
06 ottobre 07
SEZZE- Dal 9 ottobre 2007 dalle ore 15.30
riparte per il terzo anno consecutivo il progetto di aiuto scolastico
curato dal Circolo Legambiente Monti Lepini.
In una realtà cittadina, che a partire dalla
fine degli anni novanta ha vissuto un graduale spopolamento del centro
storico verso le periferie vive oggi un’inversione di tendenza
con gli stranieri che si sono insediati nelle case del centro, questo
meccanismo ha creato condizioni tali da far diventare Sezze una comunità
multietnica.
Il cambiamento sociale in atto ha, però, innescato nuove problematiche
di convivenza che se non affrontate con gli strumenti adatti possono
avviare meccanismi capaci di generare gruppi a rischio di marginalizzazione
disgiunti dal resto della società civile dove la mancata integrazione
potrebbe generare conflitti sociali.
Per evitare la possibilità che si sviluppino
queste problematiche è necessario facilitare il processo di integrazione,
costruendo ponti fra le diverse culture.
La scuola svolge in quest’ambito un ruolo fondamentale è
infatti, il principale luogo di incontro interculturale, non può
però essere lasciata sola ad adempiere a questo ruolo. E’
necessario che tutta la comunità cittadina contribuisca alla
costruzione di un rinnovato tessuto sociale.
Il Circolo Monti Lepini con il progetto di aiuto
scolastico intende contribuire attivamente al processo di integrazione
degli immigrati con il territorio.
Le lezioni avranno una cadenza bisettimanale e le
attività verranno svolte presso i locali della casa del volontariato
di Sezze in via Umberto, 134.
I bambini saranno aiutati nello svolgimento dei compiti da volontari
del Circolo Monti Lepini Legambiente e da quanti si riconoscono negli
obiettivi progettuali. Per maggiori informazioni www.parcolepini.it

24 settembre
07
SEZZE-28
settembre Parco dei Cappuccini, 30 settembre quartiere Madonna della
Pace
Puliamo
il Mondo 2007, un’occasione per riprendersi il proprio territorio.
Il Circolo Monti Lepini Legambiente
Volontariato, che dal 2001 svolge attività di salvaguardia e
tutela ambientale sul territorio lepino, in collaborazione con il comune
di Sezze e Spl Sezze spa, i cittadini del quartiere Madonna della Pace
organizzano “Puliamo il Mondo” l’edizione italiana
di Clean Up the Word il più grande appuntamento di volontariato
ambientale del mondo.
La campagna nazionale di Legambiente è realizzata in collaborazione
con l’associazione nazionale Comuni d’Italia e con i patrocini
del Ministero dell’Ambiente e il Ministero della Pubblica Istruzione.
Una campagna di pulizia che comunica la necessità e la voglia
di riappropriarsi del proprio territorio prendendosene cura, che segna
il bisogno della gente di mettersi in relazione per tutelare gli spazi
pubblici, prendendo coscienza che oltre a ripulire, si dovrebbe imparare
a non sporcare.
La manifestazione, inserita nel progetto realizzato dal I Tesori dei
Lepini Natura Amica, avrà luogo a Sezze presso il Parco dei Cappuccini
venerdì 28 settembre 07 e coinvolgerà le scuole elementari
di Sezze.
Domenica 30 settembre l’iniziativa verrà replicata in Via
Madonna della Pace e verrà realizzata in collaborazione con gli
abitanti del quartiere, per denunciare il degrado e per impegnarsi in
prima persona per recuperare la vivibilità del quartiere Madonna
della Pace.
Con questa iniziativa il Circolo Monti
Lepini vuole sottolineare la necessità che amministrazione comunale,
associazioni e cittadini debbano lavorare assieme facendosi carico ognuno
delle proprie responsabilità per riappropriarsi del proprio territorio
prendendosene cura.
Puliamo il Mondo è anche l’occasione per le comunità,
cittadini e amministrazioni, di valutare i problemi legati al degrado
ambientale per costruire insieme nuove soluzioni per il nostro futuro.

Comunicato Stampa
Progetto
di riqualificazione dell’area cimiteriale della città
Cori, 11 luglio 2007
Si è svolto ieri,
presso il comune di Cori, un incontro tra l’Assessore all’Ambiente,
Enrico Bernardini, l’Assessore agli Affari Generali Fausto Nuglio
e i rappresentanti del Circolo Legambiente dei Monti Lepini per l’avvio
di un progetto di riqualificazione dell’area cimiteriale della
città.
Il progetto prevede la ristrutturazione
dell’intera area, in particolare, l’istallazione di un impianto
fotovoltaico che fornirà l’energia necessaria ad alimentare
le luci votive in maniera perenne: grazie all'intervento la tassa comunale
per l’illuminazione votiva sarà ridotta di circa il 50%,
con la possibilità di successivi sgravi negli anni a venire.
Grazie all’intraprendenza
e la sensibilità degli Assessori Bernardini e Nuglio, il progetto
avrà costi estremamente contenuti che non graveranno sulle economie
del Comune, poichè ha ereditato, dalla precedente amministrazione,
una situazione economica estremamente difficile.
La realizzazione del progetto
sarà curata dalla società DEA di Giulianello, affermata
azienda locale nell’ambito delle risorse rinnovabili, in collaborazione
con i tecnici di Legambiente i quali forniranno il loro contributo al
fine di garantire un perfetto equilibrio tra le necessità energetiche
e il rispetto dell’ambiente.
