  Il mito. Registrato agli EMI Studios di Abbey Road tra il giugno 1972 (in pieno tour di "Eclipsed") ed il febbraio 1973. L'idea del disco fu inizialmente discussa dal gruppo alla fine del 1971, durante le pause del tour, dove i quattro di incontravano a casa di Mason. Waters poi iniziò, parallelamente alle altre attività, a scrivere i testi, verso l'inizio del 1972, mentre Gilmour e Wright erano più concentrati alla musica. Ma era in corso il tour del 1972 e ciò portò a sviluppare il progetto del disco direttamente dal vivo, con "Eclipse", la lunga suite portata sul palco per tutto il tour del 1972. Le canzoni vennero sviluppate dal vivo, smussate dalle impurità e solo dal giugno del 1972 portate in studio di registrazione, sino al gennaio del 1973, quando oramai il progetto era finito, grazie anche alla supervisione del pubblico. Dopo che Roger Waters le ebbe fatto ascoltare per la prima volta il disco ultimato, sua moglie scoppiò a piangere emozionata. C'è da segnalare che il singolo tratto dall'album, "Money", è una delle poche canzoni rock di successo strutturate sull'insolito ritmo di 7/4. Il successo venne subito, grazie anche alla conoscenza dei brani dovuta al tour del 1972: "The Dark Side of the Moon" rimase 724 settimane nella classifica Billboard Top200, rimane in classifica ben 591 settimane consecutive tra il 1976 ed il 1988, anche se raggiunse il primo posto solo per una settimana. Statisticamente, è stato provato che l'album dei Floyd sarebbe suonato ogni minuto di ogni giorno in tutto il mondo! L'album sembra aver venduto oltre i 40 milioni di copie.

 

 

n  Una band chiamata Medicine Head realizzò alla fine del 1971 un album con il titolo di "Dark Side of the Moon". Così, per la stesura in studio, i Floyd dovettero usare il titolo di "Eclipse", lo stesso del tour del 1972. E questo doveva essere il titolo programmato per l'album. Ma il disco dei Medicine Head fallì e così i Floyd ripresero il titolo originario di "THe Dark Side of the Moon" per l'album.

 

 

n  Il motivo del prisma conteneva deliberatamente due errori: nello spettro dei raggi colorati del prisma non c'è il violetto, per amplificare il design; il prisma del retro della copertina mostra i raggi riflessi che producono un effetto di spettro che parte dal prisma e si restringe, fenomeno fisicamente impossibile (scelta spiegabile con la necessità di far vedere un disegno continuo aprendo la copertina ed usato per la pubblicità nei negozi).

 

 

n  La copertina. Secondo il libro "Shine On", l'idea del prisma venne da una serie di conversazioni con la band, specialmente con Roger e Rick. Roger diceva qualcosa sulla pressione del tour, la pazzia dell'ambizione... ed il triangolo è il simbolo dell'ambizione. Così, la copertina fu il risultato di una delle sette o otto proposte della Hipgnosis, disegnata da George Hardie: la parte delle luci dello show dei Floyd era il pezzo forte dell'esibizione ed il prisma sembrò una buona via per mostrare tutto questo, ed essere nello stesso tempo più grafico possibile. Nei dettagli, l’idea venne a Rick Wright che voleva qualcosa di molto semplice, clinico e preciso, qualcosa di meno illustrato e più stilizzato che in passato. Non è un design particolarmente originale quello che si utilizzò, ma forse molto appropriato e di grande effetto. L’artwork è principalmente meccanico, lo spettro di luce venne disegnato in nero ed i colori sono solo indicati. L’estensione dei raggi colorati anche nella copertina interna era stata disegnata per fare in modo che si potessero collegare con quelli della cover esterna: quando le copertine sono aperte e messe una vicina all’altra formano infatti un unico disegno. La semplice idea del prisma di luce li spinse a programmare un viaggio in Egitto per scattare alcune foto alle piramidi. Due foto selezionate, trattate in studio a tinte blu e rosa molto vivaci, diventeranno il soggetto dei poster inclusi nella cover, assieme a due adesivi a colori, che riproducevano il logo delle piramidi. Sembra che l'idea di base venne presa da Thorgerson da un testo di fisica che mostrava la luce che filtrava attraverso un prisma. George Hardie disegnò i contorni del prisma, Thorgerson prese l'immagine ed iniziò a giocarci con i colori, richiamando l'uso delle luci che veniva fatto dai Floyd negli spettacoli dal vivo e proponendolo su uno sfondo completamente nero. Il prisma rimase un prisma, ma divenne anche un triangolo, una piramide, un oggetto misterioso e qualunque cosa ci si volesse vedere. Waters suggerì che il prisma rappresentasse il battito del cuore con cui inizia la musica del disco.

 

 

n  L'idea della Hipgnosis. Sembra che l'ispirazione che portò la Hipgnosis a creare poi quel motivo eterno dello spettro di luce della copertina di "The dark side of the moon" fu presa da una copertina di un altro disco: si tratta del "Piano Concerto No. 5 In E-Flat - Emperor" di Ludwig van Beethoven, edito nel 1941 negli U.S.A. dalla Columbia Masterworks (Columbia Masterworks, catalogo: M-500) su box di 5 dischi a 78 giri (suonato dalla The New York Philharmonic Orchestra condotta da Bruno Walter, piano solista: Rudolf Serkin). La copertina era nera ed aveva il classico raggio di luce bianca che si scomponeva nei sei raggi colorati, al posto del prisma però aveva un pianoforte bianco. L'ideatore del motivo era Alex Steinweiss (1917-2011), tra l'altro il primo direttore artistico della Columbia Records, dove introdusse per primo l'idea del "concept album" attraverso la copertina del disco; disegnò oltre 2500 copertine, tra il 1939 ed il 1973 (http://www.alexsteinweiss.com/).

 

n  La traduzione dei titoli dei brani. Non tutti possono sapere che questo disco è stato tradotto solo in tre lingue: spagnolo, cecoslovacco, russo. Tutti i vinili hanno i titoli dei brani nel loro nome originale in inglese, tranne alcuni paesi del Sud America (come del resto accadeva anche per gli altri dischi dei Floyd), in Cecoslovacchia ed in Russia, dove appaiono tradotti in lingua locale.

 

     

 

n  L'Adesivo. Il disco era di solito accompagnato dal classico adesivo tondo scuro, che riportava il titolo; il colore di questi adesivi, attaccati sul davanti della copertina, era nero o blu scuro, ma vi sono anche esempi di color viola e color porpora scuro. C'è da dire che il titolo del disco era riportato in maniera diversa su questi adesivi: le edizioni inglesi ed europee in genere riportavano il titolo corretto "PINK FLOYD THE DARK SIDE OF THE MOON", mentre invece le edizioni americane e derivate (canadesi e talune asiatiche) riportavano il titolo senza l'articolo, "PINK FLOYD DARK SIDE OF THE MOON" (senza l'articolo "THE"). L'unica eccezione era l'adesivo delle edizioni argentine e uruguayane, che era di forma triangolare, di colore bianco o argentato, e con il titolo in spagnolo, "El Lado Oscuro De La Luna Pink Floyd". (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Da dove vengono le voci parlate in "The Dark Side of the Moon"? Sono persone, molte persone, frasi di tutti i giorni, riconducibili alle persone che lavoravano negli stessi studi di registrazione, intervistate e registrate da Waters con domande appuntate su bigliettini di carta. Quello che il gruppo ha fatto era questo: hanno preparato un gruppo di domande, del tipo "When was the last time you thumped someone?" o "Why are you frightened of dying?", oppure "Were you in the right?". Poi, hanno preso gente di strada, gente normalissima, fuori dagli altri studi di registrazione, e dallo staff tecnico degli studi di Abbey Road, li hanno fatti sedere di fronte ad un microfono e istruendoli a dire qualunque cosa veniva loro in mente. Risposte del tipo "I've been mad for fucking years, absolutely years" e "I don't know [if I was in the right], I was really drunk at the time", fatte nell'album. Lo stesso Paul McCartney fu "vittima" dell'interrogatorio, ma le sue risposte non furono considerate abbastanza interessanti.

 

n  Cosa c'è alla fine di "Eclipse"? Due cose accadono alla fine del disco. La prima è che, proprio dopo la fine di "Eclipse", durante il battito del cuore, qualcuno dice la famosa frase "There is no dark side of the moon, really, matter of fact it's all dark" ("In realtà non c'è nessun lato scuro della luna… in effetti è tutto scuro"): in realtà, come tutti ormai sappiamo, è la voce di Jerry Driscoll, portiere degli Abbey Road Studios. La seconda è che alla fine di "Eclipse", alzando il volume al massimo, potete sentire in lontananza una sorta di musica, per la precisione, un frammento orchestrale di "Ticket to Ride" dei Beatles. Si sono fatte anche delle ipotesi affascinanti, come che la canzone è un suono proveniente da un altro studio, oppure un suono fatto da qualcuno dentro lo studio stesso. Ci chiediamo il motivo per cui questo frammento sia andato a finire lì, e su quante e quali versioni stia, tanto che la questione è controversa tra i fans. Qualcuno dice che sia un errore di masterizzazione del CD, qualcuno dice di averlo sentito anche su qualche vinile precedente all'era del CD, anche Wikipedia si contraddice. Se si controllano alcune versioni del disco (come CD su "Shine On", CD MFSL, CD del trentennale, CD Oh, By the Way, vinile del trentennale), mentre sembra che il frammento non ci sia nel CD della Harvest. Perciò, ancora non è chiaro se proviene dall'esterno dello studio o dal nastro utilizzato per l'intervista a Jerry O'Driscoll (quello della frase "There is no dark side of the moon really. Matter of fact it's all dark"), qualcuno ipotizza che sia la versione del disco di cover "Help" del 1965 di George Martin & His Orchestra. A far luce sul particolare c'è l'ipotesi di Ugo Coppola (nel 2016): non è la versione di George Martin, nè, come ipotizzato altrove, quella del 1970 di Frank Chacksfield & His Orchestra, ma un'interpretazione presa dal disco del 1964 degli Hollyridge Strings. Per quanto riguarda il "come ci sia andato a finire", Ugo crede di aver trovato la spiegazione sull'utilissimo forum di Steve Hoffmann: il frammento era presente non sul nastro usato da Roger Waters per registrare le sue interviste (che era pulito), ma su un pezzo di nastro "riciclato", adoperato per trasferire il parlato di O'Driscoll dal Revox di Waters al master di "The Dark Side of the Moon". I tecnici credevano di averlo cancellato perfettamente, ma la testina di cancellazione era disallineata ...ed ecco qua. Sempre secondo alcuni utenti del forum di Steve Hoffmann, il frammento si trova in tutte le copie su vinile e CD attualmente in circolazione, visto che sta sul master originale. Non si trova però sulle prime stampe americane in vinile su etichetta Harvest (che sono state realizzate non a partire dal master, ma da una copia di esso!) e sulle prime stampe in CD "Made in Japan", anche se destinate all'Europa, dalle quali il frammento è stato deliberatamente tolto, copiando uno dei due canali stereo sull'altro. La vera origine del frammento si può sentire su https://www.youtube.com/watch?v=2ZZWWNNMx9A . Trattandosi però di una produzione americana della Capitol, rimane comunque il dubbio su come una copia del nastro di questo album fosse presente ad Abbey Road: l'unica spiegazione possibile è che fosse una copia di sicurezza che andava e veniva tra due studi diversi (ricordiamo che all'epoca Capitol ed EMI erano praticamente la stessa cosa, e la EMI possedeva anche la Harvest).

 

 

n  L'errore di "Breathe". Intanto, gli accordi che chiudono il ritornello di "Breathe" vennero ispirati a Wright da un disco di Miles Davis degli anni '50, Kind of Blue. Inoltre, c'è un piccolo errore nel testo di "Breathe" nelle versioni in vinile del disco. Infatti, nel testo stampato all'interno della copertina del vinile, viene riportata la frase (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography"):

"don't sit down it's time to *start* another one".

Invece, i testi originali ed anche il testo cantato, erano:

"don't sit down, it's time to *dig* another one".

L'errore non fu corretto nemmeno nelle edizioni americane e paesi derivati, e nei libretti (booklet) all'interno dei vinili giapponesi della Toshiba, ove i testi del brano riportavano sempre la versione errata.

 

n  Curiosità sui crediti, WATERS. Tutti i crediti della band nei vari brani del disco hanno i nomi dei Pink Floyd scritti praticamente a lettere minuscole, come:

"Breathe": (Waters-Gilmour-Wright)

"On The Run": (Waters-Gilmour)

"Us and Them": (Waters-Wright)

"Any Colour You Like": (Gilmour-Mason-Wright)

Ma ci sono alcuni paesi che, invece, hanno riportato il nome di Waters a lettere maiuscole in entrambe le facciate, ed anche quello di Gilmour nella seconda facciata, come:

"Breathe": (WATERS-Gilmour-Wright)

"On The Run": (WATERS-Gilmour)

"Us and Them": (WATERS-Wright)

"Any Colour You Like": (GILMOUR-Mason-Wright)

In particolare, come statistica, le stranezze sui dischi sono nei dischi di: Corea (solo le versioni della Harvest e della Jeil); Filippine; Grecia; Hong Kong; India (tutti maiuscole nelle prime due versioni e in quella His Masters Voice); Israele (prima etichetta nera e quella col prisma); Italia; Malesia; Olanda (solo la versione EU); Nuova Zelanda (le prime due versioni e alcune ristampe, comprese quelle quadrifoniche); Singapore; Turchia (solo le versioni della Stateside); U.K. (le prime tre versioni, dalla 7^ alla 10^ versione, la versione E.E.C.); U.K./Danimarca (contract-pressing); U.S.A. (solo le versioni Capitol con l'etichetta rainbow e quella viola, oltre alla versione 180g).

