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RECORDS NOTES AND F.A.Q.

 

 

 

 

Riportiamo, a richiesta di molti fans, alcune curiosità sui dischi dei Pink Floyd. La base di partenza delle note e curiosità sono più che altro notizie già note, prese e liberamente tradotte dalle famose "Echoes FAQ", la famosa mailing-list mondiale dedicata interamente ai Pink Floyd degli anni '90. Altre curiosità sono prese da vari siti e gentilmente concesse dai loro rispettivi proprietari.

Da notare che queste pagine sono state dal 2010 una delle basi di partenza per il grande lavoro di approfondimento fatto dai Lunatics nei loro libri bestseller, "Pink Floyd. Storie e Segreti" (Giunti, 2012) e "Tutte le Canzoni dei Pink Floyd. Il Fiume Infinito" (Giunti, 2014, 2018, 2023) e saranno oggetto di un futuro libro. Notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore, "The Mr.Pinky Discography" ( © 2001).

IN CASO DI UTILIZZO DI QUESTE NOTIZIE, SI PREGA DI CITARE LA FONTE, OVVERO QUESTO SITO.

 

 

 

 

 

 

"THE PIPER AT THE GATES OF DAWN".

 

n  "The Piper at the Gates of Dawn", uscito ufficialmente nell'agosto del 1967 in Inghilterra, la prima fatica del gruppo, richiamava essenzialmente i primi due singoli, "Arnold Layne" del marzo 1967 e "See Emily Play" del giugno 1967, che già dal primo periodo furono un successo di vendita. Raggiunse il 6° posto nella classifica inglese dei 33 giri, rimanendo per 7 settimane nella Top20 Inglese. Registrato agli Abbey Road Studios di Londra quasi nello stesso momento di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles, il disco fu sottovalutato all'inizio dai fans, tranne che per due canzoni, "Interstellar Overdrive" e "Astronomy Domine", considerate invece 'underground', in linea con il periodo.

 

 

n  Il titolo di questo LP viene dal titolo del settimo capitolo del libro di Kenneth Graham "Wind in the Willows", dove Ratty e Molly cercano un animale perduto, e hanno una specie di esperienza religiosa quando incontrano, appunto, "The Piper At The Gates Of Dawn" (che molti identificano in Pan). Il titolo per l'album-tributo a Syd Barrett "Beyond the Wildwood" è anch'esso preso dal nome del settimo capitolo di quel libro.

 

 

 

n  La copertina di "The Piper at the Gates of Dawn" è in perfetto stile 'flower power' del 1967: una serie di scatti sovrapposti dei quattro Floyd in abiti di “Granny Takes A Trip”,  realizzata da Vic Sigh, un amico del produttore Norman Smith. Norman Smith (che già lavorava con i Beatles, sino a "Ribber Soul"), uno dei produttori dello staff della EMI, fu uno dei principali mecenati dei Floyd, che portò la band a stipulare il contratto con la EMI, presente in ogni giornata di session durante la registrazione dell'album. Peter Jenner fu presente nell'album attraverso la sua voce: la si può udire tra le voci che pronunciano i nomi dei corpi celesti con il megafono durante "Astronomy Domine". L'inspirazione di questo pezzo fu presa, secondo i più informati fan, da alcuni della EMI dalla prima esperienza di Syd con l'LSD e per la sua passione per i corpi celesti. Comunque, la canzone fu inclusa negli spettacoli dal vivo per parecchie date, prima della versione finale che poi risultò nell'album. Il filtro utilizzato per ottenere le immagini multiple è una lente Monami 5F 5R Multi Image Prism da 58mm a 5 sezioni, naturalmente "Made in Japan".

 

 

 

n  Il retro della copertina. Per quanto riguarda il retro della copertina del disco, Syd Barrett fu il principale responsabile della scelta del motivo, dato che era un suo disegno: tutto fu ispirato dalla session di foto che i Floyd fecero nel luglio del 1967 in un parco di Londra, il Ruskin Park a Camberwell; si tratta di uno dei primi servizi fotografici promozionali dei Pink Floyd, commissionato dalla loro agenzia, la Blackhill Enterprises, per promuovere il gruppo. Le foto vennero scattate da Colin Prime ed una di esse venne scelta come base per l'illustrazione di Syd Barrett raffigurante la silhouette del gruppo, che poi finirà nel retro della copertina del disco.

 

 

n  Alcune variazioni sui brani. Alcune variazioni sui brani. In alcuni casi, i brani contenuti nel disco sono diversi e seguono un'altra scaletta; riportiamo i casi conosciuti. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

L'edizione giapponese del disco ha aggiunto "See Emily Play" alla fine della seconda facciata, mentre l'edizione americana è un tantino differente da quella europea (così come quella coreana, che deriva da quella americana), infatti, riporta "See Emily Play" all'inizio al posto di "Astronomy Dominè"; stranamente anche la prima edizione venezuelana riporta "See Emily Play" ed un altro brano inedito, quale "Candy and A Currant Bun" (ma non riporta "Take Up Thy Stethoscope and Walk" e "Chapter 24"). Tutto il resto dei paesi riporta i brani come nell'edizione inglese, così come anche le ultime versioni remastered da 180g del 2016.

Qui sotto sono riportati i brani presenti sulle edizioni (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography"):
- edizioni inglesi, europee, sudamericane, canadesi (Columbia e altre): Astronomy Dominè - Lucifer Sam - Matilda Mother - Flaming - Pow R. Toc H. - Take Up Thy Stethoscope and Walk / Interstellar Overdrive - The Gnome - Chapter 24 - The Scarecrow - Bike;
- edizioni americane, coreane (Tower e altre): See Emily Play - Pow R. Toc H. - Take Up Thy Stethoscope and Walk - Lucifer Sam - Matilda Mother / The Scarecrow - The Gnome - Chapter 24 - Interstellar Overdrive;
- edizioni giapponesi (Odeon Records): Astronomy Domine - Lucifer Sam - Matilda Mother - Flaming - Pow R. Toc H. - Take Up Thy Stethoscope and Walk / Interstellar Overdrive - The Gnome - Chapter 24 - The Scarecrow - Bike - See Emily Play;
- prima edizione venezuelana (Odeon): See Emily Play - Astronomy Domine - Lucifer Sam - Matilda Mmother - Flaming - Pow R. Toc H. / Interstellar Overdrive - The Gnome - The Scarecrow - Bike - Candy and A Currant Bum(notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

n  Il titolo e gran parte dei testi di "Chapter 24" furono riprese direttamente dal libro "Chapter 24" di "I Ching" (o "Yi Jing"), un vecchissimo testo cinese di 5000 anni, che all'epoca era uno dei libri preferiti da Syd. Invece, "Pow R. Toc H" fu rinominata "The Pink Jungle" durante l'esecuzione della suite "The Man" nel 1969. E' stato detto che il brano non era niente altro che le prove embrionali di quello che sarebbe poi diventato "Interstellar Overdrive" e che doveva essere inserito in quella canzone. Poi, però, diventò un pezzo unico.

 

 

n  Alcune variazioni di copertina. In Italia, l'album uscì nel 1971, con una copertina totalmente differente: rappresentava una foto dei Floyd con David Gilmour, fatta circa alla fine del 1969 davanti ai Key Gardens a Londra. Nel 1983, invece, in Inghilterra, la ristampa dell'album fatta dalla Fame uscì con la parola "Fame" scritta a lettere rosse obliquamente nell'angolo in alto a destra. Degna di nota è l'edizione turca che vedremo dopo, con un albero stilizzato su un paesaggio desertico. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

 

n  Copertina copiata? La rara stampa turca di "The Piper At The Gates Of Dawn" del 1978 aveva la copertina totalmente differente, mostra un albero su un paesaggio desertico stilizzato arancione, che invece rappresentava il deserto Dead Vlei, un’area protetta nel deserto del Namib-Naukluft, in Namibia; il titolo, sia sul davanti, che sul retro, dice semplicemente "PINK FLOYD" e, per cui, non viene riportato il titolo originale del disco. Ma non tutti sanno che l'ispirazione dei produttori turchi per la copertina turca probabilmente è stata presa da un disco ufficiale di Almon Memela, un compositore e chitarrista jazz sudafricano, che diventò anche produttore per la WEA: il disco è "Funky Africa" (Atlantic, ‎ATC 9583) nella sua edizione sudafricana del 1975; la copertina è uguale ed è stata prodotta dalla Artone Press sudafricana. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

 

n  "See Emily Play". La prima cover di "See Emily Play" risale al 1967: fu incisa dai Three To One sul loro primo ed unico 45 giri; per qualche assurdo motivo, tale cover fu ripubblicata sulla compilation "CTV’s After Four" della canadese Yorkville Records di Toronto con il titolo di "I'm A Bad Bad Boy" ed attribuita a tale Bob Francis. Esistono anche altri LP collection di cover del 1967, come per esempio "England's Top 14 Of Pop, Folge 20", stampato in Germania dalla Deutsche Vogue (catalogo: ZS10220), dove "See Emily Play" è cantata da Ben Cash And The Cash Tons; oppure, "San Francisco" (Arc, A735), un disco canadese del 1967, cantato dalla The Okey Pokey Band and Singers.

 

n  "See Emily Play" fu una rivisitazione di un precedente pezzo della band, "Games For May", che fu scritto ed interpretato appositamente per il concerto del Queen Elizabeth Hall del maggio del 1967, durante la serata dei "Free Games For May". Si dice che durante la session di registrazione del pezzo, il 21 maggio 1967, Gilmour fece visita all'amico Barrett negli studi di registrazione, proprio mentre usava il suo effetto preferito, un accendino Zippo sulle corde della sua chitarra, come se fosse un effetto slide. Il nome di Emily deriva, secondo i più assidui fans, da Emily Young, una sedicenne assidua frequentatrice della Notting Hill Free School, dove sul finire dell'anno precedente il gruppo aveva potuto collaudare il proprio repertorio, in seguito affermata scultrice, figlia di Wayland Hilton Young, 2° baronetto di Kennet, chiamata anche "the psychedelic schoolgirl" per la sua assidua frequentazione dell'UFO Club, dove i Floyd suonavano spesso.

 

n  Cosa significa "Pow R Toc H"? Secondo la maggior parte dei fans significa "Power Toke" oppure "Power Tokage". Qualcuno suggerisce invece che possa significare "Power Touch". Ma il vero problema con quest'ultima interpretazione è che esiste lo spazio tra la "C e la "H". Ci sono delle interviste alla band che disse che il titolo si annuncerebbe come si legge, ovvero "pow are toc ache": se lo si pronuncia velocemente e ripetutamente, vedrete che diventerà "power tokage". Comunque, sappiamo che la canzone, o almeno il ritornello iniziale, fu ispirato da un avvenimento realmente accaduto durante uno dei primi concerti del gruppo: dopo lo show, mentre la band stava smontando gli strumenti, un ubriaco salì sul palco, barcollò sino al microfono e cominciò a cantare: "ka-choom pa pa, ka-choom pa pa...".

 

 

n  "Designated Numbers". Solo negli  U.S.A., sui primi tre dischi della Tower possiamo trovare, sul retro della copertina, un piccolo numero bianco, in basso a destra. Questi numeri erano denominati "designated numbers" ed indicavano quale stamperia era stata usata dalla casa discografica per stampare fisicamente la copertina. Riassumendo, una copertina senza alcun numero sul retro, indicava le stamperie originali usate dalla Capitol Records; una copertina con i numeri dal 2 al 21, indicava altre differenti stamperie, anche se è tuttora impossibile abbinare il numero alla singola stamperia (la Capitol Records usava di solito la Modern Album e la Imperial Paper Box Co. per stampare le sue copertine). Comunque, le tre stamperie della Capitol Records che attualmente operano negli USA sono quella di Scranton, in Pennsylvania (numeri 2 e 3), quella di Jacksonville, in Illinois (numero 4), e quella di Los Angeles, in California (numeri 5 e 6).  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

n  Come si traduce in spagnolo il titolo? Letteralmente, il titolo dovrebbe essere tradotto come "El Gaitero A las Puertas Del Amanecer", ma nelle versioni in lingua spagnola del Sudamerica, come la stampa del Venezuela, il titolo viene tradotto come "El Flautista De La Puerta De La Madrugada". Analizzando il titolo, il termine "alba" ("dawn") può essere tradotto in vari modi in spagnolo, come "alba", "madrugada", "amanecer", "romper el día", "aurora". Per cui, c'è poca differenza. La differenza, invece, c'è con il termine "piper", in quanto si deve parlare di due strumenti differenti: infatti, la parola, come tradotta in Sudamerica ("Flautista") indica un suonatore di flauto, un pifferaio, mentre il termine più giusto, "Gaitero", è il comune zampognaro.  (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, nella pagina dedicata ai titoli spagnoli, "I Titoli dei Brani")

 

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"A SAUCERFUL OF SECRETS".

 

   

 

n  Copertina. E' il primo album dei Pink Floyd con la copertina fatta dalla Hipgnosis di Storm Thorgerson, che ha usato anche la fotografia del "Dr. Strange" (dalla saga di Marvel Comics) per simboleggiare gli stati alterati della coscienza. La copertina del disco si rivelò piuttosto complessa, avendo richiesto ben tredici diverse sovrapposizioni a colori, create da Thorgerson e Powell, che riuscirono a creare in poco tempo una sorta di collage di tredici immagini sovrapposte: alcuni fumetti della Marvel Comics, una vecchia fotografia di un alchimista, immagini di ampolline e bottigliette, una ruota zodiacale, il sole, alcuni pianeti, una piccola foto del gruppo sulle rive di un fiume fuori Londra. lo strano effetto del collage di copertina fu ideato da John Whitely. Per ottenere l'immagine Thorgerson si chiuse in una camera oscura, dove vivrà anche alcune delle sue visioni oniriche, aiutato dalle esalazioni emanate dal bagno di fissaggio delle pellicole. Sembra anche che confessò di essere riuscito ad ottenere i migliori effetti di terrore e sublime passando per la paura che spaventa i più i bambini: quella del buio. Nel dettaglio:

1) all’interno del mosaico composto da immagini compenetrate tra loro, nel meraviglioso caos di colori e di sapori, lo studio Hipgnosis inserì un’immagine dei quattro musicisti seduti vicini ad un fiume, probabilmente il Cam di Cambridge; Gilmour, Mason, Waters e Wright, in rigoroso ordine alfabetico, sono ritratti come se fossero immersi in un piccola ampolla; dalla loro unione sarebbe dipeso il futuro ed il successo dei Pink Floyd, ormai orfani di Syd Barrett ed in cerca di una identità da ridefinire. La simbologia utilizzata dai grafici si consumò nei mesi successivi su diversi altri lavori realizzati per la band, dove ad immagini di fumetti americani si fondevano quelle di vecchi macchinari del secolo precedente e ad altri simboli esoterici e mistici cari agli intellettuali dell’epoca;

2) come già detto, Storm Thorgerson regalò un piccolo grande tributo ai fumetti Marvel ed al personaggio di Doctor Strange, lo Stregone Supremo creato da Stan Lee e Steve Dikto nel 1963. Tutti gli elementi visibili sul disco, relazionabili all'universo Marvel, provengono da una singola pagina, precisamente pagina 6 del secondo racconto (intitolato The Sands Of Death) di Strange Tales, numero 158 del luglio 1967. Guardando la copertina del disco, infatti, sono raffigurati i personaggi Doctor Strange (a destra), Living Tribunal (in alto a sinistra) e l'intera sequenza dei pianeti che compaiono sul fumetto. Provengono dalla stessa pagina di Strange Tales anche tutte le scritte che in maniera più o meno sfocata emergono qua e là fra le sovrapposizioni di immagini (ad esempio all'altezza del collo della prima ampolla in basso a sinistra). Doctor Strange è meglio visibile nella versione del disco edita dalla Tower Record americana, la casa discografica che distribuì i primi lavori dei Floyd sino all'avvento della Capitol Records. Hipgnosis, infatti, rilasciò una versione di copertina leggermente modificata, sia nel titolo che nella diversa sfumatura dei soggetti presenti;

3) al centro della copertina è raffigurata un'immagine tratta da Janitor Pansophus, in Musaeum Hermeticum, un antico testo alchemico che affonda le sue radici nel 1625, stampato in latino con materiali aggiuntivi nel 1678 e riedito nel 1749. Il soggetto in posa rappresenta il filosofo giardiniere (con due asce in mano) intento nella Grande Opera, posto in cima al monte dei pianeti-metalli i cui simboli alchemici sono inscritti fra gli alberi. L'immagine, di chiara ispirazione rosacrociana, è una sintesi iconografica del micro-macrocosmo alchemico (l'iperuranio, in alto, il mondo fisico-naturale in basso) e propone una complessa simbologia esoterica che richiederebbe competenze specifiche e ben altre lunghezze per essere interamente scorporata. L'abito dell'alchimista è bicolore, chiaro e scuro, e simbolizza l'unione e armonizzazione dei contrari, elemento cardine della grande opera, replicato con numerosi esempi simbolici lungo l'intera illustrazione originale, fra i quali sole e luna, uomo e donna, luce e tenebre;

4) Passiamo alle bottiglie (ampolle) alchemiche che si vedono nella parte bassa della copertina. Se vogliamo, è un'unica ampolla, replicata in formati progressivamente maggiori da sinistra a destra. La terza e la quarta, in ordine di disposizione, ci aiutano a svelare l'identità di quest'immagine e se vi armate di una lente potrete constatare con i vostri occhi. Le immagini sono prese da un manoscritto chiamato Splendor Solis, la cui paternità viene attribuita a Salomon Trismosis, supposto maestro di Paracelso; la più antica copia esistente, datata intorno alla prima metà del 1530 è conservata a Berlino, ma altre copie successive, anch'esse di grande valore storico, sono custodite in altri importanti musei europei. Da queste straordinarie immagini del manoscritto, alcune delle quali riportano ampolle alchemiche situate dentro delle loggie (ognuna di queste con contenuti e significati differenti), Thorgerson ha estratto la bottiglia per la copertina del disco, dalla tavola numero tredici; nell'ampolla, infine, sono contenuti tre uccelli di diverso colore: nero, bianco e rosso, riferimenti simbolici a tre importanti stadi alchemici definiti Nigredo, Albedo e Rubedo.

 

   

 

n  Nella copertina cosa significano la "y" e la "d" prima del nome "Pink Floyd" e la successiva "p"? C'è da premettere che la scritta in alto sulla copertina è diversa tra le copie europee e le copie americane. Poi, una piccola controversia era nata negli anni '80 sul significato delle lettere sulla copertina, la "y" e la "d" prima del nome "Pink Floyd" e la successiva "p". Secondo alcuni, le prime due lettere sono la fine del nome "FLOYD". Il nome Pink Floyd, secondo l'intenzione originaria dell'Hipgnosis, avrebbe dovuto essere ripetuto più volte. Ma non ci sono conferme in questo. La ciclicità è un elemento importante dei Pink Floyd, come si vede in alcune altre occasioni. E anche la "p" finale dovrebbe essere l'inizio del nuovo nome "PINK", a conferma di questa tesi:

(p i n k f l o) y d pinkfloyd p (i n k f l o y d)

Un'altra teoria: l'interpretazione delle prime due lettere sta nel fatto che siano da riferire a Syd Barrett, che lasciò la band in quell'anno. Così, potrebbe essere:

(S) y d pinkfloyd p (ink floyd)

In effetti, la tesi che potesse essere riferito a Syd Barrett può spiegarsi con il fatto che Syd è una parte dell'album, avendo suonato e composto alcune canzoni, e la copertina potrebbe riflettere questa situazione, voluta dai Floyd o dalla Hipgnosis. Infatti, secondo le sessions di registrazione, Syd Barrett è presente sul disco solo in "Remember a Day" e "Jugband Blues". (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

n  I brani in cui suonò Syd Barrett. Lo dobbiamo a Gilmour stesso ("Guitar World", Feb. 1983) se sappiamo con certezza in quali brani suonò Syd: lui dice che Syd suonò in 3 o 4 pezzi, tra cui "Remember a Day" e "Jugband Blues", oltre a partecipare con una piccola parte a "Set The Controls For the heart of the Sun". Malcom Jones, in un articolo su "Record Collector" del febbraio del 1992, suggerì che Syd aveva suonato anche in "Corporal Clegg", non confermato da altri biografi.