Fattore degno di attenzione
è la volontà, da parte della nuova amministrazione e del
Circolo Legambiente dei Monti Lepini, di dar seguito a questa iniziativa,
così da sfruttare nel modo migliore le potenzialità dell’area
urbana Corese unitamente all’applicazione dei moderni concetti
del risparmio energetico e dell'uso delle risorse rinnovabili.
Circolo Legambiente
Monti Lepini

27 aprile 2007
Domani a CORI “… camminando
sulle Vie francigene del Sud”
Domani mattina 28 aprile 2007 il gruppo
internazionale di pellegrini che sta percorrendo la via francigena del
Sud nella direttrice Formia – Roma, lungo l’Appia Pedemontana
partirà dalla porta principale di Sermoneta alle ore 8.00, sotto
la guida di Alberto Alberti; alle ore 8.45 giungerà all’Abbazia
di Valvisciolo, dove ci si fermerà per una visita o una preghiera,
quindi si proseguirà la marcia verso i giardini di Ninfa, con
una sosta – pranzo, mentre nel pomeriggio i pellegrini raggiungeranno
Cori.
L’accoglienza a Cori, organizzata grazie alla sinergia del Circolo
Legambiente dei Monti Lepini, con la Pro Loco e numerose associazioni
culturali del territorio, la collaborazione delle scuole dell’obbligo
e di produttori locali, prevede alle ore 16.00 – 16.30, un primo
incontro nella Cappella dell’Annunziata, luogo di passaggio storicamente
attestato di pellegrini e viandanti: i notevoli affreschi dell’oratorio
potranno essere ammirati ascoltando l’esposizione dei più
recenti studi del Professore Pio Francesco Pistilli, Storico dell’Arte
Medievale dell’Università di Roma La Sapienza.
Nella piazza di Sant’Oliva l’ingresso dei pellegrini verrà
salutato dagli Sbandieratori dei Rioni di Cori, mentre nei locali della
Pro Loco verrà allestita una mostra didattica sui beni ambientali
e culturali del territorio corese realizzata dagli alunni della scuola
elementare, è prevista una premiazione anche per gli alunni delle
scuole medie che hanno partecipato a un Concorso letterario sul Cammino.
Sarà possibile inoltre la degustazione dei prodotti tipici locali,
pane, dolci, vini, olive.
Alle ore 18.00 presso il Teatro comunale si svolgerà il convegno
dal titolo “… camminando sulle Vie Francigene del Sud”,
interverranno i Presidenti della XIII^ e XVIII^ Comunità Montana
dei Monti Lepini e della Compagnia dei Lepini, Lorenzo Parlati, Presidente
di Legambiente Lazio, Claudio Tosi, Responsabile Incoming Opera Romana
Pellegrinaggi, Augusto Ranzo, Console Regionale del Touring Club Italiano,
Alberto Alberti, Gruppo dei Dodici, nonché ideatore della camminata,
concluderà l’On. Domenico Di Resta, Presidente della Commissione
Permanente per lo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo
della Regione Lazio, all’insegna della possibilità di promozione
sul territorio dei Monti Lepini di iniziative per un turismo ecosostenibile.

DA FORMIA A ROMA A PIEDI
camminando sulle Vie francigene del Sud
21 aprile 07
Un gruppo di pellegrini internazionale, coordinato
da Alberto Alberti del Gruppo dei Dodici, appassionato e infaticabile
camminatore, con il supporto di istituzioni e associazioni locali per
la valorizzazione del territorio, percorrerà a piedi il cammino
dell’Appia Pedemontana partendo da Formia domani 22 aprile per
arrivare a Roma - città del Vaticano nella Basilica di San Pietro
il 2 maggio in udienza dal Santo Padre, si riscopriranno gli antichi
sentieri e i luoghi che disegnarono la geografia del Lazio meridionale,
quale crocevia nel corso dei secoli di viandanti e pellegrini provenienti
dal sud del bacino mediterraneo, come dal Nord Europa.
La camminata di valore spirituale, ma anche esempio di turismo ecosostenibile,
si snoderà in dieci giorni percorrendo una media di circa 20
chilometri a tappa. Ogni appuntamento di partenza sarà pubblicizzato,
perché ci si auspica che potranno aggregarsi anche camminatori
locali, alla riscoperta del proprio territorio, infatti sarà
possibile rivisitare il territorio lepino e pontino anche grazie ad
eventi di natura culturale, storico-artistico, gastronomico, delle tradizioni
locali, che accompagneranno il cammino (vedi scheda percorso allegata).
Nel medioevo la strada del pellegrinaggio portava al viaggiatore conoscenza
di nuove culture, anche oggi con questa iniziativa ci si propone la
valorizzazione di un turismo locale in cui si coniugano i cosiddetti
valori intangibili al piacere delle tradizioni locali: infatti, cultura,
ambiente, spiritualità, enogastronomia e avventura sono la miscela
che spinge tanti viaggiatori a marciare per chilometri con lo zaino
in spalla; questa forma di turismo in Europa sta conoscendo un notevole
sviluppo, pensiamo ai tanti visitatori attirati dal Camino di Santiago
de Compostela, o da quello di Mont Saint Michel, mentre in Italia stanno
prendendo impulso anche grazie all’iniziativa di lungimiranti
amministratori locali e di associazioni di appassionati camminatori
gli itinerari lungo la Via Francigena del Nord.