 

         

 

n  Poster e Adesivi. All'interno, l'album includeva due poster colorati e due cartoline, che cambiavano però a seconda che l'edizione fosse di origine inglese, oppure, americana. Infatti, le foto riportate sui poster erano differenti. Nell'edizione inglese, il primo poster era orizzontale e riportava 4 fotografie quadrate a colori dei membri della band ed una dal vivo, sullo sfondo di una foto dal vivo della band (le fotografie erano prese da uno dei concerti del Tour del 1972); il secondo poster era sempre orizzontale e rappresentava la foto ravvicinata delle tre piramidi di Giza, con tonalità bluastra; si conoscono due versioni di entrambi i poster, lucido e opaco. Nell'edizione americana, il primo poster era verticale e riportava altre 4 fotografie quadrate a colori dei membri della band ed una dal vivo (diverse dalle altre inglesi), su sfondo di colore rosso e giallo (la foto di fondo è un effetto sfocato di una foto dal vivo)(le fotografie erano prese anche esse da uno dei concerti del Tour del 1972); il secondo poster era invece orizzontale e rappresentava una foto diversa della piana di Giza con le tre piramidi, con tonalità verdastre. Un fatto curioso, che ben pochi sanno, è che nel poster inglese con le foto della band, queste sono state stampate al contrario. Anche gli adesivi si possono trovare in tante versioni. Nelle versioni inglesi ce ne sono ben quattro versioni: colori marrone e giallo con "FasPrint permanent crack back patented"; colori marrone e giallo con "Permanent"; colori marrone e giallo con "FasPrint Removable R-100"; colori marrone e giallo con "adestor Torros Hostench so" (forse di origine spagnola). Nelle versioni americane si conoscono invece tre diversi tipi di adesivi: con "fasson CRACK `N PEEL", "Printed in U.S.A." ed i numeri "SMAS-11163-1" e "SMAS-11163-2"; senza "fasson CRACK `N PEEL", ma con "Printed in U.S.A." ed i numeri "SMAS-11163-1" e "SMAS-11163-2"; riportava "MACback / Break backing at line / U.S. Patent No. 3570337"). (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  "Time". La parte iniziale di "Time" (quella famosa degli orologi) venne registrata in un negozio di antiquariato da Alan Parson. Alan Parsons, tecnico del suono (sound engineer) di "The Dark Side of the Moon" ebbe negli anni '80 un notevole successo con il gruppo degli Alan Parsons Project che, in più occasioni, riprese le sonorità degli stessi Pink Floyd.

 

n  "The Great Gig In The Sky". A circa 03:32 dall'inizio di "The Great Gig In The Sky", si può notare una voce sullo sfondo della canzone. Sembra essere una voce femminile e sembra che dica "I never said I was frightened of dying". Alcuni dicono che sia la risposta ad una ipotetica domanda, all'incirca "Why are you frightened of dying?".

 

 

n  Clare Torry. Clare Torry venne ingaggiata per improvvisare un assolo vocale in "The Great Gig in the Sky" per 30 sterline, cifra davvero modica considerato l'eccellente risultato finale. Prima di entrare in studio, le venne detto di improvvisare pensando "alla morte o qualcosa del genere". La cantante, ultimata la registrazione, uscì dalla sala imbarazzata perché considerava la sua performance scarsa, mentre i Floyd erano rimasti esterrefatti. Dopo aver dichiarato di essere stata trattata freddamente dai Floyd e messo da parte "l'imbarazzo", nel 2004 la Torry citò in giudizio i Pink Floyd per i diritti di quel piccolo ma importante contributo, che gli furono l'anno seguente riconosciuti.

 

n  Wright compose in origine "Us And Them" come un pezzo di assolo di pianoforte per "Zabriskie Point" con il nome provvisorio di "Riot Theme", per descrivere le scene violente della Polizia americana. Con il titolo di "The Violent Sequence" fu usato diverse volte dal vivo durante il tour del 1970.

 

   

 

n  Il "Live Cover". In Giappone, "The dark side of the moon" uscì anche con una inedita copertina. E' senz'altro considerato la più rara stampa di "The Dark Side of the Moon" e sicuramente uno dei più rari dischi dei Pink Floyd mai usciti; si tratta di una edizione speciale molto rara, uscita per la "Toshiba EMI Club Edition" nel 1978: infatti la "TOSHIBA EMI" in Giappone durante la seconda metà degli anni '70 aveva una sezione dedicata agli ordinativi per corrispondenza, ma non era molto funzionante (tanto è vero che è stata operativa solo per 1-2 anni), aveva il compito di distribuire oltreoceano alcuni dei titoli della EMI, presi dai successi dei più famosi artisti (tra i quali, Beach Boys, Jeff Beck, The Band, Pink Floyd, Elton John, etc.), la sezione era stata creata proprio per sviluppare le vendite oltreoceano di quei gruppi rock molto popolari allora in Giappone, anche questo disco appartiene a questa serie e fu realizzato per questo dalla EMI Club Edition, ma fu cambiato il motivo di copertina: fu usato uno scatto live del concerto di Monaco del 1° marzo 1977 ( © David Redfern). I dischi di questa serie sono estremamente rari, forse proprio per la loro breve durata, anche per il fatto che sono usciti tutti senza OBI ed a parecchi furono cambiati i motivi di copertina, personalizzandola per la serie. Estremamente raro, può essere valutato intorno ai $10.000 e non apparve praticamente mai nei negozi di dischi: la ragione fu che non fu mai commercializzato, perchè realizzato senza l'autorizzazione dei Floyd, i quali, quando videro realizzato il disco, lo fecero ritirare e distruggere (quasi completamente). Il disco non ha mai avuto l'OBI, e, quindi, non era inteso per una distribuzione commerciale vera e propria.

 

n  Le versioni australiane. Per quanto riguarda delle curiosità sui vinili, in Australia il disco ebbe una storia un po' travagliata: lì era comune per le case discografiche far uscire le prime centinaia di copie della copertina laminata, mentre le successive erano non laminate, ma erano comunque tutte stampe originali; di fatto, il materiale usato per 'laminare' le copertine si usurava dopo poco tempo e così questo metodo venne abbandonato a favore delle classiche copertine opacizzate. E spesso le copertine avanzate dall'uscita della prima stampa (quelle non laminate) venivano usate per le ristampe. Inoltre, la versione quadrifonica era migliore di quella stereo: infatti, aveva un missaggio leggermente diverso dei pezzi, che era applicato ad ogni singolo pezzo nella separazione dei quattro canali; per questo motivo, oltre ad avere una stampa su un vinile di ottima qualità, le edizioni quadrifoniche australiane facevano del disco uno dei migliori, rendendo così il suono di qualità superiore alle altre versioni. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

n  1973 The Dark Side Of The Moon Tour. In questi concerti ci fu lì l’introduzione dei primi grandi effetti scenici come il disco roteante specchiato che illuminava il pubblico nella sala; venivano, inoltre, usati dal vivo il ghiaccio secco ed il famoso aeroplano in esplosione. Durante l’esecuzione di "Careful With That Axe Eugene" al momento del terribile urlo di Roger Waters il palco sembrava esplodere con un flash accecante. Durante "Set The Controls For The Heart Of The Sun" il gigantesco gong posto, dietro a tutti gli altri strumenti prendeva improvvisamente fuoco (un effetto già usato durante il tour del 1972). Il 4 novembre in occasione del Benefit Concert per Robert Wyatt venne usato un pallone gonfiato a elio, posizionato sopra il pubblico, sul quale venne proiettata l’immagine della luna.

 

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"A NICE PAIR".

 

 

 

n  La copertina. L'iniziale scalata al successo di "The Dark Side Of The Moon" spinse da subito la EMI a rispolverare i primi due lavori della band, "The Piper at the Gates of Dawn" e "A Saucerful of Secrets", un cocktail dal gusto psichedelico e dai forti umori barrettiani, riunito in una combo a prezzo speciale economico. Per la lavorazione di "A Nice Pair", lo studio Hipgnosis cominciò col concentrarsi su una serie di idee variegate: il filo comune era rappresentato dal tentativo di dare un senso figurativo ad alcuni aforismi, detti proverbiali e doppi sensi all'inglese, con l'aggiunta di qualche stramberia che potesse essere colta con senso ironico. La copertina, opera sempre della Hipgnosis, è un insieme di foto strane e bizzarre, anche della band del periodo 1965-1969. Purtroppo, comportò alla sua uscita alcune noie legali: le primissime copie in circolazione riportavano in alto a destra la foto della vetrina di un negozio con la dicitura “W.R. Phang, Dental Surgeon”, che Storm aveva “catturato” con la sua macchina fotografica a Kingston-upon-Thames. Il signor Phang citò in giudizio la EMI per questa pubblicità gratuita non desiderata e vinse la causa, costringendo così la casa a ritirare dal mercato tutte le copie già distribuite. Di fatto, l’Hipgnosis dovette riedittare l’album con una nuova fotografia. Infatti, nelle successive ristampe, rivedute e corrette, riportava al posto della foto originale, il ritratto di un monaco tibetano intento a fare i gargarismi, forse per polemica nei confronti del dentista permaloso. Ma sappiamo che non in tutti i paesi vale questa regola.

 

    

 

n  "A nice pair". Forse il titolo dell'album deriva proprio dalla foto principale posta in alto, che raffigura in origine il seno di una donna nuda. Ma in alcuni paesi il seno venne censurato, con appositi riquadri (come in Canada), adesivi colorati (come negli U.S.A.) o sbarrato con croci o anche con la foto sostituita da un riquadro tutto nero col titolo (come in Grecia o in Spagna); in altri paesi fu censurata solo la pera a destra della donna nuda; addirittura, in Sudafrica la foto venne sostituita con uno scatto diverso. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

n  Quanto all’idea di utilizzare una suggestiva raccolta di foto d’archivio, scatti bizzarri, disegni paradossali e ridicoli, Thorgerson era solito dire che i Pink Floyd avevano un buon senso dell’umorismo, cosicché molte delle idee che venivano fuori erano semplicemente una sorta di scherzi, giochi di parole e aforismi, come ‘morso all’aria’, ‘ridendo come matti in una banca ’, ‘forchetta in strada’ e ‘rana in gola’. C’erano altre foto che piacevano alla band, come ad esempio il foyer del cinema, e altre un po’ contorte, tipo quella del paranoico spioncino sulla porta di una famiglia di nome ‘Paura’. Quella con il freak ‘stonato’ con il suo caftano e gli occhialini psichedelici è, invece, un riferimento ai trascorsi psichedelici dei Floyd (per la cronaca, il tizio era Ian Moore, amico di Syd Barrett, mentre legge un fumetto della Marvel). Per la cronaca, era una collezione di diciotto finestre, disposte a file di tre per un totale di nove per facciata. Anche l'interno rivelava degli scatti dei Pink Floyd, anche dal vivo, come, per esempio, i primi concerti di Syd Barrett, una delle famose foto pubbicitarie "in pink" del luglio 1968, una foto dal vivo del 1973, foto della band a Rushin Park, una foto di Syd Barrett dell'autunno del 1969 di Mick Rock, una foto alternativa della session fotografica di Storn Thorgerson del 1969 davanti ai Key Gardens, uno scatto della session fotografica a Belsize Park di Londra del 1971, uno scatto alternativo della band non usato per la copertina di "Ummagumma", la foto promozionale di "Point Me at the Sky", una foto pubblicitaria del 1969, uno scatto alternativo della session di foto per la copertina di "A Saucerful of Secrets".

 

 

 

n  Gli strani doppi sensi. Tra gli scatti particolari legati a doppi sensi, riveliamo:

1) l'immagine di una forchetta in strada corrisponde ad un semplice gioco di parole inglese: “a fork (in the road)” letteralmente suona come “biforcazione”, cioè trovarsi innanzi a un bivio;

2) i pesci dentro un pentolino, rimandano al detto "stare come un pesce nel bollitore" (“being in a kettle of fish”), cioè trovarsi in una situazione scomoda; ma anche “un altro paio di maniche” se inteso come “a different kettle of fish”;

3) gli UFO sono comunemente detti "flying saucers", i piatti volanti; nell'immagine si scorgono delle sotto tazzine da tè che spiccano in volo in formazione come fossero una flotta aerea aliena;

4) tra le immagini più ambigue c'è quella di un cappotto aperto in un prato, in una zona verde vagamente a conca ai piedi di una leggera altura. Azzardiamo la nostra interpretazione: il gesto esibizionistico di slacciarsi di colpo il soprabito si definisce “flashing”. Il gesto potrebbe rimandare al detto “a flash in the pan” che in italiano suona come “aspettarsi qualcosa di grande valore, ma che si rivela un fuoco di paglia”; l'origine risale all'età dell'oro, quando il luccichìo nel pentolino del minatore si rivelava qualcosa di diverso da una pepita;

5) il fumetto di un samurai giapponese che levita in aria, indica, giocando con le parole, un nipponico in volo che diviene “a Nip in the air”, che in inglese rimanda letteralmente al detto “un pizzicotto (o un morso) al vento”; in Italiano suona come “un freddo pungente”. Ma c'è dell'altro: se al posto di NIP, utilizzassimo (un po' forzatamente) il termine NIPPLE, ecco che il gioco di parole assume tutto un'altro significato: “nipple in the air” sta per “capezzolo al vento” cioè seno all'aria (di fuori); il disegno è opera di Colin Elgie, uno dei migliori free lance a servizio della Hipgnosis;

6) il detto raffigurato in un'altra foto è “laughing all the way to the bank”, cioè “ridere tutta la strada verso la banca”: allude al riuscire a fare soldi in modo agile alle spalle di qualcuno (che è stato ingenuo o si è fatto scavalcare negli affari); l'opera è stata firmata dal suo autore, Bob Lawrie, un altro abile free-lance della Hipgnosis;

7) gli occhiali sfocati del fotografo miope sono spiegati dallo stesso Thorgenson: “...le lenti appartengono al fotograrfo che fece la fotografia. Quando li tolse non riusciva a vedere molto bene e così fu incapace di usare i fuochi correttamente”;

8) la donna nuda sul retro: la foto è un gioco di parole connesso ad un proverbio di fine '600 che allude alla Falconeria, “a bird in the hand is worth two in the bush”, cioè “meglio un volatile in mano che due nel cespuglio (bosco)”. Ovvero, meglio affidarsi ad una certezza, per quanto più piccola (possedere un solo falco), che sperare di trovarne una più grande (due falchi nascosti nel bosco); suona come “chi si accontenta gode” o “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. L'allusione divertente, in inglese, non è la parola “bird” ma “bush”, a intendere le grazie intime della fanciulla.

 

      

  

  

 

n  Differenze. Vi sono delle differenze tra le edizioni europee e quelle americane (e derivate), nelle foto della copertina; le più importanti sono: l'uomo con l'impermeabile (giallo nelle edizioni europee, nero nelle edizioni americane), la foto della squadra di calcio, la foto di Ian Moore, la foto con Storm Thorgerson e Aubrey Powell del retro, la foto del "Banco". Inoltre, nell'edizione americana originale della Capitol, il brano in studio classico di "Astronomy Dominé" è stato sostituito dalla versione dal vivo presa da "Ummagumma", come del resto in Canada.