 

  

 

n  Le differenze tra i continenti. Le copertine delle edizioni europee erano leggermente differenti da quelle americane: il davanti della copertina, anche se mostrava lo stesso motivo, aveva, come abbiamo visto sopra, la scritta differente; anche i disegni erano leggermente diversi, si vede benissimo nelle ampolle in basso; il retro della copertina aveva la stessa foto, ma nell'edizione americana era più nitida e la piccola foto centrale diversa.

 

n  La suite di "A Saucerful Of Secrets" ebbe la sua prima apparizione durante la BBC Session del giugno del 1968, con il titolo di "Massed Gadgets of Hercules". Il pezzo poi divenne uno dei migliori brani dal vivo del loro spettacolo, anche se con parecchie variazioni improvvisate. Sino all'uscita di "Ummagumma" (dove era presente la sua versione live), i quattro movimenti in cui era divisa la canzone non avevano titolo; in quel momento diventarono:

a) Something Else,

b) Syncopated Pandemonium,

c) Storm Signal,

d) Celestial Voices (quest'ultimo era di gran lunga usato all'interno della famosa suite "The Journey" durante il tour del 1969).

Una curiosità: Gilmour per "A Saucerful Of Secrets" usò una amplificazione Selmer da 50W con un 4x12 cabinet ed una unità Eco Binson, con una chitarra Telecaster (rubata in seguito e rimpiazzata dalla famosa Stratocaster). Saltuariamente, il Selmer fu sostituito da un Hi-Watt Gear, con effetti a pedale.

 

n  Il Titolo in Spagnolo. Il titolo dell’album fu tradotto solo in spagnolo ed a seconda del paese: Un Platillo Con Secretos (in Spagna) e Un Platillo Lleno De Secretos (in Venezuela), mentre negli album di A Nice Pair era tradotto come Un Plato Lleno De Secretos (in Argentina), Un Platillo Lleno De Sorpresas (in Cile), Un Platillo De Secretos (in Messico), Una Bandeja Llena De Secretos (in Venezuela). (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, nella pagina dedicata ai titoli spagnoli, "I Titoli dei Brani")

 

   

 

n  Un fatto curioso: l'album di "A saucerful of secrets" ritornò spesso anche nelle copertine di altri dischi create dalla Hipgnosis, quasi a voler ricordare la loro prima copertina fatta per i Pink Floyd: per esempio, è riportato, nel motivo della copertina di "Ummagumma" (nel gioco di foto creato da Storm sul davanti della copertina si può notare che l'ultimo riflesso nel muro è appunto la copertina di "A Saucerful of Secrets"); oppure, nel motivo della copertina di "A Nice Pair" (si intravede chiaramente nella foto con Ian Moore sul retro della copertina, sotto il mobiletto in basso a sinistra, il disco che spunta  sotto i fumetti della Marvel, con la sua inconfondibile scritta simbolo del disco "y d pinkfloyd")(stranamente, l'album è nella sua versione americana). Così come, l'album apparve in altri dischi o addirittura in film: nel primo caso si tratta del disco dei Marillion, "Script for a Jester's Tear" del 1983, dove il disco dei Pink Floyd si trova nel retro della copertina, ai piedi del caminetto; oppure, nel secondo caso, l'album si può vedere chiaramente in una scena del film "Zabriskie Point", durante la telefonata di Morty (il disco è appoggiato sul comodino).

 

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"MORE".

 

n  "More". La terza fatica dei Pink Floyd uscì nel luglio del 1969, con poche difficoltà e sembra dopo sole poche settimane di registrazione agli Abbey Road Studios di Londra nel marzo del 1969: era la colonna sonora dell'omonimo film "More", diretto da Barbet Schroeder. Durante la registrazione, il gruppo non smise però di suonare dal vivo e partecipò a 9 concerti. Ai singoli componenti del gruppo venne offerta la somma di 600 sterline per comporre i brani; la band veniva da altre esperienze filmografiche: "Tonight! Let's All Make Love In London" nel 1967, "San Francisco" nel 1968 con i 16 minuti di "Interstellar Overdrive", "The Committee" sempre nel 1968, anche se erano solo pezzi singoli rivisitati. Con "More" i Floyd fecero la loro prima intera colonna sonora per una pellicola, poi bissata nel 1972 da "Obscured By Clouds". Il film non ebbe il successo sperato, tranne che in Francia, dove debuttò al 22° Festival Internazionale del Film di Cannes (13 maggio 1969). Di conseguenza fece conoscere il gruppo anche in quel paese un po' restio alla musica rock anglo-americana. 

 

 

n  La copertina. Per la copertina del disco, venne utilizzato semplicemente un fotogramma del film di Barbet Schroeder che, per un caso fortuito, venne usato per il motivo: alla Hipgnosis avevano appena comprato una nuova macchina fotografica, ma non sapevano ancora bene come funzionasse. Qualcuno mise per errore un 'filtro arancione' sull'obiettivo della macchina fotografica, invece di quello normale. Decisero così che il risultato gli piaceva e lasciarono questa immagine per la copertina. La Hipgnosis, poi, aggiunse anche i titoli di testa completi del film, "Soundtrack from the film MORE played and composed by Pink Floyd". Da notare che il titolo sulla copertina era disposto in maniera differente in base ai due continenti, nelle edizioni europee della Harvest e Columbia e derivate era diverso dalle edizioni americane della Tower e Capitol e derivate: nelle prime il titolo era a lettere bianche o nere e riportato in basso come "soundtrack from the film MORE played and composed by" "pink floyd" (più grandi); nelle seconde il titolo era a lettere nere e riportato in alto come "original motion picture soundtrack" "MORE" (in blu) "played and composed by the" "pink floyd" (in bianco), addirittura con delle altre differenze, per esempio, tra Canada, USA o Corea del Sud, o addirittura in spagnolo in Argentina. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

 

n  "Film and Shows". Non tutti sanno che nelle edizioni originali di "More" inglesi (Columbia, SCX 6346) sopra i risvolti (flipback) in alto a destra riporta la scritta "File Under Popular: Film and Shows", invece che la solita "File under POPULAR : Pop Groups" come nelle omologhe edizioni inglesi di "The piper at the gates of dawn" e "A saucerful of secrets"; stessa cosa per le ristampe di "More" e per la ristampa della Pink Floyd Records del 2016 (PFR, PFRLP3 - 0825645493173). E' probabile che così distinguevano le due serie "popolari". Il dettaglio sarebbe stato uguale anche per le prime edizioni inglesi di "Zabriskie Point", mentre per "Obscured by Clouds" rimase nelle copertine il normale "File under POPULAR : Pop Groups".

 

 

n  Stranezze dei vinili. Nell'edizione americana della Capitol (SW-11198), il disco (non la cover) riporta i seguenti titoli per "Up The Khyber" e "Quicksilver": "Up The Kyber (Juke Box)" e "Quicksilver (Water-Pipe)". E' stato detto che la canzone "Up The Khyber" è stata voluta per accompagnare una scena di sesso anale nel film. "Khyber" è gergo slang per "arse". Dettagli più convincenti furono dati da David King in un articolo sul film More nel numero 40 di "Brain Damage". (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore).

 

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"UMMAGUMMA".

 

   

 

n  La copertina di "Ummagumma" è un gioco visuale sull’impossibile. Le foto dell’intera scena sono state stampate progressivamente più piccole e montate sul posto: le posizioni dei membri del gruppo cambiarono a rotazione per divertimento. L'idea era anche di proporre un raffronto tra una prospettiva mentale (l’immagine sulla parete) ed una fisica (quella della gente in giardino), come detto dallo stesso Thorgerson in un'intervista del 1978. Sulla copertina dell'album, inoltre, si può vedere come ci sia, sul muro di sfondo in basso, il poster del film "Gigì" di V. Minnelli. Questa locandina del film fu cancellata in alcune edizioni americane ed anche europee per noti problemi di copyright legati all'omonimo film ed a seguito della denuncia dello stesso Minnelli, che non aveva gradito questa pubblicità del film. Mentre le foto per il davanti erano state scattate da Powell e Thorgerson nel giardino della casa di un amico di Cambridge, quella del retro, che ritraeva due roadies del gruppo (Peter Watts e Alan Styles) immersi nella strumentazione in uso durante il tour del 1969, era stata opera del solo Powell. In particolare, la foto del retro della copertina è presa all'aeroporto di Biggin Hill nella contea di Kent. I roadies nella copertina sono Alan Stiles (lo stesso a cui è riferita la canzone "Alan's Psychedelic Breakfast") e Pete Watts (c'è un'intervista con lui su alcuni libri di testi). E' stata un'idea di Nick Mason mettere tutto il materiale del gruppo secondo una disposizione particolare, dopo aver visto una rivista militare che immortalava un aereo da combattimento con tutto il suo armamento disposto davanti. La Jude che si vede con Roger Waters all'interno del disco è Jude Trim, la prima moglie di Roger (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore).

 

 

n  "Gigì". Come sapete la copertina del disco collocato in basso è quella del musical "Gigì", diretto da Vincente Minnelli. L’immagine presente sulla copertina di "Ummagumma" fu cancellata in alcune edizioni in vinile, come in alcune di quelle americane, per problemi di copyright (il musical uscì sotto etichetta RCA) e per la denuncia dello stesso Minnelli, che non gradì l’accostamento con l’album dei Floyd. Nelle copie censurate, il riquadro appare bianco, mentre l’immagine originale è presente nella quasi totalità delle stampe a 33 giri europee, sudamericane e giapponesi. L'immagine col riquadro bianco non fu comunque presente solo nelle ristampe, non si seguì una regola ferrea, e le immagini con la copertina con "Gigì" appariva anche in alcune ristampe. Ma non tutti sanno che c'è una eccezione: fra le copertine più particolari svetta appunto l’edizione australiana, con il riquadro direttamente cancellato dalla stamperia ed un maldestro tentativo di ripristino dello sfondo (si nota anche un grossolano ritocco al volto di Gilmour, reso però più luminoso).

 

n  La Copertina. Ci sono dei particolari aneddoti sulla composizione del motivo di copertina di "Ummagumma". La copertina dell'album, una delle icone degli anni '60 e '70, mostra l'immagine che si ripete ed i membri della band che cambiano posizione; in secondo luogo, si può notare la scrittura di cartelli, che è stata messa a frutto con le scritte in polistirolo "PINK FLOYD" sul pavimento (da Albert Magoolie). Ma non tutti sanno della vera storia del posizionamento della copertina del disco di "Gigì".
Riguardo alle lettere in basso, ricorda Albert Magoolie, che aveva ritagliato le lettere in gommapiuma, formando la parola "PINK FLOYD" e che le aveva messe sul pavimento mentre tutti si preparavano per il servizio fotografico. Inizialmente Roger Waters doveva sedersi per primo sulla sedia, ma mentre si sistemava ha schiacciato maldestramente la lettera "K", lasciando praticamente la scritta con un "PIN FLOYD". Dato il poco tempo a disposizione, necessario per ritagliare un'altra "K" in polistirolo, Albert Magoolie ha dovuto improvvisare sul momento: con sua sorpresa Roger Waters ha rivelato di avere del polistirolo nel furgone; trovato il materiale (un pacco di cartone sottile e quadrato che era indirizzato a lui, con dentro l'album della colonna sonora del film "Gigì"!), Albert con il coltellino tascabile di Nick Mason, così tagliò la "K". Se guardate bene la copertina dell'album noterete che la "K" è leggermente più spessa delle altre lettere. E fu proprio Albert Magoolie ad avere l'idea del posizionamento dell'album di "Gigì": l'eccentricità dell'intera idea ebbe il sopravvento e l'album fu tirato fuori dal pacco di cartone. Mentre si posizionava la "K" sul pavimento, mise rapidamente l'album di "Gigì" contro il muro. I ragazzi erano così attenti a stare lontani dalle lettere di gommapiuma che non hanno nemmeno notato l'album appoggiato lì. Storm Thorgerson, che si occupava del servizio fotografico, guardando l'album era piuttosto curioso. Così, Albert Magoolie gli disse che era stata un'idea di Roger tenerlo lì, un po' di ironia floydiana. Storm ha pensato che fosse geniale!

 

 

n  Sempre nella copertina di "Ummagumma", si può notare che l'ultimo riflesso nel muro è la copertina di "A Saucerful of Secrets". Lo spunto per la cover venne a Storm da un'immagine dell'infinito che veniva utilizzata nei test psicologici, in cui il soggetto si allontana, ma potrebbe anche avvicinarsi: il gusto per l'illusione ottica non si esaurisce però una volta finito l'effetto sorpresa, anzi, prolunga l'interesse verso l'immagine nel tentativo di trovarne un'interpretazione. Come nei quadri di Escher in cui gli occhi si avventurano per i labirinti delle figure e, inconsciamente del cervello. Stranamente, il motivo del CD non riporta questa particolarità, ma prosegue con le foto dei membri della band.

 

n  Registrazioni dal vivo presenti in "Ummagumma". Glenn Povey, nel suo eccellente libro, ipotizza che, contrariamente a quanto è riportato sulla copertina del disco stesso, la parte dal vivo di "Ummagumma" fu registrata in tre posti:

- 26 aprile 1969, Bromley Technical College, Bromley Common, Kent

- 27 aprile 1969, Mothers, Erdington, Birmingham, Warwickshire

- 2 maggio 1969, College of Commerce, Manchester, Lancashire.

Poi, iniziando allora una lunga e consolidata tradizione, i Floyd aggiunsero dopo le parti in studio. Le intenzioni originali del gruppo erano quelle di includere queste canzoni nel disco come una sorta di "gesto di addio": avrebbero messo le versioni live di queste canzoni sul disco, per poi non suonarle mai più in concerto. Ma con il successo dell'album, il pubblico voleva sentire le canzoni di "Ummagumma" dal vivo, e così il gruppo non le tolse mai dalla scaletta dei concerti

Comunque, le scalette dei tre concerti furono:

- 26.04.1969, Technical College, Bromley Common, Bromley, Kent, England: (fu registrato, ma non usato per il disco, il gruppo da spalla erano gli East Of Eden)
Astronomy Dominé, Careful With That Axe, Eugene, Interstellar Overdrive, Green Is The Colour, Pow R Toc H, Set The Controls For The Heart Of The Sun, A Saucerful Of Secrets.

- 27.04.1969, Mothers, Birmingham, Warwickshire, England: (fu registrato per "Ummagumma", presentazione del concerto di John Peel)
Astronomy Dominé, Careful With That Axe, Eugene, Improvisation, Interstellar Overdrive, Set The Controls For The Heart Of The Sun, A Saucerful Of Secrets, Let There Be More Light.

- 02.05.1969, College of Commerce, Manchester, Lancashire, England: (fu registrato per "Ummagumma", gruppi spalla: Roy Harper, Pete Brown & His Battered Ornaments, Principle Edwards Magic Theatre, White Trash, Smokey Rice, Edgar Broughton and The Groundhogs)
Astronomy Dominé, Careful With That Axe, Eugene, Interstellar Overdrive, Set The Controls For The Heart Of The Sun, A Saucerful Of Secrets.

In quest'ultima non furono registrate le parti vocali, per vari problemi legati ai microfoni, così che la prima parte di "A Saucerful Of Secrets" fu usata per il disco di "Ummagumma", mixata con la parte finale del brano registrato al Mothers di Birmingham (di qualità leggermente peggiore, però).

 

n  U.S.A. Nell'edizione americana e in quella canadese, i singoli brani sono numerati in maniera particolare, sia nel primo disco, sia nel secondo: infatti, vengono indicati come "band 1" e "band 2", e così via; ma non si conosce il motivo di questa stranezza.  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

  

 

n  The Embryo. Un outtake del periodo di Ummagumma è "Embryo", scritta da Waters, che fu incisa in una di queste sedute, ma essendo un esecuzione fatta dal gruppo non potè trovare posto nell'album, anche perchè si decise di dividere il disco in studio in sole quattro parti scritte ed interpretate da ognuno dei componenti. Anche se Waters defini la canzone incompleta, venne pubblicata solo nel 1983 nell'antologia "Works", anche se il gruppo la inserì dal vivo in quasi tutto il tour del 1971 e anche 1972. Il fatto curioso è che il brano fu pubblicato nell'antologia "Picnic: A Breath of Fresh Air" (Harvest, SHSS 1/2): il brano all'epoca era inedito e venne pubblicato arbitrariamente dalla Harvest nell'antologia senza l'autorizzazione del gruppo, benchè fornito dallo stesso Steve O'Rourke, manager della band; per cui, dopo le prime copie, furono stampate anche delle versioni che nel retro della copertina non riportavano i crediti dei Pink Floyd nella canzone; naturalmente queste copie sono abbastanza difficili da trovare; sopra abbiamo un esempio dell'edizione tedesca (Harvest, 1C 178-04 424), in versione normale e censurata (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

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"ATOM HEART MOTHER".

 

 

 

n  Il titolo di "Atom Heart Mother", uscito nell'ottobre del 1970, fu dato durante le serate della BBC Radio Show, quando il brano aveva ancora bisogno di un nome, e sembra che Ron Geesin suggerì a Roger Waters quello che aveva pensato. Proprio prima dello spettacolo radio alla BBC da John Peel del 16 luglio 1970, la band non sapeva che fare per presentarsi al radio show con un titolo corretto per il pezzo, finora apparso sotto il nome di "The Amazing Pudding". La storia che ispirò il titolo fu trovata così sulla copertina dell' "Evening Standard" del 16 luglio 1970, che riprendeva una notizia apparsa sul "Times". L'articolo è interessante, e fu stampato lo stesso giorno: parlava di una donna incinta con un pacemaker ed era intitolato appunto "Atom Heart Mother Named". Alla Signora Constance Ladell, all'epoca una 56enne di Barnet (a nord di Londra), fu impiantato un pacemaker bicamerale, l'aritmologo interventista che le impiantò il pacemaker era il Dottor Poole; l'impianto era formato da due elettrodi, uno per l'atrio destro ed uno per il ventricolo destro, equipaggiato e potenziato con una "pila" al plutonio-238.

Ma ci sono ancora dubbi su chi ebbe l'idea del titolo, i pareri sono ancora contrastanti, a distanza di anni: alcuni dicono che fu un'idea di Waters, alcuni di Mason, i più sembrano pensare che fu di Geesin. Una cosa è certa: l'edizione di quel "Evening Standard" fu un punto fondamentale nella storia della band e dal quale prese lo spunto per far si che "Atom Heart Mother" divenisse il nome del pezzo. Il titolo non appariva nell'edizione originale inglese, ma in alcuni paesi il titolo fu messo sul davanti della copertina (come nelle ristampe negli U.S.A.).

