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NOTE ALLA DISCOGRAFIA FRANCESE: I CODICI DI PREZZO

 

 

 

 

Le stampe francesi hanno avuto per un po' di tempo la particolarità di mostrare degli speciali codici sul retro della copertina, che individuavano il loro prezzo. Infatti, nei primi album di stampa francese appare lo speciale codice nel retro della copertina, di solito in alto a destra, vicino al numero di catalogo, che mostra una lettera dentro un tondino. I dischi dei Floyd non sono nuovi a tali specie di simbologie strane: ricordiamo anche le piccole stelle o i tondi di alcune stampe tedesche.

Che cos'è? Grazie all'aiuto iniziale degli amici Jean Paul Blayac, Jean-Manuel Esnault e Olivier Cauly possiamo dirvi cosa rappresenta quella lettera. Si tratta di uno speciale codice di prezzo, ovvero un codice usato all'epoca in Francia per stabilire subito il prezzo del disco, una specie di antenato del "codice a barre" moderno. E questo codice varia a seconda dell'anno di uscita del disco: così possiamo dire con certezza che entra di diritto a far parte dei dettagli classici per identificare una stampa.

La classificazione dei codice di prezzo non è semplice. Grazie ai nostri amici francesi, sembra questa la più verosimile.

 

 

A) CRONOLOGIA DEI CODICI DI PREZZO NEL TEMPO.

 

Fino al 1946, il colore nel centro delle etichette, insieme al suo diametro, era il solo indicatore del prezzo. In altre parole, ogni etichetta aveva il suo sistema colorato. Per esempio, la Columbia aveva:

25 cm, verde

25 cm, nero: 18 FRF

25 cm, marrone: 21 FRF

25 cm, rosso: 22,50 FRF

25 cm, blu: 25 FRF

25 cm, violetto: 36 FRF

30 cm, verde

30 cm, nero: 25 FRF

30 cm, marrone: 35 FRF

30 cm, rosso: 37 FRF

30 cm, blu: 40 FRF

30 cm, violetto: 48 FRF

Dal 1947 al 1968, invece erano presenti i c.d. "code-prix conseillé": tutte le etichette usavano un semplice sistema, imposto dallo Stato, chiamato "code-prix conseillé" ("codice di prezzo consigliato"), che consisteva in entrambi i termini (Série Artistique / Série Standard / Série Médium), o una singola lettera di solito cerchiata e sul retro della copertina:

A = Artistique

M = Médium

S = Standard

Solo più tardi (verso il 1959) furono introdotte anche le lettere dei prezzi scontati, come "D" (Deluxe) e "P" (Populaire): per esempio, se un LP costava in origine 25 FRF, successivamente sarebbe costato 9,95 FRF.

Solo la Pathé Marconi usò un sistema alternativo di codici (solo tra il 1967 ed il 1968):

A: Large orchestrations

B: small or medium orchestrations

C: Solo artists

D: Foreign artists.

Tra il 1968 ed il 1978, i codici di prezzo divennero i famosi "lettres-codes" (codici di lettere): introdotti dal "Syndicat National de l'édition phonographique" (SNEP), consistevano in una lettera ben precisa (dopo due). Di solito erano cerchiate e inserite nel retro delle copertine. Il codice corrispondeva al prezzo più comune, imposto dalle compagnie discografiche. Per gli LP (LPs e 12") esistevano i seguenti codici:

T, D, U (dal 1968)

A, M, S

B, C, E, F, G, H, R (dal 1970)

I, K, Q, W, X (dal 1971)(Q e W erano usati per i dischi importati)

Z (dal 1972)

I prezzi erano fissati fino al 1972 direttamente dal Ministero delle Finanze francese; successivamente, le varie compagnie discografiche erano molto flessibili e introdussero altre lettere:

O (dal 1973)

Y (dal 1974)

FB (dal 1975)

V, KC, RB, SE, SF (dal 1977)

Gli LP doppi riportavano:

2xF (17 FRF), 2xD (21 FRF), 2xT (25 FRF), 2xC (30 FRF), 2xU (35 FRF), 2xS (???)