L’ambizioso progetto del Gruppo dei dodici è di ripercorrere
tutta la “Francigena del Sud” fino a Brindisi e da lì
fino a Gerusalemme proponendo un tour attraverso l’Europa per
sottolineare il significato originario di quello che è un Grande
Itinerario Europeo, e del suo significato: l’unione fra le culture
e le genti dal Nord Europa al Sud del bacino mediterraneo.
NB:Per informazioni Alberto Alberti cell. 3491648614

2 dicembre 2006
Conferenza stampa per la presentazione della proposta di legge
per l'istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti Lepini
Il Circolo Legambiente Monti
Lepini è finalmente felice di poter ringraziare i consiglieri
regionali,
Domenico Di Resta, Enrico Fontana, Claudio Moscardelli, Carlo Ponzo
per il coraggio dimostrato oggi nel presentare alla stampa e alla cittadinanza
la proposta di legge, a loro firma, istitutiva del Parco Naturale Regionale
dei Monti Lepini.
Va ricordato che dal 2000 ad oggi il Circolo ha finalizzato la sua attività
per promuovere e sostenere l’istituzione del Parco Regionale dei
Monti Lepini. Numerosi interventi e manifestazioni sono stati mirati
alla valorizzazione delle caratteristiche e delle risorse del territorio
dei Lepini.
Sono state organizzate con successo ben due edizioni della manifestazione
I Tesori dei Lepini, piccolo viaggio all’interno delle produzioni
tipiche, della cultura e delle tradizioni locali; la campagna Nazionale
Piccola Grande Italia per la valorizzazione dei piccoli centri protagonisti
di un’economia sostenibile, è stata organizzata nella cittadina
di Roccagorga con ospite l’Onorevole Ermete Realacci, promotore
della Legge sui Piccoli Comuni; il 29 ottobre 2005 a Sezze si è
svolto il Convegno “I PARCHI RITROVATI: Lepini, Tevere, Tolfa.
Le economie delle aree protette per un altro sviluppo” che ha
suscitato l’interesse dei rappresentanti del mondo economico,
sindacale, associativo e politico, ed ha visto l’autorevole intervento
dell’Assessore Regionale all’Ambiente, Angelo Bonelli. E’
stato effettuato un Campo internazionale di volontariato a Roccagorga
con la presenza di giovani provenienti da tutto il mondo, giovani che
negli anni successivi sono tornati autonomamente, affascinati dall’ambiente
rurale e ospitale dei Monti Lepini.
A novembre 2006 nell’ambito della Campagna Salvalarte c’è
stata una tappa di rilevanza nazionale a Cori, città d’arte,
con il progetto di recupero di tre ceramiche medievali ornamento del
campanile della chiesa di S. Oliva. E’ inoltre in corso la prima
esperienza di impresa sociale del Circolo, che ha ottenuto l’incarico
dal Comune di Roccagorga di gestire l’Ostello ecologico Il Tarlo
Baronale nell’ambito di un progetto di ricezione estesa.
Il Circolo Legambiente Monti Lepini auspica che si promulghi al più
presto la legge definitiva e operativa per il Parco Naturale Regionale
dei Monti Lepini e che, quale naturale completamento dell’area
Parco, venga deliberato entro il 2006 dal Presidente della Giunta Regionale
del Lazio il Decreto di istituzione e salvaguardia del Monumento Naturale
Lago di Giulianello.

Cori 12 novembre 2006
“SALVALARTE
A CORI…. SALVA L’ARTE DI CORI”
Recupero dei tre bacini ceramici policromi smaltati nel campanile di
Sant’Oliva
Cori (LT), antica città
dei Volsci, ricca di mirabili resti romani, suggestivi scorci medievali
e straordinari esempi di arte pittorica rinascimentale, è stata
protagonista domenica 12 novembre 2006 dell’iniziativa di Salvalarte
2006, la storica campagna di Legambiente alla scoperta dei tesori d’arte
nascosti, che si svolge da metà ottobre a metà novembre
in tutta Italia, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
e con il contributo di Bialetti.
Tre ceramiche, i bacini ceramici
policromi smaltati medievali, ornamenti nel muro del campanile della
Chiesa di Sant’Oliva, potranno essere salvate dalla distruzione
grazie all’iniziativa di recupero promossa dal Circolo Legambiente
Monti Lepini in sinergia con la Direzione Scientifica del Museo della
Città e del Territorio di Cori, con il patrocinio del Comune
di Cori, con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici
e per il Paesaggio del Lazio, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile,
Legambiente Nazionale, Legambiente Regionale Lazio e la Pro Loco di
Cori.
Domenica alle ore 10.00,
con il supporto logistico e tecnico dei Vigili del Fuoco e l’assistenza
della Protezione Civile, è iniziato il laborioso distacco delle
ceramiche, poste ad oltre 15 metri di altezza sul campanile di Sant’Oliva:
restauratori e tecnici esperti di fama internazionale si alterneranno
per sei lunghe ore nel delicato intervento, in maniera volontaria e
gratuita.