 

 

n  L'idea di una copertina così strana venne perché la band voleva una copertina che fosse più ordinaria e non-psichedelica possibile: la copertina nacque così grazie alla curiosità di Storm Thorgerson, che senti parlare della famosa carta da parati con le mucche di Andy Warhol, e dato che gli stessi Pink Floyd e Thorgerson volevano rendere la copertina dell'album meno psichedelica possibile, mandò John Blake a fotografare delle mucche al pascolo, immortalando la prima che avesse incontrato. La mucca della copertina dell'album si chiama Lulubelle II: era una mucca di razza Holstein-Friesian, di proprietà di Arthur Clarke, che chiese per i suoi servizi intorno alle 1.000 sterline; ma Steve O'Rourke si rifiutò di dargli una somma così alta. Curiosamente, le idee originarie di Thorgerson erano due: quella di una donna che entra da una porta e quella di "...qualcuno che si tuffava nell'acqua". Ma quando visionarono le tre ipotesi, i Floyd scelsero la mucca e tutt'oggi "Atom Heart Mother" è conosciuto come "l'album della mucca"! In seguito la Hipgnosis riciclò le altre idee originarie di Storm: l'immagine della donna che entra dalla porta finì sul disco del 1971 dei Principal Edwards Magic Theatre, "The Asmoto Running Band", prodotto da Mason; l'immagine del tuffatore, invece, venne utilizzata per il secondo album in studio del gruppo musicale britannico Def Leppard, "High 'n' Dry", del luglio del 1981. Anche se l'immagine del tuffatore era già stata usata in grande stile per la cartolina all'interno di "Wish You Were Here".

 

 

n  Il poster di Aachen. Sul poster del Pop Festival di Aachen, del luglio 1970, dove suonarono anche i Pink Floyd, non possiamo non notare qualcosa di strano: vi è raffigurata una mucca, molto simile alla mucca frisona della copertina di "Atom Heart Mother". "Atom Heart Mother" usci il 2 ottobre 1970, e sicuramente la copertina fu pensata mesi prima: non credo ci sia un collegamento preciso tra questo poster e la mucca del disco dei Floyd, sappiamo che l'ispirazione della mucca venne quasi sicuramente da un'opera di Andy Warhol. Ma certo la coincidenza è abbastanza strana, ed il pensiero che anche Fistus Dickman, il fotografo del poster, in qualche modo fosse un'ispirazione per Storm è affascinante.

 

n  Le copertine. Le copertine del disco riportavano tutte lo stesso motivo, alcune erano apribili, altre non apribili; alcuni paesi riportarono anche il titolo dell'album sul davanti della copertina (come negli U.S.A.). Interessanti erano una delle versioni cinesi di Taiwan del disco, quella edita dalla Nice Sound Records (AR 5068), che riportava il titolo come "Pink Floyd Atom Heart Moth Mother" (con l'errore); e la versione argentina (Harvest, S5194), con un adesivo bianco sul davanti che mostrava la scritta "DANGER LONG PLAY" "ANTICOMERCIAL Y NO BAILABLE", l'adesivo è stato usato per promuovere la vendita del disco, sebbene la frase fosse provocatoria.  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

  

 

n  La promozione in U.S.A. La Capitol Records, per la promozione del disco negli U.S.A., iniziò una campagna in grande stile, anche per l'avvento del tour americano della band: passò l'immagine della mucca in ogni luogo ed in ogni forma, con enormi cartelloni pubblicitari, nelle stazioni radio, per poi passare a vari gadgets, trovate pubblicitarie e perfino mucche gonfiabili; il disco uscì nei negozi anche accompagnato da un piccolo numero di copie contenute in un "promo box", che includeva l'album (Harvest, SKAO-382), un paio di poppe gonfiabili ed un poster di una mucca.

 

n  La suite di "Atom Heart Mother". La famosa "Atom Heart Mother Suite" è un lungo brano strumentale diviso in sei differenti parti, suonato dai Floyd dal vivo sin dai primi mesi del 1970. Molte delle divisioni del pezzo sono quasi segnate da un ritorno del tema principale, suonato da tutto il gruppo e con l'aggiunta dell'orchestra. "Atom Heart Mother" nacque da piccoli accordi scritti da Gilmour e suonati durante una pausa delle prove in studio: il ritmo, che evocava un film western, piacque a Waters, che con Wright aggiunse delle idee e iniziarono a rigirare il pezzo, finchè non gli diedero una forma, presentandola appunto a Parigi per la prima volta. Per la versione finale in studio la partitura venne affidata a Ron Geesin, che l'adattò per l'orchestra che avrebbe suonato con loro. Da notare che "Atom Heart Mother" venne eseguita nella prima parte del tour del 1970 sempre senza orchestra, mentre per il restante tour del 1970 e nel 1971 venne eseguita in alcuni casi con l'orchestra e coro (la prima volta al Festival di Bath il 27/06/1970 con la Philip Jones Brass Ensemble ed il John Aldiss Choir), in quasi tutti gli altri senza. Per la cronaca, le varie orchestre e cori che accompagnarono i Floyd durante "Atom Heart Mother" nelle loro esibizioni dal vivo - tra quelle che si conoscono - sono state la Philip Jones Brass Ensemble con il John Aldiss Choir, la sezione fiati di Peter Philips con la Roger Wagner Chorale, la sezione fiati e coro di John Aldiss (per buona parte del tour di "Atom Heart Mother Goes on the Road" della fine del 1970), la sezione fiati e coro di Jeffrey Mitchell, la Philarmonic Orchestra di Montreux e coro, la London Philarmonic Orchestra e coro (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, nella pagina dedicata ad "Atom Heart Mother").

 

n  Titoli diversi. La canzone, nei primi concerti, veniva annunciata dal gruppo così: "Consequently …..The Amazing Pudding …..one side of our next album…..". Jon Rosenberg, invece, suggerisce che nei primi concerti la canzone veniva annunciata come "The Untitled Piece". Comunque, per tutta la prima parte del 1970, "Atom Heart Mother" venne annunciata come "The Amazing Pudding" o semplicemente come "Consequently" (come ad Hannover il 15/03/1970) o anche "The Atomic Heart Mother" (Hyde Park Free Concert, 18/07/1970) o, semplicemente, senza titolo. Famosa è stata l'introduzione che Gilmour fece alla prima apparizione della suite, allora "The Amazing Pudding", al Theatre des Champs-Elysee, Parigi, 23/01/1970: "C'est le dernier morceau qu'on va faire... On sait pas très bien qu'est-ce qu'on va faire... On l'a écrit la semaine dernière... Alors on y va!". La sua traduzione potrebbe essere: "Questa è l'ultima canzone che andiamo a suonare... Noi non sappiamo realmente cosa faremo... l'abbiamo appena scritta la scorsa settimana... Andiamo!".

 

 

n  HOR ZU. In Germania, la prima pubblicazione su vinile di "Atom Heart Mother" (EMI-Hor Zu 297D) dei Pink Floyd fu contraddistinta dal famoso marchio "HÖR ZU", nome che, mentre letteralmente incita all'ascolto, ma in realtà ancora oggi rappresenta il più venduto settimanale tedesco per programmi televisivi (una sorta di "Radiocorriere"). Il settimanale "HÖZ ZU" nacque appunto come 'radiocorriere' e già alla fine degli anni Cinquanta allargò il suo raggio di interessi, iniziando ben presto ad imporsi come il più grande giornale televisivo della Germania, andando molto presto anche oltre. Iniziarono così a presentare con il numero settimanale anche dei dischi, dati le prime volte in omaggio, poi ad un prezzo economico. Ma ben presto questi dischi furono anche apprezzati nel campo collezionistico. Un piccolo particolare: i marchi della Hor Zu fisicamente erano due ed il disco dei Pink Floyd di "Atom Heart Mother" uscì, nella sua versione stereo, con entrambi i marchi. (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, alla pagina "La Serie Horzu", e naturalmente sul sito dell'autore).

 

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"ZABRISKIE POINT".

 

n  "Zabriskie Point" è la colonna sonora del film omonimo di Michelangelo Antonioni. Il titolo dell'album si riferisce ad un picco di una montagna della Valle della Morte, uno dei posti più caldi della terra.

 

   

 

n  La Copertina. Le copertine del disco possono essere divise in due tipi: la normale versione inglese, con la scena del film con i due attori, i crediti completi in alto a destra e la famosa striscia bianca con il titolo a "stelle e strisce" sul bordo destro, diffusa in quasi tutti i paesi del mondo; la seconda versione uscita in Francia (MGM, 2315 002 GU), che mostrava una scena diversa del film, con un campo lungo, con il titolo completo a "stelle e strisce" a sinistra in alto (in francese) ed i nomi delle band in basso a destra. interessante ed unica era, infine, la versione originale del disco stampata in Italia (MGM, SMGL-50.017), diversa da tutte le altre, che riportava lo stesso motivo del film francese, ma più in piccolo e su sfondo bianco, e con i riferimenti del film in italiano (nella ristampa, la copertina era quella classica invece). (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

 

n  La storia della colonna sonora è un po' strana: i Pink Floyd furono chiamati da Michelangelo Antonioni, nel novembre del 1969, per comporre la colonna sonora per il suo film "Zabriskie Point", che inizialmente avrebbe dovuto essere costituita da pezzi dei soli Floyd; e così la band andò, per due settimane, a Roma, e registrò presso gli International Studios, vicino via Cavour. Ma si svegliavano tardi, bevevano birra e vino e andavano in studio intorno alle 21, per lavorare fino alle 07-08 di mattina. Nessuno proibì loro queste cose, ma a Antonioni non andò giù il risultato di quelle nottate in studio. Dopo due settimane, Antonioni fermò le session di registrazione, e prese solo tre brani già finiti (degli otto disponibili), così come erano: "Heart Beat, Pig Meat", Crumbling Land" ed il più famoso "Come In Number 51, Your Time Is Up", un remake di "Careful with that axe, Eugene" (probabilmente fu questo brano la ragione per cui Antonioni chiamò inizialmente i Floyd). Poi il regista decise di rivolgersi ad altri musicisti: ecco perchè la colonna sonora definitiva contiene anche brani dei The Kaleidoscope, The Grateful Dead, Patti Page, The Youngbloods, Jerry Garcia, Roscoe Holcomb e John Fahey. Il disco fu mixato tra gennaio e febbraio del 1970 a Londra.

 

n  Inediti. Durante le session della registrazione della colonna sonora, il gruppo registrò altri quattro outtake: "Oenone" (uno strumentale), "Fingal's Cave", "Rain in the Country" e "Point Me at the Sky" (quest'ultimo già apparso su 45 giri). I primi tre pezzi sono reperibili solo su vecchi bootleg, come "Omayyad". (notizie più approfondite in questo sito, nella pagina degli "Inediti")

 

 

n  Grateful Dead. Un particolare curioso per tutte le stampe francesi: mentre in tutte le altre edizioni, il titolo della canzone dei Grateful Dead è riportato come "Excerpt from Dark Star", nelle quattro edizioni francesi è riportato come "Take Off" (Excerpt from Dark Star)", dal nome originariamente trascritto dalle bobine delle sessions di registrazione dela colonna sonora, il titolo è così riportato, sia nel retro della copertina, sia nell'etichetta (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore).

 

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"THE BEST OF THE PINK FLOYD".

 

 

n  "The Best of The Pink Floyd". Si tratta di una speciale compilation di brani uscita in Olanda nel luglio del 1970, contenente una serie di brani dei primi due dischi e singoli dei Floyd; in alcuni altri paesi, Israele e Danimarca, è uscita successivamente, ed è stata riproposta nel 1974, sotto il titolo di "Masters of Rock". La copertina era unica e raffigurava una foto della band, che risale all'era con Gilmour, fatta durante una session fotografica promozionale della EMI del maggio del 1968. La raccolta uscì solo in Danimarca, Israele e Olanda (ma tutte le copertine sono di derivazione olandese).

 

n  "Mathilda Mother". Non tutti sanno che, stranamente, in tutte le edizioni di Masters of Rock e di The Best of The Pink Floyd la canzone Matilda Mother è riportata sulla copertina e sull'etichetta come Mathilda Mother, ma non se ne conosce il motivo, visto che la versione originale del titolo sull’album The Piper at the Gates of Dawn era comunque Matilda Mother.

 

n  "Candy and a Currant Bun". In tutte le edizioni in vinile, sul retro della copertina e sull'etichetta il brano Candy and a currant bun è riportato come "Candy and a current bun".

 

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"MEDDLE".

 

 

n  La Copertina. Le copertine del disco furono tutte uguali, alcune apribili, altre non apribili; alcuni paesi optarono per riportare il titolo sul davanti (come gli U.S.A.), mentre variava il retro della copertina rispetto all'edizione originale inglese. In buona sostanza, le copertine di stampa americana avevano un motivo più sfocato e meno definito di quelle europee; in queste ultime si vedeva perciò meglio la sagoma dell'orecchio. Il motivo all'interno invece rappresenta come detto uno scatto della band, stranamente non si conoscono altri scatti di quelle foto. Curiosa fu la traduzione del disco nell'edizione cilena, che riportava "Entremeterse"; mentre il brano "Echoes" fu tradotto indifferentemente nei paesi di lingua spagnola come "Ecos" o come "Resonancias".

 

 

 

n  La foto della band. L'interno del disco riportava la famosa fotografia dei quattro membri della band, l'ultima su un album. La fotografia è opera di Storm Thorgerson e Aubrey Powell (Hipgnosis) e stranamente non si conoscono altri scatti di quelle foto. Il gruppo si presentò su set fotografico in tempi diversi, e di conseguenza questa immagine è il montaggio di due fotografie: una con Richard Wright e Roger Waters, una con David Gilmour e Nick Mason. La cosa è evidente nelle copertine di alcuni paesi, come la Svizzera, che riportano le due foto in maniera differente.

 

 

n  Sfumature di copertina. Ci sono apparentemente due variazioni di colore del motivo di copertina: quello della copertina americana (sfumature rosa e blu) e quello della copertina europea (più marrone e azzurro). Però, in realtà ci sono molte differenti variazioni di colore nelle copertine di vari paesi del mondo, dipende essenzialmente dalle diverse condizioni di illuminazione da cui sono prese le foto utilizzate e, soprattutto, dalle condizioni di stampa delle copertine: così, troviamo tonalità tendenti al rosa, al verde, al marrone, oppure, più scure, più chiare. Anche se, avvicinandosi alla realtà, le variazioni di tonalità siano state fatte apposta. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

 

n  "Fearless" ("You'll Never Walk Alone"). Il coro da stadio che si sente alla fine di "Fearless" è preso da una partita di calcio a Liverpool. "You'll Never Walk Alone" fu in origine presa dal musical "Carusel" di Rodgers - Hammerstein, ma ricordando una famosa cover di "You'll Never Walk..." fatta da Gerry and The Pacemakers, fu presa quest'ultima versione per essere adottata come una sorta di inno dai tifosi del Liverpool e cantata in ogni incontro. La versione registrata per "Meddle", in effetti, è cantata da tifosi del Liverpool:

"""And you'll never walk / alone / in the dark / alone ......... LIVERPOOL LIVERPOOL LIVERPOOL!"""

 

n  "Seamus". Seamus è il titolo che è stato dato per il nome del cane di Steve Marriot. L'ispirazione della canzone venne quando la band notò come il cane iniziava a latrare o abbaiare quando qualcuno suonava l'armonica. Esperimento replicato con il film di "Pink Floyd At Pompeii", durante le riprese aggiuntive a Parigi nel dicembre del 1971 (il cane era però un altro, Nobs).

 

n  "Echoes" - "Return of the Son of Nothing". "Echoes" è considerata da molti fans dei Pink Floyd fans la migliore canzone scritta dai Floyd. "Echoes" nasce come una collection di 36 idee musicali mai realizzate allora, che venivano denominate, nella scaletta delle session di registrazione, "Nothing parts 1-24" (non si sa bene se c'erano 24 o 36 pezzi di musica). Uno sviluppo successivo di queste idee portarono al titolo di "The Son Of Nothing". Quando la band decise che il pezzo era pronto per il pubblico nei concerti, fu chiamato "Return of the Son of Nothing". Secondo alcuni (Tim Banks), un altro nome usato per la canzone deriva da una puntata di un programma, il "The Goon Show", dei tardi anni '50, ove in un episodio chiamato "The 50 Pound Cure" viene nominata la frase: "By Jove! It's a merry, singing funeral! Ha Ha Ha. Ah, don't take it so hard, folks. It's only a trial one for Eccles! And now, for an encore, I'll sing a little song entitled, 'LOOKING THROUGH THE KNOTHOLE IN GRANDMA'S WOODEN LEG".

Secondo altri (Michael Teige), invece, c'è addirittura un vecchio cartoon di Bugs Bunny della Loony Tunes, dove Bugs sta suonando una canzone così chiamata con un banjo. E altri ancora (Christopher K. Coffman) aggiungono che c'era una canzone popolare chiamata "Looking Through the Knothole" nell' "Ulysses" di Joyce. Da quando quello libro fu finito nel 1920, la frase era già vecchia. Giudicando il fatto che il romanzo è del 1904, sembra probabile che il testo è anche più vecchio (Joyce era comunque uno che lasciava che un anacronismo scivolasse nel testo).

Tutto questo non può che creare confusione. Altri grandi fans hanno risolto la questione (Dave Ward, aiutato da Sohnosuke Imai, Ian Russel e Vernon Fitch) così:

- 4 gennaio 1971 - la registrazione inizia negli Abbey Road Studios. Il risultato è un insieme di frammenti di idee chiamati "Nothing Parts 1-24" (spesso storpiati come "Nothing Parts 1-36" - realmente ci furono solo 24 pezzi, non 36).

- 22 aprile 1971 - prima versione suonata dal vivo, chiamata "Return of the Son of Nothing". La canzone ebbe questo nome sino all'agosto 1971.

- Tardo luglio 1971 - la prima strofa ("planets meeting face to face") fu tolta dalla canzone. Ward non è sicuro della data esatta in cui il brano fu suonato senza la prima strofa.

- ??? 1971 - Waters propose il titolo "We Won the Double" dopo che la sua squadra del cuore, l'Arsenal, vinse il campionato e la Coppa. La data non è sicura.

- 6 agosto 1971 - durante il tour giapponese del 1971 la canzone viene chiamata "Echoes". Sohnosuke Imai ha riportato quanto disse Goro Itoi, l'annunciatore del concerto: "This song, bring a full effect by echo, is Echoes, Echoes!". Si ricorda chiaramente che il nome fu detto due volte. Un nastro dal vivo di questo concerto esiste (anche se è molto raro), dove Roger annunciò la canzone come "Echoes".

- 27 agosto 1971 - il missaggio della canzone è completato.

- 17 ottobre 1971 - viene presentata alla Roundhouse di Londra la versione quadrifonica dell'album, a cura della EMI, ma l'album non venne mai stato realizzato.

- 30 ottobre 1971 - "Meddle" esce negli Stati Uniti.

- 5 novembre 1971 - "Meddle" esce in Inghilterra.

- 15 novembre 1972 - Waters introduce "Echoes" come "Looking Through the Knothole in Granny's Wooden Leg" al concerto di Boblingen in Germania.

- 16 novembre 1972 - Waters introduce "Echoes" come "The March of The Dambusters" al concerto di Francoforte in Germania.

Nel resto dei concerti, fu sempre annunciata come "Echoes".