In caso di ristampa del disco valevano poche regole: se il prezzo era uguale, anche il codice non cambiava. Ma era anche possibile che ci fossero parecchie ristampe con codici differenti. Dato che stampare nuove copertine con ogni codice di prezzo diverso era una spesa, le case discografiche spesso usavano piccoli adesivi, che coprivano il vecchio codice stampato.

 

 

B) I PREZZI DEI CODICI.

 

I codici di prezzo erano i prezzi ufficiali stabiliti dalle case e dall'autorità predisposta francese, e per cui erano venduti a prezzi fissi, almeno sino al 1979. I grandi magazzini comunque usavano praticare degli sconti del 20%, autorizzati dalla FNAC. Dopo il 1979, i dischi furono offerti a seconda della domanda e per cui seguendo le nuove regole di mercato. Non c'è una corrispondente lista di prezzi per i codice "PM", che venivano fissati segretamente da accordi tra i distributori ed i negozi.

Il base al prezzo, in genere, possiamo raggruppare questi codici di prezzo degli LP in quattro categorie:

"Budget-line" (tra 10 e 25 FRF, 1978): codici D, E, F, G, H, R, V, Z, FB, RB.

"Medium price" (tra 25 e 35 FRF, 1978): codici B, U, C, T.

"New releases" (tra 35 e 50 FRF, 1978): codici A, K, O, S, X, Y, SE, SF.

"Special releases" (oltre i 50 FRF, 1978), codici I, Q, W, KC.

 

Prima, tra il 1974 ed il 1977, i codici di prezzo avevano i prezzi seguenti:

A: 37 FRF (1970), 37,50 (1972), 39 FRF (1974), 40 FRF (1977)

B: 32 FRF (1970), 34 FRF (1974), 34,50 (1977)

C: 26 FRF (1970), 28 FRF (1974), 28,50 FRF (1977)

D: 20,50 (1970), 22 FRF (1974), 22,50 FRF (1977)

E: 10 FRF (1970/75), 11 FRF (1974), 11,50 FRF (1977)

F: 16,50 FRF (1970), 17 FRF (1974), 18,50 FRF (1977)

G: 16 FRF (1970), 16,50 FRF (1974), 17,50 FRF (1977)

H: 11,50 FRF (1970), 12,50 FRF (1973), 13,50 FRF (1974), 13,70 FRF (1977)

I: 60 FRF (1971), 64 FRF (1974), 65 FRF (1977)

K: 32,50 FRF (1971), 45,50 FRF (1972), 48,50 FRF (1974), 49,50 FRF (1977)

O: 45 FRF (1972), 47 FRF (1974), 47,50 FRF (1977)

Q: 57 FRF (1971), 60 FRF (1974), 61 FRF (1977)

R: 12,70 FRF (1970), 13,50 FRF (1973), 14,50 FRF (1974), 14,90 FRF (1977)

S: 38,50 (1970), 40,50 FRF (1974), 41,50 FRF (1977)

T: 24,25 (1970), 26,25 FRF (1974), 26,50 FRF (1977)

U: 28 FRF (1970), 30 FRF (1974), 30,50 FRF (1977)

V: 14,50 FRF (1977)

W: 49,50 FRF (1971), 52,50 FRF (1974), 53,50 FRF (1977)

X: 40,50 FRF (1971), 48,50 FRF (1974), 49,50 FRF (1977)

Y: 36,50 FRF (1974), 37,50 FRF (1977)

Z: 20 FRF (1972), 21 FRF (1974), 21,50 FRF (1977)

KC: 52 FRF (1977)

SE: 46 FRF (1977)

SF: 46,50 FRF (1977)

FB: 19,90 FRF (1975), 19,95 (1977)

RB: 16,50 FRF (1977).

