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l'associazione---lo statuto---l'associazionismo---il randagismo

23 settembre 2007

Il comandante dei vigili urbani di Genzano

ci incontra. Gli presentiamo i nostri progetti e lo troviamo molto ben disposto e interessato, a dimostrazione che se la politica non si fa con i piedi ben piantati nei problemi reali diventa un vuoto, inutile e defatigante esercizio di retorica. Ci chiede di far passare l'ennesima kermesse turistico-bottegaia di Genzano, la festa del pane, e poi di metterci con solerzia al lavoro. Intanto ci segnala la presenza di quattro cuccioli presso una famiglia di Genzano che quantomeno gli garantisce le cure primarie. Andiamo a visitarli per le prime vaccinazioni. Si tratta di Tigre (vedi), Pecorella (vedi), Lilly e Vagabonda.

10 settembre 2007

Con la coda tra le gambe

siamo tornati dal sindaco di Lanuvio per ammettere che nessuno tra le persone che sappiamo occuparsi di un numero di cani superiore, diciamo, a tre si è dichiarato disponibile a prendere qualche randagio in cambio di cure veterinarie, aiuto per i costi di alimentazione e un piccolo indennizzo. Siamo molto abbacchiati perchè le nostre ipotesi di lavorare sul territorio per dare ai cani un'alternativa rispetto ai canili si stanno dimostrando troppo utopistiche. L'obiettivo pero' è sacrosanto, e quindi bisogna insistere, vagliare ipotesi di soluzione. Chiediamo al sindaco qualche altro giorno, concordiamo con i nostri volontari di Lanuvio un monitoraggio attento dela sorte dei sette randagi, e ci portiamo alla Colombina cinque dei sette cuccioli della randagia. Gli altri due li lasciamo con la madre, che non si fa prendere ma che deve essere presa per essere sterilizzata. I cuccioli sono piccoli sia di eta' che di stazza: i sette nani. Brontolo, Dotto (vedi), Eoletta (vedi), Gongoletta, Mammoletta, Pisoletta (vedi), Cucciola. Anche il sindaco di Nemi ci riceve perchè ha il problema di otto randagi che una volontaria allo stremo delle forze cura in un terreno in mezzo ai boschi del Vivaro, in una situazione abbastanza precaria. Gli presentiamo la nostra ipotesi di convenzione. A chiacchiere sembra d'accordo su tutto. Ma sappiamo che dobbiamo essere cauti.

23 agosto 2007

Il Sindaco di Lanuvio, invece

ci riceve perche' i nostri volontari gli hanno creato un grave problema: accudendo un gruppo di sette o otto randagi in una piazza del paese hanno fatto sgangherare i cittadini di un palazzo che affaccia sulla piazza, i quali, magia del contatto diretto istituzioni/cittadino, gli stanno "sfrantumando le balle" (espressione nostra). Almeno comunque ci pone un problema reale e ci chiede una soluzione: qualcuno gli levi di torno quei bastardi di cani prima dell'inizio delle scuole (si' perche' alla piazza affaccia anche una scuola, e fra un paio di settimane arrivano le mamme!). Noi pensiamo a tutte le pippe mentali che ci siamo fatti sul "canile diffuso" e gli proponiamo di risolvere il problema levando gli animali dal centro di una citta' i cui cittadini pensano che il mondo possa esistere senza i cani e gli animali in genere. Cercheremo di collocare i cani in una logica di "cane di quartiere", faremo un registro attraverso il quale terremo il comune, nella persona del comandante dei vigili urbani, aggior nato sulla situazione, in cambio di un magro esborso la cui quantificazione e modalita' e' tutta da definire. Ci da' una settimana di tempo, appuntamento a giovedi'prossimo. Ah, una delle cagne di cui dobbiamo sbarazzare il comune di Lanuvio ha fatto da poco i cuccioli (sette)!