 

 

n  "Jugoton". Nelle varie edizioni yugoslave del disco, è sempre riportato un adesivo rosso tondo, certe volte attaccato, certe volte stampato sul davanti, che mostra il titolo "PINK FLOYD MEDDLE" e due serie di sette stelle sopra e sotto. Il significato di queste stelle non è ben definito, ma una teoria di alcuni collezionisti sembra optare per un significato molto semplice: "Meddle" dovrebbe essere il settimo album ufficiale dei Pink Floyd (precedenti: "The piper at the gates of dawn", "A saucerful of secrets", "More", "Ummagumma", "Atom heart mother", "Relics") e così la Jugoton yugoslava lo comunicava attraverso l'adesivo rosso. Ma è solo una ipotesi, mancando la certezza ufficiale della casa.

 

n  "Seiko". L'orologio indossato da Mason agli inizi degli anni '70 e visibile in molte foto dell'epoca, compresa questa scattata durante le riprese di Pompei, è un Seiko Blue 6139-6000. Benché tale orologio nascesse con un cinturino in acciaio, Mr. Mason lo adattò alle proprie esigenze di batterista, sostituendolo con uno in pelle, per poi metterlo al polso al di sopra di una polsiera, sempre in pelle.

 

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"RELICS".

 

 

     

 

n  Per la copertina, il gruppo si avvalse del design esclusivo di Nick Mason, perché la EMI non era disposta a pagare più di 25 sterline, mentre l’Hipgnosis ne richiedeva almeno 150. Il disegno era uno schizzo a penna di Mason, un arzigogolato macchinario composto da molteplici strumenti musicali su cui svetta imperioso un enorme organo a canne: in buona sostanza, ritrae una sorta di macchinario composto da differenti strumenti musicali (canne d'organo, trombe, tamburi, piatti ...etc.) uniti assieme da fantasiosi elementi architettonici. Alla ristampa fu cambiata solo la scritta del titolo, colorata in rosa. Vi furono altri motivi di copertina nelle altre edizioni americane e sudamericane. La versione americana del disco uscì con una copertina diversa: una strana effige tridimensionale di una maschera antica in versione double face, che ripropone un effetto quadri-dimensionale, disegnata da David Coleman, che riproduceva sembra una maschera atzeca; in realtà, l'immagine riproduce degli apribottiglie, in ferro pitturato, che presentava anche dei fori nelle orecchie, un modo per poter essere inchiodati al muro. Parecchi paesi seguirono lo stesso esempio, facendo uscire questo tipo di copertina, invece del disegno di Mason. In Australia, la EMI fece uscire il disco con una differente copertina, che ritraeva undici monete antiche, poggiate sopra una vecchia carta nautica del Settecento; e fu l'unico caso al mondo. La versione rimasterizzata digitale inglese del 1994 ebbe come motivo, invece, la riproposizione del disegno di Mason in formato tridimensionale, la stessa che Thorgerson fece progettare e costruire dalla società Model Solution per la riedizione rimasterizzata inglese dell’album del 1994 (la sua versione in vinile risiede nel Box Pink Floyd Vinyl Collection del 1997) e che trova fisicamente spazio nell’ufficio del batterista su disegno originale dello stesso Mason, come testimoniato nel libro autobiografico. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

 

n  Le monete. Come sappiamo, in Australia la EMI locale fece uscire il disco con una differente copertina, che ritraeva undici monete antiche, poggiate sopra una vecchia carta nautica del Settecento, unico caso al mondo. Le monete erano in tutto di tre tipi, potevano essere queste:

1. La prima era probabilmente del tipo "REAL" del 1739 circa, del valore di 8 real, coniata in Messico per Filippo V di Spagna (1683–1746), il primo re di Spagna della dinastia dei Borbone. La moneta fu coniata in Messico, di solito presso la Casa de Moneda de México a Ciudad de México (denominazione attuale della città: Mexico City), dal 1732 al 1741, era d'argento, di forma circolare, con un peso di 30 grammi circa ed un diametro di 20 mm. Veniva conosciuto anche come Reale Coloniale. Nella copertina se ne contano ben nove [scritta: "HISPAN • ET IND • REX • PHILIP • V • D • G"].

2. La seconda era probabilmente del tipo "ESCUDO", del valore di 8 escudos, anch'esso coniato per Filippo V di Spagna, probabilmente a Siviglia intorno al 1717, del peso di 27 grammi circa, poteva essere d'oro o anche di ottone (nelle colonie americane), anche non circolare, ed era riconoscibile per la croce sul retro della moneta [scritta: "1717 + HISPANIARUM + REX +"].

3. La terza era probabilmente del tipo "DUCATO" del 1704, che circolava nelle colonie spagnole del Nord Europa sino al 1710, come in Olanda e Belgio; era d'argento, pesava 32 grammi e citava il Ducato di Borgogna, che fu retto da Filippo V di Spagna dal 1700 al 1710, per dare posto agli Asburgo [scritta: "BRABAN Z c 17+04 • BURGUND • DUX •"].

 

n  La firma di Nick Mason. Non tutti sanno che Nick Mason firmò il proprio disegno, il famoso schizzo a penna: infatti, si può notare che nella strana macchina in basso a sinistra, nella parte bassa, proprio al centro, vi è riportata la firma dello stesso Mason.

 

n  Strane copertine. La prima edizione del Venezuela di "Relics" (EMI-Odeon, SOLP-7292) è un pezzo molto ambito dai collezionisti: ha la copertina classica con il disegno di Nick Mason, il titolo è come nelle altre edizioni inglesi, stranamente però il disegno è leggermente differente: infatti vi sono state aggiunte delle piante (di marijuana) e non se ne sa il motivo, è l'unico caso conosciuto. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

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"OBSCURED BY CLOUDS".

 

 

n  Il motivo di copertina. Per la copertina del disco, Thorgerson e Powell convinsero il gruppo a scegliere una foto ottenuta con alcuni giochetti di luce sovrapposti all’immagine di un uomo in blue-jeans che si tuffava nel vuoto da un albero; l'effetto sfocato richiama forse uno degli effetti luminosi che i Floyd usarono nei primi concerti del 1967-68. I motivi del retro della copertina erano leggermente diversi tra l'edizione inglese e derivate e quella americana e derivati. Altro lampo di genio della Hipgnosis fu l'arrotondamento degli angoli della copertina, però non presente in tutte le edizioni. Gli angoli arrotondati della copertina di Obscured By Clouds simboleggiano il vecchio filmato a 8mm. Storm Thorgerson lo spiegò una volta: quando stavano facendo il primo filmato della copertina dell'album, qualcuno della Hipgnosis impostò male la scala della telecamera (in 8mm) e ci fu questo effetto di tagli degli angoli. Ma, quando lo guardarono dopo, gli piacque ....

 

     

 

n  Le diverse copertine. Alla copertina classica si contrapposero alcune altri motivi. Interessante e speciale fu l'edizione turca stampata nel 1978 per la Sierra Records (LP 1780), con una copertina esclusiva e differente che mostrava una foto dei Queen invece che dei Pink Floyd, nonostante alcune ricerche presso collezionisti turchi, nessuno sa il motivo ufficiale per cui questo disco è uscito con la foto dei Queen, l'unica cosa che si è riuscita a sapere è che il disco fu realizzato negli stabilimenti della EMI-Kent, probabilmente in appena 500-600 copie, forse come edizione limitata. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

n  Differenze tra il film e l'album. Le differenze tra la colonna Sonora del film e l'album sono di meno rispetto a quello che era avvenuto per "More": la sola differenza è nei testi di "Free Four". Il film debuttò il 27 agosto 1972 al festival del Film di Venezia. La scaletta dell'album. L'ordine dei brani nella scaletta è differente rispetto al nastro originale. L'album fu diviso come tracce in quattro parti di ugual sezione per la versione 8-track. Ma l'album fu necessariamente ri-arrangiato.

La scaletta originale della cassetta era:

Obscured by Clouds
When You're In
Burning Bridges
The Gold it's in The...
Wot's...uh the Deal
Mudmen
Childhood's End
Free Four
Stay
Absolutely Curtains

La scaletta dell'album era, invece, modificata in:

    Obscured by Clouds
    When You're In
    Burning Bridges
    The Gold...
-> Free Four
-> Mudmen
-> Childhood's End
-> Wot's ...
    Stay
    Absolutely Curtains

 

n  A proposito, poi, di "Absolutely Curtains", la tribù che canta dei canti tribali religiosi alla fine della canzone sono i Mapuga, della Nuova Guinea, che appariva anche nel film.

 

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"THE DARK SIDE OF THE MOON".

 

 

n  Una band chiamata Medicine Head realizzò alla fine del 1971 un album con il titolo di "Dark Side of the Moon". Così, per la stesura in studio, i Floyd dovettero usare il titolo di "Eclipse", lo stesso del tour del 1972. E questo doveva essere il titolo programmato per l'album. Ma il disco dei Medicine Head fallì e così i Floyd ripresero il titolo originario di "THe Dark Side of the Moon" per l'album.

 

 

n  Il motivo del prisma conteneva deliberatamente due errori: nello spettro dei raggi colorati del prisma non c'è il colore "indaco", mentre ci sono gli altri colori dello spettro (rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola), forse un effetto manipolato apposta per amplificare il design della copertina; il prisma del retro della copertina mostra i raggi riflessi che producono un effetto di spettro che parte dal prisma e si restringe, fenomeno fisicamente impossibile (scelta spiegabile con la necessità di far vedere un disegno continuo aprendo la copertina ed usato per la pubblicità nei negozi). In un solo paese, invece, il fascio di luce è stato scomposto diversamente: nelle edizioni del vinile in Cile, i colori del raggio del prisma sono in prevalenza di tonalità gialle e rosse: infatti, il raggio di luce scomposto ha solo 4 colori, rosso, arancione, giallo scuro, giallo chiaro.

 

 

n  La copertina. Secondo il libro "Shine On", l'idea del prisma venne da una serie di conversazioni con la band, specialmente con Roger e Rick. Roger diceva qualcosa sulla pressione del tour, la pazzia dell'ambizione... ed il triangolo è il simbolo dell'ambizione. Così, la copertina fu il risultato di una delle sette o otto proposte della Hipgnosis, disegnata da George Hardie: la parte delle luci dello show dei Floyd era il pezzo forte dell'esibizione ed il prisma sembrò una buona via per mostrare tutto questo, ed essere nello stesso tempo più grafico possibile. Nei dettagli, l’idea venne a Rick Wright che voleva qualcosa di molto semplice, clinico e preciso, qualcosa di meno illustrato e più stilizzato che in passato. Non è un design particolarmente originale quello che si utilizzò, ma forse molto appropriato e di grande effetto. L’artwork è principalmente meccanico, lo spettro di luce venne disegnato in nero ed i colori sono solo indicati. L’estensione dei raggi colorati anche nella copertina interna era stata disegnata per fare in modo che si potessero collegare con quelli della cover esterna: quando le copertine sono aperte e messe una vicina all’altra formano infatti un unico disegno. La semplice idea del prisma di luce li spinse a programmare un viaggio in Egitto per scattare alcune foto alle piramidi. Due foto selezionate, trattate in studio a tinte blu e rosa molto vivaci, diventeranno il soggetto dei poster inclusi nella cover, assieme a due adesivi a colori, che riproducevano il logo delle piramidi. Sembra che l'idea di base venne presa da Thorgerson da un testo di fisica che mostrava la luce che filtrava attraverso un prisma. George Hardie disegnò i contorni del prisma, Thorgerson prese l'immagine ed iniziò a giocarci con i colori, richiamando l'uso delle luci che veniva fatto dai Floyd negli spettacoli dal vivo e proponendolo su uno sfondo completamente nero. Il prisma rimase un prisma, ma divenne anche un triangolo, una piramide, un oggetto misterioso e qualunque cosa ci si volesse vedere. Waters suggerì che il prisma rappresentasse il battito del cuore con cui inizia la musica del disco.

 

 

n  L'idea della Hipgnosis. L'ispirazione che portò la Hipgnosis a creare il motivo eterno dello spettro di luce della copertina di "The dark side of the moon" fu presa da un libro di fisica, come ha rivelato lo stesso Powel nel 2022: scoprirono l'immagine su un libro di fisica del 1963, "The How And Why Wonder Book Of Light And Colour", nel capitolo dove si parlava di come ricreare i colori dell'arcobaleno ("How To Make A Rainbow"), dove trovarono il disegno del prisma triangolare con il raggio di luce bianco che si scomponeva, passando attraverso il prisma, nei colori dell'arcobaleno. Non era il primo esempio di immagine dello spettro di luce portata su una copertina di un disco: nel 1941 l'immagine era presente su un disco, il "Piano Concerto No. 5 In E-Flat - Emperor" di Ludwig van Beethoven, edito nel 1941 negli U.S.A. dalla Columbia Masterworks (Columbia Masterworks, catalogo: M-500) su box di 5 dischi a 78 giri (suonato dalla The New York Philharmonic Orchestra condotta da Bruno Walter, piano solista: Rudolf Serkin). La copertina era nera ed aveva il classico raggio di luce bianca che si scomponeva nei sei raggi colorati, al posto del prisma però aveva un pianoforte bianco. L'ideatore del motivo era Alex Steinweiss (1917-2011), tra l'altro il primo direttore artistico della Columbia Records, dove introdusse per primo l'idea del "concept album" attraverso la copertina del disco; disegnò oltre 2500 copertine, tra il 1939 ed il 1973.

 

     

 

n  L'Adesivo. Il disco era di solito accompagnato dal classico adesivo tondo scuro, che riportava il titolo; il colore di questi adesivi, attaccati sul davanti della copertina, era nero o blu scuro, ma vi sono anche esempi di color viola e color porpora scuro. C'è da dire che il titolo del disco era riportato in maniera diversa su questi adesivi: le edizioni inglesi ed europee in genere riportavano il titolo corretto "PINK FLOYD THE DARK SIDE OF THE MOON", mentre invece le edizioni americane e derivate (canadesi e talune asiatiche) riportavano il titolo senza l'articolo, "PINK FLOYD DARK SIDE OF THE MOON" (senza l'articolo "THE"). L'unica eccezione era l'adesivo delle edizioni argentine e uruguayane, che era di forma triangolare, di colore bianco o argentato, e con il titolo in spagnolo, "El Lado Oscuro De La Luna Pink Floyd". (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

n  L'errore di "Breathe". Intanto, gli accordi che chiudono il ritornello di "Breathe" vennero ispirati a Wright da un disco di Miles Davis degli anni '50, Kind of Blue. Inoltre, c'è un piccolo errore nel testo di "Breathe" nelle versioni in vinile del disco. Infatti, nel testo stampato all'interno della copertina del vinile, viene riportata la frase:

"don't sit down it's time to *start* another one".

Invece, i testi originali ed anche il testo cantato, erano:

"don't sit down, it's time to *dig* another one".

L'errore non fu corretto nemmeno nelle edizioni americane e paesi derivati, e nei libretti (booklet) all'interno dei vinili giapponesi della Toshiba, ove i testi del brano riportavano sempre la versione errata con "start". Invece, nelle nuove ristampe della Pink Floyd Records, l'errore è corretto, inserendo la parola giusta ("dig").

Un altro errore, meno famoso del primo, è nel testo scritto di "Money": sulla riga del testo all'interno della copertina dei vinili viene riportato un refuso:
            "I'm all right Jack keep your hands *of* my stack."

Invece il testo corretto è:
            "I'm all right Jack keep your hands *off* of my stack."

Solo nelle nuove ristampe della Pink Floyd Records l'errore è corretto, inserendo la parola giusta ("off").

 

 

n  Curiosità sui crediti, WATERS. Tutti i crediti della band nei vari brani del disco hanno i nomi dei Pink Floyd scritti praticamente a lettere minuscole, come:

"Breathe": (Waters-Gilmour-Wright)

"On The Run": (Waters-Gilmour)

"Us and Them": (Waters-Wright)

"Any Colour You Like": (Gilmour-Mason-Wright)

Ma ci sono alcuni paesi che, invece, hanno riportato il nome di Waters a lettere maiuscole in entrambe le facciate, ed anche quello di Gilmour nella seconda facciata, come:

"Breathe": (WATERS-Gilmour-Wright)

"On The Run": (WATERS-Gilmour)

"Us and Them": (WATERS-Wright)

"Any Colour You Like": (GILMOUR-Mason-Wright)

In particolare, come statistica, le stranezze sui dischi sono nei dischi di: Corea (solo le versioni della Harvest e della Jeil); Filippine; Grecia; Hong Kong; India (tutti maiuscole nelle prime due versioni e in quella His Masters Voice); Israele (prima etichetta nera e quella col prisma); Italia; Malesia; Olanda (solo la versione EU); Nuova Zelanda (le prime due versioni e alcune ristampe, comprese quelle quadrifoniche); Singapore; Turchia (solo le versioni della Stateside); U.K. (le prime tre versioni, dalla 7^ alla 10^ versione, la versione E.E.C.); U.K./Danimarca (contract-pressing); U.S.A. (solo le versioni Capitol con l'etichetta rainbow e quella viola, oltre alla versione 180g).

Ma quele fu il motivo di queste stranezze? Non lo sappiamo, possiamo solo fare delle ipotesi: forse colpa delle varie ditte che stampavano le etichette, probabilmente la Harvest o la Capitol davano delle linee guida per la stampa, ma che poi venivano disattese; oppure, è un semplice errore del grafico delle singole ditte... di errori ne sono pieni i dischi dei Floyd, anche l'attuale Pink Floyd Records non ne è immune!

 

n  Poster e Adesivi. All'interno, l'album includeva due poster colorati e due cartoline, che cambiavano però a seconda che l'edizione fosse di origine inglese, oppure, americana. Infatti, le foto riportate sui poster erano differenti. Nell'edizione inglese, il primo poster era orizzontale e riportava 4 fotografie quadrate a colori dei membri della band ed una dal vivo, sullo sfondo di una foto dal vivo della band (le fotografie erano prese da uno dei concerti del Tour del 1972); il secondo poster era sempre orizzontale e rappresentava la foto ravvicinata delle tre piramidi di Giza, con tonalità bluastra; si conoscono due versioni di entrambi i poster, lucido e opaco. Nell'edizione americana, il primo poster era verticale e riportava altre 4 fotografie quadrate a colori dei membri della band ed una dal vivo (diverse dalle altre inglesi), su sfondo di colore rosso e giallo (la foto di fondo è un effetto sfocato di una foto dal vivo)(le fotografie erano prese anche esse da uno dei concerti del Tour del 1972); il secondo poster era invece orizzontale e rappresentava una foto diversa della piana di Giza con le tre piramidi, con tonalità verdastre. Un fatto curioso, che ben pochi sanno, è che nel poster inglese con le foto della band, queste sono state stampate al contrario. Anche gli adesivi si possono trovare in tante versioni. Nelle versioni inglesi ce ne sono ben quattro versioni: colori marrone e giallo con "FasPrint permanent crack back patented"; colori marrone e giallo con "Permanent"; colori marrone e giallo con "FasPrint Removable R-100"; colori marrone e giallo con "adestor Torros Hostench so" (forse di origine spagnola). Nelle versioni americane si conoscono invece tre diversi tipi di adesivi: con "fasson CRACK `N PEEL", "Printed in U.S.A." ed i numeri "SMAS-11163-1" e "SMAS-11163-2"; senza "fasson CRACK `N PEEL", ma con "Printed in U.S.A." ed i numeri "SMAS-11163-1" e "SMAS-11163-2"; riportava "MACback / Break backing at line / U.S. Patent No. 3570337"). (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

n  "Dole Banana". Non tutti sanno che "The Great Gig in the Sky" fu usato in un annuncio commerciale TV per pubblicizzare la marca di banane "Dole"; creato nel 1973, l'annuncio fu mandato in onda nel 1974, col titolo di "Dole banana, if you feel it peel it". Secondo le notizie, fu usata una versione ri-registrata di "The Great Gig in the Sky", come avvenne dopo per la pubblicità alla TV inglese per l'analgesico Nurofen nel 1990. la band non fu chiamata in questa versione, ma Clare Torry registrò di nuovo il cantato sullenote di Rick Wright, mentre gli altri musicisti erano Neil Conti alla batteria e Lati Kronlund al basso. In una intervista Gilmour disse: "Rick wrote that music. He remade it for them. It's down to the writer. If my name had been on that track too it wouldn't have happened. I wouldn't do it. But that's Rick's business. I didn't approve of it, but I have no control over it.". L'advert lo si trova su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=vLR0NBeAbs4 .

