cittadinanza onoraria

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Albino Luciani

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Cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto

 

Signor Sindaco,

                           ringrazio Lei e il Consiglio comunale sia della cittadinanza sia del modo cordiale, cui cui la cittadinanza stessa mi viene conferita. Lo dico con tutta semplicità: essa mi fa piacere e mi sento per essa molto onorato.

Mi piacerebbe anche avere titoli più numerosi per meritarla. Invece, il titolo, che mi riconoscono, è uno solo: di avere molto amato questa città.

Non era difficile amarla. Vittorio Veneto ruba il cuore a tutti gli italiani per ciò che ricorda. L'ho provato nell'anno del Cinquantennario. Mi trovavo a predicare in Lombardia. L'essere vescovo di Vittorio Veneto mi procurò la visita di tutti gli ex combattenti della Prima Guerra di Treviglio. Essi avevano l'aria di guardarmi come una specie di sacra reliquia, qualcuno con le lagrime agli occhi. Uno chiese perfino al mio segretario: Ma quello è proprio il vescovo di Vittorio Veneto? Gli sembrava - penso - impossibile che un vescovo così dimesso rappresentasse una realtà per lui così grande!

Oltre la storia della città ha influito la qualità dei suoi abitanti. In questa nuova sala municipale mi viene spontaneo il ricordo del compianto sindaco Faggin, a fianco del quale ho fatto il mio ingresso undici anni fa.

Su alcune idee noi divergevamo, rispettando però ciascuno l'altra persona, che aveva il diritto e la libertà di tenere le proprie opinioni. Su parecchie altre idee consentivamo in pieno e ricordo con piacere le visite che mi faceva questo sindaco socialista onesto, ben intenzionato, saggio e preoccupato del pubblico bene...