 

Anche le foto interne della copertina erano diverse tra la versione europea e la versione americana, si notano sia foto nuove (vedi per esempio quelle con Syd Barrett da solo), sia una piccola differenza nella disposizione delle foto.

 

 

 

Troviamo anche parecchie differenze tra le edizioni sulle foto centrali del titolo, con la donna nuda più o meno censurata (caratteristica citata già sopra), le foto del riquadro in alto a destra diverse o personalizate, le foto della donna nuda sul retro della copertina censurata (la c.d. "Lady Bird") (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography").

 

 

n  La squadra di calcio. L'immagine centrale della front cover era stata pensata ben diversamente: in origine Thorgenson pensò ad un paio di guantoni rosa da far vestire al pugile Floyd Patterson; l'ennesimo gioco di parole per far comparire, figurativamente, il nome dei ragazzi; “...Ma Patterson voleva 5000 dollari, una somma che io ritenni oltraggiosa. Così lo mandammo affanculo”. Si ripiegò sulla foto della squadra di calcio del First Eleven (First XI), il Pink Floyd Footbal Team, in questo scatto privo delle sue bellissime chearleaders. Anche la foto della squadra di calcio era leggermente diversa nelle due copertine delle edizioni europee e americane. Da notare che le persone della foto della squadra di calcio sono state individuate per: (in piedi da sinistra a destra): 1. Chris Adamson (senza scarpe), 2. Arthur Max, 3. Roger Waters, 4. Liverpool Bobby (?), 5. Peter Watts (con bandana), 6. Steve O'Rourke; (accasciati, da sinistra a destra): 7. Nick Mason, 8. Tony Howard, 9. Richard Wright, 10. Storm Thorgenson, 11. David Gilmour. Il biografo Nicholas Shaffner riporta che quel giorno il glorioso First XI le buscò 4-0 contro una squadra di marxisti della Londra Nord.

 

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"MASTERS OF ROCK".

 

 

 

n  "Masters of Rock". Si tratta di una compilation di brani dei Floyd uscita solo in Europa nel 1974 (si trova anche negli U.S.A., ma solo d'importazione), e più precisamente in Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna. Tutte queste versioni uscirono con la classica copertina con il titolo, in alcuni paesi addirittura in due versioni ("Masters of Rock" e "Masters of Rock Vol. 1"). In alcuni paesi, come Danimarca, Olanda e Svezia, invece, il disco uscì con una inedita copertina con un disegno stile "pop-art" che raffigurava la band, con Mason, Waters, Wright e Syd Barrett, che non era altro che la foto ampiamente ritoccata e colorata dell'interno di "Meddle".

 

n  "Mathilda Mother". Non tutti sanno che, stranamente, in tutte le edizioni di Masters of Rock e di The Best of The Pink Floyd la canzone Matilda Mother è riportata sulla copertina e sull'etichetta come Mathilda Mother, ma non se ne conosce il motivo, visto che la versione originale del titolo sull’album The Piper at the Gates of Dawn era comunque Matilda Mother.

 

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"WISH YOU WERE HERE".

 

 

n  L'album, uscito il 15 settembre del 1975, alla fine dell'estenuante tour nord-americano, vendette in due settimane, migliaia di copie, arrivando al secondo posto della Billboard Charts. La EMI fu talmente sorpresa, dato che non riusciva a contenere la domanda, secondo le previsioni di pre-vendita, tanto che diede ordine a tutte le sue fabbriche di stampare copie straordinarie. Nonostante ciò, solo il 50% degli ordinativi venne rispettato. "Wish You Were Here" fu così l'album più venduto rapidamente della storia dei Floyd. Sopra, un curioso errore tecnico da parte dela Pathè Marconi francese: nei primi advert nei giornali francesi fu riportato il numero di catalogo del disco a 33 giri come "C 066-96918", ma in realtà tutte le edizioni francesi riportavano il numero "2C 068-96918".

 

  

 

n  La copertina. Dal punto di vista grafico, l'album di "Wish You Were Here" si rivelò un lavoro ben più difficile, dovendo nuovamente correlarsi ai complessi riferimenti della musica e soprattutto dei testi. Il design fu creato nuovamente dalla Hipgnosis con Storm Thorgerson. Gli stessi membri della band ammisero che fu proprio un’esperienza strana realizzare quella copertina. L’idea base era quella di ‘non essere da nessuna parte’: tutte le foto incluse cercano di suggerire questo concetto; si tratta di situazioni surreali, irreali, come quella dell’uomo che brucia, o dell’uomo senza piedi nella sabbia. Lo stesso titolo lo dice, "Wish You Were Here", ‘vorremmo che fossi qui’, è una specie di gioco di parole sul fatto di ‘non desiderare che sia qui’. Sembra che ciò derivo dal fatto che la band non era troppo concentrata in studio, forse per la fatica degli spettacoli dal vivo. Comunque, il concept della copertina ruota tutto attorno alla figura centrale dell'assenza. Quella di Barrett sopratutto, che si presenta negli studi di Abbey Road mentre i suoi amici stanno registrando il disco. Storm è li, a pochi metri, e vuole rappresentare esteticamente questo struggente senso di vuoto. E allora mette in copertina un uomo che stringe la mano ad un altro uomo ricoperto di fiamme. Per la foto furono impiegati due stuntmen (Ronnie Rondell & Danny Rogers) e fu scattata ai Warner Bros. Studios di Burbank (vedi dopo). Da ricordare anche le bellissime immagini interne: il tuffo senza splash, il nuotatore senza acqua, simbolo dell'uomo moderno che segue una direzione ostinatamente anche se non ha senso. E qui Thorgerson cita esplicitamente il surrealismo di Magritte.

 

              

 

n  Gli scatti della copertina. La foto di copertina è stata ispirata dall'idea che le persone tendono a nascondere i loro veri sentimenti, per paura di "essere bruciati", e quindi due uomini d'affari sono stati raffigurati mentre stringevano la mano, un uomo va in fiamme. "Getting burned" era anche una frase comune nell'industria musicale, usata spesso da artisti che rifiutavano i pagamenti delle royalty. Per la foto furono impiegati due stuntmen, Ronnie Rondell (col fuoco) e Danny Rogers, il primo coperto da una tuta d'amianto e con una parrucca in testa; la fotografia fu scattata ai Warner Bros Studios a Burbank, California. Rondell era vestito con un vestito ignifugo coperto da un tailleur. La sua testa era protetta da un cappuccio, sotto una parrucca. Inizialmente, al momento dello scatto, il vento stava soffiando nella direzione sbagliata, e le fiamme furono costrette sul viso di Rondell, bruciando i suoi baffi. I due stuntmen cambiarono posizione e la foto venne scattata con successo.

[Pics by courtesy of "Wish You Were Here Cover Photo" (2009), http://www.feelnumb.com/2009/10/10/pink-floyd-wish-you-were-here-cover-photo/].

 

     

 

n  Ci furono delle differenze tra la versione europea e quella americana della copertina. Infatti, la Hipgnosis pensò di cambiare la fotografia principale, ponendovi uno scatto diverso dell'uomo che brucia. Così nell'edizione originale inglese e in tutte le stampe europee e giapponesi, la foto è più ravvicinata e vista dallo stesso livello dei due personaggi. Inoltre, l'uomo che brucia pende in avanti verso l'altra persona. Nell'edizione americana, invece, la foto è normale e vista leggermente più in alto. L'uomo che brucia, stavolta, pende indietro, sempre dando la mano all'altra persona. Quest'ultima copertina venne usata anche per parecchie stampe asiatiche e sudamericane (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography"). La differenza tra le due copertine di "Wish You Were Here" è davvero interessante anche dal punto di vista tecnico: non solo sono due foto differenti, ma sono state prese addirittura con due macchine diverse. La foto della versione europea è stata fatta con una macchina fotografica con pellicola colorata trasparente da 35mm, mentre la foto della versione americana è stata usata una pellicola colorata da 120mm.

 

   

 

n  Il retro di copertina mostra un rappresentante commerciale senza volto denominato "Floyd Salesman", che, nelle parole di Thorgerson, "vende la propria anima nel deserto" (il deserto di Yuma in California); l'assenza di polsi e caviglie segnala la sua presenza come mero involucro, un "vestito vuoto". Le foto presenti all'interno dell'LP mostrano un velo ondeggiante in un ventoso boschetto del Norfolk ed il famoso nuotatore che si tuffa in un lago (Mono Lake) senza provocare il minimo movimento nell'acqua. Non tutti sanno però che dietro al velo rosso dell'inner si può scorgere la sagoma di una donna nuda, assente in alcune ristampe in CD, mentre in altre versioni è riportato uno scatto differente (sia col velo rosso, sia col velo bianco senza figura di donna).

 

 

n  Il tuffatore. Come detto, la foto presente all'interno dell'LP mostrano il famoso nuotatore che si tuffa in un lago (Mono Lake), foto usata anche per la cartolina all'interno del disco. Proprio per quest'ultima, furono usati altri scatti della stessa session, presenti anche nel poster dell'edizione "Mastersound" giapponese.

 

n  La prima edizione australiana di "Wish You Were Here", secondo quanto riporta la CBS australiana ed alcuni grossi collezionisti locali (che hanno acquistato i dischi all'epoca della loro uscita), era quella con i crediti "Penjane", a cui è seguita quella con i crediti "Chappell". Da notare due cose: tutti i primi dischi solisti di David Gilmour e di Richard Wright avevano anche loro in origine i crediti "Penjane", successivamente cambiati in "Chappell"; inoltre, i crediti "Penjane" sono presenti anche nell'edizione quadrifonica. Insieme alla edizione neozelandese, l'edizione australiana ha la copertina "apribile", a differenza di tutti gli altri paesi.  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

 

n  Il disco uscì confezionato in una busta di plastica completamente nera su cui un adesivo a colori disegnato da George Hardie segnalava al pubblico il nome del gruppo e il titolo del lavoro. L’idea base fu che la busta di plastica nera doveva essere una copertina per i negozi, mentre quella vera e propria era per il pubblico, così come sostenuto dallo stesso Storm Thorgerson. La busta di cellophane nero prevista per la copertina si rivelò difficilissima da produrre e costò un sacco di soldi; inoltre, la casa discografica americana (Columbia Records) non riusciva proprio a capire il motivo di un così grosso lavoro grafico. In Inghilterra, i negozianti la detestarono perché avrebbero voluto mostrare la copertina, ma quando tolsero la busta si accorsero di non poterla rimettere, e fu ancora più frustrante per loro scoprire che la copertina di cartone non aveva titoli (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, nella pagina dedicata a "Wish Yu ere Here"). L'involucro non uscì sempre tutto nero: in alcuni paesi uscì di colore blu scuro, in altri trasparente.

 

n  "Shine On You Crazy Diamond". "Shine On" fu originariamente concepita per essere una composizione da mettere su di un'unica facciata, ma durava molto di più di una facciata (circa 30 minuti), e la band decise che lavorasse meglio con tre altre canzoni in mezzo. Così la canzone è divisa in nove parti, ma è molto difficile dire dove inizino e dove finiscano le singole parti. Chris Walsh di "Guitar magazine" ha cercato di classificare le parti.

Part I - Orchestra e tastiere e qualche corno sintetizzato.

Part II - Inizia con "Syd's Theme", il famoso motivetto di quattro note (Dah DAH dah DAH)(3:35).

Part III - Assolo di Rick ai sintetizzatori (6:29).

Part IV - La sezione vocale (8:42).

Part V - Assolo di sax (11:10).

Part VI - Sintetizzatori e poi assolo di Gilmour.

Part VII - Seconda sezione vocale (4:52).

Part VIII - Pezzo di sintetizzatore quasi jazz (6:04).

Part IX - Sezione finale tipo funerale con assolo di sintetizzatore (9:09).

C'è anche uno schema alternativo, preso dal libro di spartiti di pianoforte di "Wish You Were Here". In questi arrangiamenti, le prime cinque parti sono:

Part I - Apertura solista di Rick.

Part II - Primo assolo di Dave

Part III - "Syd's Theme".

Part IV - Assolo di sintetizzatore di Rick, seguito dall'assolo di Dave.

Part V - Sezione vocale di Roger e assolo di sax.

Certo, i libri di spartiti non sono famosi per la loro accuratezza nei particolari. D'altra parte, però, la versione presente su "A Collection Of Great Dance Songs" riporta le parti I, II, IV e VII; la versione su "The Delicate Sound Of Thunder", invece, riporta le parti I-V (quasi a riprova della seconda ipotesi di schema). Ma la prima ipotesi è quella più accreditata, e anche lo stesso Gilmour sembra spiegare così, in varie interviste, a modo suo, la divisione di "Shine On". Da notare che le famose quattro note iniziali del "Syd's theme" furono prese da un motivetto preso dal programma della BBC "Take It From There".

 

 

n  Come al solito, I Floyd provarono le canzoni che poi dovevano far parte dell'album direttamente dal vivo, seguendo la loro tradizione che andava avanti ormai dal 1969. Così, nel novembre-dicembre del 1974, i Floyd fecero ben 20 concerti in quello che era il famoso "British Winter Tour", suonando da Edimburgo a Newcastle, da Wembley a Stoke-On-Trent, da Cardiff a Liverpool, da Birmingham a Manchester, per finire a Bristol. Ma non tutti sanno che il tour fu programmato con un motivo nascosto: in ogni città le date furono programmate in coincidenza con importanti incontri di calcio, in modo che la band potesse assistere alle partite il pomeriggio stesso del concerto. Il tour inglese venne preceduto da un mini-tour di prova in Francia, con sole 6 date, che però segnarono il tutto-esaurito negli stadi francesi. Lo spettacolo del tour comprendeva pezzi già di successo, come tutta "The Dark Side of the Moon" e "Echoes" (di solito come bis finale) e nuovi pezzi, come "Shine On" (quella che sarebbe diventata poi "Shine On You Crazy Diamond"), "You Gotta Be Crazy" (che sarebbe poi diventata "Dogs") e "Raving And Drooling" (che sarebbe poi diventata "Sheep"), naturalmente con testi differenti rispetto alle versioni originali in studio. Il 15 novembre del 1974, la BBC Radio 1 registrò la seconda parte del concerto di Wembley, compreso il bis, per mandarlo in onda durante l'Aland Freeman Show dell'11 gennaio 1975 (ma solo "The Dark Side of the Moon")(circola il Roio).

