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Gli aborigeni credono che la terra venga traversata durante il sogno da esseri ancestrali, dotati di energia e di poteri sovrannaturali. Questi esseri sono biologicamente diversi dall'uomo contemporaneo, perché alcuni sono una sintesi di uomo e animale, altre di forze come il fuoco e l'acqua.
I viaggi di questi eroi del sogno vanno a formare la topografia del luogo, e le loro energie rimangono invece sulla terra, incorporate nelle piste che seguono, o in alcuni luoghi speciali in cui sono accaduti eventi importanti. L'uomo contemporaneo riceve parte di queste energie grazie a un complesso sistema di comunicazioni con alcuni di questi luoghi, che è tenuto ad onorare. Sono quelli che gli antropologi definiscono un totem - l'identificarsi di una persona con specie particolari di animali, piante e altri fenomeni naturali. Così alcuni alberi, rocce, e altri oggetti naturali rivestono un enorme significato religioso agli occhi delle genti che abitano un'area particolare del paese e ne conoscono cerimonie e leggende. Nella mente degli aborigeni, comunque, non c'è alcuna confusione su chi sono coloro che per tradizione sono responsabili della terra: la proprietà e la responsabilità del territorio passano attraverso l'eredità patrilineare e matrilineare. La gente aborigena considera anche, in qualche modo, propria la terra dove si è nati o dove si è stati concepiti: inoltre esistono rapporti più complessi tra i vari clan che si dividono la responsabilità della terra.
Il rapporto fra il tempo del sogno, la terra e coloro che tradizionalmente di essa si occupano si manifesta nelle complesse cerimonie che vengono effettuate dai membri dei clan. Alcune sono cerimonie "di crescita", atte ad assicurare la continuazione e l'abbondanza di animali e piante e il mantenimento dell'equilibrio ecologico del territorio (in effetti del mondo intero); alcune invece sono cerimonie specifiche di iniziazione dei ragazzi, alcune servono per auspicare la salute e il benessere della comunità e così via. Ogni persona che appartiene a una tribù conosce le cerimonie del proprio territorio, ed è obbligata a rispettare i luoghi sacri che le appartengono (o meglio, cui appartiene).
Le cerimonie rappresentano il legame più visibile tra gli aborigeni e la loro terra. Se privati di essa, la vita stessa di questi rituali si deteriora, la gente perde forza, significato e identità.

[Feltrinelli Traveller -
da ORME Una donna e quattro cammelli nel deserto australiano -
Robyn Davidson pag. 171]

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