“La splendida cornice
di Cori ha contribuito alla ricchezza del programma di Salvalarte 2006
nel Lazio: oltre sono 25 gli appuntamenti organizzati nella nostra regione,
per riscoprire i nostri monumenti, siti archeologici, tradizioni e paesaggi
spesso poco noti – ha commentato Lorenzo Parlati Presidente Legambiente
Lazio-. Dalla visita guidata storica sul tranvetto della Casilina a
Roma al recupero del Vecchio Fontanile di campagna a Monterotondo, dalle
passeggiate lungo le vie antiche al recupero del campanile di Cori:
tutto il Lazio si è impegnato in un mese di appuntamenti e itinerari
artistici realizzati con passione per sollecitare la tutela e la salvaguardia
dei beni culturali, dei quali è importante comprenderne il valore,
cominciando magari col denunciare lo stato di degrado in cui si trovano-
continua Parlati-. Una manifestazione interessante, speriamo che questo
splendido paese rientri presto nel futuro parco dei Lepini”
Il Circolo Legambiente Monti Lepini con Salvalarte auspica che sia possibile
attivare sinergie e risorse, anno per anno, per il recupero e la fruizione
dei numerosi beni culturali presenti nel territorio: carta vincente
per creare nuove forme di occupazione durevoli, per costruire uno sviluppo
economico solido e ambientalmente compatibile, per sviluppare solidarietà
e coesione sociale.
“L’Italia viene
definita il giardino del mondo! Il nostro narcisismo ci riempie di orgoglio,
poi ci giriamo intorno - ha commentato Federica Sacco, Responsabile
Nazionale Salvalarte – Legambiente – e ci rendiamo conto
che questo giardino, in fondo in fondo tanto verde… poi non è!
Ci si dimentica troppo spesso dei gioielli sparsi capillarmente su tutto
il nostro territorio e si continua a non voler capire che non investire
in cultura, vuole dire depauperare in futuro.”.
“Non si può
pensare di fare tutela senza che ognuno abbia un comportamento responsabile:
per questo ogni occasione è buona per aderire al Decalogo Salvalarte,
- ha proseguito Federica Sacco – perché solo garantendo
un codice di comportamento responsabile tale da valorizzare, tutelare
e far fruire dei luoghi e siti culturali è possibile investire
in un futuro sostenibile. Salvalarte è un’ottima occasione
per imparare a voler bene all’Italia e alle nostre città,
una sfida per trasformare il patrimonio artistico che custodiamo da
ingombrante eredità del passato a motore di sviluppo”.
Numerosi i turisti ed i
visitatori accorsi ad assistere all’intervento di distacco, a
visitare gratuitamente il Museo della Città e del Territorio,
a godere della visione di due cortometraggi nella Sala delle Conferenze
del Museo (in particolare un’esperienza di Salvalarte realizzata
a Roma nel Rione Monti, e un’iniziativa di salvaguardia del paesaggio
contro un abuso edilizio nel Comune di Tricase), ad effettuare una passeggiata
guidata per le vie di Cori. Spettacoli folkloristici e degustazioni
di prodotti tipici locali sono offerti anche nella vicina manifestazione
Non solo Olio, sagra dell’olio e del vino, dei prodotti tipici
e della cultura locale curata dall’Ente Carosello, dal Comitato
di Porta Signina e dalla Pro Loco di Cori, nella zona del Tempio di
Ercole.
“Il Circolo Legambiente
Monti Lepini per la prima volta quest’anno aderisce e partecipa
alle iniziative della Campagna Nazionale Legambiente Salvalarte, con
un intervento concreto di recupero di tre piccole opere d’arte
realizzato nel Comune di Cori in collaborazione con la Direzione Scientifica
del Museo della Città e del Territorio di Cori- così Anna
Maria Pianelli Presidente Circolo Legambiente Monti Lepini-. Grazie
alla collaborazione e al supporto logistico e tecnico dei Vigili del
Fuoco di Latina e la disponibilità ed il prezioso lavoro di studiosi
ed esperti tecnici restauratori potranno essere salvate dalla inevitabile
distruzione le tre ceramiche poste ad ornamento nel muro del campanile
di Sant’Oliva a Cori. L’intervento si articola in più
fasi che prevedono il recupero degli originali e la sostituzione nell’apparato
decorativo con copie realizzate secondo le tecniche tradizionali. L’iniziativa
si propone inoltre di segnalare le emergenze monumentali più
a rischio e promuovere una campagna di sensibilizzazione per attivare
i meccanismi per il loro recupero. Oggi si avvia il dibattito con una
prima Tavola Rotonda sui siti di San Michele e Le Sipportica- continua
Anna Maria Pianelli -.Infine possiamo dire di essere riusciti anche
a far conoscere, promuovere e valorizzare i patrimoni ambientali e culturali
di Cori in tutta la nazione attraverso i canali di comunicazione di
Legambiente e attivati dall’evento della Campagna Nazionale Salvalarte.
Salvalarte è l’occasione per sostenere e rafforzare il
filo conduttore, il leit motiv del circolo Legambiente Monti Lepini:
la costituzione e la realizzazione del Parco Regionale dei Monti Lepini.
Il parco si svilupperà su un territorio che comprende tanti piccoli
centri urbani ricchi di un notevole patrimonio culturale, artistico
e archeologico, che va salvaguardato contestualmente al patrimonio paesaggistico
e ambientale e che è il collante che unisce in maniera evidente
l’importante passato storico ai possibili futuri modelli di sviluppo
del nostro territorio. “

Regolamentazione accessibilità pista forestale località
M. Forcino
Al Commissario
Straordinario del Comune di Sezze dott. L. Falco
Sezze 03, novembre 2006
Portiamo a conoscenza
che la pista forestale in località M. Forcino, di penetrazione
al rimboschimento del versante sud di Monte Forcino, effettuato dal
Corcpo Forestale dello Stato su proprietà del demanio civico
comunale, attualmente viene utilzzata a nostro giudizio in modo inproprio.