 

   

 

n  Il "Live Cover". In Giappone, "The dark side of the moon" uscì anche con una inedita copertina. E' senz'altro considerato la più rara stampa di "The Dark Side of the Moon" e sicuramente uno dei più rari dischi dei Pink Floyd mai usciti; si tratta di una edizione speciale molto rara, uscita per la "Toshiba EMI Club Edition" nel 1978: infatti la "TOSHIBA EMI" in Giappone durante la seconda metà degli anni '70 aveva una sezione dedicata agli ordinativi per corrispondenza, ma non era molto funzionante (tanto è vero che è stata operativa solo per 1-2 anni), aveva il compito di distribuire oltreoceano alcuni dei titoli della EMI, presi dai successi dei più famosi artisti (tra i quali, Beach Boys, Jeff Beck, The Band, Pink Floyd, Elton John, etc.), la sezione era stata creata proprio per sviluppare le vendite oltreoceano di quei gruppi rock molto popolari allora in Giappone, anche questo disco appartiene a questa serie e fu realizzato per questo dalla EMI Club Edition, ma fu cambiato il motivo di copertina: fu usato uno scatto live del concerto di Wembley del 1977 ( © Robert Ellis). I dischi di questa serie sono estremamente rari, forse proprio per la loro breve durata, anche per il fatto che sono usciti tutti senza OBI ed a parecchi furono cambiati i motivi di copertina, personalizzandola per la serie. Estremamente raro, può essere valutato intorno ai $10.000 e non apparve praticamente mai nei negozi di dischi: la ragione fu che non fu mai commercializzato, perchè realizzato senza l'autorizzazione dei Floyd, i quali, quando videro realizzato il disco, lo fecero ritirare e distruggere (quasi completamente). Il disco non ha mai avuto l'OBI, e, quindi, non era inteso per una distribuzione commerciale vera e propria.

 

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"A NICE PAIR".

 

 

 

n  La copertina. L'iniziale scalata al successo di "The Dark Side Of The Moon" spinse da subito la EMI a rispolverare i primi due lavori della band, "The Piper at the Gates of Dawn" e "A Saucerful of Secrets", un cocktail dal gusto psichedelico e dai forti umori barrettiani, riunito in una combo a prezzo speciale economico. Per la lavorazione di "A Nice Pair", lo studio Hipgnosis cominciò col concentrarsi su una serie di idee variegate: il filo comune era rappresentato dal tentativo di dare un senso figurativo ad alcuni aforismi, detti proverbiali e doppi sensi all'inglese, con l'aggiunta di qualche stramberia che potesse essere colta con senso ironico. La copertina, opera sempre della Hipgnosis, è un insieme di foto strane e bizzarre, anche della band del periodo 1965-1969. Purtroppo, comportò alla sua uscita alcune noie legali: le primissime copie in circolazione riportavano in alto a destra la foto della vetrina di un negozio con la dicitura “W.R. Phang, Dental Surgeon”, che Storm aveva “catturato” con la sua macchina fotografica a Kingston-upon-Thames. L'ipotesi più accreditata fu che il signor Phang non voleva questa pubblicità gratuita e costrinse per vie legali la EMI a cambiare la copertina (in effetti, non fu ritirata nessuna copia dal mercato come narra la leggenda). Di fatto, l’Hipgnosis dovette riedittare l'album con una nuova fotografia: le successive ristampe, rivedute e corrette, riportavano, al posto della foto originale, il ritratto di un monaco tibetano intento a fare i gargarismi, forse per polemica nei confronti del dentista permaloso. Non in tutti i paesi vale questa regola però. Un'altra ipotesi, appoggiata da alcuni fan, dice che il cambio di immagine in copertina fu perché all'epoca non era permesso ai dentisti di farsi pubblicità in Inghilterra: per la verità, non era permesso fare pubblicità in generale. Così fu cambiata la foto in copertina. Un altro esempio, in tal senso, è quello dei Kinks, che hanno dovuto sostituire "coca-cola" con "cherry-cola" nel testo di "Lola" per la versione della canzone pubblicata su singolo (album: "Lola Versus Powerman and the Moneygoround, Part One", 1970).

 

    

 

n  "A nice pair". Forse il titolo dell'album deriva proprio dalla foto principale posta in alto, che raffigura in origine il seno di una donna nuda. Ma in alcuni paesi il seno venne censurato, con appositi riquadri (come in Canada), adesivi colorati (come negli U.S.A.) o sbarrato con croci o anche con la foto sostituita da un riquadro tutto nero col titolo (come in Grecia o in Spagna); in altri paesi fu censurata solo la pera a destra della donna nuda; addirittura, in Sudafrica la foto venne sostituita con uno scatto diverso. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

n  Gli strani doppi sensi. Tra gli scatti particolari legati a doppi sensi, riveliamo:

1) l'immagine di una forchetta in strada corrisponde ad un semplice gioco di parole inglese: “a fork (in the road)” letteralmente suona come “biforcazione”, cioè trovarsi innanzi a un bivio;

2) i pesci dentro un pentolino, rimandano al detto "stare come un pesce nel bollitore" (“being in a kettle of fish”), cioè trovarsi in una situazione scomoda; ma anche “un altro paio di maniche” se inteso come “a different kettle of fish”;

3) gli UFO sono comunemente detti "flying saucers", i piatti volanti; nell'immagine si scorgono delle sotto tazzine da tè che spiccano in volo in formazione come fossero una flotta aerea aliena;

4) tra le immagini più ambigue c'è quella di un cappotto aperto in un prato, in una zona verde vagamente a conca ai piedi di una leggera altura. Azzardiamo la nostra interpretazione: il gesto esibizionistico di slacciarsi di colpo il soprabito si definisce “flashing”. Il gesto potrebbe rimandare al detto “a flash in the pan” che in italiano suona come “aspettarsi qualcosa di grande valore, ma che si rivela un fuoco di paglia”; l'origine risale all'età dell'oro, quando il luccichìo nel pentolino del minatore si rivelava qualcosa di diverso da una pepita;

5) il fumetto di un samurai giapponese che levita in aria, indica, giocando con le parole, un nipponico in volo che diviene “a Nip in the air”, che in inglese rimanda letteralmente al detto “un pizzicotto (o un morso) al vento”; in Italiano suona come “un freddo pungente”. Ma c'è dell'altro: se al posto di NIP, utilizzassimo (un po' forzatamente) il termine NIPPLE, ecco che il gioco di parole assume tutto un'altro significato: “nipple in the air” sta per “capezzolo al vento” cioè seno all'aria (di fuori); il disegno è opera di Colin Elgie, uno dei migliori free lance a servizio della Hipgnosis;

6) il detto raffigurato in un'altra foto è “laughing all the way to the bank”, cioè “ridere tutta la strada verso la banca”: allude al riuscire a fare soldi in modo agile alle spalle di qualcuno (che è stato ingenuo o si è fatto scavalcare negli affari); l'opera è stata firmata dal suo autore, Bob Lawrie, un altro abile free-lance della Hipgnosis;

7) gli occhiali sfocati del fotografo miope sono spiegati dallo stesso Thorgenson: “...le lenti appartengono al fotograrfo che fece la fotografia. Quando li tolse non riusciva a vedere molto bene e così fu incapace di usare i fuochi correttamente”;

8) la donna nuda sul retro: la foto è un gioco di parole connesso ad un proverbio di fine '600 che allude alla Falconeria, “a bird in the hand is worth two in the bush”, cioè “meglio un volatile in mano che due nel cespuglio (bosco)”. Ovvero, meglio affidarsi ad una certezza, per quanto più piccola (possedere un solo falco), che sperare di trovarne una più grande (due falchi nascosti nel bosco); suona come “chi si accontenta gode” o “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. L'allusione divertente, in inglese, non è la parola “bird” ma “bush”, a intendere le grazie intime della fanciulla.

 

  

  

 

n  Differenze. Vi sono delle differenze tra le edizioni europee e quelle americane (e derivate), nelle foto della copertina; le più importanti sono: l'uomo con l'impermeabile (giallo nelle edizioni europee, nero nelle edizioni americane), la foto della squadra di calcio, la foto di Ian Moore, la foto con Storm Thorgerson e Aubrey Powell del retro, la foto del "Banco". Inoltre, nell'edizione americana originale della Capitol, il brano in studio classico di "Astronomy Dominé" è stato sostituito dalla versione dal vivo presa da "Ummagumma", come del resto in Canada.

 

Anche le foto interne della copertina erano diverse tra la versione europea e la versione americana, si notano sia foto nuove (vedi per esempio quelle con Syd Barrett da solo), sia una piccola differenza nella disposizione delle foto.

 

 

 

Troviamo anche parecchie differenze tra le edizioni sulle foto centrali del titolo, con la donna nuda più o meno censurata (caratteristica citata già sopra), le foto del riquadro in alto a destra diverse o personalizate, le foto della donna nuda sul retro della copertina censurata (la c.d. "Lady Bird") (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore).

 

n  La squadra di calcio. L'immagine centrale della front cover era stata pensata ben diversamente: in origine Thorgenson pensò ad un paio di guantoni rosa da far vestire al pugile Floyd Patterson; l'ennesimo gioco di parole per far comparire, figurativamente, il nome dei ragazzi; “...Ma Patterson voleva 5000 dollari, una somma che io ritenni oltraggiosa. Così lo mandammo affanculo”. Si ripiegò sulla foto della squadra di calcio del First Eleven (First XI), il Pink Floyd Footbal Team, in questo scatto privo delle sue bellissime chearleaders. Anche la foto della squadra di calcio era leggermente diversa nelle due copertine delle edizioni europee e americane. Da notare che le persone della foto della squadra di calcio sono state individuate per: (in piedi da sinistra a destra): 1. Chris Adamson (senza scarpe), 2. Arthur Max, 3. Roger Waters, 4. Liverpool Bobby (?), 5. Peter Watts (con bandana), 6. Steve O'Rourke; (accasciati, da sinistra a destra): 7. Nick Mason, 8. Tony Howard, 9. Richard Wright, 10. Storm Thorgenson, 11. David Gilmour. Il biografo Nicholas Shaffner riporta che quel giorno il glorioso First XI le buscò 4-0 contro una squadra di marxisti della Londra Nord.

Il First Eleven poteva contare, inoltre, anche su un gruppo di tifose al seguito: cinque bellissime “cheerleaders” con magliette su cui campeggiavano due stelle sotto le lettere “PF FC” (Pink Floyd Football Club). Di questo quintetto facevano parte Puddie e Jenny (mogli di Watts e McCredie), Ginger Virginia Hasenbein (prima moglie di Dave Gilmour), Gai Powell (consorte di Aubrey Powell) e Judy Trim (sposata con Roger Waters dal ’69 al 1975), figlia di uno scienziato e ricercatore all’Università di Cambridge, diventata poi un’artista molto apprezzata in ambito internazionale.

 

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"MASTERS OF ROCK".

 

 

 

n  "Masters of Rock". Si tratta di una compilation di brani dei Floyd uscita solo in Europa nel 1974 (si trova anche negli U.S.A., ma solo d'importazione), e più precisamente in Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna. Tutte queste versioni uscirono con la classica copertina con il titolo, in alcuni paesi addirittura in due versioni ("Masters of Rock" e "Masters of Rock Vol. 1"). In alcuni paesi, come Danimarca, Olanda e Svezia, invece, il disco uscì con una inedita copertina con un disegno stile "pop-art" che raffigurava la band, con Mason, Waters, Wright e Syd Barrett, che non era altro che la foto ampiamente ritoccata e colorata dell'interno di "Meddle".

 

 

n  La serie "Masters of Rock". Il disco fa parte di una serie della EMI Records (attraverso la sua sussidiaria Harvest Records) della metà degli anni '70, che era formata da una compilation di brani di varie artisti; successivamente, per la serie uscirono anche alcuni album interi. La serie era distinguibile per via del nome sulla copertina, raffigurato da un logo colorato che mostrava il titolo della serie, "MASTERS OF ROCK" colorato con il motivo della bandiera inglese o americana. Alla serie appartenevano i dischi di vari artisti, tra cui possiamo citare:

Pink Floyd - Masters of Rock Vol. 1 (1974)

Grand Funk Railroad ‎– Masters Of Rock Vol. 2 (1974)

Steve Miller Band ‎– Masters of Rock Vol. 3 (1977)

Steppenwolf ‎– Masters Of Rock Vol. 4 (1974)

Jeff Beck ‎– Masters Of Rock Vol. 5 (1974)

East Of Eden - Masters of Rock (1975)

Geordie ‎– Masters Of Rock Vol. 8 (1974)

The Band ‎– Masters Of Rock Vol. 9 (1975)

Rare Earth ‎– Masters Of Rock Vol. 10 (1974)

Wizzard - Masters of Rock Vol. 11 (1977)

Electric Light Orchestra ‎– Masters Of Rock Vol. 12 (1974)

Edgar Broughton Band ‎– Masters Of Rock (1974)

Procol Harum ‎– Broken Barricades (1974)

Creedence Clearwater Revival ‎– Masters Of Rock (1975)

The Move ‎– Masters Of Rock (1974)

Canned Heat ‎– Masters Of Rock (1974)

Osibisa ‎– Masters Of Rock (1974)

Wishbone Ash ‎– Masters Of Rock (1974)

Canned Heart - Masters Of Rock (1974)

Deep Purple - 24 Carat Purple.

 

 

Da notare che la serie originaria prevedeva una copertina con il solo nome della band e grafica simile al disco dei Pink Floyd; ma in alcuni paesi, come Olanda e Spagna, i dischi della serie uscirono con copertine differenti, spesso con la foto dei rispettivi gruppi. Un altro aspetto particolare fu che solo in alcuni paesi, come per esempio la Germania, il titolo del disco fu riportato per intero come doveva essere in origine, ovvero "MASTERS OF ROCK VOL. 1", mentre nella maggior parte dei casi il titolo fu riportato solo come "MASTERS OF ROCK".

 

 

n  "Masters of Rock" Series Notes". ll disco di "Masters Of Rock" in Italia era stato annunciato come una uscita per la serie "I MAESTRI", edita dalla EMI Italiana: tutti i dischi della serie (su etichetta EMI o Odeon) dovevano avere una copertina particolare, color oro, con una foto dell'artista ed il titolo della serie. La stessa serie successivamente proseguì con delle copertine bianche, una striscia colorata al centro e una piccola foto dell'artista. Stranamente, invece, quella il disco dedicato ai Pink Floyd uscì con la copertina che conosciamo, con il motivo diverso, per renderlo uniforme a tutte le copie europee della Harvest.

 

n  "Mathilda Mother". Non tutti sanno che, stranamente, in tutte le edizioni di Masters of Rock e di The Best of The Pink Floyd la canzone Matilda Mother è riportata sulla copertina e sull'etichetta come Mathilda Mother, ma non se ne conosce il motivo, visto che la versione originale del titolo sull’album The Piper at the Gates of Dawn era comunque Matilda Mother.

 

n  "Candy and a Currant Bun". In tutte le edizioni in vinile, sul retro della copertina e sull'etichetta il brano Candy and a currant bun è riportato come "Candy and a current bun".

 

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"WISH YOU WERE HERE".

 

 

n  La copertina. Dal punto di vista grafico, l'album di "Wish You Were Here" si rivelò un lavoro ben più difficile, dovendo nuovamente correlarsi ai complessi riferimenti della musica e soprattutto dei testi. Il design fu creato nuovamente dalla Hipgnosis con Storm Thorgerson. Gli stessi membri della band ammisero che fu proprio un’esperienza strana realizzare quella copertina. L’idea base era quella di ‘non essere da nessuna parte’: tutte le foto incluse cercano di suggerire questo concetto; si tratta di situazioni surreali, irreali, come quella dell’uomo che brucia, o dell’uomo senza piedi nella sabbia. Lo stesso titolo lo dice, "Wish You Were Here", ‘vorremmo che fossi qui’, è una specie di gioco di parole sul fatto di ‘non desiderare che sia qui’. Sembra che ciò derivo dal fatto che la band non era troppo concentrata in studio, forse per la fatica degli spettacoli dal vivo. Comunque, il concept della copertina ruota tutto attorno alla figura centrale dell'assenza. Quella di Barrett sopratutto, che si presenta negli studi di Abbey Road mentre i suoi amici stanno registrando il disco. Storm è li, a pochi metri, e vuole rappresentare esteticamente questo struggente senso di vuoto. E allora mette in copertina un uomo che stringe la mano ad un altro uomo ricoperto di fiamme. Per la foto furono impiegati due stuntmen (Ronnie Rondell & Danny Rogers) e fu scattata ai Warner Bros. Studios di Burbank (vedi dopo). Da ricordare anche le bellissime immagini interne: il tuffo senza splash, il nuotatore senza acqua, simbolo dell'uomo moderno che segue una direzione ostinatamente anche se non ha senso. E qui Thorgerson cita esplicitamente il surrealismo di Magritte.

 

              

 

n  Gli scatti della copertina. La foto di copertina è stata ispirata dall'idea che le persone tendono a nascondere i loro veri sentimenti, per paura di "essere bruciati", e quindi due uomini d'affari sono stati raffigurati mentre stringevano la mano, un uomo va in fiamme. "Getting burned" era anche una frase comune nell'industria musicale, usata spesso da artisti che rifiutavano i pagamenti delle royalty. Per la foto furono impiegati due stuntmen, Ronnie Rondell (col fuoco) e Danny Rogers, il primo coperto da una tuta d'amianto e con una parrucca in testa; la fotografia fu scattata ai Warner Bros Studios a Burbank, California. Rondell era vestito con un vestito ignifugo coperto da un tailleur. La sua testa era protetta da un cappuccio, sotto una parrucca. Inizialmente, al momento dello scatto, il vento stava soffiando nella direzione sbagliata, e le fiamme furono costrette sul viso di Rondell, bruciando i suoi baffi. I due stuntmen cambiarono posizione e la foto venne scattata con successo.

[Pics by courtesy of "Wish You Were Here Cover Photo" (2009), http://www.feelnumb.com/2009/10/10/pink-floyd-wish-you-were-here-cover-photo/].

 

  

 

n  Ci furono delle differenze tra la versione europea e quella americana della copertina. Infatti, la Hipgnosis pensò di cambiare la fotografia principale, ponendovi uno scatto diverso dell'uomo che brucia. Così nell'edizione originale inglese e in tutte le stampe europee e giapponesi, la foto è più ravvicinata e vista dallo stesso livello dei due personaggi. Inoltre, l'uomo che brucia pende in avanti verso l'altra persona. Nell'edizione americana, invece, la foto è normale e vista leggermente più in alto. L'uomo che brucia, stavolta, pende indietro, sempre dando la mano all'altra persona. Quest'ultima copertina venne usata anche per parecchie stampe asiatiche e sudamericane (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore). La differenza tra le due copertine di "Wish You Were Here" è davvero interessante anche dal punto di vista tecnico: non solo sono due foto differenti, ma sono state prese addirittura con due macchine diverse. La foto della versione europea è stata fatta con una macchina fotografica con pellicola colorata trasparente da 35mm, mentre la foto della versione americana è stata usata una pellicola colorata da 120mm.