21 agosto 2007

Incontriamo per la terza volta il sindaco di Genzano

per consegnargli la bozza di convenzione tra comune e associazione, nella quale abbiamo spremuto tutto cio' che sappiamo in materia di legislazione sul randagismo per offrire i nostri servigi rispetto alla redazione di un registro dei randagi di Genzano che consenta di fare il punto e magari risparmiare qualche euro sui cani che vengono tenuti nei canili lager (o semi), di aderire attraverso la redazione di progetti al bando regionale per la realizzazione di canili e di campagne per la sterilizzazione e di intraprendere una campagna comunale per la lotta al randagismo. Ci dice che i comuni non hanno soldi, lo stato fa le leggi e non le finanzia, il sindaco e' il terminale di tutte le proteste dei cittadini, le stagioni non sono piu' quelle di una volta, megio un uovo oggi che una gallina domani, etc... E comunque di quella cosa li' che abbiamo (la convenzione) - stavolta non l'ha neanche presa in mano - se ne deve occupare il comandante dei vigili urbani che, in qualita' di funzionario preposto (sic!) la deve analizzare e poi fargliela pervenire. Si puo' sfanculare un sindaco? Ah, il comandante dei vigili urbani e' in ferie!

12 agosto 2007

Arrivi e non arrivi.

I nostri veterinari ci segnalano la presenza di cuccioli a Velletri e di una cagnona rognosa affettuosissima, Mary, (vedi foto, adottabile) che deve essere levata dal posto dove sta perche' in mezzo alla polvere non guarira' mai. Ai cuccioli pensano loro, Mary, in ossequio al fatto che i casi disperati finiscono alla Colombina, viene da noi, e la mettiamo in adozione. Certo, ci vuole un grande amore per i cani per adottare Mary! Speriamo bene, in giro non ne vediamo molto.

20 luglio 2007

Nuovi arrivi:

due cuccioli di maremmano spelacchiati e incrostati dalla rogna, e Chicco, un cane vecchiotto completamente sordo. Chicco e' incredibile. Per chi e' abituato a conoscere i cani, che hanno nel fiuto e soprattutto nell'udito le antenne sensibilissime di contatto con il mondo, e quindi, anche quando sono in una situazione di riposo, danno una sensazione di tensione continua con l'ambiente e i suoi segnali (a volte tra l'altro non percepibili da orecchio umano), vedere Chicco vagare in mezzo al frastuono generale completamente immerso e fuso con il suo silenzio induce a una sensazione di straniamento che lo rende struggente. La sordita' rende Chicco particolarmente esposto. Cerchiamo di farlo vivere in situazioni particolarmente protette. Tuttavia non riusciamo ad evitare che gli arrivino impulsi non mediati dagli occhi e dal naso che lo fanno sobbalzare. Quando lo vogliamo indirizzare da qualche parte ci facciamo inquadrare prima dal suo campo visivo e a qual punto si incolla alle nostre gambe e viene mansuet o dove andiamo noi. I piccoli maremmani migliorano la rogna ma la maledizione che vuole che i cuccioli di cane per la mnaggior parte inizino la loro vita attraverso traumi terribili gli fa sviluppare il cimurro. La femmina muore preda di disperanti insulti epilettici. Ariel, il maschietto, forse se la cava. Muore anche Chicco. Tra tutti quelli che se lo sono rimpallato, povero sordo, prima di arrivare alla Colombina, nessuno ha pensato di fargli uno stupido vaccino.

30 giugno 2007

Partecipiamo all'Infiorata,

festa suggestiva che rende Genzano nota all'orbe terracqueo, con un nostro stand tapezzato di foto di cani da dare in affido (Bruno, Spino, Nina, Made, Bambi, Sirio, Ambra, le Annette, Scrocchiazeppi, i cinque cuccioli di Gigi). Tra la festa e i postumi della festa riusciamo a mandarne in affido dodici. Ci rimangono, come si vede nella banda a lato, Bruno, Spino e Nina che piu' nessuno li vuole piu' ci fanno affezionare. Tiriamo su anche qualche centinaio di euro di oboli "salvacoscienza" e qualche iscrizione a socio, con i quali curiamo la leishmania di Billy, e di conseguenza la depressione di Gigi, e la gastroenterite di Ambra (centoventi euro solo di una medicina!).