La stessa che già presenta elevate pendenze e curve di stretto
raggio, allo stato attuale à molto sconnessa ed è percorsa
d autoveicoli, motoveicoli e fuoristrada con grave rischio degli stessi
e delle persone che piedi o a cavallo effettuano escursioni, in quanto
un precedente divieto di transito ed una sbarra in ferro con lucchetto
sono stati illegalmente rimossi.
Si chiede pertanto il ripristino del divieto di accesso ai mezzi non
autorizzati e l'istallazione di una sbarra adeguata al fine di impedire
l'accesso degli automezzi in modo indiscriminato e salvaguardare l'incolumità
delle persone, dell'ambiente e del patrimonio boschivo.
Si fa rilevante altresì che il perdurare di tale situazione dovuta
alla mancanza di disciplina della viabilità permette di eserciare
la caccia in prossimitò della pista stessa con evidente gravissimo
rischio di coloro che accedono ai luoghi.

SALVALARTE A CORI
Recupero dei
tre Bacini ceramici policromi smaltati nel campanile di Sant’Oliva
(COMUNICATO
STAMPA - Cori,10 ottobre 2006)
Cori sarà
protagonista domenica 12 novembre 2006 di una tappa altamente suggestiva
di Salvalarte 2006, la storica Campagna nazionale di Legambiente alla
scoperta dei tesori d’arte nascosti, che si svolgerà da metà
ottobre a metà novembre in tutta Italia, con il patrocinio del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio e con il contributo di Bialetti.
Tre ceramiche, i bacini ceramici policromi smaltati medievali, che sono
ornamento nel muro del campanile della Chiesa di Sant’Oliva, potranno
essere salvate dalla distruzione grazie all’iniziativa di recupero
promossa dal Circolo Legambiente Monti Lepini in sinergia con la Direzione
Scientifica del Museo della Città e del Territorio di Cori, con
il patrocinio del Comune di Cori, assicureranno ulteriore collaborazione
restauratori e tecnici esperti volontari, la Soprintendenza per i Beni
Architettonici e per il Paesaggio del Lazio, i Vigili del Fuoco e la Protezione
Civile, nonché Legambiente Nazionale e Legambiente Regionale Lazio.
Nel corso della giornata di domenica 12 novembre avverrà il laborioso
distacco delle ceramiche poste ad oltre 15 metri di altezza sul campanile
di Sant’Oliva grazie alla perizia di restauratori e tecnici esperti
che metteranno a disposizione il loro lavoro in maniera volontaria e gratuita,
e che si avvarranno del supporto logistico e tecnico dei Vigili del Fuoco
e dell’assistenza della Protezione Civile. Il restauro, lo studio
e la documentazione verranno effettuati nei mesi successivi; nel 2007
è prevista una giornata dedicata alla presentazione dei tre bacini
ceramici restaurati, mediante la sostituzione degli originali con copie
realizzate secondo le tecniche tradizionali e, contemporaneamente, attraverso
la musealizzazione a Cori degli originali restaurati. L’iniziativa
di Salvalarte a Cori, il 12 novembre garantirà ai visitatori l’ingresso
gratuito nel Museo della Città e del Territorio, una passeggiata
guidata per le vie di Cori, spettacoli folkloristici, degustazioni e si
concluderà nel pomeriggio con una tavola rotonda presso la Chiesa
di San Michele dal titolo: “Cori. Siti e monumenti a rischio: San
Michele e Le Sipportica” - Incontro dibattito per l’individuazione
di un percorso di recupero praticabile. E’ infatti convinzione del
Circolo Legambiente Monti Lepini che sia possibile attivare sinergie e
risorse, anno per anno, per il recupero e la fruizione dei numerosi beni
culturali presenti nel territorio e che questi rappresentino la carta
vincente per creare nuove forme di occupazione durevoli e per costruire
uno sviluppo economico solido e ambientalmente compatibile.
Per ulteriori informazioni:
Circolo Legambiente Monti Lepini
Anna Maria Pianelli cell. 338 7363456
Tel. 06 9677506 – 06 86268317
e-mail: annam_p@libero.it

Semprevisa: pista ciclabile
o strada per mezzi a motore
Sezze, 05 ottobre 2006
Egregio Sindaco di Bassiano
Egregio Presidente XIII Comunità Montana
e p.c. Stazione Corpo Forestale dello Stato di Sezze
Dopo varie segnalazioni
abbiamo verificato che sulla strada sterrata, destinata a pista ciclabile,
che da Bassiano porta a Campo Rosello (1200m) sul M. Semprevisa recentemente
restaurata con le risorse del progetto STILE, è notevolmente aumentato
il traffico di vetture e mezzi pesanti.
In un primo tempo
l’accesso alla strada veniva consentito solo per motivi scientifici
e per manifestazioni turistiche.
Una sbarra di metallo chiusa con un lucchetto ed un cartello di divieto
di accesso garantivano il rispetto della destinazione d’uso della
strada pista ciclabile e non a circuito per fuori strada o per favorire
la depredazione delle risorse boschive visto che sono bene evidenti le
tracce di attività dei boscaioli a Campo Rosello ai danni della
faggeta che già è in precarie condizioni di conservazione.
Oggi non esiste
più né il cartello né il lucchetto, rimane solo il
buon senso di chi ama la nostra terra e continua a lavorare per valorizzarla.