 

   

 

n  "Ginì". Il tour inglese di novembre-dicembre 1974 venne preceduto da un mini-tour di prova in Francia, con sole 6 date, nel giugno del 1974, che però segnarono il tutto-esaurito negli stadi francesi. Il Tour era sponsorizzato da una celebre marca di bibita francese, la Ginì, una specie di acqua di soda. La Ginì, per aumentare la pubblicità del prodotto nel Tour dei Pink Floyd, fece andare la band nel deserto del Marocco, i primi mesi del 1974, dove gli fecero fare una session di fotografie, che serviva per i cartelloni pubblicitari della bibita. Un fatto curioso: c'è una famosa foto della band che assomiglia in maniera impressionante, come idea, ad un disco singolo della band italiana degli anni '70 Reattori Caldi ("Senza tempo noi"/"Il mio cuore è un reattore" (Dig It MM 024, 1974), dello stesso periodo; chissà chi ha avuto prima l'idea della particolare posizione?

 

 

n  "British Winter Tour". Il successo mondiale dei Floyd attirò, come prevedibile, l’interesse di quello che ben presto divenne un mercato parallelo alla discografia ufficiale della band; in alcuni casi gli illegali erano di gran lunga più interessanti di quelli cosiddetti “regolari”. Il loro primo bootleg di successo fu pubblicato nel 1973 e conteneva l’esecuzione dal vivo di "The dark side of the moon" tratta dal concerto di Londra del 20 febbraio 1972. Realizzata mesi prima della pubblicazione ufficiale del disco del prisma, questo illegale fu molto diffuso e divenne il bootleg più venduto in Europa. Per questo motivo destò l’interesse della stampa musicale il nuovo titolo pubblicato agli inizi del 1975. Si trattava del "BRITISH WINTER TOUR 74", registrato durante il concerto ai Trentham Gardens del 19 novembre 1974 e che, a differenza di altri bootlegs, non fu mai rintracciato nella sua edizione originale su nastro. L’etichetta su cui fu stampato era la PFL 7501-17610 A/B; stampato dalla God Records Olanda e distribuito contemporaneamente in Germania e in Olanda. La copertina era professionale: sul fronte, sotto la scritta Pink Floyd i due numeri 7 e 4, all’interno dei quali erano riportate le foto della band tratte dai loro concerti parigini del 1974, tratte dalla rivista francese Rock & Folk; sul retro, direttamente dal tour-programme del 1974, i testi dei brani contenuti nel disco. La registrazione era di buona qualità, realizzata con un registratore a cassetta non professionale, i brani erano presentati nella loro versione completa e per gli appassionati l’occasione di poter ascoltare 45 minuti di musica inedita della loro band preferita era troppo ghiotta; da una rapida inchiesta tra gli acquirenti del disco, pochi avevano compreso che si trattava di un illegale; per tutti quello era il “nuovo” disco dei Pink Floyd!

Il successo di questo bootleg fu immediato grazie alla scelta dei negozianti di uniformare il prezzo a quelli delle novità discografica in vendita nei negozi specializzati. Prodotto in Germania, la sua contemporanea presenza nei negozi di Olanda, Francia e Inghilterra, assicurava una presenza capillare sul mercato; nel suo primo mese di vendita nella sola Inghilterra il disco aveva superato le 60mila unità. Con gli ordini che arrivavano da America e Giappone, la vendita ipotizzata in quei paesi sarebbe stata tra le 100 e le 150mila copie.

 

 

n  I Floyd entrarono in studio nel gennaio del 1975, dopo il faticoso tour inglese. Qui, nel nuovo Studio 2 della EMI a Abbey Road, iniziarono il nuovo lavoro di registrazione per il nuovo album. Però, le giornate di registrazione furono intervallate dal nuovo tour americano dall'aprile al giugno 1975, dove toccarono parecchie città nord-americane e canadesi, portando in scena i pezzi che oramai avevano già una loro versione definitiva nel nuovo album, con l'aggiunta di alcune trovate sceniche, come il nuovo enorme schermo circolare, i nuovi filmati nello schermo, l'aereo che precipita, i palloni gonfiati, la sfera a specchio gigante, la "Famiglia Atomica", perfezionate nel tour precedente. Per il tour americano i Floyd dovettero spostare 30 tonnellate di materiale dall'Inghilterra agli U.S.A. e poi attraverso il continente americano; per questo assoldarono più di 20 persone che avevano il solo compito di spostare gli equipaggiamenti sonori e scenici, senza contare quelli che dovevano montare la scena e le apparecchiature elettroniche, luminose e sonore. La band addirittura affittò un jet privato per spostarsi più velocemente in America tra una città e l'altra, mentre i materiali venivano spostati in convoglio.

 

 

n  Piramide. Non tutti sanno che i Floyd diedero a Mark Fisher e Jonathan Parks il compito di disegnare e realizzare una gigantesca struttura mobile a forma di piramide per lo spettacolo, che doveva volare sopra il palco riflettendo raggi luminosi. La struttura venne montata in fretta a Pittsburgh, al Three River Stadium: era formata da una base di 5 metri ed altrettanti di altezza e posizionata dietro il palco su delle guide. Ma il forte vento creò dei problemi e staccò il pallone pieno di elio che era all'interno e che serviva per gonfiare l'involucro di plastica della piramide: il pallone scomparve, come la piramide, che andò addirittura a schiantarsi sui veicoli del parcheggio  dello stadio. Il progetto venne così abbandonato, anche se fu ripetuto in un paio di concerti americani. Le prime foto dell'evento sono sul libro di Mason.

 

 

 

n  Effetti live. Duante il mini-tour francese del giugno 1974 ed il "British Winter Tour" del 1974, durante l’esecuzione di "The Dark Side Of The Moon" vennero inseriti i primi video ad accompagnare le canzoni proiettati sul primo schermo circolare utilizzato. In "Speak To Me" il battito del cuore del cardiografo si alternava al primo piano di un occhio. Man mano l’immagine si ravvicinava, il battito si alternava con le stelle e la luna che copriva precisamente il nero della pupilla fino al momento in cui la luna arrivava a coprire completamente lo schermo. Durante "On The Run" era come percorrere un viaggio in aereo ad alta velocità sorvolando deserti, montagne e città. L’intro di "Time" conteneva un cartone animato di orologi e di pendoli che si muovevano e oscillavano a tempo di musica sullo sfondo di un cielo nuvoloso, ma squarciato dai raggi del sole. Il video di "Cristal Voyager" veniva usato per "The Great Gig In The Sky". In "Money" c’erano immagini di jet, caviale, e dell’album stesso in produzione (curiosamente, per le statistiche, il disco mostrato nel video è una seconda edizione inglese). Il video che accompagnava "Us And Them" consisteva principalmente nella ripresa di persone che camminavano in strada. "Brain Damage" era accompagnata dal segmenti video dei personaggi politici dell’epoca ed in "Eclipse" si verificava un’esplosione ed infine la luna eclissava il sole. Nel Tour del 1975, invece, durante i concerti in "Have a Cigar" venivano utilizzate le immagini tratte dal film "Zabriskie Point" ed i primi oggetti volanti gonfiati ad elio.

 

 

n  Quando era il momento di registrare "Have A Cigar", Waters, esausto per le fatiche di registrazione, invitò un loro vecchio amico della Harvest, Roy Harper, che stava registrando nello studio vicino al loro il suo album "H.Q." (a cui Gilmour partecipò con alcuni pezzi di chitarra). E Roy così cantò la canzone nel disco dei Floyd. Roy Harper ritornò a cantare "Have A Cigar" nel corso del famoso concerto del 1975 a Knebworth.

 

n  La famosa "radio sequence" che introduce il brano "Wish you were yere" fu un'insieme di pezzetti messi lì da Gilmour e Waters. Pare che Gilmour collegò l'amplificatore alla radio della sua macchina, per poi registrare, oltre al chiacchiericcio di un DJ, diverse cose, tra cui un breve pezzo di un discorso tra un uomo e una donna (forse preso da un film), l'intro di un pezzo di musica classica (forse la quarta sinfonia di Chaikowskj). Poi Gilmour ci suonò sopra l'intro con una chitarra a 12 corde, proprio per ricreare l'effetto di chi suona sopra la musica trasmessa dalla radio in sottofondo.

 

 

n  Si dice che Syd Barrett irruppe a sorpresa negli studi di registrazione mentre i Floyd erano intenti nel loro lavoro, proprio quando la band stava mixando il pezzo finale di "Shine On You Crazy Diamond", in un certo senso il loro tributo a Syd: era il 5 giugno 1975. Il fatto curioso fu che all'inizio nessuno conobbe Syd, tanto era cambiato in quegli ultimi anni: era diventato un uomo grasso, con la testa rasata, che indossava camicia di nylon e pantaloni e gilet ed un impermeabile bianco. Syd rimase lì ed i Floyd continuarono il loro lavoro, Gilmour pensò addirittura che fosse un addetto alle apparecchiature, mentre solo Wright, dopo essersi seduto vicino, lo riconobbe dopo dieci minuti. Quando terminarono il mixaggio di "Shine On You Crazy Diamond" riascoltandola più volte, Syd rimase in silenzio, senza dar segno d'aver capito che fosse lui il pensiero di quella canzone. Quando vollero riascoltare il brano per vedere com'era riuscito, Syd li interruppe e si dice che disse: "Che vi frega? Non l'avete già sentito una volta?". Dopo andarono al bar per festeggiare il matrimonio di Gilmour, Syd li accompagnò, ma, dopo aver innervosito alcuni ospiti con sguardi penetranti e risate maniacali, svanì senza salutare nessuno. Ma grazie alla mostra a Londra del 2017, "Pink Floyd. Their Mortal Remains", sappiamo che Syd Barrett venne negli studi di Abbey Road anche il 7 luglio 1975, in occasione del rinfresco organizzato per il matrimonio di Gilmour: la prova è in una rara polaroid scattata da Nick Mason, esposta alla mostra!

 

n  Titolo spagnolo. Un aneddoto per i dischi di lingua spagnola. La traduzione letterale del titolo inglese in lingua spagnola, per la maggior parte dei casi conosciuti (come in Venezuela) era appunto "DESEARIA QUE ESTUVIERAS AQUI"; ma in alcuni paesi, come in Messico, venne di fatto tradotto come "OJALA ESTUVIERAS AQUI", per cui con una traduzione leggermente differente. E' praticamente la stessa cosa, ma le due traduzioni denotano degli stati d'animo leggermente differenti, pur significando la stessa cosa: infatti, secondo la Royal Spanish Academy, mentre nel secondo caso (il verbo "Ojalar") si denota un forte desiderio che accadda qualcosa, nel primo caso, invece (il verbo "Desear"), denota una speranza [la traduzione letterale è infatti: "vorrei" per "Desearia", "si spera" per "Ojala"] (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, nella pagina dedicata ai titoli spagnoli). (notizie più approfondite sono in questo sito, alla pagina dedicata ai Titoli dei Brani")

 

 

n  "Ojala Estuvieras Aqui". Il disco mai esistito. Le due edizioni della CBS stampate in Messico sono entrambe uscite con etichetta della CBS arancione ed arancione sfumata, tipica dei dischi messicani di quel tempo (CBS, CLS-5485). Ma sul retro della copertina appaiono stranamente due etichette classiche di "Wish you were here", blu e nere, con i titoli dei brani in spagnolo e con il marchio della CBS/Columbia Internacional. A prima vista si possono scambiare per un logo locale, ma alcune recenti ricerche hanno portato a pensare che ci fosse un'altra ipotesi. Erano queste le bozze del progetto iniziale del disco? Mancano le notizie ufficiali in senso, ma probabilmente sì. Sicuramente, anche se la Harvest europea spingeva verso l'etichetta con il motivo classico (il c.d. "mechanical handshake"), come era avvenuto negli U.S.A. ed in Canada, nei paesi del Centro e Sud America la CBS e la Columbia non volevano perdere l'occasione di stampare proprie etichette, in controtendenza rispetto a quelle nord-americane ed europee, di solito, appunto, di base arancione e collegate alle branche locali della CBS (Discos CBS in primis). Probabilmente, poi, studiando la nuova copertina, diversa da quelle classiche europee, la CBS messicana scelse anche di porre la bozza dell'etichetta originaria sul retro della copertina.

 

n  Il quadrifonico israeliano. Il disco è stato stampato per errore: quando la Columbia Records dagli U.S.A. mandò il master del disco per essere stampato per il mercato israeliano dalla sua branca locale della CBS, mandarono per errore il master dell'edizione quadrifonica americana, dopo sole 1000 copie si accorsero dell'errore di stampa e da quel momento tutte le successive edizioni furono normali stereo, l'unico modo per distinguere queste prime copie quadrifoniche è dal numero sulla matrice "P Q AL 33453", un'altra importante differenza è in "Shine On You Crazy Diamond (Part Two)", dove il suono della seconda chitarra è più in risalto rispetto a quanto si sente nell'edizione normale stereo e l'intero album sembra suonare come un missaggio diverso. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

n  Gli errori delle edizioni della Pink Floyd Records. Un particolare curioso per la ristampa della Pink Floyd Records è che l'adesivo posto sul davanti riporta un piccolo errore tra la prima versione del 2016 e quella successiva del 2017: infatti, nella versione del 2016, nell'adesivo non sono riportati i consueti crediti relativi alla rimasterizzazione; l'errore è stato corretto nel 2017, quando è uscita una seconda versione del disco, con l'aggiunta sull'adesivo dei crediti relativi alla rimasterizzazione (riporta "Remastered from the original analogue tapes by JAMES GUTHRIE, JOEL PLANTE and BERNIE GRUNDMAN"); da notare che anche il numero di catalogo sull'adesivo è diverso, "88875184261S3" per la versione del 2016, "88875184261" per la versione del 2017.

 

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"ANIMALS".

 

 

n  Il disco. Ora analizziamo uno degli album più controversi della storia della band, "Animals", che non ebbe il successo dovuto, tranne per il trionfale tour americano del 1977. L'album racchiude senz'altro lo spirito autunnale e intimista del miglior Waters, vero tour de force nella melanconia e nella follia dell'esistenza: rappresenta gli uomini che assumono in un mondo postindustriale e devastato, i dati caratteriali di maiali, cani e pecore. Con "Animals" Waters divideva la razza umana in tre specie di animali, che davano il titolo ai pezzi dell'album: i maiali, i cani e le pecore, forse una visione di Roger del pubblico stesso. Per ragioni misteriose venne considerato un disco minore ed ironicamente non fu apprezzato dalla critica inglese, mentre è invece uno dei capolavori del gruppo, più simile come spirito al primissimo periodo senza Barrett, ma composto con arrangiamenti scarni e grande uso di chitarre acustiche. Contiene 3 lunghi brani e 2 minori e coglie il gruppo in un momento di enorme carica emotiva ed artistica, un'opera assolutamente anticommerciale, con testi durissimi e raffinati oltre ogni dire, che da questo punto di vista sopravanzano ogni altro loro album, e molto superiore nella ricerca e nella sperimentazione ai due lavori precedenti. 