21 giugno 2007

Per mettere giu' il progetto

da presentare al sindaco di Genzano riordiniamo un po' le idee: 1) in testa alle nostre attivita' dobbiamo avere sempre e solo l'obiettivo di consentire a tutti i cani una vita dignitosa; 2) la vita del canile (nella migliore delle ipotesi: accalappio, celle piccole, sovraffollamento, scarsi rapporti umani) non e' una vita dignitosa; 3) puo' essere una vita dignitosa quella in piccole realta' anche non organizzate, o quella libera di cane di quartiere (previsto dalla legge). Mettiamo in forma progettuale le azioni corrispondenti agli obiettivi: 1)pubblicizzazione di una iniziativa denominata "campagna di lotta al randagismo", tesa a debellare il fenomeno nel territorio comunale; 2) individuazione di una struttura di coordinamento delle attivita'; 3) costituzione di una rete di "sensibilita' animalista" a presidio del territorio che individui e segnali immediatamente la presenza di randagi; 4)predisposizione di una struttura di primo ntervento veterinario presso la ASL (prima visita, test leishmania, tratta mento antiparassitario, vaccinazione, eventuale sterilizzazione) e di alloggio per il tempo strettamente necessario a far si' che la struttura di coordinamento esplori tutte le possibilita' di collocazione non reclusiva del randagio (famiglie, piccole realta' semi-organizzate, quartiere); 5) solo come ipotesi estrema, dotarsi di uno spazio a pagamento in un canile con caratteristiche che corrispondano a quelle della salvaguardia di una vita dignitosa; 6) nessun cane che non sia stato opportunamente collocato, e quindi anche quelli ospitati nei canili, esce mai dalla lista degli adottabili. Chiamiamo il progetto "canile diffuso". Non e' un granche', ma ci sembra che renda l'idea. Mettiamo in bella copia le nostre faticate elucubrazioni e le portiamo al sindaco che, senza guardarle, ci promette che le inoltrera' alla Provincia e ci congeda con un'altra chicca nazional-popolare: bisogna andare a votare sempre. Poi guarda esterrefatto i volti esterrefatti di gente che ha smesso da tempo di credere in uno strum ento che consegna il governo del mondo ai mediocri. Diciamo al sindaco che abbiamo saputo dal suo obeso delegato agli animali che il comune spende centomila euro l'anno per tenere i propri randagi nei canili lager. Gli diciamo che forse un controllo puntuale di questa spesa puo' portare ad esuberare qualche risorsa da destinare almeno a una campagna di sterilizzazione. Ci dice che per questo bisogna predisporre una bozza di convenzione tra comune e associazione. Faremo la convenzione.

13 giugno 2007

Incontriamo il sindaco di Genzano

per la prima volta. Ci dispensa una pillola di saggezza nazional-popolare per il vivere politicamente corretto: non impicciarsi troppo con i cani che' ci sono problemi ben piu' importanti. Comunque, bonta' sua, ci chiede un progetto. Postulati: costo zero e nessuna previsione di strutture fisse.

5 giugno 2007

Abbiamo appuntamento con un pezzo grosso della ASL.

Gli chiediamo aiuto. Lui ci guarda come se stessimo usurpando qualcosa. Forse stiamo usurpando qualcosa, ma comunque una cosa che non fanno. Strano animale l'uomo, geloso anche di quello che non gli interessa. Ci facciamo piccoli piccoli e gli chiediamo un aiutino piccolo piccolo. Si scioglie, non sembriamo pericolosi, ci dice di scrivere una lettera ufficiale per chiedere assistenza veterinaria gratuita una volta la settimana. Chissa', forse!