Come accade in
altre realtà un divieto sarebbe potuto diventare occasione di occupazione,
un’attenta gestione dei flussi turistici, che l’intenso traffico
sulla strada ci dimostra esistere, sarebbe potuto diventare fonte di reddito
per il territorio e non di degrado.
Rimane l’amarezza
che stiamo perdendo per l’ennesima volta un’altra occasione
di rispondere alla richiesta di fruizione turistica del territorio.
L’unica
alternativa al degrado, ne siamo ancora più consapevoli, sarà
l’istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti Lepini progetto
a cui il Circolo Monti Lepini della Legambiente sta lavorando da anni.
Il Circolo Monti
Lepini della Legambiente chiede il ripristino della sbarra e del divieto
di accesso ai mezzi a motore se non espressamente autorizzati e di agire
in tale senso per quanto di Vostra competenza.

Qualità dell'aria a Sezze
Egregio Sindaco
del Comune di Sezze
oggetto: Qualità dell’aria nell’ambito urbano.
Sul supplemento ordinario n°
7 al Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 20-09-2003, è
stato pubblicato l’elenco dei comuni nei quali i valori degli inquinanti
sono superiori ai limiti previsti e per i quali devono essere predisposti
piani di azione secondo quanto previsto dal D.lgs. 351/1999: incluso nell’elenco
risulta essere il Comune di Sezze unitamente, per la nostra provincia,
a Latina e ad Aprilia.
In particolare superano i limiti di legge il materiale particolato fine
incluso il PM10.
Il Decreto Legislativo su citato, in attuazione della direttiva 96/62/CE
della Unione Europea redatta in materia di valutazione e di gestione della
qualità dell’aria, tra l’altro definisce i principi
per: stabilire gli obiettivi per la qualità dell’aria ambiente
al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi per la salute
umana e per l’ambiente nel suo complesso; disporre di informazioni
adeguate sulla qualità dell’aria ambiente far si che siano
rese pubbliche, con particolare riferimento al superamento delle soglie
di allarme; mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove
è buona, e migliorarla negli altri casi.
È per questo che La invitiamo, in qualità di massima autorità
sanitaria del Comune, ad attivarsi per adempiere a quanto previsto dalla
norma su citata.
Le chiediamo fin da ora di
coinvolgere la nostra, come le altre associazioni presenti sul territorio,
nelle attività di confronto e di collaborazione nella individuazione
e nella proposizione di misure atte a risolvere il problema del traffico
e della qualità ambientale nella nostra città.
Cordiali saluti
Per il Circolo Monti Lepini
Il Presidente Gustavo Giorgi
|
ROCCAGORGA: DUBBI
E PERPLESSITÁ SULLA REALIZZAZIONE DI UNA CENTRALE A CICLO COMBINATO
IN ZONA PRATI.

MERCOLEDI 30 MAGGIO 2001 si è svolto presso l'Auditorium Comunale
di Roccagorga un incontro finalizzato alla costituzione di un comitato
che si occuperà di reperire tutte le informazioni possibili sulla
proposta di costruire una CENTRALE TERMOELETTRICA A CICLO COMBINATO
nelle vicinanze della zona artigianale dei Prunacci (zona Prati-Roccagorga).
Coordinati dai ragazzi promotori
del comitato, sono intervenuti molti cittadini di Roccagorga, associazioni
(tra cui Arci e Legambiente) , consiglieri comunali e rappresentanti
di alcuni partiti.
Dal dibattito sono emersi
tanti dubbi, ma soprattutto paure: per un futuro che risulterebbe stravolto
dalla costituzione della centrale, per i rischi sulla salute, sull'inquinamento
atmosferico e del suolo, su quello acustico ed elettromagnetico, sull'impatto
ambientale che inevitabilmente la mole della centrale porta con se e
le possibili ripercussioni che la stessa avrebbe sul turismo.
Ci si è lamentati
del fatto che l'Amministrazione avrebbe già dovuto chiarire mesi
fa questi legittimi dubbi dei cittadini e dei residenti della zona,
al momento in cui si è prospettata tale ipotesi.
L'esigenza di costituire
questo comitato è nata proprio dalla mancanza di qualunque tipo
d'informazione, per valutare serenamente non solo i lati negativi di
questo progetto ma anche le opportunità di sviluppo che verrebbero
offerte al paese.
Dall'incontro sono emersi
una serie di punti: è stato definito il percorso che il comitato
si propone di seguire da oggi alla presentazione del progetto da parte
delle aziende incaricate o interessate; la necessità di creare
un comitato scientifico, e soprattutto valutare altre possibilità
di sviluppo del paese non necessariamente legate alla costruzione di
questa centrale.
Si invitano i cittadini a
contattare il Comitato al numero 339-1795072
Il comitato è a disposizione di tutti coloro che vorrebbero contribuire
con proposte, iniziative e altro.
|
COMUNICATO STAMPA
SU CORRIDOIO TIRRENICO A RIDOSSO DEI LEPINI

In merito alla vicenda relativa
la realizzazione dell’Autostrada Fiumicino-Formia, il Circolo
Monti Lepini della Legambiente esprime preoccupazione e la propria opposizione
verso la proposta ventilata dal Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo consistente
nello spostare lungo la Pedemontana (a ridosso della linea ferroviaria
Roma-Napoli) il tracciato dell’autostrada.