 

  

 

n  La copertina. Se la lavorazione della copertina del disco precedente comportò un duro approfondimento concettuale, quella di "Animals" impegnò l’Hipgnosis su un piano principalmente tecnico, dopo la decisione di Waters di visualizzare il concept dell’album con alcune fotografie in bianco e nero della Battersea Power Station. Poiché alla band piacque il colore e la luce del cielo ritratto durante il primo giorno di session (quello dell’imprevista mancata esibizione del maiale volante) e la posizione del maiale ripreso invece il terzo giorno, quando il cielo era risultato “spento”, la cosa migliore era quella di sovrapporre le due foto, incollando il maiale sulla foto del primo giorno e poi ritoccare il tutto. Gran parte della session fotografica si può vedere nel libretto ufficiale inglese degli spartiti (UK, ISBN 0.7119.1030.8). Stranamente, per alcune foto promozionali presenti in alcuni giornali furono usate altre foto della stessa session fotografica. La fotografia di copertina è un chiaro riferimento al brano Pigs on the Wing, che apre e chiude l'album.

 

 

n  Le session di fotografie della copertina di "Animals" furono fatte in due differenti giorni. Il primo giorno era un po' nuvoloso e triste, e il maiale non volle semplicemente "volare" (non c'era abbastanza elio all'interno). Così, scattarono alter foto, bevvero champagne e se ne andarono. Il giorno successivo invece era una bella giornata, una di quelle giornate con il cielo limpido senza una nuvola, ed il maiale volò senza problemi. In effetti, volò …troppo bene, volò via dalle funi a cui era agganciato, raggiunse l'altezza di 10,000 piedi prima di ricadere sulla terra, spaventando alcuni piloti che passavano in quel momento nel cielo. La copertina di "Animals" è in effetti una combinazione di due fotografie: la Power Station è ripresa dal primo giorno con il tempo nuvoloso, mentre il maiale volante dall'altro giorno. Il filmato che veniva proiettato dal vivo in "Pigs (3 Different Ones)" era preso dal secondo giorno. Non tutti sanno però che la famosa foto di copertina non è di Storm Thorgerson, bensì uno scatto di Howard Bartrop. Da ricordare che due dei pezzi apparsi su "Animals" erano già stati eseguiti dal vivo dai Floyd durante i due tour del 1974 e 1975: "Raving And Drooling" ("Sheep") e "You Gotta Be Crazy" ("Dogs").

 

         

 

n  Due Maiali? Non tutti sanno che la copertina usata nella riedizione in CD del 2011 (50999 028951 2 3) ha un motivo leggermente differente rispetto alla copertina originale del vinile (SHVL 815) che tutti conoscono. Infatti, in questa ultima copertina si possono notare delle differenze: la prima differenza sta al centro in basso, vicino ai due camion parcheggiati, dove si possono vedere due autovetture chiare del tipo "Jeep"; la seconda differenza sta ai piedi della Battersea, si intravede un secondo maiale sgonfiato. Il motivo della foto in generale apparentemente sembra essere lo stesso tra le due copertine, quella del CD è solo un po' più stretta, e vi è solo l'aggiunta su quella del CD di questi due particolari interessanti. Il motivo è abbastanza semplice: il maiale è lo stesso, ma al momento dello scatto che scelsero era sgonfio (la foto si riferisce al primo giorno). Infatti, nella copertina definitiva il maiale è stato aggiunto in post-produzione (il maiale in volo era quello del giorno dopo) ed è stato cancellato quello sgonfio.

Può trarre in inganno una foto riproposta nella mostra a Londra del 2017, che ha evidenziato la preparazione di due maiali; ma la foto in mostra non si riferisce alla session fotografica del 1976, qui gonfiarono un solo maiale, come dimostrano le foto scattate nell'occasione, presenti anche nel libretto ufficiale inglese degli spartiti (UK, ISBN 0.7119.1030.8), e da altre foto dei vari momenti del gonfiaggio. Trae in inganno anche la seconda baracca presente nel posto, tanto che si potrebbe scambiare per un secondo maiale; ma il maiale era decisamente uno.

 

 

n  Un aneddoto legato ai vinili. Nei testi di "Animals" sulla copertina interna nera risulta esserci una stranezza in quase tutte le edizioni. Il fatto curioso è che su quasi tutti i dischi in vinile, nell'inner, troviamo la frase nel brano "Dogs": "...Who was given a seat in the stand...". Invece, in alcuni libri ed anche in alcuni siti, si riporta la frase: "...Who was given a pat on the back...". Certo è che non si spiega il motivo di tale stranezza, visto che nel disco viene cantata la seconda frase. Ma la prima frase era cantata anche nel tour del 1975 (in "You gotta be crazy") e viene anche riportata sul libretto interno dei CD originali; ed anche nello spartito originale di "Animals", il testo sotto le note viene riportato esatto, "...Who was giv-en a pat on the back, ...". In sintesi, quasi tutte le versioni dei testi nell'inner dei vinili riportano la frase sbagliata, ma non se ne conosce il motivo; gli unici due inner con il testo corretto sono quelli dell'edizione inglese del 1997 e nelle edizioni della Yugoslavia. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 


n  Snowy White e l'album. Quando I Floyd realizzarono il nastro a 8-tracce per gli U.S.A., ebbero bisogno di qualche ritocco musicale per le due versioni di "Pigs on the Wing". Snowy White registrò così un piccolo assolo di chitarra e si può sentire nel nastro. Un nastro a 8-tracce ha 8 tracce, oppure, 4 tracce stereo; questo vuol dire che l'albums è stato diviso in quattro parti uguali.

L'arrangiamento fu il seguente (d'accordo con Donald Scheidt):

Track 1: "Dogs" (la prima parte del brano)

Track 2: "Dogs" (il resto del brano); "Pigs on the Wing part 1"; assolo; "Pigs on the Wing part 2"

Track 3: "Pigs (Three Different Ones)"

Track 4: "Sheep"

In ogni modo, l'album di "Animals", nell'arrangiamento a 8-tracce, fu il solo album dei Floyd nel quale suonò Snowy White. Fu presente anche nel 1977 Animals Tour e nel tour del 1980 di "The Wall". Non sono: suonò anche con Roger Waters nel famoso concerto di Berlino, al concerto delle "Guitar Legends" e al "Walden Woods Benefit".

 

n  "Welcome to the Machine". Poco prima della fine del brano, dove comincia il vociare di molte persone, si sente qualcosa in italiano, in maniera lieve ma capibile. Le frasi sono le seguenti: "SEMPRE, SEMPRE FESTA" "OH! CHIEDO SCUSA", udibili a circa 07:10, quasi esclusivamente sul canale destro. I rumori di fondo provengono da un non ben identificato nastro presente agli Abbey Road Studios, non registrato dai Floyd, ma a disposizione agli addetti al lavoro in caso di necessità.

 

 

n  Il leggendario maiale volante rosa dei Floyd, "Algie", fu concepito da Waters e disegnato in origine dalla ERG di Amsterdam nel dicembre del 1976 appositamente per le session di foto alla Battersea Power Station, che si vede sulla copertina dell'album. Roger stesso suggerì l'idea di un maiale volante in mezzo alle torri della Battersea, non un fotomontaggio, ma la realtà. Il maiale fu lanciato ufficialmente pubblicamente per il tour di "In The Flesh" a Dortmund il 23 gennaio del 1977, la prima data del tour e la data scelta dai Floyd per l'uscita ufficiale dell'album; da qui in poi, in tutti i concerti del tour. il maiale emergeva da sopra le torri delle casse e dell'amplificazione, in una nuvola di fumo, durante "Pigs (Three Different Ones)". Diventò presto un simbolo per i Floyd e per il loro spettacolo.

 

 

n  "Pigs On The Wing". Qualcuno sostiene che l'idea del maiale volante fu presa dalla copertina di un album dei Pink Faires, "Kings of Oblivion", del giugno del 1973; ma non sapremo mai la verità.

 

 

n  Brani inediti. Il disco conteneva due brani inediti che i Floyd sperimentarono dal 1974 e portarono dal vivo nei tour del 1974 e 1975. Si tratta di "Raving and Drooling" e "You Gotta Be Crazy". Il primo, "Raving and Drooling", era una versione embrionale di "Sheep", come eseguita dal vivo nel tour del 1974 (prima data: 18.06.1974 al Palais des Sports di Tolosa), poi nel tour del 1975 e poi inserita nell'album di "Animals"; il pezzo era introdotto abilmente da una registrazione vocale del Dj di BBC Radio 2, Jimmy Young, gia usata in passato per le performance di "Alan’Psychedelic Breakfast" nel dicembre 1970; il testo originario del 1974 differiva dalla versione in "Animals" anche per la struttura musicale e venne leggermente modificato per il tour del 1975. Il secondo brano, "You Gotta Be Crazy", era invece la versione embrionale di "Dogs", eseguita dal vivo tra il tour del 1974 e il tour del 1975 e poi pubblicata nell'album di "Animals", ovviamente con testo differente; nel tour del 1974, aveva un testo molto differente rispetto a "Dogs" e si sviluppava quasi su un solo accordo per strofa, mentre nel tour del 1975, invece, mutò considerevolmente, sia per quanto riguarda la struttura del brano, che per il testo, avvicinandosi notevolmente alla versione definitiva in "Animals".

 

 

n  Nel tour di "Animals" del 1977 si notò un incremento notevole dell'impianto di amplificazione della band. Bill Kelsey disegnò persino un nuovo sistema attivo quadrifonico, usato dal vivo, insieme ai vecchi materiali scenici. Inoltre, solo per gli spettacoli del tour, i Floyd aggiunsero sul palco un secondo chitarrista, Snowy White, che aveva già suonato nella versione Stereo-8 di "Pigs On The Wing II". Tutto il tour fu stressante e pieno di problemi in quasi tutte le date, come a Francoforte, dove il fumo dello stage irritò il pubblico, o nelle memorabili quattro date del Madison Square Garden, dove il pubblico stesso era talmente indisciplinato nello sparare petardi, che lo stesso Waters minacciò di non cantare più. L'ultima data del tour, Montreal, il 6 luglio 1977, fu resa famosa dall'episodio dello sputo, dove Waters, al culmine della sua irascibilità e frustrazione per il tour sputò in faccia ad un ragazzo che voleva salire sul palco, durante "Pigs (Three Different Ones)", tanto che lo stesso Gilmour, disgustato, abbandonò la band per il terzo bis, "Blues", guardandolo dalla postazione del mixer. Fu probabilmente lì che Waters ebbe l'idea del 'muro tra lui ed il pubblico', concependo così l'originale idea per il successivo album, "The Wall" (che avrebbe iniziato a scrivere solo nel gennaio del 1978).

 

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"THE WALL".

 

 

n  La Copertina. Per la copertina di THE WALL, i Pink Floyd decisero di affidarsi al disegnatore/vignettista Gerald Scarfe che avrebbe animato con i suoi efficaci cartoons non solo tutte le performances dal vivo del gruppo ma anche parte delle scene del film di Alan Parker. Scarfe aveva cominciato a lavorare come vignettista e caricaturista agli inizi degli anni ‘60 per riviste minori (Punch, Private Eye, Maily Dail...) prima di affermarsi con la satira politica sul Sunday Time nel 1967. Agli inizi degli anni ‘70 era stato assunto dal Time con l’incarico di disegnare le copertine e nel 1974 aveva conosciuto i Pink Floyd lavorando con loro negli allestimenti del tour di THE DARK SIDE OF MOON (sue erano le grandi figure gonfiabili usate a quel tempo nei concerti). A proposito del suo lavoro per THE WALL, ha detto: “Quando disegni la crudeltà, speri che la gente si rivolti contro di essa. Per mostrare in un film che qualcosa è sbagliato devi presentare le cose nel modo più onesto possibile. Ma ci sono persone a cui purtroppo piacciono violenza e crudeltà, e così si finisce per soddisfare i loro gusti perversi. Non so onestamente quanto si riesca a far capire a quel genere di persone che è sbagliato”. (G. Scarfe a Janet Watts in The Observer dell’agosto 1982).

 

n  La Copertina esterna. Le copertine del disco furono tutte dello stesso tipo, bianche con i mattoni, in alcuni il titolo era riportato su un adesivo in pvc, in altri il titolo fu stampato, in altri su un cartoncino bianco opaco. Le uniche differenze furono quelle delle edizioni colombiane, che riportavano i disegni dell'interno sul davanti e sul retro di una copertina non apribile. Particolarmente interessanti sono la prima stampa argentina del 1981, che fu censurata dal regime militare argentino, furono tolte alcune canzoni dai brani e dalle etichette, e perciò erano più corte di circa 20 minuti rispetto alla stampa inglese ed all'edizione argentina originale poco successiva; ed alcune stampe (come la sudafricana) che uscirono dal 1982 con un richiamo al film.

 

 

 

 

n  Le differenze all'interno della copertina. Le edizioni inglesi e americane del disco riportavano una differenza tra la prima edizione e la seconda edizione. In particolare, nella versione inglese, l'interno della copertina aveva il motivo classico con mattoni ed i disegni di Scarfe, ma nella prima edizione i crediti all'interno non riportavano tutti i membri del gruppo, ma solo "Words and Music - Roger Waters", mentre nella seconda edizione i crediti all'interno riportavano tutti i membri del gruppo al 10° mattone, come "Pink Floyd, Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason, Rickard Wright". Anche nella versione stampata negli U.S.A., la prima edizione non elencava nei crediti all'interno i componenti dei Pink Floyd, ma le note nell'interno copertina iniziavano con "Produced by..."; la seconda edizione invece riportava all'interno del disco "Written by Roger Waters" ed i crediti "PINK FLOYD - Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright".  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Cosa è detto prima di "Empty Spaces"? Il leggero ronzio che apparentemente si può sentire nel sottofondo è un messaggio nascosto. Se si manda all'indietro il disco, si può sentire:

"Congratulations. You have just discovered the secret message.

Please send your answer to Old Pink, care of the Funny Farm, Chalfont".