31 maggio 2007

Senza grandi speranze ci presentiamo all'appuntamento

istituzionale del giovedi'. E infatti non si vede nessuno. Vaffanculo maledetto ciccione, anche a nome di tutti i cani che sono costretti a una vita grama a causa della tua ottusa indifferenza. Dobbiamo puntare al cuore delle istituzioni, sindaco e qualche pezzo grosso della ASL. Sono loro i primattori di questa tragedia.

24 maggio 2007

Avevamo detto che ci si doveva

vedere ogni giovedi' con la nostra vasta interfaccia comunale delegata agli animali? Noi ci siamo. Non si fa' vedere. Ne' sentire. Ci asteniamo dai commenti. Li' vicino c'e' un bar. Depressi ci affidiamo a un prosecchino.

17 maggio 2007

Puntuali andiamo all'appuntamento con l'abbondante delegato agli animali

ma e' malato. Puo' capitare, peccato che i mostri che abbandonano non si ammalino mai, i nostri amici che si curano dei cani ci presentino un caso disperato dietro l'altro: NINA, breve escursione di un samoiedo al di fuori della sua razza, BRUNO, cucciolone con pretese da pitbull, SPINO, l'assoluto randagio. Gigi, un rumeno distrutto dall'indifferenza piu' che dalla birra, ci incontra nella piazzetta e piangendo ci mostra il suo cane Billy che gli si sta consumando davanti eroso dalla leishmania. Ricoveriamo Billy, e scopriamo che Gigi vive in condizionei inumane in una roulotte fatiscente accosto alle famose villette con giardinetto tutto leccato - niente cani, fanno buche! - che curano come fosse un salotto, buttando nell'immondizia da inceneritore i residui delle potature, come fosse polvere. Per farla breve, anche Gigi entra nel giro della Colombina, con Billy, il suo cane. Per fortuna, mentre le istituzioni ci schifano, ricoverando Billy conosciamo un gruppo di vetrinari che, pur con le compatibilita' dovute al fatto che devono campare di quel lavoro, guardano alla loro professione con uno spirito passabilmente missionario. Soprattutto una giovane dottoressa, dio la benedica! Ah, Billy pur malato ha fatto il suo dovere mettendo al mondo cinque cuccioli.

9 maggio 2007

Tentiamo la sponda istituzionale

con tutto lo scetticismo possibile, ma con la consapevolezza che se "loro" non fanno quello che "devono" per legge fare, difficilmente il problema si affronta. Purtroppo abbiamo ragione a temere. Ci si presenta un giovanotto, il delegato al problema degli animali, straripante in tutto, capelli, fisico e, purtroppo, chiacchiere. Meno male che si presenta dicendo che lui ama piu' fare che parlare. Peccato che pretenda la parola per primo - per presentarsi, dice lui. Ci tiene un pistolotto di un'ora circa, ci fa dire poche cose senza ascoltarci, o, peggio, ascoltandoci con sospetto, e ci accommiata stabilendo magnanimamente che ci vuole vedere ogni giovedi' alla stessa ora per sviluppare azioni idonee e coordinate per risolvere il problema.

14 aprile 2007

La Colombina viene accettata

nel coordinamento delle associazioni di Genzano - Insieme nella Diversira' - tante associazioni, scarsa partecipazione, ma di persone di qualita', gestito da una maestrina dal morbido sorriso ma dal polso di ferro.