Avendo registrato il forte malcontento in particolare degli agricoltori
che vedono incidere su circa 4.500 aziende il tracciato (previsto tra
la S.S. 148 Pontina e la S.S. Appia), pur di realizzare questo mostro
di cemento, Zaccheo sposta il problema nel territorio di altri comuni
con una superficialità ed una arroganza che difficilmente trova
giustificazioni.
Chiediamo all’On. Zaccheo su quali basi viene a formulare una
proposta che non tiene assolutamente conto delle peculiarità
del territorio che vede fortemente interessati i Comuni di Sermoneta,
Sezze e Priverno.
Secondo l’On. Zaccheo nei territori dei comuni lepini non esistono
aziende agricole?
È a conoscenza o no l’On. Zaccheo del delicato equilibrio
idrogeologico del territorio che, tra l’altro funge da risorsa
idrica per molti comuni?
Ci sembra di assistere all’ennesimo episodio di strabismo politico:
è a conoscenza o no l’On. Zaccheo che sono in corso i lavori
per la nuova S.S. 156? E come si concilia questa opera con la realizzazione
dell’Autostrada?
La proposta della nuova Autostrada va ad intaccare siti di particolare
interesse storico-naturalistico-economico-turistico ed i reali benefici
per il territorio pontino conseguenti questa “grande opera”,
sono tutti da valutare. È sicuro, però, che ne beneficerà
la solita lobby del cemento che in questi ultimi due anni ha rialzato
sfrontatamente la fronte garantita da coperture politiche che fanno
dell’aggressione al territorio una pratica quotidiana. Ricordiamo
l’attacco che la Regione Lazio ha portato alle aree protette,
la vicenda del Parco Nazionale del Circeo, la vicenda del Condono Edilizio,
la svendita del Patrimonio Pubblico.
I protagonisti di questa proposta, tra cui spiccano Storace, Pedrizzi,
Zaccheo, ci devono spiegare e convincere perché non è
possibile intervenire sulla Pontina anziché realizzare ex novo
un altro tracciato: forse perché la prima ipotesi è meno
costosa e meno devastante per il territorio?
La Legambiente propone di adeguare la S.S. Pontina a funzioni autostradali
senza ricorrere allo sventramento di un territorio che con fatica sta
recuperando e caratterizzando sempre più un agricoltura di qualità.
Il Circolo Monti Lepini della Legambiente esprime la propria solidarietà
ed il proprio appoggio al mondo agricolo così fortemente danneggiato
da questa proposta, in particolare invita le organizzazioni agricole
a non cedere di fronte alle sirene incantatrici che già si sono
poste all’opera. Se dovesse passare la realizzazione dell’Autostrada
assisteremo al più grave atto vandalico nei confronti di un territorio
che è all’affannosa ricerca di una propria identità
e ad una ipotesi di sviluppo basata sulle risorse naturali e turistiche
e a provocare questo danno saranno coloro che culturalmente si richiamano
a chi ha fatto della bonifica pontina una delle opere studiate tutt’ora
anche all’estero. Tra l’altro ci domandiamo che fine farà
il progetto di realizzazione di una pista ciclabile che sullo stesso
tracciato collegherà Velletri a Terracina.
Nel nostro paese c’è bisogno di incentivare il trasporto
su rotaia e via mare, come sta accadendo in tutta Europa, e non su gomma
che, oltre ad inquinare, è causa di migliaia di lutti l’anno
solo nel nostro paese provocati dagli incidenti stradali.
La Legambiente dei Monti
Lepini fa appello ai Sindaci del comprensorio, al Presidente della XIII
Comunità Montana, alle forze politiche e sociali, ai cittadini
nel far sentire le ragioni per uno sviluppo compatibile del territorio
e la propria opposizione a questo ennesimo intervento devastante.
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Strada eremo di
S. Erasmo (1)

Il Circolo Monti Lepini chiede
pubblicamente al Sindaco e all’Amministrazione tutta, quali sono
i criteri che sono stati utilizzati per lo sviluppo del progetto di
rifacimento della strada dell’Eremo di S. Erasmo.
Se è stata fatta una valutazione d’impatto ambientale e
se verranno rispettati i vincoli naturalistici della zona interessata.
Chiediamo inoltre quali funzioni svolgerà la strada in questione;
ovvero sarà soltanto una messa in sicurezza del percorso, o diverrà
una strada a forte flusso?
Ancora chiediamo se alla strada verranno aggiunte sia segnaletica atta
a valorizzare il patrimonio del luogo in questione, sia che venga sviluppato
un percorso naturalistico composto di vegetali autoctoni.
Il Circolo Monti Lepini dichiara di essere pronto a confrontarsi con
le autorità locali, sul tema in questione.
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Strada eremo di
S. Erasmo (2)

In seguito all’articolo
apparso sul quotidiano: “Latina Oggi” il giorno mercoledì
3 dicembre 2003 dal titolo: “Eremo di Sant’Erasmo: presto
i lavori della strada” il Circolo dei Monti Lepini di Legambiente
comunica di aver recapitato al Sindaco del Comune di Roccagorga un dossier
denominato: “Osservazioni sul progetto della nuova strada per
S.Erasmo a Roccagorga (LT).”
Le note salienti di tale dossier sono le seguenti:
Riteniamo che la scelta fatta sul modo in cui la strada deve essere
sistemata non sia idoneo al contesto ambientale in cui la stessa s’inserisce.