E poi, dopo questo messaggio, c'è, ancora più piano:

"Roger, Carolyn's on the phone!" <pause> "Okay".

 

n  Cosa è detto alla fine di "The Wall"? Alla fine di "The Wall", molto piano, si sente "Isn't this where..." e all'inizio "...we came in?". Questo è stato interpretato come se "The Wall" fosse un ciclo musicale completo. Questa natura ciclica era un comune fenomeno degli album dell'era medio-finale di Waters - "The Dark Side of the Moon" inizia e finisce con il battito del cuore, "Wish You Were Here" con il velo delicato delle note di "Shine On You Crazy Diamond", "Animals" è praticamente in mezzo alle due versioni di "Pigs on the Wing". Anche "Radio KAOS" riporta un simile messaggio ciclico spezzato tra l'inizio e la fine dell'album (oppure, fine e inizio), mentre "Amused To Death" inizia e finisce con Alf Razzel.

 

     

 

n  Aneddoti legati ai dischi. "What Shall We Do Now ?". Originariamente, "The Wall" doveva includere anche la canzone "What Shall We Do Now?", ma fu tagliata perchè si dovevano fare delle limitazioni di tempo totale del disco. Il cambio fu fatto però talmente tardi, rispetto alla prossima uscita dell'album, che non fecero in tempo a togliere la canzone dalle copertine interne del disco, e così è spiegato il perché il brano sia presente nei testi. "What Shall We Do Now?" doveva essere originariamente inserita dopo "Goodbye Blue Sky" e seguita da "Empty Spaces", come una sorta di ripresa musicale. Anche nella terza facciata dell'album, inoltre, in origine avevano disposto che "Hey You" dovesse essere dopo "Comfortably Numb"; ma anche qui tutto fu cambiato all'ultimo minuto, e per cui in alcune copertine interne sono rimasti i testi nella disposizione originale; anche se in alcune edizioni i testi addirittura furono tolti, ed al loro posto veniva riportato uno spazio bianco (come in Francia ed in Spagna). La conferma avvenne nell'intervista radio realizzata in esclusiva da Tommy Vance, il famoso DJ, dove Waters spiegò finalmente la cosa.  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

n  "Mother". Un'altra cosa curiosa che riguarda i testi di "The Wall", è che su tutti i testi riportati sulle copertine interne dell'album, nel brano "Mother", manca della seconda strofa (dopo l'assolo), che però viene cantata perfettamente; si tratta di (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography"):

"Mother, do you think she's good enough. For me?
Mother, do you think she's dangerous. To me?
Mother will she tear your little boy apart?
Mother, will she break my heart?"

Inoltre, alla fine della prima strofa, al posto di "...mother am I really dying..." Roger canta invece "...is it just a waste of time..." .

 

 

 

n  "Together we stand, Divided we fall". La famosa frase nel finale di "Hey You" ha avuto negli ultimi tempi una interpretazione particolare da alcuni fan. Era il periodo di "The Wall", il Muro si sviluppa lungo numerosi fronti, a partire da quello musicale, naturalmente; occorre dire però che il successo che l’album ebbe all’uscita non fu paragonabile a quando "The Wall" entrò negli stadi. Il tour del 1980 (tra l’altro da poco incluso nei 50 migliori concerti degli ultimi 50 anni secondo Rolling Stone) fu uno spettacolo sensazionale. Come a rimarcare uno dei significati più profondi di "The Wall", durante le esecuzioni un muro di cartapesta veniva eretto sul palco fino a coprire tutti i musicisti, da “Hey You” fino alla fine i Pink Floyd saranno da una parte del muro ed i fans dall’altra. Ma il significato di quella frase è ora meno oscuro del solito. "United we stand, divided we fall", infatti, era una altrettanto famosa frase usata come motto nel periodo della II Guerra Mondiale e spesso usata per ispirare unità e collaborazione, in un periodo, quello della Guerra, dove il concetto di individualità veniva superato da quello di unione, coalizione, confederazione, alleanza. Il motto veniva così usato su vari poster e manifesti, come propaganda durante gli arruolamenti per l'esercito americano durante la II Guerra Mondiale. La sua origine sembra, però, essere più antica: la frase addirittura è stata attribuita al scrittore greco antico Esopo, nella sua favola "Il leone contro tre buoi" (una rivisitazione fu fatta poi dagli antichi Romani qualche secolo dopo, con la loro strategia "Divide et impera"), o anche nella favola "I figli discordi". Non tutti sanno che la frase dei Pink Floyd fu usata anche dalla band heavy-metal dei Saxon nel 2001: "Together we stand, divided we fall" è ripetuta alcune volte nel ritornello della canzone "Killing ground".

 

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THE FINAL CUT".

 

n  "The Final Cut" è il dodicesimo album dei Pink Floyd, pubblicato nel 1983 dalla EMI-Harvest in Europa ed in Giappone, e dalla Columbia/Sony nel resto del mondo. È un concept album, nonché l'ultimo album dei Pink Floyd con Roger Waters in formazione, il quale è autore e voce solista di tutti i dodici pezzi (David Gilmour si ritaglia un unico spazio al canto, la strofa di "Not Now John"). Proprio per tale motivo (nonché per l'assenza del tastierista Richard Wright, allontanato dal gruppo da Waters per le divergenze che erano sorte tra i due negli ultimi tempi), molti critici e fan dei Pink Floyd considerano questo album come un album solista di Waters. La prova? E' la frase scritta sul retro dell'album: "by Roger Waters, performed by Pink Floyd". L'album è chiaramente ispirato alla delusione ed al dolore dei reduci di guerra, ed è realizzato dopo quella delle Falkland, e dichiaratamente dedicato alla figura di Eric Fletcher Waters, padre di Roger, morto in Italia durante la seconda guerra mondiale.

 

     

 

n  Cosa sono le medaglie nella copertina dell'album? E' stato Scott Plumer per primo a risolvere il mistero. Le medaglie risalgono tutte alla II Guerra Mondiale e sono medaglie di Lungo Servizio.

- La prima in basso a destra, sfondo giallo/verde con strisce nere e rosse, è una medaglia "Defence Medal", concessa 3 anni di servizio nelle truppe inglesi.

- Quella in mezzo, sfondo dorato e strisce nere, rosse e blu, è una stella "Africa Star", per aver combattuto nelle Campagne del Nord Africa tra il ’40 e il ’43.

- La più a sinistra, blu con strisce rosse, è una stella "1939/45 Star", per aver prestato almeno 6 mesi di servizio durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1939 ed il 1945.

- L'altra, con strisce diagonali porpora e bianche, è la famosa medaglia "Distinguished Flying Cross", assegnata agli ufficiali della Royal Air Force per atti di coraggio, valore e devozione al dovere in volo.

 

n  Olofonia. In questo disco viene utilizzato, per la prima volta, uno strumento di registrazione originale ed innovativo: l'olofono, un particolare microfono ideato dal produttore italiano Umberto Maggi, Maurizio Maggi e da Hugo Zuccarelli, con la collaborazione del tecnico del suono Raffaele Rispo. Questo sistema simula il funzionamento dell'orecchio e permette all'ascoltatore, soprattutto con l'ausilio di cuffie, di ricostruire un'immagine tridimensionale del suono.

 

n  "When the Tigers Broke Free". La ristampa del disco rimasterizzata uscita a marzo del 2003, di fatto contiene un brano inedito, "When the Tigers Broke Free", un brano originariamente inserito nel film "The Wall" e inoltre sono stati rielaborati i missaggi originali.

 

 

n  Errori nei testi. Ci sono degli errori nei testi di "Your Possible Past", dove le due strofe

>  Tongue tied and terrified we learned how to pray
>  Now our feelings run deep and cold as the clay

sono incluse nella copertina, ma non sono cantate nel disco. Così come c'è una strofa non cantata all'inizio di "The Final Cut":

 >  And if I'm in I'll tell you what's behind the wall.

 

 

n  Edizione promozionale. Esiste una speciale edizione promozionale della prima edizione, dell'aprile del 1983 (Columbia, QC 38243), fatta dalla Columbia Records per la catena "The Record Bar" (al tempo una parte della J.L. Marsh Co.), la confezione includeva il disco in versione promozionale e vari inserti: a) un inserto rettangolare nero con titolo, storia e commento dell'album, col retro bianco; b) un altro inserto di due pagine con il titolo ed i testi delle canzoni; c) una riproduzione di un papavero rosso di cartone, il fiore si apriva e faceva vedere anche all'interno la parti interne del fiore, il fiore era attaccato al disco con un perno, in modo da poterlo ruotare.

 

n  "The Hero's Return". Scritto da Roger Waters, il testo di "The Hero's Return" si basa su quello di "Teacher, Teacher", un brano del 1978 pensato per essere inserito in "Pink Floyd. The Wall", ma poi abbandonato. Il brano, registrato tra il luglio ed il dicembre 1982, è contenuto anche nel lato B del singolo "Not Now John"; nel singolo è registrata una versione estesa del brano, il quale è rinominato "The Hero's Return (Parts I & II)". La stessa doppia versione (suddivisa stavolta in due parti come "Part I" e "Part II") è presente nell'edizione irlandese del disco (EMI-Harvest, SHPF 1983), unico caso nella discografia. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

   

 

n  Qual'è il significato dei papaveri? [Da Steve South] Il papavero è diventato un simbolo: ogni novembre, quando in America si celebra il "Veterans Day", gli Inglesi hanno invece il "Remembrance Day". Il papavero è così la memoria del Milite Ignoto; grosse organizzazioni inglesi di carità raccolgono denaro per i reduci di guerra vendendo papaveri artificiali - indossando un papavero si fa capire che uno c'era (in guerra). La stessa cosa accade negli U.S.A., al "Memorial Day". Il papavero in questa occasione è chiamato "Remembrance Poppy", il papavero usato dai paesi dell’Impero Britannico per ricordare i caduti della Prima e Seconda Guerra Mondiale. Agli inizi di novembre le strade del Regno Unito si tingono di rosso: al vermiglio delle foglie autunnali che si accumulano a bordo strada si affiancano i “Remembrance poppies”, i papaveri rossi che marcano il mese del ricordo dei caduti in guerra. Appaiono sui cappotti, sugli abiti, sulle auto, sulle maglie da calcio delle squadre di Premier League. L’ornamento, generalmente di carta o di stoffa, ricopre i monumenti ai caduti cingendo corone floreali o al centro di croci di legno. E’ stato introdotto per la prima volta negli anni Venti in America e si è poi diffuso nell’impero britannico. Al momento la Royal British Legion, un’associazione che raccoglie fondi per i veterani, ha il “monopolio” della produzione e della vendita dei papaveri.

 

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"A COLLECTION OF GREAT DANCE SONGS".

 

   

 

n  "A Collection of great dance songs", antologia del 1981, la terza dei Pink Floyd (calcolando prima "Relics" e "Masters of Rock"), vide il ritorno dell’Hipgnosis. Thorgerson ha raccontato anche la genesi di questa copertina, le foto vennero scattate in Inghilterra, nel Kent, a Dungeness, sulla costa del sud, dove ci sono i resti di una cittadina deserta fatta di capanne di legno dei pescatori e ripari per barche in disuso: “Prima di recarci là, facemmo alcune prove in un parco di Londra, scelta che si rivelò cruciale dato che avevamo pensato di utilizzare normali corde bianche nel momento in cui i due ballerini assumevano determinate pose. Solo allora Peter Jessup, il ballerino, suggerì di usare corde elastiche. Appena si misero nella posa del tango le corde si tesero”. “Nick Mason mi aveva detto che la Capitol avrebbe visto di buon occhio la pubblicazione di materiale ‘da ballo’ dei Pink Floyd. Si trattava di un altro mattone del muro della disco". "I Pink FLoyd accettarono questo titolo, più che altro per la sua irrilevanza. Quale significato aveva avuto d’altronde la mucca in ATOM HEART MOTHER?”. Il sarcasmo cui alludeva Thorgerson avrebbe dovuto polemizzare con il governo inglese a proposito della vicenda delle Falkland. Il riferimento al popolo argentino attraverso la citazione ‘visiva’ del tango è esplicita: una coppia di ballerini argentini bloccati dalle corde dell’arroganza politico-militare inglese nell’atto di ballare un tango (il ballo argentino per antonomasia). “Bisogna essere in due per ballare un tango. Bisogna essere in due per combattere” ha spiegato il grafico.

 

 

n  La Copertina. La copertina fu realizzata dalla Hipgnosis e raffigura due ballerini ancorati a terra da una serie di cavi, il che sta probabilmente a sottolineare come, al contrario di quanto affermato nel titolo beffardo, la musica contenuta nel disco non si possa certo definire "ballabile". Le copertine del disco uscirono in tutto il mondo con lo stesso motivo, anche se possiamo trovare delle diverse sfumature del cielo sopra i ballerini. Il titolo fu tradotto in spagnolo solo in Venezuela, "A COLECCION DE GRANDES CANCIONES BAILABLES".

 

n  Le tracce diverse. Alcune delle tracce sono differenti dalla versione originale: "Shine On You Crazy Diamond" e "Another Brick in the Wall" sono remixate, "Money" fu addirittura registrata nuovamente, in quanto la Capitol Records vietò alla Columbia Records di sfruttarla negli USA; la traccia fu registrata interamente da David Gilmour, che suonò da solo e poi sovraincise tutte le parti vocali, alla chitarra, al basso, alle tastiere ed alla batteria, mentre Dick Parry registrò il suo assolo di sassofono simile alla versione originale.

 

 

n  La Copertina interna. La copertina interna del disco (inner) uscì con la raffigurazione di alcuni ballerini, come due anziani, due spagnoli in costume che ballano il flamenco, un tipico arabo che balla la danza dei dervisci. Queste foto, unitamente ai ballerini del motivo di copertina, vennero usate anche per la pubblicità del disco, soprattutto negli U.S.A.

 

n  La Hipgnosis. Non tutti sanno che in "A Collection of Great Dance Songs" la Hipgnosis non era presente con il suo nome classico, ma con lo pseudonimo "TCP", ovvero, Thorgerson, Christopherson e Powell; infatti, la Hipgnosis era costituita inizialmente da Storm Thorgerson, Aubrey Powell e Peter Christopherson. La Hipgnosis è stato uno studio fotografico e di grafica tra i più famosi al mondo, specializzato nella creazione di copertine per album musicali. Il gruppo si sciolse nel 1983, ma Thorgerson lavorò ancora al design per album discografici.

 

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"WORKS".