28 marzo 2007

Guardiamo al territorio

in maniera diversa da quando siamo un'associazione. Prima ne eravamo aggrediti. Le colline intorno a Roma, una volta generose produttrici di olio d'oliva e di un loro bianco - malvasia e trebbiano (con un pizzico di bonvino e bellone)- inasprito dal terreno rigurgitato dal vulcano laziale, ora sono la palestra in cui si esercitano nei fine settimana i cittadini sconvolti da una realta' urbana che sa solo rimpinzarli di risorse (lo sviluppo) da escrementare fuori dal loro lindo appartamento (il consumo) distruggendo come un novello attila collettivo tutto quello che una propaganda diabolica getta loro in pasto (anche la natura, si'). Per cui quello che era un contenuto paradiso verde, con vigne e olivi nella fascia bassa e laghi e castagni in quella alta, ora e' diventato una sequela interminabile di terreni incolti e villette, vigne abbandonate casotti catapecchie e rifiuti, ulivi schiantati e plastica (tanta plastica), boschi sconvolti e plastica (ancora plastica). Ed e' in mezzo a questo pandemonio che v engono scelti i posti piu' appartati, tipo quello dove sta la Colombina, per evacuare l'escremento piu' sordido, quello dell'anima, l'abbandono degli animali. La Colombina, prima di diventare associazione, ne ha raccolto una trentina. Nel momento di maggior crisi, quando molti maschi in spazi liberi, tra femmine che andavano in calore, rischiavano di azzannarsi per uccidere, e' stato fatto un grosso sforzo economico per realizzare strutture atte a dividerli, e sterilizzare le femmine. A questo punto, per mettere un argine a questa deriva, e' stata costituita l'associazione. Dal territorio circostante, in poche settimane, sparsasi la voce, sono arrivate le voci di chi "non ha saputo girare la testa": Anna e Vanni 8 cani e 4 gatti, Stella 13 cani, Luisa 12 cani, Elvira 8 cani, Rita 16 cani, Dina 3 cani, e tanti altri. Per questo guardiamo al territorio non piu' come a un nemico che accoglie e ci somministra gli escrementi dell'anima di quelle anime inutili che abbandonano, ma come un'opportunita' di costituz ione di una rete solidale, nel nome dell'animalismo, ma non solo, anche dell'uso meno scriteriato del territorio.

1 marzo 2007

E' costituita l'Associazione

denominata "La Colombina". Ci siamo arrivati dopo aver raccolto e accudito randagi per decine di anni in assoluta autonomia, prosciugando i nostri conti correnti e le disponibilita' di amici e parenti. Ci siamo arrivati perche' abbiamo capito che l'impegno esclusivamente individuale era massacrante e comunque non avrebbe mai, non solo risolto, ma neanche scalfito il problema. Gli animali sono un elemento costituente di base della vita sociale, e in quanto tale devono entrare a far parte integrante di essa e ricevere l'attenzione che gli e' dovuta, e che la sensibilita' di una parte della collettivita' ha permesso di codificare in leggi. Per questo nasce la Colombina, per iniziare un percorso con le istituzioni del territorio che consenta di dare agli animali, e in particolare ai cani, una cittadinanza sociale e di conseguenza una vita decorosa. Le modalita' per fare questo le definiremo in seguito, e le proporremo, insieme con il percorso di avvicinamento alle istituzioni, in questo spazio. Per adesso, alc une indicazioni per chi voglia costituirsi in Associazione: 1) sedersi intorno a un tavolo con persone di sensibilita' consimile, obiettivi non banali ne' venali, e stilare L'ATTO COSTITUTIVO; 2) stilare, sempre attorno allo steso tavolo e con le stesse persone LO STATUTO; 3) recarsi presso l'Ufficio delle Imposte per registrare l'Associazione e farsi dare il Codice Fiscale; 4) fare richiesta di iscrizione al Registro Comunale e a quello Regionale delle Associazioni (quello Regionale consente di diventare ONLUS). In aletrnativa a tutto questo, rivolgersi al CESV.

28 febbraio 2007

Incipit

...


EMERGENZA!!! randagi si offrono per stabilire rapporto affettivo stabile

(cliccando sull'immagine si consulta la scheda)



SPINO

spino



BRUNO

bruno



NINA

nina



DOTTO

dotto



PISOLETTA

pisoletta



EOLETTA

eoletta



TIGRE

tigre



PECORELLA

pecorella



MARY

mary