 

     

 

n  Il retro di copertina mostra un rappresentante commerciale senza volto denominato "Floyd Salesman", che, nelle parole di Thorgerson, "vende la propria anima nel deserto" (il deserto di Yuma in California); l'assenza di polsi e caviglie segnala la sua presenza come mero involucro, un "vestito vuoto". Le foto presenti all'interno dell'LP mostrano un velo ondeggiante in un ventoso boschetto del Norfolk ed il famoso nuotatore che si tuffa in un lago (Mono Lake) senza provocare il minimo movimento nell'acqua. Non tutti sanno però che dietro al velo rosso dell'inner si può scorgere la sagoma di una donna nuda, assente in alcune ristampe in CD, mentre in altre versioni è riportato uno scatto differente (sia col velo rosso, sia col velo bianco senza figura di donna).

 

 

n  Il tuffatore. Come detto, la foto presente all'interno dell'LP mostrano il famoso nuotatore che si tuffa in un lago (Mono Lake), foto usata anche per la cartolina all'interno del disco. Proprio per quest'ultima, furono usati altri scatti della stessa session, presenti anche nel poster dell'edizione "Mastersound" giapponese.

 

n  Il disco uscì confezionato in una busta di plastica completamente nera su cui un adesivo a colori disegnato da George Hardie segnalava al pubblico il nome del gruppo e il titolo del lavoro. L’idea base fu che la busta di plastica nera doveva essere una copertina per i negozi, mentre quella vera e propria era per il pubblico, così come sostenuto dallo stesso Storm Thorgerson. La busta di cellophane nero prevista per la copertina si rivelò difficilissima da produrre e costò un sacco di soldi; inoltre, la casa discografica americana (Columbia Records) non riusciva proprio a capire il motivo di un così grosso lavoro grafico. In Inghilterra, i negozianti la detestarono perché avrebbero voluto mostrare la copertina, ma quando tolsero la busta si accorsero di non poterla rimettere, e fu ancora più frustrante per loro scoprire che la copertina di cartone non aveva titoli (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, nella pagina dedicata a "Wish Yu ere Here"). L'involucro non uscì sempre tutto nero: in alcuni paesi uscì di colore blu scuro, in altri trasparente.

 

n  "Shine On You Crazy Diamond". "Shine On" fu originariamente concepita per essere una composizione da mettere su di un'unica facciata, ma durava molto di più di una facciata (circa 30 minuti), e la band decise che lavorasse meglio con tre altre canzoni in mezzo. Così la canzone è divisa in nove parti, ma è molto difficile dire dove inizino e dove finiscano le singole parti. Chris Walsh di "Guitar magazine" ha cercato di classificare le parti.

Part I - Orchestra e tastiere e qualche corno sintetizzato.

Part II - Inizia con "Syd's Theme", il famoso motivetto di quattro note (Dah DAH dah DAH)(3:35).

Part III - Assolo di Rick ai sintetizzatori (6:29).

Part IV - La sezione vocale (8:42).

Part V - Assolo di sax (11:10).

Part VI - Sintetizzatori e poi assolo di Gilmour.

Part VII - Seconda sezione vocale (4:52).

Part VIII - Pezzo di sintetizzatore quasi jazz (6:04).

Part IX - Sezione finale tipo funerale con assolo di sintetizzatore (9:09).

C'è anche uno schema alternativo, preso dal libro di spartiti di pianoforte di "Wish You Were Here". In questi arrangiamenti, le prime cinque parti sono:

Part I - Apertura solista di Rick.

Part II - Primo assolo di Dave

Part III - "Syd's Theme".

Part IV - Assolo di sintetizzatore di Rick, seguito dall'assolo di Dave.

Part V - Sezione vocale di Roger e assolo di sax.

Certo, i libri di spartiti non sono famosi per la loro accuratezza nei particolari. D'altra parte, però, la versione presente su "A Collection Of Great Dance Songs" riporta le parti I, II, IV e VII; la versione su "The Delicate Sound Of Thunder", invece, riporta le parti I-V (quasi a riprova della seconda ipotesi di schema). Ma la prima ipotesi è quella più accreditata, e anche lo stesso Gilmour sembra spiegare così, in varie interviste, a modo suo, la divisione di "Shine On". Da notare che le famose quattro note iniziali del "Syd's theme" furono prese da un motivetto preso dal programma della BBC "Take It From There".

 

   

 

n  "Ginì". Il tour inglese di novembre-dicembre 1974 venne preceduto da un mini-tour di prova in Francia, con sole 6 date, nel giugno del 1974, che però segnarono il tutto-esaurito negli stadi francesi. Il Tour era sponsorizzato da una celebre marca di bibita francese, la Ginì, una specie di acqua di soda. La Ginì, per aumentare la pubblicità del prodotto nel Tour dei Pink Floyd, fece andare la band nel deserto del Marocco, i primi mesi del 1974, dove gli fecero fare una session di fotografie, che serviva per i cartelloni pubblicitari della bibita. Un fatto curioso: c'è una famosa foto della band che assomiglia in maniera impressionante, come idea, ad un disco singolo della band italiana degli anni '70 Reattori Caldi ("Senza tempo noi"/"Il mio cuore è un reattore" (Dig It MM 024, 1974), dello stesso periodo; chissà chi ha avuto prima l'idea della particolare posizione?

 

 

n  "British Winter Tour". Il successo mondiale dei Floyd attirò, come prevedibile, l’interesse di quello che ben presto divenne un mercato parallelo alla discografia ufficiale della band; in alcuni casi gli illegali erano di gran lunga più interessanti di quelli cosiddetti “regolari”. Il loro primo bootleg di successo fu pubblicato nel 1973 e conteneva l’esecuzione dal vivo di "The dark side of the moon" tratta dal concerto di Londra del 20 febbraio 1972. Realizzata mesi prima della pubblicazione ufficiale del disco del prisma, questo illegale fu molto diffuso e divenne il bootleg più venduto in Europa. Per questo motivo destò l’interesse della stampa musicale il nuovo titolo pubblicato agli inizi del 1975. Si trattava del "BRITISH WINTER TOUR 74", registrato durante il concerto ai Trentham Gardens del 19 novembre 1974 e che, a differenza di altri bootlegs, non fu mai rintracciato nella sua edizione originale su nastro. L’etichetta su cui fu stampato era la PFL 7501-17610 A/B; stampato dalla God Records Olanda e distribuito contemporaneamente in Germania e in Olanda. La copertina era professionale: sul fronte, sotto la scritta Pink Floyd i due numeri 7 e 4, all’interno dei quali erano riportate le foto della band tratte dai loro concerti parigini del 1974, tratte dalla rivista francese Rock & Folk; sul retro, direttamente dal tour-programme del 1974, i testi dei brani contenuti nel disco. La registrazione era di buona qualità, realizzata con un registratore a cassetta non professionale, i brani erano presentati nella loro versione completa e per gli appassionati l’occasione di poter ascoltare 45 minuti di musica inedita della loro band preferita era troppo ghiotta; da una rapida inchiesta tra gli acquirenti del disco, pochi avevano compreso che si trattava di un illegale; per tutti quello era il “nuovo” disco dei Pink Floyd!

Il successo di questo bootleg fu immediato grazie alla scelta dei negozianti di uniformare il prezzo a quelli delle novità discografica in vendita nei negozi specializzati. Prodotto in Germania, la sua contemporanea presenza nei negozi di Olanda, Francia e Inghilterra, assicurava una presenza capillare sul mercato; nel suo primo mese di vendita nella sola Inghilterra il disco aveva superato le 60mila unità. Con gli ordini che arrivavano da America e Giappone, la vendita ipotizzata in quei paesi sarebbe stata tra le 100 e le 150mila copie.

 

n  Quando era il momento di registrare "Have A Cigar", Waters, esausto per le fatiche di registrazione, invitò un loro vecchio amico della Harvest, Roy Harper, che stava registrando nello studio vicino al loro il suo album "H.Q." (a cui Gilmour partecipò con alcuni pezzi di chitarra). E Roy così cantò la canzone nel disco dei Floyd. Roy Harper ritornò a cantare "Have A Cigar" nel corso del famoso concerto del 1975 a Knebworth.

 

 

n  "Ojala Estuvieras Aqui". Il disco mai esistito. Le due edizioni della CBS stampate in Messico sono entrambe uscite con etichetta della CBS arancione ed arancione sfumata, tipica dei dischi messicani di quel tempo (CBS, CLS-5485). Ma sul retro della copertina appaiono stranamente due etichette classiche di "Wish you were here", blu e nere, con i titoli dei brani in spagnolo e con il marchio della CBS/Columbia Internacional. A prima vista si possono scambiare per un logo locale, ma alcune recenti ricerche hanno portato a pensare che ci fosse un'altra ipotesi. Erano queste le bozze del progetto iniziale del disco? Mancano le notizie ufficiali in senso, ma probabilmente sì. Sicuramente, anche se la Harvest europea spingeva verso l'etichetta con il motivo classico (il c.d. "mechanical handshake"), come era avvenuto negli U.S.A. ed in Canada, nei paesi del Centro e Sud America la CBS e la Columbia non volevano perdere l'occasione di stampare proprie etichette, in controtendenza rispetto a quelle nord-americane ed europee, di solito, appunto, di base arancione e collegate alle branche locali della CBS (Discos CBS in primis). Probabilmente, poi, studiando la nuova copertina, diversa da quelle classiche europee, la CBS messicana scelse anche di porre la bozza dell'etichetta originaria sul retro della copertina.

 

 

n  Gli errori delle edizioni della Pink Floyd Records. Un particolare curioso per la ristampa della Pink Floyd Records è che l'adesivo posto sul davanti riporta un piccolo errore tra la prima versione del 2016 e quella successiva del 2017: infatti, nella versione del 2016, nell'adesivo non sono riportati i consueti crediti relativi alla rimasterizzazione; l'errore è stato corretto nel 2017, quando è uscita una seconda versione del disco, con l'aggiunta sull'adesivo dei crediti relativi alla rimasterizzazione (riporta "Remastered from the original analogue tapes by JAMES GUTHRIE, JOEL PLANTE and BERNIE GRUNDMAN"); da notare che anche il numero di catalogo sull'adesivo è diverso, "88875184261S3" per la versione del 2016, "88875184261" per la versione del 2017.

 

n  La Prova della EMI Australiana. In Australia esisteva un vero gioiello, venduto tempo fa su Ebay: una stampa di prova testpress del laboratorio EMI. Il primo lato era inciso con Let Me Roll With It dei Wings, mentre il secondo lato era inciso con Shine On You Crazy Diamond part I-V. La copertina era una busta bianca vuota, mentre l'etichetta del primo lato era bianca degli EMI Laborator, con scritto sul run-off "Experiment I"; l'etichetta del secondo lato era anche questa bianca, con scritto sul run-off "Experiment III". La qualità del suono non era buona, quindi si trattava probabilmente di un campione di fine linea della produzione dello stabilimento EMI australiano.

 

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"ANIMALS".

 

  

 

n  La copertina. Se la lavorazione della copertina del disco precedente comportò un duro approfondimento concettuale, quella di "Animals" impegnò l’Hipgnosis su un piano principalmente tecnico, dopo la decisione di Waters di visualizzare il concept dell’album con alcune fotografie in bianco e nero della Battersea Power Station. Poiché alla band piacque il colore e la luce del cielo ritratto durante il primo giorno di session (quello dell’imprevista mancata esibizione del maiale volante) e la posizione del maiale ripreso invece il terzo giorno, quando il cielo era risultato “spento”, la cosa migliore era quella di sovrapporre le due foto, incollando il maiale sulla foto del primo giorno e poi ritoccare il tutto. Gran parte della session fotografica si può vedere nel libretto ufficiale inglese degli spartiti (UK, ISBN 0.7119.1030.8). Stranamente, per alcune foto promozionali presenti in alcuni giornali furono usate altre foto della stessa session fotografica. La fotografia di copertina è un chiaro riferimento al brano Pigs on the Wing, che apre e chiude l'album.

 

 

n  Le session di fotografie della copertina di "Animals" furono fatte in tre differenti giorni (sembra dal 2 al 4 novembre 1976) .Su richiesta della band venne contattata la Ballon Fabrik (la stessa che aveva realizzato il dirigibile dei Led Zeppelin) e commissionata la costruzione di un maiale gonfiabile di circa 12 metri da posizionare nel cielo fra le ciminiere. Le session di fotografia si svolsero in tre giornate. Il primo giorno era un po' nuvoloso e triste, ed il maiale non volle semplicemente "volare" (non c'era abbastanza elio all'interno, a causa di problemi nelle bombole). Così, scattarono alcune foto, bevvero champagne e se ne andarono. Il secondo giorno il cielo era sereno, ma ventoso. Pare che quello buono sia stato il terzo giorno. Qualcuno aveva pensato di assoldare un tiratore con un fucile in modo da abbattere il maiale nel caso fosse successo un imprevisto ma, forse per risparmiare o forse per negligenza, questi fu presente solo il primo giorno. Il secondo giorno, a causa del forte vento, il maiale (a cui era stato dato il nome Algie) ruppe i tiranti e volò nei cieli di Londra scatenando il panico fra gli aerei in partenza ed in arrivo all’aeroporto Heathrow. Per dovere di cronaca il maiale gonfiabile venne recuperato in una fattoria del Kent dove possiamo solo immaginare lo stupore del fattore nel trovarselo parcheggiato in giardino.

La copertina di "Animals" è in effetti una combinazione di due fotografie: la Power Station è ripresa dal primo giorno con il tempo nuvoloso, mentre il maiale volante dal terzo giorno. Il filmato che veniva proiettato dal vivo in "Pigs (3 Different Ones)" era preso dal secondo giorno. E' lo stesso Storm Thorgerson a ricordarlo: "Quel set di fotografie è stato molto difficoltoso. Il primo giorno c’era un clima perfetto con totale assenza di vento, ma il maiale non si gonfiò per un problema tecnico. Il secondo giorno, invece, c’era molto vento e il cielo era sereno. Tuttavia, come è noto, il maiale si staccò ed atterrò nel Kent. Il terzo giorno riuscimmo a fare delle buone foto, anche se in realtà la copertina è il frutto di un mix delle foto di tutte e tre le giornate.".

Non tutti sanno però che la famosa foto di copertina non è di Storm Thorgerson, bensì uno scatto di Howard Bartrop. Da ricordare che due dei pezzi apparsi su "Animals" erano già stati eseguiti dal vivo dai Floyd durante i due tour del 1974 e 1975: "Raving And Drooling" ("Sheep") e "You Gotta Be Crazy" ("Dogs").

 

         

 

n  Due Maiali? Non tutti sanno che la copertina usata nella riedizione in CD del 2011 (50999 028951 2 3) ha un motivo leggermente differente rispetto alla copertina originale del vinile (SHVL 815) che tutti conoscono. Infatti, in questa ultima copertina si possono notare delle differenze: la prima differenza sta al centro in basso, vicino ai due camion parcheggiati, dove si possono vedere due autovetture chiare del tipo "Jeep"; la seconda differenza sta ai piedi della Battersea, si intravede un secondo maiale sgonfiato. Il motivo della foto in generale apparentemente sembra essere lo stesso tra le due copertine, quella del CD è solo un po' più stretta, e vi è solo l'aggiunta su quella del CD di questi due particolari interessanti. Il motivo è abbastanza semplice: il maiale è lo stesso, ma al momento dello scatto che scelsero era sgonfio (la foto si riferisce al primo giorno). Infatti, nella copertina definitiva il maiale è stato aggiunto in post-produzione (il maiale in volo era quello del giorno dopo) ed è stato cancellato quello sgonfio.

 

n  Un aneddoto legato ai vinili. Nei testi di "Animals" sulla copertina interna nera risulta esserci una stranezza in quase tutte le edizioni. Il fatto curioso è che su quasi tutti i dischi in vinile, nell'inner, troviamo la frase nel brano "Dogs": "...Who was given a seat in the stand...". Invece, in alcuni libri ed anche in alcuni siti, si riporta la frase: "...Who was given a pat on the back...". Certo è che non si spiega il motivo di tale stranezza, visto che nel disco viene cantata la seconda frase. Ma la prima frase era cantata anche nel tour del 1975 (in "You gotta be crazy") e viene anche riportata sul libretto interno dei CD originali; ed anche nello spartito originale di "Animals", il testo sotto le note viene riportato esatto, "...Who was giv-en a pat on the back, ...". In sintesi, quasi tutte le versioni dei testi nell'inner dei vinili riportano la frase sbagliata, ma non se ne conosce il motivo; gli unici due inner con il testo corretto sono quelli dell'edizione inglese del 1997 e nelle edizioni della Yugoslavia, oltre che nell’inserto dell’edizione del 2022 della Pink Floyd Records (remix del 2018). (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 


n  Snowy White e l'album. Quando I Floyd realizzarono il nastro a 8-tracce per gli U.S.A., ebbero bisogno di qualche ritocco musicale per le due versioni di "Pigs on the Wing". Snowy White registrò così un piccolo assolo di chitarra e si può sentire nel nastro. Un nastro a 8-tracce ha 8 tracce, oppure, 4 tracce stereo; questo vuol dire che l'albums è stato diviso in quattro parti uguali.

L'arrangiamento fu il seguente (d'accordo con Donald Scheidt):

Track 1: "Dogs" (la prima parte del brano)

Track 2: "Dogs" (il resto del brano); "Pigs on the Wing part 1"; assolo; "Pigs on the Wing part 2"

Track 3: "Pigs (Three Different Ones)"

Track 4: "Sheep"

In ogni modo, l'album di "Animals", nell'arrangiamento a 8-tracce, fu il solo album dei Floyd nel quale suonò Snowy White. Fu presente anche nel 1977 Animals Tour e nel tour del 1980 di "The Wall". Non sono: suonò anche con Roger Waters nel famoso concerto di Berlino, al concerto delle "Guitar Legends" e al "Walden Woods Benefit".

 

 

n  "Pigs On The Wing". Qualcuno sostiene che l'idea del maiale volante fu presa dalla copertina di un album dei Pink Faires, "Kings of Oblivion", del giugno del 1973; ma non sapremo mai la verità.

 

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"THE WALL".

 

n  La Copertina. Per la copertina di THE WALL, i Pink Floyd decisero di affidarsi al disegnatore/vignettista Gerald Scarfe che avrebbe animato con i suoi efficaci cartoons non solo tutte le performances dal vivo del gruppo ma anche parte delle scene del film di Alan Parker. Scarfe aveva cominciato a lavorare come vignettista e caricaturista agli inizi degli anni ‘60 per riviste minori (Punch, Private Eye, Maily Dail...) prima di affermarsi con la satira politica sul Sunday Time nel 1967. Agli inizi degli anni ‘70 era stato assunto dal Time con l’incarico di disegnare le copertine e nel 1974 aveva conosciuto i Pink Floyd lavorando con loro negli allestimenti del tour di THE DARK SIDE OF MOON (sue erano le grandi figure gonfiabili usate a quel tempo nei concerti). A proposito del suo lavoro per THE WALL, ha detto: “Quando disegni la crudeltà, speri che la gente si rivolti contro di essa. Per mostrare in un film che qualcosa è sbagliato devi presentare le cose nel modo più onesto possibile. Ma ci sono persone a cui purtroppo piacciono violenza e crudeltà, e così si finisce per soddisfare i loro gusti perversi. Non so onestamente quanto si riesca a far capire a quel genere di persone che è sbagliato”. (G. Scarfe a Janet Watts in The Observer dell’agosto 1982).