 

 

 

n  "Works". E' la quarta raccolta ufficiale dei Floyd dopo "Relics", "Masters of Rock" e "A Collection of Great Dance Songs", anche se fu pubblicato solo dalla prima etichetta americana del gruppo la Capitol Records, con lo scopo di aumentare le vendite di "The Final Cut", dello stesso anno. Non tutti sanno che la copertina per l'album, illustrata da Ron Larson (e non dalla Hipgnosis) su direzione di Bill Burks, è stata ispirata dal poster del 1948 "Nederland industrialiseert" progettato dall'artista olandese Wladimir Flem.

 

n  "Brain Damage" / "Eclipse" di Works. La versione della canzone stampata su "Works" è un tantino differente da quella originale. Questo perché realmente sono differenti! La versione di "Works" non è presa dal mix originale di "The Dark Side of the Moon", ma piuttosto dal mix quadrifonico. Questo prende un senso quando si considera che "Works" era una stampa Americana, della Capitol, e che la prima stampa in CD di "The Dark Side of the Moon" della Capitol fu presa direttamente dal master dell'album quadrifonico. In ogni modo, la sola reale differenza sta nella voce di "Roger the Hat", il roadie che sostituì molte voci nell'album. Nella versione originale del disco, parla per un pezzo sullo sfondo della canzone; nel mix della stampa quadrifonica, ride, ride e ride... .

 

 

n  La traccia più rilevante era "Embryo", che in origine si trovava solo sulla raccolta della Harvest del 1970, "Picnic. A Breath of Fresh Air". "Works" inoltre presenta un mix alternativo di "Brain Damage" e "Eclipse" rispetto alle versioni presenti in "The Dark Side of the Moon". Una curiosità: sembra che il brano fosse stata aggiunto solo dopo, al posto di "Let there be more light", come risulta dalle prime bozze di copertina; la particolarità fu erroneamente riportata anche enl retro dell'edizione boliviana, tanto che si può vedere il titolo sbagliato originario sotto il brano "Embryo": infatti dopo "EMBRYO" c'è un piccolo spazio cancellato e poi si legge "BE MORE LIGHT" (sotto era stampata la canzone originaria della bozza del disco, "Let there be more light"). (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Set The Controls... Qualcuno ha detto che anche la versione di "Set The Controls for the Heart of the Sun" di "Works" è un tantino diversa - più pulita - da quella originale di "A Saucerful Of Secrets".

 

 

n  Un particolare curioso: il barattolo di vernice che si trova nel retro della copertina talvolta è color grigio, talvolta color rosa, talvolta perfino fucsia. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

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"A MOMENTARY LAPSE OF REASON".

 

 

n  Il disco. Si tratta del primo album pubblicato in seguito all'abbandono del bassista e cantante Roger Waters, avvenuto nel 1985. Per promuovere l'album, il gruppo intraprese il tour "A Momentary Lapse of Reason" tra il 1987 e il 1989 (con il nome, invece, di "Another Lapse"). La copertina è famosa e l'idea dei letti venne a Storm da due fonti: una era un verso di "Yet Another Movie", ossia la visione di un letto vuoto; l'altra da un'immagine di un rematore in un fiume vuoto. per la copertina l'intento fu di rendere al plurale il verso della canzone e di generare letti veri in un posto vero.

 

n  "A Momentary Lapse of Reason", che richiese una gestazione di circa due anni, si rivelò essere l'album del gruppo maggiormente influenzato da Gilmour, il quale, oltre ad averne firmato tutti i brani, ne diresse tutte le fasi della lavorazione (al contrario del precedente "The Final Cut", completamente composto da Waters). Avendo scritto testi in rare occasioni nella storia dei Pink Floyd, Gilmour decise di avvalersi della collaborazione di compositori esterni come Anthony Moore e Patrick Leonard. Tra i musicisti ospiti figurano Richard Wright alla tastiera (ritornerà componente ufficiale della formazione con il successivo "The Division Bell"), Tony Levin al basso, Tom Scott al sassofono, Jim Keltner e Carmine Appice alla batteria, mentre sono coautori di alcuni brani Phil Manzanera dei Roxy Music e Bob Ezrin.

 

n  Il titolo. Particolare attenzione venne dedicata alla scelta del titolo per l'album. Le principali scelte iniziali erano "Signs of Life", "Of Promises Broken" e "Delusions of Maturity", tutte scartate in favore di "A Momentary Lapse of Reason", frase tratta dalla canzone "One Slip". Per la prima volta dopo "Animals" del 1977 il designer Storm Thorgerson venne richiamato per ideare la copertina del disco. Il suo apporto creativo si concretizzò nella consueta immagine evocativa, come già detto: centinaia di letti d'ospedale piazzati in riva al mare sulla spiaggia di Saunton Sands nel Devon (dove erano state filmate alcune scene del film "Pink Floyd The Wall").

 

     

 

n  La copertina. Esistono due versioni principali di copertina, con due scatti diversi della foto: una versione ha l'uomo che guarda uno specchio, l'altra versione ha l'uomo che spezza un bastoncino. Degne di nota sono la versione in vinile bianco francese del 1988, uscito in occasione del concerto di Versailles del 1988, riprendendo l'edizione in vinile bianco originale, ma arricchita di poster; e la versione inglese limitata con poster stampata nel luglio 1988 in occasione del Tour inglese, che includeva all'interno un modulo per l'acquisto garantito di due biglietti per un concerto dei Pink Floyd e due poster dal vivo dei Pink Floyd. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

 

n  Signs of Life. Esiste un disco della Penguin Café Orchestra intitolato "Signs Of Life": è il quinto album della Penguin Cafe Orchestra, registrato al Penguin Cafe tra il 1985 e il 1987 e pubblicato nel marzo 1987, include "Perpetuum Mobile", una delle loro canzoni più famose. L'album ha raggiunto il numero 49 nella classifica degli album del Regno Unito. La sua copertina è stata disegnata da Emily Young, compagna di un componente della band (proprio la Emily che ispirò Barrett per la sua "See Emily Play"). E così è veramente strano che i Pink Floyd abbiano inserito nell'album "A Momentary Lapse Of Reason" (settembre 1987) una canzone con lo stesso nome.

 

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"DELICATE SOUND OF THUNDER".

 

n  Il disco. Si tratta del primo album dal vivo pubblicato dal gruppo dai tempi di "Ummagumma". Dopo la pubblicazione di "A Momentary Lapse of Reason", David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright danno il via a una tournée che farà registrare ovunque il tutto esaurito. "Delicate Sound of Thunder" venne registrato nel corso di tale tournée, nell'agosto 1988 al Nassau Veterans Memorial Coliseum di Long Island. La prima parte, eccettuata "Shine On You Crazy Diamond", è dedicata ai brani del nuovo corso post-Waters, mentre la seconda è incentrata sui brani composti dalla formazione storica.

 

 

n  La copertina. L'idea originale della copertina inizialmente era quella dei baobab che oggi si vedono sul retro. Ma ai Pink Floyd non piacque particolarmente e così la relegarono dietro. Thorgerson generò allora l'idea dell'uomo rivestito di lampadine ispirandosi alla tazza con piattino rivestita di pelo di Oppenheim ed al rivestimento dei bicchieri da vino di Dalì. Ma gli venne dettata anche dal desiderio di esprimere l'esperienza spirituale di un concerto dei Pink Floyd, dove lo spettatore viene sommerso da suoni e luci. Sulla copertina raffigurò due individui: Mister Luce (l'uomo con le lampadine) e di fronte, Mister Suono (circondato dagli uccelli, il canto), messi in scena come in un duello western. Lo scatto venne girato in Spagna, vicino Madrid, lasciando liberi decine di uccelli al momento della fotografia.

 

  

 

n  Le Edizioni. Le copertine del disco furono tutte uguali, quasi tutte con il formato apribile, ma alcuni paesi le fecero uscire anche non apribili (tra cui l'Argentina e alcune versioni coreane). Degne di nota sono: le edizioni russe del disco, che uscirono per la Melodia (dal 1989, sia come doppio LP, sia nella confezione da 1 LP) e per la Ritonis (dal 1991, stampate a Riga, sia come doppio LP, sia nella confezione da 1 LP), con varie etichette rosse e bianche, molto apprezzate dai collezionisti più incalliti; e le due versioni picture-disc brasiliane della Sony, la prima con un solo LP, uguale per le due facciate, e la seconda, più rara, con 2 LP diversi, con il motivo che di solito di trovava negli inner. (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, alla pagina "La Discografia Russa")

 

n  Le copie giapponesi fantasma. Il disco non è mai uscito in vinile in Giappone e, per cui, le OBI conosciute sono solo quelle del CD e del Video-Disc. Alla fine di aprile del 2017 si era diffusa la voce che esistesse una versione in vinile con OBI, proveniente direttamente dalla stamperia giapponese di Osaka: la storia che si raccontava che in origine era iniziata la produzione del vinile, ma che un litigio tra i Pink Floyd e la casa discografica fece fermare la produzione; così furono stampate solo un centinaio di copie, qualcuna di esse fu venduta da un operaio della casa discografica a quasi $ 1.000. Ma analizzando le foto della copia in circolazione appare evidente che si tratta di una normale copia americana, a cui hanno "attaccato" una OBI del Video-Disc, togliendo la parte superiore.

 

 

n  Le Differenze di Scatto. Con la nuova ristampa del 2017 della Pink Floyd Records abbiamo scoperto un nuovo scatto sul motivo principale della copertina del disco. Infatti, rispetto a tutte le altre edizioni precedenti in vinile, la nuova copertina del disco riporta uno scatto leggermente differente, si vedono chiaramente le differenze nel numero e nella disposizione delle lampadine, specialmente nella gamba destra, oltre al numero degli uccelli, alla diversa angolazione del bastone ed alcuni particolari del terreno e del laghetto. Insomma, sono due scatti diversi.

 

n  Pink Foyd nello spazio. "Delicate Sound of Thunder" è stato il primo disco di un gruppo rock ad essere suonato nello spazio: nel 1989 l'equipaggio franco-sovietico della navicella Sojuz TM-7, diretta verso la stazione spaziale Mir, portò con sé una copia del disco da ascoltare tra le stelle..

 

n  Le Differenze della Pink Floyd Records. Nell'edizione rimasterizzata della Pink Floyd Records, uscita in circolazione sia in pre-vendita, a fine del mese di settembre del 2017, sia come stock, il 17 novembre del 2017, contiene dei gravi errori sulla confezione: stranamente, sia sull'adesivo, sia retro della copertina, sia sugli inner, sia sulle etichette, riporta tra i titoli in scaletta "Time/Breathe (In The Air) (Reprise)", quest'ultimo un brano che non era incluso nella scaletta dei due tour del 1987 e 1988, dove "Time" finiva bruscamente prima di attaccare il successivo. All'uscita di questo disco, numerosi sono stati i dubbi sull'autenticità del doppio album; in effetti, un errore così grossolano non è possibile per una organizzazione come quella che gestisce il prodotto "Floyd". Sicuramente, è accaduto un po' come era avvenuto con il "The Division Bell", previsto in uscita in agosto 2016, ma trovato in vendita in alcune parti d'Europa già nel maggio del 2016, con un diverso distributore. Fonti sicure legate al Management dei Floyd hanno assicurato la genuinità dell'uscita preliminare del disco, ma inizialmente c'era silenzio sull'errore riportato sull'adesivo e sulla confezione. Dalle notizie trovate, risulta che l'errore deve essere stato fatto nella fase preliminare della stampa della copertina, dell'inner e della etichetta; forse non hanno fatto in tempo a ritirarlo ed era già andato in distribuzione in qualche posto (ultimamente, i dischi vengono stampati con molto anticipo, anche diversi mesi prima della reale uscita), ma probabilmente non hanno voluto toglierlo dalla distribuzione, visto che dopo nemmeno due mesi ne sono uscite diverse migliaia di copie. Questo a dispetto della promozione fatta: tutta la pubblicità sul sito dei Pink Floyd e sui principali siti di vendita (Amazon, Ebay, Discogs) è stata fatta usando delle immagini della copertina che riproducevano l'adesivo "corretto", ovvero con inserita la sola canzone "Time", mentre in effetti i dischi venduti erano tutti con l'errore. La spiegazione è stata data dal Management stesso, poco tempo dopo: nella realizzazione iniziale della bozza dell'adesivo del nuovo prodotto della Pink Floyd Records è stato messo inizialmente solo il brano corretto con "Time", e la Sony e la Warner hanno inviato quella immagine a tutti i siti di vendita, come Amazon e simili, per la promozione dell'album. Ma, di fatto, nell'aggiornamento finale prima dell'uscita fisica, le informazioni sul prodotto non sono state effettivamente quelle corrette, a causa di alcune questioni legali legate al marchio del brano "Breathe (In The Air)(reprise)", ma senza tener conto che non è stato mai suonato come parte di "Time" nel Tour di "Delicate Sound Of Thunder" (e quindi non doveva esserci nel disco); quindi, semplicemente lo hanno lasciato così com'era. All'inizio del mese di ottobre del 2018 hanno finalmente cominciato a circolare le prime copie della versione rimasterizzata con l'adesivo corretto, ovvero, con la sola "Time", come nella edizione originale, sulla confezione; la correzione è presente sull'adesivo, sul retro della copertina e sull'etichetta.

 

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"P.U.L.S.E.".

 

n  Cosa significa realmente P.U.L.S.E.? "Pulse" (graficamente, P•U•L•S•E) è un album dal vivo dei Pink Floyd, pubblicato il 6 giugno 1995 dalla EMI. Registrato nella tournée del 1994, l'album è stato ripubblicato nel dicembre 2005 in formato DVD. Il termine PULSE potrebbe significare:

* P.U.L.S.E. : Pretty Uninspired Light Show Essentially       ...oppure...

* P.U.L.S.E. : Pinkfloyd Ultimate Light and Sound Experience

 

n  Il disco. L'album riproduce il programma del tour che ha seguito la pubblicazione dell'album "The Division Bell". La tournée culmina il 20 ottobre 1994 con il concerto all'Earl's Court di Londra: l'evento fu seguito in diretta da milioni di spettatori nel mondo ed è la principale fonte cui attinge il disco, integrato da alcuni spezzoni provenienti da altre date del tour. Nel corso di questa esibizione, precisamente al termine dell'esecuzione di "Eclipse", David Gilmour ringrazia Roger Waters (principale compositore del gruppo che abbandonò il gruppo nel 1985) per aver scritto le belle canzoni che stava cantando quella sera.