 

In base alla datazione, esistono anche altri codici, di cui non sappiamo il valore:

codice:    M         1969

codice:    L          1969-1970-1971

codice:    J          1972-1973

codice:    N         1974

codice:    NA       1975

codice:    EA       1976-1977

codice:    EC       1978

 

Dal 1979 a quasi tutto il 1984 erano presenti anche altri codici: questi erano di solito abbreviazioni delle compagnie discografiche, come: PM, POL, AE, PG, BA, CB, ...etc.:

AD = Auvidis

ADE = Adès

AE = Arabella Eurodisc

ARC = Arcade France S.à.r.l.

BA = Barclay

BAL = La Baleine

BM = BMG

BPE = Baillemont Productions Distribution

CA = Carrere

CB = CBS / Sony Music

CC = Disques Concord

CM = Le Chant Du Monde

D or DAN = Danceteria

DIS = Discodis

DK = Mélodie

EW = EastWest

FOO = Madrigal

HM = Harmonia Mundi

IM = Impact (2)

LA = Laurence Records

M7 = Média 7

MAM = MAM Productions / Arcadès

MD = Moradisc

MI = Milan

MU = Musidisc

ND = Night & Day

NR = New Rose

OMD = OMD (3)

PG = Phonogram

PM = Pathé Marconi EMI

POL = Polydor (esempio, in "Zabriskie Point")

PY = PolyGram

RC = RCA / BMG

RD = Rythmo-Disc

SA = Safari Ambiance

SC = Socadisc

SD = Sonodisc

SM = Studio SM

SP = Sonopresse

TM = Tele Music

TZ = Taizé

UN = Universal (note: also used by Unidisc (7) on some cassettes)

VG = Vogue

WAG = Wagram Music

WE = WEA or WEA Filipacchi Music

WM = WMD

 

In particolare, i famosi codici della Pathè Marconi, "PM", usati spesso per i Floyd, come per esempio:

codice: PM251

codice: PM211

codice: PM261

codice: PM271

codice: PM256

codice: PM263

codice: PM525

codice: PM644

 

Infine, dopo il 1984, vennero introdotti i "codici a barre" (per le cassette dall'ottobre del 1984): così le case discografiche erano obbligate ad usare i nuovi Codici di Prezzo per i dischi usciti in Francia, così come per i prodotti europei che non menzionavano specificatamente la Francia nel disco quale paese di origine della stampa (dal 1995).

 

 

 

C) L'ASPETTO DEI CODICI DI PREZZO.
 

- Uno dei primi codici di cui si ha la conoscenza (almeno per i Floyd) è appunto quello con la lettera "T", presente sui primi dischi dentro una piccola ellisse (originariamente anche come "PRIX T"), seguito quasi subito da quello con la lettera "U", che come la maggior parte dei codici era dentro un piccolo tondo. Questi primi due codici sono apparsi nei dischi alla fine degli anni '60 e primi anni '70.

 

- Dopo gli anni '70-'72 arrivarono altre lettere, come "B", "Y", "A", "N", "Z", "F", "K", presenti sino ad "Animals", tutti dentro il solito tondino. Il prezzo era nel frattempo cambiato, adeguandosi ai tempi, come abbiamo visto sopra. Questi speciali codici di prezzo terminarono la loro esistenza, purtroppo, all'inizio degli anni '80, soppiantati da altri codici più moderni, come i "codici a barre".

 

- Il codice era di solito stampato, ma spesso in alcune stampe era presente con dei piccoli adesivi circolari argentati o dorati, che potevano coprire il codice originario o lo cambiavano, di solito avveniva per le ristampe o per cambiare il prezzo degli album invenduti.

 

 

- Esisteva anche, secondo alcuni, il codice con la lettera "A" sopra un adesivo dorato, che serviva anche ad indicare gli albums di importazione (soprattutto dalla Germania e Gran Bretagna), ma ci sono pochi riscontri. In questo caso, la lettera "A" veniva posta sopra la copertina mediante un piccolo adesivo circolare (di solito dorato), accompagnato spesso da un altro adesivo di importazione sul retro della copertina, come è il caso di un "Obscured by Clouds" proveniente dall'Inghilterra. Comunque, la tesi non è provata, essendoci molti casi del codice "A" stampato sul retro della copertina. Esistono anche adesivi simili con il codice di prezzo "D", com in una ristampa francese di "Ummagumma".