 

 

 

 

n  Le differenze all'interno della copertina. Le edizioni inglesi e americane del disco riportavano una differenza tra la prima edizione e la seconda edizione. In particolare, nella versione inglese, l'interno della copertina aveva il motivo classico con mattoni ed i disegni di Scarfe, ma nella prima edizione i crediti all'interno non riportavano tutti i membri del gruppo, ma solo "Words and Music - Roger Waters", mentre nella seconda edizione i crediti all'interno riportavano tutti i membri del gruppo al 10° mattone, come "Pink Floyd, Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason, Rickard Wright". Anche nella versione stampata negli U.S.A., la prima edizione non elencava nei crediti all'interno i componenti dei Pink Floyd, ma le note nell'interno copertina iniziavano con "Produced by..."; la seconda edizione invece riportava all'interno del disco "Written by Roger Waters" ed i crediti "PINK FLOYD - Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright".  (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

n  Lo Stadio Olimpico di Montreal. Secondo alcuni fan, il disegno dello stadio all'interno della copertina di "The wall" (metà di sinistra) rappresenta lo Stadio Olimpico di Montreal, quello dello 'the spitting incident' del 6 luglio 1977.

 

 

n  In messaggio nascosto prima di "Empty Spaces"? Il leggero ronzio che apparentemente si può sentire nel sottofondo di "Empty Spaces" è un famoso messaggio nascosto, che in alcune parti del mondo fu pubblicizzato nei manifesti promozionali del disco (sopra vediamo un esempio della CBS Australiana). Se si manda all'indietro il disco, si può sentire:

"Congratulations. You have just discovered the secret message.

Please send your answer to Old Pink, care of the Funny Farm, Chalfont".

E poi, dopo questo messaggio, c'è, ancora più piano:

"Roger, Carolyn's on the phone!" <pause> "Okay".

 

     

 

n  Aneddoti legati ai dischi. "What Shall We Do Now ?". Originariamente, "The Wall" doveva includere anche la canzone "What Shall We Do Now?", ma fu tagliata perchè si dovevano fare delle limitazioni di tempo totale del disco. Il cambio fu fatto però talmente tardi, rispetto alla prossima uscita dell'album, che non fecero in tempo a togliere la canzone dalle copertine interne del disco, e così è spiegato il perché il brano sia presente nei testi. "What Shall We Do Now?" doveva essere originariamente inserita dopo "Goodbye Blue Sky" e seguita da "Empty Spaces", come una sorta di ripresa musicale. Anche nella terza facciata dell'album, inoltre, in origine avevano disposto che "Hey You" dovesse essere dopo "Comfortably Numb"; ma anche qui tutto fu cambiato all'ultimo minuto, e per cui in alcune copertine interne sono rimasti i testi nella disposizione originale; anche se in alcune edizioni i testi addirittura furono tolti, ed al loro posto veniva riportato uno spazio bianco (come in Francia ed in Spagna). La conferma avvenne nell'intervista radio realizzata in esclusiva da Tommy Vance, il famoso DJ, dove Waters spiegò finalmente la cosa.

Da notare che il brano "What Shall We Do Now?" non viene riportato su nessuna etichetta nei dischi in vinile, eccetto nell'edizione della Costarica (CBS, 100519) ed in un paio di versioni coreane della Life 54 (Life Studio 54, LIFE 44), dove invece riportano scritto nella seconda facciata del primo disco il brano "What Shall We Do Now?" invece che "Empty Spaces". (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

n  "Mother". Un'altra cosa curiosa che riguarda i testi di "The Wall", è che su tutti i testi riportati sulle copertine interne dell'album, nel brano "Mother", manca della seconda strofa (dopo l'assolo), che però viene cantata perfettamente; si tratta di (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography"):

"Mother, do you think she's good enough. For me?
Mother, do you think she's dangerous. To me?
Mother will she tear your little boy apart?
Mother, will she break my heart?"

Inoltre, alla fine della prima strofa, al posto di "...mother am I really dying..." Roger canta invece "...is it just a waste of time..." .

 

 

n  Un fatto curioso. L'album di "The Wall" ritorna anche in una famosa copertina di un disco di un'altra band: si tratta del disco dei Marillion, "Fugazi" del 1984, dove il disco dei Pink Floyd si trova nel retro della copertina, ai piedi della poltrona al centro della copertina. Secondo un'intervista a Jonhatan Mover (batterista che sostituì Mick Pointer), i vari membri della band avevano lavorato separatamente sulle canzoni quando il frontman della band, Fish, chiese se erano d'accordo con la sua nuova idea, che doveva essere un "concept album" come "The Wall" dei Pink Floyd, sebbene la raccolta di canzoni in lavorazione non era collegato da nessun tema.

 

 

 

n  "Together we stand, Divided we fall". La famosa frase nel finale di "Hey You" ha avuto negli ultimi tempi una interpretazione particolare da alcuni fan. Era il periodo di "The Wall", il Muro si sviluppa lungo numerosi fronti, a partire da quello musicale, naturalmente; occorre dire però che il successo che l’album ebbe all’uscita non fu paragonabile a quando "The Wall" entrò negli stadi. Il tour del 1980 (tra l’altro da poco incluso nei 50 migliori concerti degli ultimi 50 anni secondo Rolling Stone) fu uno spettacolo sensazionale. Come a rimarcare uno dei significati più profondi di "The Wall", durante le esecuzioni un muro di cartapesta veniva eretto sul palco fino a coprire tutti i musicisti, da “Hey You” fino alla fine i Pink Floyd saranno da una parte del muro ed i fans dall’altra. Ma il significato di quella frase è ora meno oscuro del solito. "United we stand, divided we fall", infatti, era una altrettanto famosa frase usata come motto nel periodo della II Guerra Mondiale e spesso usata per ispirare unità e collaborazione, in un periodo, quello della Guerra, dove il concetto di individualità veniva superato da quello di unione, coalizione, confederazione, alleanza. Il motto veniva così usato su vari poster e manifesti, come propaganda durante gli arruolamenti per l'esercito americano durante la II Guerra Mondiale. La sua origine sembra, però, essere più antica: la frase addirittura è stata attribuita al scrittore greco antico Esopo, nella sua favola "Il leone contro tre buoi" (una rivisitazione fu fatta poi dagli antichi Romani qualche secolo dopo, con la loro strategia "Divide et impera"), o anche nella favola "I figli discordi". Non tutti sanno che la frase dei Pink Floyd fu usata anche dalla band heavy-metal dei Saxon nel 2001: "Together we stand, divided we fall" è ripetuta alcune volte nel ritornello della canzone "Killing ground".

 

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THE FINAL CUT".

 

     

 

n  Cosa sono le medaglie nella copertina dell'album? E' stato Scott Plumer per primo a risolvere il mistero. Le medaglie risalgono tutte alla II Guerra Mondiale e sono medaglie di Lungo Servizio.

- La prima in basso a destra, sfondo giallo/verde con strisce nere e rosse, è una medaglia "Defence Medal", concessa 3 anni di servizio nelle truppe inglesi.

- Quella in mezzo, sfondo dorato e strisce nere, rosse e blu, è una stella "Africa Star", per aver combattuto nelle Campagne del Nord Africa tra il ’40 e il ’43.

- La più a sinistra, blu con strisce rosse, è una stella "1939/45 Star", per aver prestato almeno 6 mesi di servizio durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1939 ed il 1945.

- L'altra, con strisce diagonali porpora e bianche, è la famosa medaglia "Distinguished Flying Cross", assegnata agli ufficiali della Royal Air Force per atti di coraggio, valore e devozione al dovere in volo.

 

n  "When the Tigers Broke Free". La ristampa del disco rimasterizzata uscita a marzo del 2003, di fatto contiene un brano inedito, "When the Tigers Broke Free", un brano originariamente inserito nel film "The Wall" e inoltre sono stati rielaborati i missaggi originali.

 

n  Errori nei testi. Ci sono degli errori nei testi di "Your Possible Past", dove le due strofe

>  Tongue tied and terrified we learned how to pray
>  Now our feelings run deep and cold as the clay

sono incluse nella copertina, ma non sono cantate nel disco. Così come c'è una strofa non cantata all'inizio di "The Final Cut":

 >  And if I'm in I'll tell you what's behind the wall.

 

 

n  Edizione promozionale. Esiste una speciale edizione promozionale della prima edizione, dell'aprile del 1983 (Columbia, QC 38243), fatta dalla Columbia Records per la catena "The Record Bar" (al tempo una parte della J.L. Marsh Co.), la confezione includeva il disco in versione promozionale e vari inserti: a) un inserto rettangolare nero con titolo, storia e commento dell'album, col retro bianco; b) un altro inserto di due pagine con il titolo ed i testi delle canzoni; c) una riproduzione di un papavero rosso di cartone, il fiore si apriva e faceva vedere anche all'interno la parti interne del fiore, il fiore era attaccato al disco con un perno, in modo da poterlo ruotare.

 

 

 

n  Qual'è il significato dei papaveri? [Da Steve South] Il papavero è diventato un simbolo: ogni novembre, quando in America si celebra il "Veterans Day", gli Inglesi hanno invece il "Remembrance Day". Il papavero è così la memoria del Milite Ignoto; grosse organizzazioni inglesi di carità raccolgono denaro per i reduci di guerra vendendo papaveri artificiali - indossando un papavero si fa capire che uno c'era (in guerra). La stessa cosa accade negli U.S.A., al "Memorial Day". Il papavero in questa occasione è chiamato "Remembrance Poppy", il papavero usato dai paesi dell’Impero Britannico per ricordare i caduti della Prima e Seconda Guerra Mondiale. Agli inizi di novembre le strade del Regno Unito si tingono di rosso: al vermiglio delle foglie autunnali che si accumulano a bordo strada si affiancano i “Remembrance poppies”, i papaveri rossi che marcano il mese del ricordo dei caduti in guerra. Appaiono sui cappotti, sugli abiti, sulle auto, sulle maglie da calcio delle squadre di Premier League. L’ornamento, generalmente di carta o di stoffa, ricopre i monumenti ai caduti cingendo corone floreali o al centro di croci di legno. E’ stato introdotto per la prima volta negli anni Venti in America e si è poi diffuso nell’impero britannico. Al momento la Royal British Legion, un’associazione che raccoglie fondi per i veterani, ha il “monopolio” della produzione e della vendita dei papaveri.

 

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"A COLLECTION OF GREAT DANCE SONGS".

 

   

 

n  "A Collection of great dance songs", antologia del 1981, la terza dei Pink Floyd (calcolando prima "Relics" e "Masters of Rock"), vide il ritorno dell’Hipgnosis. Thorgerson ha raccontato anche la genesi di questa copertina, le foto vennero scattate in Inghilterra, nel Kent, a Dungeness, sulla costa del sud, dove ci sono i resti di una cittadina deserta fatta di capanne di legno dei pescatori e ripari per barche in disuso: “Prima di recarci là, facemmo alcune prove in un parco di Londra, scelta che si rivelò cruciale dato che avevamo pensato di utilizzare normali corde bianche nel momento in cui i due ballerini assumevano determinate pose. Solo allora Peter Jessup, il ballerino, suggerì di usare corde elastiche. Appena si misero nella posa del tango le corde si tesero”. “Nick Mason mi aveva detto che la Capitol avrebbe visto di buon occhio la pubblicazione di materiale ‘da ballo’ dei Pink Floyd. Si trattava di un altro mattone del muro della disco". "I Pink FLoyd accettarono questo titolo, più che altro per la sua irrilevanza. Quale significato aveva avuto d’altronde la mucca in ATOM HEART MOTHER?”. Il sarcasmo cui alludeva Thorgerson avrebbe dovuto polemizzare con il governo inglese a proposito della vicenda delle Falkland. Il riferimento al popolo argentino attraverso la citazione ‘visiva’ del tango è esplicita: una coppia di ballerini argentini bloccati dalle corde dell’arroganza politico-militare inglese nell’atto di ballare un tango (il ballo argentino per antonomasia). “Bisogna essere in due per ballare un tango. Bisogna essere in due per combattere” ha spiegato il grafico.

 

n  La Copertina. La copertina fu realizzata dalla Hipgnosis e raffigura due ballerini ancorati a terra da una serie di cavi, il che sta probabilmente a sottolineare come, al contrario di quanto affermato nel titolo beffardo, la musica contenuta nel disco non si possa certo definire "ballabile". Le copertine del disco uscirono in tutto il mondo con lo stesso motivo, anche se possiamo trovare delle diverse sfumature del cielo sopra i ballerini. Il titolo fu tradotto in spagnolo solo in Venezuela, "A COLECCION DE GRANDES CANCIONES BAILABLES".

 

n  La Copertina interna. La copertina interna del disco (inner) uscì con la raffigurazione di alcuni ballerini, come due anziani, due spagnoli in costume che ballano il flamenco, un tipico arabo che balla la danza dei dervisci. Queste foto, unitamente ai ballerini del motivo di copertina, vennero usate anche per la pubblicità del disco, soprattutto negli U.S.A.

 

n  La Hipgnosis. Non tutti sanno che in "A Collection of Great Dance Songs" la Hipgnosis non era presente con il suo nome classico, ma con lo pseudonimo "TCP", ovvero, Thorgerson, Christopherson e Powell; infatti, la Hipgnosis era costituita inizialmente da Storm Thorgerson, Aubrey Powell e Peter Christopherson. La Hipgnosis è stato uno studio fotografico e di grafica tra i più famosi al mondo, specializzato nella creazione di copertine per album musicali. Il gruppo si sciolse nel 1983, ma Thorgerson lavorò ancora al design per album discografici.

 

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"WORKS".

 

 

 

n  "Works". E' la quarta raccolta ufficiale dei Floyd dopo "Relics", "Masters of Rock" e "A Collection of Great Dance Songs", anche se fu pubblicato solo dalla prima etichetta americana del gruppo la Capitol Records, con lo scopo di aumentare le vendite di "The Final Cut", dello stesso anno. Non tutti sanno che la copertina per l'album, illustrata da Ron Larson (e non dalla Hipgnosis) su direzione di Bill Burks, è stata ispirata dal poster del 1948 "Nederland industrialiseert" progettato dall'artista olandese Wladimir Flem e prodotto dal Dutch Ministry of Economic Affairs.

 

n  "Brain Damage" / "Eclipse" di Works. La versione della canzone stampata su "Works" è un tantino differente da quella originale. Questo perché realmente sono differenti! La versione di "Works" non è presa dal mix originale di "The Dark Side of the Moon", ma piuttosto dal mix quadrifonico. Questo prende un senso quando si considera che "Works" era una stampa Americana, della Capitol, e che la prima stampa in CD di "The Dark Side of the Moon" della Capitol fu presa direttamente dal master dell'album quadrifonico. In ogni modo, la sola reale differenza sta nella voce di "Roger the Hat", il roadie che sostituì molte voci nell'album. Nella versione originale del disco, parla per un pezzo sullo sfondo della canzone; nel mix della stampa quadrifonica, ride, ride e ride... .

 

 

n  La traccia più rilevante era "Embryo", che in origine si trovava solo sulla raccolta della Harvest del 1970, "Picnic. A Breath of Fresh Air". "Works" inoltre presenta un mix alternativo di "Brain Damage" e "Eclipse" rispetto alle versioni presenti in "The Dark Side of the Moon". Una curiosità: sembra che il brano fosse stata aggiunto solo dopo, al posto di "Let there be more light", come risulta dalle prime bozze di copertina; la particolarità fu erroneamente riportata anche enl retro dell'edizione boliviana, tanto che si può vedere il titolo sbagliato originario sotto il brano "Embryo": infatti dopo "EMBRYO" c'è un piccolo spazio cancellato e poi si legge "BE MORE LIGHT" (sotto era stampata la canzone originaria della bozza del disco, "Let there be more light"). (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

 

n  Un particolare curioso: il barattolo di vernice che si trova nel retro della copertina in quasi tutte le edizioni era rosa, ma non tutti i paesi avevano lo stesso colore: talvolta è di color grigio (Argentina), talvolta di color fucsia (Taiwan) o addirittura di color viola (Sudafrica). (notizie più approfondite possono essere lette sul sito "The Mr.Pinky Discography")

 

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"A MOMENTARY LAPSE OF REASON".

 

 

n  Il disco. Si tratta del primo album pubblicato in seguito all'abbandono del bassista e cantante Roger Waters, avvenuto nel 1985. Per promuovere l'album, il gruppo intraprese il tour "A Momentary Lapse of Reason" tra il 1987 e il 1989 (con il nome, invece, di "Another Lapse"). La copertina è famosa e l'idea dei letti venne a Storm Thorgerson da due fonti: una era un verso di "Yet Another Movie", ossia la visione di un letto vuoto; l'altra da un'immagine di un rematore in un fiume vuoto. Per la copertina l'intento fu di rendere al plurale il verso della canzone e di generare letti veri in un posto vero. Per la cronaca, il set fotografico venne allestito il 14 giugno 1987 a Saunton Sands, North Devon (Inghilterra): 15 persone spostarono 800 letti affittati per l'occasione per scattare quella che sarebbe stata la copertina dell'album dei Pink Floyd ′"A Momentary Lapse Of Reason". La pioggia interruppe i lavori e la squadra fu costretta a ripetere l'operazione due settimane dopo.

Come detto, l'idea non poteva che venire dalla mente geniale di Storm Thorgerson, che da Animals non aveva più lavorato con il gruppo: ascoltò le idee di Gilmour e per sottolineare l'idea centrale del disco, che secondo lui erano "i resti di relazioni svanite che non lasciano altre tracce se non degli echi", fece trasportare 800 letti di ospedale sulle spiagge di Saunton Sand, ma lasciando il fotografo Robert Dowling a gestire le riprese delle immagini. Due settimane dopo nacque la copertina del disco, premiata dalla Associazione dei Fotografi professionisti britannici.

 

n  Il titolo. Particolare attenzione venne dedicata alla scelta del titolo per l'album. Le principali scelte iniziali erano "Signs of Life", "Of Promises Broken" e "Delusions of Maturity", tutte scartate in favore di "A Momentary Lapse of Reason", frase tratta dalla canzone "One Slip". Per la prima volta dopo "Animals" del 1977 il designer Storm Thorgerson venne richiamato per ideare la copertina del disco. Il suo apporto creativo si concretizzò nella consueta immagine evocativa, come già detto: centinaia di letti d'ospedale piazzati in riva al mare sulla spiaggia di Saunton Sands nel Devon (dove erano state filmate alcune scene del film "Pink Floyd The Wall").

 

     

 

n  La copertina. Esistono due versioni principali di copertina, con due scatti diversi della foto: una versione ha l'uomo che guarda uno specchio, l'altra versione ha l'uomo che spezza un bastoncino. Sono due scatti diversi e di solito venivano usati, il primo sulle copertine al di fuori dell'Europa (unica eccezione, il disco uscito in Uruguay), il secondo nelle edizioni europee. Due scatti diversi, ma esistono anche alcune variazioni di colore del motivo della copertina, non scatti diversi, ma stampati diversamente in alcuni paesi (cielo rossastro, cielo buio, cielo color porpora...). Degne di nota sono la versione in vinile bianco francese del 1988, uscito in occasione del concerto di Versailles del 1988, riprendendo l'edizione in vinile bianco originale, ma arricchita di poster; e la versione inglese limitata con poster stampata nel luglio 1988 in occasione del Tour inglese, che includeva all'interno un modulo per l'acquisto garantito di due biglietti per un concerto dei Pink Floyd e due poster dal vivo dei Pink Floyd. (notizie più approfondite possono essere lette sul sito dell'autore)

 

 

n  Signs of Life. Esiste un disco della Penguin Café Orchestra intitolato "Signs Of Life": è il quinto album della Penguin Cafe Orchestra, registrato al Penguin Cafe tra il 1985 e il 1987 e pubblicato nel marzo 1987, include "Perpetuum Mobile", una delle loro canzoni più famose. L'album ha raggiunto il numero 49 nella classifica degli album del Regno Unito. La sua copertina è stata disegnata da Emily Young, compagna di un componente della band (proprio la Emily che ispirò Barrett per la sua "See Emily Play"). E così è veramente strano che i Pink Floyd abbiano inserito nell'album "A Momentary Lapse Of Reason" (settembre 1987) una canzone con lo stesso nome.