 

n  La band. Il gruppo si avvalse complessivamente di due chitarre, due tastiere, basso, batteria, percussioni, sassofono e tre coriste: tale formazione si dimostrò necessaria nell'intento di proporre un prodotto paragonabile, per completezza d'organico, ai dischi in studio. Da segnalare il ritorno del sassofonista Dick Parry, lo stesso che collaborò con i Pink Floyd in "The Dark Side of the Moon" e in "Wish You Were Here". Altra caratteristica che contraddistingue "Pulse" dal precedente album dal vivo "Delicate Sound of Thunder" è l'esecuzione completa di "The Dark Side of the Moon", per la prima volta proposta al pubblico in una pubblicazione ufficiale.

 

n  Da dove sono stati presi I brani di "Pulse"? La versione video (sia in VHS, che in Laser Disc) di "Pulse" viene esclusivamente dal concerto del 20 ottobre 1994 all'Earls Court; il video è una riedizione di quello che era il programma originale su di una Pay-Per-View Tv. Rispetto al filmato originale andato in onda nella PPV, la versione video di "Pulse" presenta alcune differenti inquadrature e alcuni tagli negli assoli di chitarra. La versione audio (CD, MD, cassette e vinile) di "Pulse" non è lo stesso del video: presenta pezzi presi da alcuni concerti del Tour Europeo di "The Division Bell". Un grosso fan, Karl Dallas, ha elencato per la prima volta le canzoni ed i posti su di un numero del "Revue on-line magazine", aiutato da Andy Mabbett.

"Shine On"                                      Earls Court 20 Ottobre

"Astronomy Domine"                       Earls Court 15 Ottobre

"What Do You Want From Me"         Roma 21 Settembre

"Learning to Fly"                              Earls Court 14 Ottobre

"Keep Talking"                                 Hannover 17 Agosto

"Hey You"                                      Earls Court 13 Ottobre

ultima strofa                                     Earls Court 15 Ottobre

"A Great Day for Freedom"               Earls Court 19 Ottobre

"Sorrow"                                          Roma 20 Settembre

"High Hopes"                                   Earls Court 20 Ottobre

"Another Brick, pt.2"                        Earls Court 21 Ottobre

"One of These Days"                        Earls Court 16 Ottobre

sezione finale                                    Earls Court 20 Ottobre

"Speak to Me"                                  Earls Court 20 Ottobre

"Breathe"                                          Earls Court 20 Ottobre

"On the Run"                                    Earls Court 20 Ottobre

"Time"                                              Roma 20 Settembre

intro                                                  Modena 17 Settembre

esplosioni                                          Earls Court 15 Ottobre

"Breathe (reprise)"                             Roma 20 Settembre

ultimo verso                                      Earls Court 20 Ottobre

"The Great Gig in the Sky"                Earls Court 20 Ottobre

"Money"                                           Modena 17 Settembre

"Us and Them"                                 Earls Court 20 Ottobre

2° e 3° coro                                      Earls Court 19 Ottobre

"Any Colour You Like"                       Earls Court 23 Ottobre

fine del pezzo                                    Earls Court 19 Ottobre

"Brain Damage"/"Eclipse"                  Earls Court 19 Ottobre

"Wish You Were Here"                      Roma 20 Settembre

"Comfortably Numb"                          Earls Court 20 Ottobre

"Run Like Hell"                                  Earls Court 15 Ottobre

 

n  Cos'è scritto nel cartoncino interno del CD? [Grazie a Karolina "Kevin" Wihed] "Might we suggest that... if the pulsing LED begins to drive you crazy, turn the box round so the LED faces to the wall or the back of your shelf. If it begins to drive you *really* crazy, then separate the outer slip case from the book, leave the book in your CD collection, and put the slip case in your car or potting shed where it might look and act like a burglar alarm. The battery for the LED should last more than six months and is replaceable, if you can get to it, that is, without trashing the case. The battery must not of course be exposed to fire or high temperatures which can cause cells to leak or explode. The LED is set at the average human pulse speed so it can be used as an anti stress device--just check your own pulse against it. It is designed primarily for easy finding thereby avoiding uncomfortable neck twisting or eye squinting to read the spine. The LED is also like the opening heartbeat of The Dark Side of the Moon. Most particularly the LED pulses... it is a *live* phenomenon ...like the music." Il riferimento a "potting shed" è probabilmente uno scherzo mirato a Roger Waters. La prima moglie di Roger, Jude, era una vasaia. Lo studio di Roger, il famoso Billiard Room, ha condiviso lo spazio con il laboratorio di ceramica di Jude. In altre parole, il capannone a cui si riferisce il termine "potting shed" è lo studio di Roger.

 

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"THE DIVISION BELL".

 

n  "The Division Bell"? Nel gennaio del 1994, la band era ancora indecisa su quale titolo dare al nuovo album. La lista di titoli provvisori presa in considerazione aveva incluso nomi quali "Pow Wow" e "Down to Earth". Nel corso di una serata, durante una cena con Gilmour, di cui era amico, e Mason, lo scrittore Douglas Adams (autore, tra l'altro, del programma radio chiamato "Hitchhiker's Guide to the Galaxy", libri, programmi TV, e giochi di computer, oltre ad altre cose), si offrì di trovare un titolo al disco in cambio di un'offerta di 5,000 sterline da devolvere alla sua associazione benefica preferita, la Environmental Investigation Agency. Egli suggerì l'idea di intitolarlo "The Division Bell" (parole tratte dal testo di "High Hopes", brano presente sul disco), ed il gruppo accettò. Lo stesso Adams comparve, come regalo per il suo quarantaduesimo compleanno, in una serata del tour (28 ottobre 1994 all'Earl's Court) che fece seguito al disco suonando la chitarra ritmica in "Brain Damage" e "Eclipse".

 

n  Cos'è la "Division Bell"? [Da Chris Solnordal] In Inghilterra ed in Australia, durante le riunioni in parlamento, anche se c'è disaccordo per qualcosa, comunque deve essere presa un decisione, e per cui un voto. A questo punto, si suona la Division Bell per un po' di tempo, durante il quale ogni parlamentare si deve recare a votare nell'aula. Quando la Division Bell non suona più, le porte dell'aula parlamentare si chiudono e così chi rimane fuori perde il diritto a votare.

 

 

n  La copertina. La copertina è rappresentata da due sculture mute poste una di fronte all'altra, ovvero, la mancanza di comunicazione. Tra le due teste opposte si forma una terza faccia, ma per percepirne visivamente la presenza si devono dimenticare le altre due. Storm Thorgerson, si occupò della grafica di copertina. Ispirandosi a quella del libro del matematico statunitense Norbert Wiener, "The Human Use of Human Beings", del 1950, egli eresse due grandi teste metalliche in un campo vicino alla cattedrale di Ely, poco fuori Cambridge; in realtà, furono realizzate due statue di metallo e due di pietra, alte come un bus a due piani: pesavano una tonnellata e furono portate con un camion in un campo. Vennero lasciate lì per due settimane coperte e custodite da due guardie, nell'attesa che uscisse il sole per fotografarle al meglio. Dopo qualche giorno arrivò una tempesta fortissima che le fece cadere. Poi uscì il sole ed il cielo ripreso da Thorgerson diventò quello di Magritte, mentre la cattedrale sullo sfondo ricorda l'architettura classica e metafisica dei quadri di De Chirico. Le statue furono posizionate in modo da fronteggiarsi vicine l'una verso l'altra, e le fotografò di profilo, per dare l'illusione che non solo si guardassero negli occhi ma anche che parlassero tra di loro, formando inoltre una terza faccia agli occhi dell'osservatore se viste frontalmente. Le due sculture furono posizionate da Keith Breeden, e costruite da John Robertson. La cattedrale di Ely è visibile sullo sfondo all'orizzonte tra le bocche delle due facce. Attualmente, le sculture originali sono ora nella Rock and Roll Hall of Fame a Cleveland, in Ohio.

 

 

Alcuni fan hanno ipotizzato anche un'altra teoria sulla origine dell'idea delle due statue: esse sono particolarmente simili ad un'opera dello scultore scozzese David Harding, che realizzò due staute così, denominate "Twa Heids", a Glenrothes nel 1972; ci piace pensare che sicuramente Storm Thorgerson prese ispirazione da esse, ma nn abbiamo nessun riferimento che lo confermi. ("Twa Heids", Glenrothes, Artist: David Harding, 1972; https://fifephotosandart.wordpress.com/2015/12/17/twa-heids-thursday-haiku/)

 

     

 

n  Differenze nelle copertine del disco. La versione inglese (UK, EMI) e la versione americana del disco hanno delle piccole differenze sulla copertina; in particolare, le differenze sono legate al cielo sereno o annuvolato, ed alle luci sullo sfondo, segno che sono stati usati degli scatti diversi, ma tutti provenienti dalla medesima session forografica. Così come le copertine ed i libretti interni dei CD.
 

CD.
U.K. Edition Artwork                                                                                                U.S. Edition Artwork

Il motivo sul davanti ha il cielo più scuro e quattro luci tra le bocche delle teste             Cielo più chiaro, mostra una chiesa tra le bocche delle teste

Il retro della copertina riporta un'onda tra le bocche delle teste                                     Si vedono varie onde tra le bocche delle teste

La pagina di Cluster One mostra quattro osservatori astronomici                                  Solo tre osservatori astronomici sono riportati

Le parole nelle pagine 2 e 3 sono a lettere rosse                                                         Le parole sono a lettere bianche

La pagina 8 è più scura rispetto alla versione americana                                              La pagina è più chiara rispetto alla versione inglese

La pagine di Take It Back mostra dei palloni vicino agli alberi                                       Non ci sono palloni vicino agli alberi

I testi di Take It Back sono a lettere bianche su sfondo marrone                                   I testi sono a lettere nere su sfondo bianco

La foto di CBTL è tagliata e presa da terra                                                                  La foto è invece presa dall'alto

n  La cassetta. Anche la versione in cassetta ha delle differenze, come la fotografia delle teste scattata quasi di notte, molto scura, si vedono le luci. Altre variazioni del motivo di copertina si possono trovare nel tour-book di "The Division Bell" ed in altri libri di testi, o in alcune copertine di CD.

 

n  "Poles Apart". Secondo Polly Sampson, che ha scritto le parole della canzone, la prima strofa è dedicata a Syd Barrett, la seconda a Roger Waters.

 

n  Braille. Sul dorso del CD di "The Division Bell", ci sono riportate le parole "pink floyd" scritte in linguaggio braille.


n  I numeri di pagina. Alcuni numeri di pagina nell'album di "The Division Bell" (anche nel CD) sono scritti in lingue differenti.

2. Linguaggio Binario                o o o

3. Spagnolo                             TRES

5. Inglese                                 FIVE

7. Sanscrito in lingua originale

8. Italiano                                 OTTO

11. Tedesco                             ELF

13. Giapponese (europeizzato)  JYUSAN

15. Swahili                                KUMI NA TANO

17. Cinese in lingua originale

19. Francese                             DIX-NEUF

21. Ebreo in lingua originale

22. Russo in caratteri cirillici.

 

 

n  Il "Back Catalogue Poster" del 1997. Anche se non centra nulla con "The Division Bell", aggiungiamo un piccolo approfondimento sulla famosa foto delle modelle nude. Questa classica foto fu commissionata dalla EMI nel 1997, per pubblicizzare abilmente l'uscita del box "PINK FLOYD 97 VINYL COLLECTION" (EMI, 859 8931 5), che includeva il poster "Back Catalogue", è stata scattata in una piscina coperta privata a Putney (London Borough of Wandsworth) dal fotografo Tony May nel 1996. Questo è il risultato finale di un concept-studio di Storm Thorgerson e Finlay Cowan, vediamo sopra la bellissima bozza preliminare (30"×50") del '95 a firma di Cowan, poi scelta, e due schizzi poi scartati. Kimberly Cowell ha provveduto alla scelta delle modelle poi fotografate da May.

 

         

 

Le sconosciute modelle nude avevano la copertina di sei album dei Pink Floyd dipinti sulle loro spalle dall'artista Phyllis Cohen. Il concetto originale ed il design di dipingere le copertine degli album dei Pink Floyd sui dorsi delle modelle era stato concepito, come detto sopra, da Finlay Cowan, che aveva lavorato a stretto contatto con l'artista di grafica Pink Floyd di lunga data, Storm Thorgerson. Le modelle erano (da sinistra a destra):

Atom Heart Mother (1970): Pauline Swain

Relics (compilation – 1971): Julia Ashbury

The Dark Side Of The Moon (1973): Jackie St. Clair

Wish You Were Here (1975): Mandy Lomax

The Wall (1979): Jo Caine

Animals (1977): Kimberley Cowell.

[Pics by courtesy of "The Classic 1997 Pink Floyd Back Catalogue Poster" (2012), http://www.feelnumb.com/2012/07/19/the-classic-1997-pink-floyd-back-catalogue-poster/#lightbox/1/ ].

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyrights & Credits.

Pagina curata da Stefano Tarquini. Alcune delle prime notizie sono state tratte in origine dalle "Echoes Faq" (Newsletter degli anni '90 ancora in vigore), altre dal sito di "Brain Damage" (fine anni '90); altre ricerche sono state tratte da approfondimenti privati e/o gentilmente concessi dai loro autori, e liberamente tradotti e curati sempre da Stefano Tarquini. Si ringrazia il sito della Hipgnosis per alcune foto di comparazione. Si ringrazia anche Lorenzo Vestrini per alcuni approfondimenti relativi ai concerti (ottobre 2004/gennaio 2005). Ma la maggior parte delle curiosità sui dischi sono state raccolte online dall'autore nel corso degli anni (dal 2001 al 2019) o, soprattutto, sono derivate dalla sua esperienza in campo discografico o prese dalla sua collezione provata, e si possono leggere più approfonditamente nel sito dell'autore, "THE MR.PINKY DISCOGRAPHY" ( © 2001).

IN CASO DI UTILIZZO DI QUESTE NOTIZIE, SI PREGA DI CITARE LA FONTE, OVVERO QUESTO SITO.

* Parte della presente ricerca è stata poi approfondita ed inserita nei due libri dei Lunatics: "PINK FLOYD. STORIE E SEGRETI" (Giunti Editore, 2012); "TUTTE LE CANZONI DEI PINK FLOYD" (Giunti Editore, 2014 e 2018), con l'autorizzazione dei rispettivi autori originari. Pertanto, ogni loro uso è strettamente vietato dalla legge.

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