 

 

- Un particolare codice di prezzo è stato usato anche per alcuni dischi, tra cui il "The Dark Side of the Moon" trasparente: "SE". Abbiamo visto che era usato circa dopo il 1977, ma non ne conosciamo il significato, secondo alcuni collezionisti stava per "SPECIAL EDITION".

 

 

 

Il Prefisso "PM".

Durante questo periodo (stiamo ancora parlando della fine degli anni '70), alcune edizioni stampate in Francia mostravano anche un altro famoso codice: il "PM" della Pathè Marconi. Allora, la EMI Records faceva distribuire i propri prodotti in vinile in Francia dalla PATHE' MARCONI (PM), che non era niente altro che una divisione della EMI, originariamente inglese (praticamente come la EMI Italiana). Il marchio PM rimase in voga per anni, fino agli inizi degli anni '90, quando però fu sostituito dal marchio EMI vero e proprio. Infatti, la cosa era di sicuro troppo costosa e la EMI decise di non andare più avanti con questo "marchio" e di proseguire solo con il suo. Molti dischi uscirono con lo stesso motivo di cover come in tutta Europa, ma mostravano semplicemente un adesivo con il codice PM vicino al numero di catalogo; oppure, come nella maggior parte dei dischi, il marchio "PM" era stampato. E numerosi furono i codici PM presenti nei dischi, tutti avevano in comune le lettere "PM" racchiuse dentro un rettangolo, ma variavano i numeri che le seguivano, sempre racchiusi dentro un rettangolo.

 

 

PM251 (esempio in "The Piper at the Gates of Dawn");

PM211 (esempio in "Relics");

PM261 (esempio in "Atom Heart Mother");

PM271 (esempio in "Wish You Were Here", ma solo sull'adesivo centrale);

PM256 (esempio in "The Wall", ma solo sullo speciale adesivo trasparente sulla copertina);

PM263 (esempio in "The Final Cut");

PM525 (esempio in "Ummagumma");

PM644 (esempio in "A Momentary Lapse of Reason" in vinile bianco).

 

Nelle stampe più recenti oramai i codici circolari di prezzo sono stati sostituiti da un più semplice e tecnologico "codice a barre", anch'esso riferito al solo mercato francese.

 

 

 

La Pathè Marconi.

Un rapido sguardo a quello che era la Pathè Marconi. La Pathé è stata una casa discografica francese, fondata nel 1896; ha avuto una sede italiana, attiva soprattutto negli anni cinquanta e sessanta. La Pathé trae il nome dai fondatori, i due fratelli Charles et Émile Pathé, che nel 1896 fondarono (insieme ad un altro fratello, Théophile, che però abbandonò presto l'attività) un'azienda per la vendita di apparecchi fonografici, la Pathé-Frères: nel giro di un paio di anni si dedicarono anche alla produzione di apparecchiature per il cinema ed alla produzione di dischi a 100 giri (particolari primi dischi da grammofono, in cui la registrazione iniziava dal centro e si sviluppava a spirale verso l'esterno) e poi a 78 giri di musica classica.

Nel 1918 i due fratelli decisero di separare l'attività cinematografica da quella discografica: di quest'ultima si occupò Emile. Nel 1924 la Pathé (grazie ad un accordo con Guglielmo Marconi, titolare della Marconiphone, azienda italiana specializzata nella produzione di apparecchi radiofonici che, da questo momento, entrò anche nel campo della distribuzione discografica con la denominazione Pathé Marconi), iniziò ad essere presente sul mercato italiano.

Da questo momento seguì le vicende dell'etichetta e dapprima, nel 1931, entrò a far parte del gruppo VCM (Voce del padrone - Columbia - Marconiphone) e, nel 1967, della EMI Italiana (che ne incamerò tutto il catalogo italiano). Oltre che distribuire in Italia artisti della casa madre, come ad esempio Sacha Distel, per la Pathé incisero molti artisti italiani, i più noti furono senza dubbio Narciso Parigi e Renato Carosone.