 

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"DELICATE SOUND OF THUNDER".

 

n  La copertina. L'idea originale della copertina inizialmente era quella dei baobab che oggi si vedono sul retro. Ma ai Pink Floyd non piacque particolarmente e così la relegarono dietro. Thorgerson generò allora l'idea dell'uomo rivestito di lampadine ispirandosi alla tazza con piattino rivestita di pelo di Oppenheim ed al rivestimento dei bicchieri da vino di Dalì. Ma gli venne dettata anche dal desiderio di esprimere l'esperienza spirituale di un concerto dei Pink Floyd, dove lo spettatore viene sommerso da suoni e luci. Sulla copertina raffigurò due individui: Mister Luce (l'uomo con le lampadine) e di fronte, Mister Suono (circondato dagli uccelli, il canto), messi in scena come in un duello western. Lo scatto venne girato in Spagna, vicino Madrid, lasciando liberi decine di uccelli al momento della fotografia.

 

  

 

n  Le Edizioni. Le copertine del disco furono tutte uguali, quasi tutte con il formato apribile, ma alcuni paesi le fecero uscire anche non apribili (tra cui l'Argentina e alcune versioni coreane). Degne di nota sono: le edizioni russe del disco, che uscirono per la Melodia (dal 1989, sia come doppio LP, sia nella confezione da 1 LP) e per la Ritonis (dal 1991, stampate a Riga, sia come doppio LP, sia nella confezione da 1 LP), con varie etichette rosse e bianche, molto apprezzate dai collezionisti più incalliti; e le due versioni picture-disc brasiliane della Sony, la prima con un solo LP, uguale per le due facciate, e la seconda, più rara, con 2 LP diversi, con il motivo che di solito di trovava negli inner. (notizie più approfondite possono essere lette su questo sito, alla pagina "La Discografia Russa")

 

 

n  Le Differenze di Scatto. Con la nuova ristampa del 2017 della Pink Floyd Records abbiamo scoperto un nuovo scatto sul motivo principale della copertina del disco. Infatti, rispetto a tutte le altre edizioni precedenti in vinile, la nuova copertina del disco riporta uno scatto leggermente differente, si vedono chiaramente le differenze nel numero e nella disposizione delle lampadine, specialmente nella gamba destra, oltre al numero degli uccelli, alla diversa angolazione del bastone ed alcuni particolari del terreno e del laghetto. Insomma, sono due scatti diversi.

 

n  Le Differenze della Pink Floyd Records. Nell'edizione rimasterizzata della Pink Floyd Records, uscita in circolazione sia in pre-vendita, a fine del mese di settembre del 2017, sia come stock, il 17 novembre del 2017, contiene dei gravi errori sulla confezione: stranamente, sia sull'adesivo, sia retro della copertina, sia sugli inner, sia sulle etichette, riporta tra i titoli in scaletta "Time/Breathe (In The Air) (Reprise)", quest'ultimo un brano che non era incluso nella scaletta dei due tour del 1987 e 1988, dove "Time" finiva bruscamente prima di attaccare il successivo. All'uscita di questo disco, numerosi sono stati i dubbi sull'autenticità del doppio album; in effetti, un errore così grossolano non è possibile per una organizzazione come quella che gestisce il prodotto "Floyd". Sicuramente, è accaduto un po' come era avvenuto con il "The Division Bell", previsto in uscita in agosto 2016, ma trovato in vendita in alcune parti d'Europa già nel maggio del 2016, con un diverso distributore. Fonti sicure legate al Management dei Floyd hanno assicurato la genuinità dell'uscita preliminare del disco, ma inizialmente c'era silenzio sull'errore riportato sull'adesivo e sulla confezione. Dalle notizie trovate, risulta che l'errore deve essere stato fatto nella fase preliminare della stampa della copertina, dell'inner e della etichetta; forse non hanno fatto in tempo a ritirarlo ed era già andato in distribuzione in qualche posto (ultimamente, i dischi vengono stampati con molto anticipo, anche diversi mesi prima della reale uscita), ma probabilmente non hanno voluto toglierlo dalla distribuzione, visto che dopo nemmeno due mesi ne sono uscite diverse migliaia di copie. Questo a dispetto della promozione fatta: tutta la pubblicità sul sito dei Pink Floyd e sui principali siti di vendita (Amazon, Ebay, Discogs) è stata fatta usando delle immagini della copertina che riproducevano l'adesivo "corretto", ovvero con inserita la sola canzone "Time", mentre in effetti i dischi venduti erano tutti con l'errore. La spiegazione è stata data dal Management stesso, poco tempo dopo: nella realizzazione iniziale della bozza dell'adesivo del nuovo prodotto della Pink Floyd Records è stato messo inizialmente solo il brano corretto con "Time", e la Sony e la Warner hanno inviato quella immagine a tutti i siti di vendita, come Amazon e simili, per la promozione dell'album. Ma, di fatto, nell'aggiornamento finale prima dell'uscita fisica, le informazioni sul prodotto non sono state effettivamente quelle corrette, a causa di alcune questioni legali legate al marchio del brano "Breathe (In The Air)(reprise)", ma senza tener conto che non è stato mai suonato come parte di "Time" nel Tour di "Delicate Sound Of Thunder" (e quindi non doveva esserci nel disco); quindi, semplicemente lo hanno lasciato così com'era. All'inizio del mese di ottobre del 2018 hanno finalmente cominciato a circolare le prime copie della versione rimasterizzata con l'adesivo corretto, ovvero, con la sola "Time", come nella edizione originale, sulla confezione; la correzione è presente sull'adesivo, sul retro della copertina e sull'etichetta.

 

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"P.U.L.S.E.".

 

n  Cosa significa realmente P.U.L.S.E.? "Pulse" (graficamente, P•U•L•S•E) è un album dal vivo dei Pink Floyd, pubblicato il 6 giugno 1995 dalla EMI. Registrato nella tournée del 1994, l'album è stato ripubblicato nel dicembre 2005 in formato DVD. Il termine PULSE potrebbe significare:

* P.U.L.S.E. : Pretty Uninspired Light Show Essentially       ...oppure...

* P.U.L.S.E. : Pinkfloyd Ultimate Light and Sound Experience

 

n  Da dove sono stati presi I brani di "Pulse"? La versione video (sia in VHS, che in Laser Disc) di "Pulse" viene esclusivamente dal concerto del 20 ottobre 1994 all'Earls Court; il video è una riedizione di quello che era il programma originale su di una Pay-Per-View Tv. Rispetto al filmato originale andato in onda nella PPV, la versione video di "Pulse" presenta alcune differenti inquadrature e alcuni tagli negli assoli di chitarra. La versione audio (CD, MD, cassette e vinile) di "Pulse" non è lo stesso del video: presenta pezzi presi da alcuni concerti del Tour Europeo di "The Division Bell". Un grosso fan, Karl Dallas, ha elencato per la prima volta le canzoni ed i posti su di un numero del "Revue on-line magazine", aiutato da Andy Mabbett.

"Shine On"                                      Earls Court 20 Ottobre

"Astronomy Domine"                       Earls Court 15 Ottobre

"What Do You Want From Me"         Roma 21 Settembre

"Learning to Fly"                              Earls Court 14 Ottobre

"Keep Talking"                                 Hannover 17 Agosto

"Hey You"                                      Earls Court 13 Ottobre

ultima strofa                                     Earls Court 15 Ottobre

"A Great Day for Freedom"               Earls Court 19 Ottobre

"Sorrow"                                          Roma 20 Settembre

"High Hopes"                                   Earls Court 20 Ottobre

"Another Brick, pt.2"                        Earls Court 21 Ottobre

"One of These Days"                        Earls Court 16 Ottobre

sezione finale                                    Earls Court 20 Ottobre

"Speak to Me"                                  Earls Court 20 Ottobre

"Breathe"                                          Earls Court 20 Ottobre

"On the Run"                                    Earls Court 20 Ottobre

"Time"                                              Roma 20 Settembre

intro                                                  Modena 17 Settembre

esplosioni                                          Earls Court 15 Ottobre

"Breathe (reprise)"                             Roma 20 Settembre

ultimo verso                                      Earls Court 20 Ottobre

"The Great Gig in the Sky"                Earls Court 20 Ottobre

"Money"                                           Modena 17 Settembre

"Us and Them"                                 Earls Court 20 Ottobre

2° e 3° coro                                      Earls Court 19 Ottobre

"Any Colour You Like"                       Earls Court 23 Ottobre

fine del pezzo                                    Earls Court 19 Ottobre

"Brain Damage"/"Eclipse"                  Earls Court 19 Ottobre

"Wish You Were Here"                      Roma 20 Settembre

"Comfortably Numb"                          Earls Court 20 Ottobre

"Run Like Hell"                                  Earls Court 15 Ottobre

 

n  Cos'è scritto nel cartoncino interno del CD? [Grazie a Karolina "Kevin" Wihed] "Might we suggest that... if the pulsing LED begins to drive you crazy, turn the box round so the LED faces to the wall or the back of your shelf. If it begins to drive you *really* crazy, then separate the outer slip case from the book, leave the book in your CD collection, and put the slip case in your car or potting shed where it might look and act like a burglar alarm. The battery for the LED should last more than six months and is replaceable, if you can get to it, that is, without trashing the case. The battery must not of course be exposed to fire or high temperatures which can cause cells to leak or explode. The LED is set at the average human pulse speed so it can be used as an anti stress device--just check your own pulse against it. It is designed primarily for easy finding thereby avoiding uncomfortable neck twisting or eye squinting to read the spine. The LED is also like the opening heartbeat of The Dark Side of the Moon. Most particularly the LED pulses... it is a *live* phenomenon ...like the music." Il riferimento a "potting shed" è probabilmente uno scherzo mirato a Roger Waters. La prima moglie di Roger, Jude, era una vasaia. Lo studio di Roger, il famoso Billiard Room, ha condiviso lo spazio con il laboratorio di ceramica di Jude. In altre parole, il capannone a cui si riferisce il termine "potting shed" è lo studio di Roger.

 

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"THE DIVISION BELL".

 

n  "The Division Bell"? Nel gennaio del 1994, la band era ancora indecisa su quale titolo dare al nuovo album. La lista di titoli provvisori presa in considerazione aveva incluso nomi quali "Pow Wow" e "Down to Earth". Nel corso di una serata, durante una cena con Gilmour, di cui era amico, e Mason, lo scrittore Douglas Adams (autore, tra l'altro, del programma radio chiamato "Hitchhiker's Guide to the Galaxy", libri, programmi TV, e giochi di computer, oltre ad altre cose), si offrì di trovare un titolo al disco in cambio di un'offerta di 5,000 sterline da devolvere alla sua associazione benefica preferita, la Environmental Investigation Agency. Egli suggerì l'idea di intitolarlo "The Division Bell" (parole tratte dal testo di "High Hopes", brano presente sul disco), ed il gruppo accettò. Lo stesso Adams comparve, come regalo per il suo quarantaduesimo compleanno, in una serata del tour (28 ottobre 1994 all'Earl's Court) che fece seguito al disco suonando la chitarra ritmica in "Brain Damage" e "Eclipse".

 

 

n  La copertina. La copertina è rappresentata da due sculture mute poste una di fronte all'altra, ovvero, la mancanza di comunicazione. Tra le due teste opposte si forma una terza faccia, ma per percepirne visivamente la presenza si devono dimenticare le altre due. Storm Thorgerson, si occupò della grafica di copertina. Ispirandosi a quella del libro del matematico statunitense Norbert Wiener, "The Human Use of Human Beings", del 1950, egli eresse due grandi teste metalliche in un campo vicino alla cattedrale di Ely, poco fuori Cambridge; in realtà, furono realizzate due statue di metallo e due di pietra, alte come un bus a due piani: pesavano una tonnellata e furono portate con un camion in un campo. Vennero lasciate lì per due settimane coperte e custodite da due guardie, nell'attesa che uscisse il sole per fotografarle al meglio. Dopo qualche giorno arrivò una tempesta fortissima che le fece cadere. Poi uscì il sole ed il cielo ripreso da Thorgerson diventò quello di Magritte, mentre la cattedrale sullo sfondo ricorda l'architettura classica e metafisica dei quadri di De Chirico. Le statue furono posizionate in modo da fronteggiarsi vicine l'una verso l'altra, e le fotografò di profilo, per dare l'illusione che non solo si guardassero negli occhi ma anche che parlassero tra di loro, formando inoltre una terza faccia agli occhi dell'osservatore se viste frontalmente. Le due sculture furono posizionate da Keith Breeden, e costruite da John Robertson. La cattedrale di Ely è visibile sullo sfondo all'orizzonte tra le bocche delle due facce. Attualmente, le sculture originali sono ora nella Rock and Roll Hall of Fame a Cleveland, in Ohio.

 

 

 

Alcuni fan hanno ipotizzato anche un'altra teoria sulla origine dell'idea delle due statue: esse sono particolarmente simili ad un'opera dello scultore scozzese David Harding, che realizzò due staute così, denominate "Twa Heids", a Glenrothes nel 1972; ci piace pensare che sicuramente Storm Thorgerson prese ispirazione da esse, ma nn abbiamo nessun riferimento che lo confermi. ("Twa Heids", Glenrothes, Artist: David Harding, 1972; https://fifephotosandart.wordpress.com/2015/12/17/twa-heids-thursday-haiku/)

 

 

n  Differenze nelle copertine del disco. La versione inglese (UK, EMI) e la versione americana del disco hanno delle piccole differenze sulla copertina; in particolare, le differenze sono legate al cielo sereno o annuvolato, ed alle luci sullo sfondo, segno che sono stati usati degli scatti diversi, ma tutti provenienti dalla medesima session fotografica. Poi esistono scatti leggermente diversi a seconda dei formati, come le copertine ed i libretti interni dei CD.
 

CD.
U.K. Edition Artwork                                                                                                U.S. Edition Artwork

Il motivo sul davanti ha il cielo più scuro e quattro luci tra le bocche delle teste             Cielo più chiaro, mostra una chiesa tra le bocche delle teste

Il retro della copertina riporta un'onda tra le bocche delle teste                                     Si vedono varie onde tra le bocche delle teste

La pagina di Cluster One mostra quattro osservatori astronomici                                  Solo tre osservatori astronomici sono riportati

Le parole nelle pagine 2 e 3 sono a lettere rosse                                                         Le parole sono a lettere bianche

La pagina 8 è più scura rispetto alla versione americana                                              La pagina è più chiara rispetto alla versione inglese

La pagine di Take It Back mostra dei palloni vicino agli alberi                                       Non ci sono palloni vicino agli alberi

I testi di Take It Back sono a lettere bianche su sfondo marrone                                   I testi sono a lettere nere su sfondo bianco

La foto di CBTL è tagliata e presa da terra                                                                  La foto è invece presa dall'alto

n  I numeri di pagina. Alcuni numeri di pagina nell'album di "The Division Bell" (anche nel CD) sono scritti in lingue differenti.

2. Linguaggio Binario                o o o

3. Spagnolo                             TRES

5. Inglese                                 FIVE

7. Sanscrito in lingua originale

8. Italiano                                 OTTO

11. Tedesco                             ELF

13. Giapponese (europeizzato)  JYUSAN

15. Swahili                                KUMI NA TANO

17. Cinese in lingua originale

19. Francese                             DIX-NEUF

21. Ebreo in lingua originale

22. Russo in caratteri cirillici.

 

 

n  Il "Back Catalogue Poster" del 1997. Anche se non centra nulla con "The Division Bell", aggiungiamo un piccolo approfondimento sulla famosa foto delle modelle nude. Questa classica foto fu commissionata dalla EMI nel 1997, per pubblicizzare abilmente l'uscita del box "PINK FLOYD 97 VINYL COLLECTION" (EMI, 859 8931 5), che includeva il poster "Back Catalogue", è stata scattata in una piscina coperta privata a Putney (London Borough of Wandsworth) dal fotografo Tony May nel 1996. Questo è il risultato finale di un concept-studio di Storm Thorgerson e Finlay Cowan, vediamo sopra la bellissima bozza preliminare (30"×50") del '95 a firma di Cowan, poi scelta, e due schizzi poi scartati. Kimberly Cowell ha provveduto alla scelta delle modelle poi fotografate da May.

 

         

 

Le sconosciute modelle nude avevano la copertina di sei album dei Pink Floyd dipinti sulle loro spalle dall'artista Phyllis Cohen. Il concetto originale ed il design di dipingere le copertine degli album dei Pink Floyd sui dorsi delle modelle era stato concepito, come detto sopra, da Finlay Cowan, che aveva lavorato a stretto contatto con l'artista di grafica Pink Floyd di lunga data, Storm Thorgerson. Le modelle erano (da sinistra a destra):

Atom Heart Mother (1970): Pauline Swain

Relics (compilation – 1971): Julia Ashbury

The Dark Side Of The Moon (1973): Jackie St. Clair

Wish You Were Here (1975): Mandy Lomax

The Wall (1979): Jo Caine

Animals (1977): Kimberley Cowell.

[Pics by courtesy of "The Classic 1997 Pink Floyd Back Catalogue Poster" (2012), http://www.feelnumb.com/2012/07/19/the-classic-1997-pink-floyd-back-catalogue-poster/#lightbox/1/ ].

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyrights & Credits.

Pagina curata da Stefano Tarquini. Alcune delle prime notizie sono state tratte in origine dalle "Echoes Faq" (Newsletter degli anni '90 ancora in vigore), altre dal sito di "Brain Damage" (fine anni '90); altre ricerche sono state tratte da approfondimenti privati e/o gentilmente concessi dai loro autori, e liberamente tradotti e curati sempre da Stefano Tarquini. Si ringrazia il sito della Hipgnosis per alcune foto di comparazione. Si ringrazia anche Giulio Cozzuto, per l'ispirazione su alcune notizie ed approfondimenti. Ma la maggior parte delle curiosità sui dischi sono state raccolte online dall'autore nel corso degli anni (dal 2001 al 2024), soprattutto, sono derivate dalla sua esperienza in campo discografico o prese dalla sua collezione provata, e si possono leggere più approfonditamente nel sito dell'autore, "THE MR.PINKY DISCOGRAPHY" ( © 2001).

IN CASO DI UTILIZZO DI QUESTE NOTIZIE, SI PREGA DI CITARE LA FONTE, OVVERO QUESTO SITO.

* Parte della presente ricerca è stata poi approfondita ed inserita nei due libri dei Lunatics: "PINK FLOYD. STORIE E SEGRETI" (Giunti Editore, 2012); "TUTTE LE CANZONI DEI PINK FLOYD" (Giunti Editore, 2014 e 2018), con l'autorizzazione dei rispettivi autori originari. Pertanto, ogni loro uso è strettamente vietato dalla legge.

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