 

 

 

Altri Paesi.

I codici di prezzo sono presenti anche in altri paesi europei e non, ecco una carrellata di codici.

 

Portogallo:

 

Australia:

 

Sudafrica:

 

Giappone:

 

Belgio:

 

Ungheria:

 

 

 

 

 

Le copertine bucate (die-cut sleeve).

Si è a conoscenza di un fenomeno strano che ha visto produrre un numero limitato di copertine di dischi colorati francesi con un grosso foro al centro. E' il caso, per esempio, dell'edizione francese in vinile trasparente ed anche di quella in vinile blu del "The Dark Side of the Moon".

 

 

 

 

.

 

 

 

 

Il disco appare con la copertina originale della Harvest-Pathè Marconi forata al centro, un foro circolare fatto a macchina e pressochè perfetto, dal foro si vede benissimo il colore del disco e l'etichetta, in alcuni casi anche i poster inclusi all'interno. Naturalmente ci siamo chiesti il perchè di questa stranezza. Grazie ad alcuni amici collezionisti francesi, sappiamo che si tratta di un fenomeno particolare, ma comune in Francia: alcune copie di dischi colorati venivano prodotte dalla stamperia per la Pathè Marconi e distribuite a pochi negozi musicali, a livello promozionale, per pubblicizzare il disco colorato, infatti, si poteva vedere benissimo attraverso la copertina forata il colore del vinile posto all'interno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Pink Floyd non erano gli unici, visto che anche per i dischi dei Queen è stato riscontrato lo stesso fenomeno, con almeno un paio di dischi colorati francesi ("A Night at the Opera" in vinile bianco, "News of the World" in vinile verde). Questo credo che tolga definitivamente ogni dubbio sull'ufficialità di tali dischi con la copertina ritagliata. E' evidente che la Pathè Marconi adottò questo stratagemma per promuovere l'uscita dei dischi colorati prodotti dai propri gruppi (tra i quali i Pink Floyd ed i Queen), anche se il loro valore non risulta particolarmente elevato. Probabilmente, alcuni pochi negozi di dischi (soprattutto nella capitale francese) hanno avuto una copia da esporre in vetrina, in formato "promo", cioè con il foro circolare centrale. La tiratura in questo caso potrebbe essere stata di poche decine di copie. Altro esempio famoso, assai simile, può essere l'edizione di "Animals" francese in vinile rosa con l'adesivo colorato al posto dell'etichetta, un disco modificato proprio per essere appeso in vetrina per pubblicizzare l'album.

 

 

 

 

 

 

 

 

Da notare che esistono esempi in tal senso anche nei singoli, usciti negli anni '70 in Italia; per i Pink Floyd, per esempio, si conosce la copertina forata del singolo "Point Me at the Sky", ed addirittura un copia del raro "See Emily Play", tutti e due in edizione italiana originale.

 

 

 

 

 

 

Anche per i Queen, si conosce il rarissimo "Killer Queen" ed il "You're my best friend", entrambi italiani, con le copertine forate e distribuiti per le stazioni radio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'unico disco ufficiale in tal senso è stato il "The Dark Side of the Moon" picture-disc americano, disco ufficiale della Capitol Records del 1978, che appunto aveva una copertina forata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyrights & Credits.

La prima ricerca ha avuto spunto da un lavoro di Jean Pierre Blayac e Olivier Cauly (maggio 2001) e di Jean-Manuel Esnault (maggio 2001 e 2008), e curata e tradotta da Stefano Tarquini.  La seconda ricerca è stata curata da Hervè Denoyelle (settembre 2008), oltre che da Stefano Tarquini e Stefano Girolami (settembre-ottobre 2008). Un caloroso grazie per le immagini dei dischi dei Queen va a Flavio Malfitano (dal sito "In The Lap of Queen" ©, ottobre 2008) ed a Serdar Akkoc (dal sito "My Queen Collection" ©, ottobre 2008).

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