Abbiamo rilevato numerose contraddizioni tra le indicazioni della relazione
geologica
e il progetto esecutivo e fra alcune valutazioni all’interno dello
stesso progetto che rafforzano la nostra convinzione su come non sia
stato affatto tenuto conto del valore ambientale e paesaggistico del
sito in cui la nuova strada andrà a collocarsi.
A supporto delle nostre affermazioni basta rimarcare l’evidente
discrasia fra il titolo dato al progetto esecutivo e quello effettivamente
proposto nello stesso. Il titolo del progetto è Lavori di sistemazione
e completamento della strada Arco-eremo di S.Erasmo, ma basta leggere
il progetto esecutivo per scoprire che la nuova strada avrà una
sezione di m. 5 contro l’attuale sezione della strada di m. 3
, quasi un raddoppio della strada: una nuova strada con caratteristiche
differenti da quell’attuale e dalla larghezza media delle strade
rurali del paese.
Recita la relazione:”L’intento della strada è di
sviluppare un nuovo turismo, legato in particolar modo al costituendo
Parco dei Monti Lepini”.
Allora noi ci chiediamo: come mai un’amministrazione così
interessata allo sviluppo turistico non era presente neanche con un
rappresentante al convegno che si è svolto mercoledì 10
a Fossanova organizzato dalla Compagnia dei Lepini? Consigliamo all’Ass.
Bonanni di verificare lo stato reale delle cose prima di fare pubblicità
ingannevole sui giornali, a noi risulta non solo che presso l’Eremo
non è attiva nessuna locanda e che non è possibile degustare
nulla poiché ancora nel mese di Agosto mancavano le autorizzazioni
igienico-sanitarie sulla struttura.
La nostra è una ferma opposizione a questo tipo di strada, le
motivazione sono molte sia di carattere tecnico che di carattere culturale.
Innanzitutto la nostra preoccupazione è per le opere di drenaggio
che difficilmente potranno essere sufficienti quando si raggiungeranno
regimi pluviometrici elevati e l’acqua raggiungerà sulla
pavimentazione bitumosa velocità molto sostenuta (ci sono tratti
dove si raggiungono pendenze di 20-30% e l’acqua potrà
raggiungere la portata di qualche centinaio di l/s) dovranno esserci
costi elevati di manutenzione per permettere quantomeno una minima efficienza
del sistema di canalizzazione.
Il progetto tradisce vistosamente le indicazioni della relazione geologica
che considerando la posizione della strada in un’area ad elevata
valenza paesaggistica e ambientale consiglia il ricorso a tecniche di
ingegneria ambientale per l’inserimento paesaggistico dell’opera.
E’ molto difficile pensare che quattro km di asfalto, cemento,
di guardrails di acciaio, di scavi e riporti per alterare la sezione
stradale attuale, la costruzione di un parcheggio siano caratteristiche
di un’opera che avesse come base il rispetto dell’ambiente
nel quale si colloca.
Come detto in premessa è anche nostra volontà una sistemazione
della strada.
Una sistemazione appunto , non la costruzione di una nuova strada, che
abbia lo scopo di mettere in sicurezza alcuni tratti molto pericolosi
che sono costati anche vite umane. in tema di sicurezza ci sembra che
aprire un autostrada in piena montagna non sia un buon modo di mettere
in sicurezza la zona. la nuova pavimentazione porterà un aumento
di utenti del luogo, sarà meta di scampagnate diurne ma soprattutto
notturne nel periodo estivo, è logico temere un aumento di incidenti
dovuti all’elevata velocità resa possibile da una nuova
pavimentazione.
Noi proponiamo una strada che mantiene le attuali caratteristiche strutturali
(larghezza, materiali) , che le opere di drenaggio siano potenziate
e che ci sia una manutenzione costante , che permetta di non arrivare
ad una situazione come quella attuale. La nostra è una soluzione
più economica , più rispettosa dell’ambiente e della
cultura del luogo. Una soluzione migliore.
La nostra è una visione di un turismo sostenibile, che non esclude
l’utilizzo dell’automobile per arrivare all’eremo,
ma che ritiene che tal uso debba essere inteso in modo non invadente.
A tal proposito va osservato come tal progetto contrasti nettamente
con ciò che è previsto dal progetto STILe per il paese.
Per esempio, uno degli interventi in programma è la realizzazione
della “welcome area” presso l’ex campo sportivo un
welcome point con un parcheggio ottimale con n. 2 posti per pullman
turistici, n. 50 posti auto. Se ottimisticamente nel primo punto di
arrivo turistico prevedono questa disponibilità perché
in cima l’eremo è previsto un parcheggio di centinaia di
metri quadrati?
Tornando al progetto STILe questo prende in considerazione la stessa
zona nel progetto: “L’ambiente al centro del sistema”
inserendo il tracciato Roccagorga-Monte Semprevisa al sesto posto di
una graduatoria di priorità di intervento sulla realizzazione
di tracciati turistici e sempre all’interno di tale progetto si
danno indicazioni specifiche per realizzare l’intervento come
per esempio: segnaletica idoneamente studiata, con caratteristiche complementari
all’ambiente, le soluzioni prescelte dovranno quanto possibile
rappresentare una sintesi tra natura e cultura della area , di essere
accettabili alla vista sia nel senso fisico che architettonico. Per
la segnaletica sono esclusi supporti di metallo e conglomerati cementizi
. Da questa breve descrizione si nota come mentre il progetto STILe
propone uno sviluppo sostenibile della area, viceversa il progetto della
strada interviene sul luogo, indifferente alle peculiarità dello
stesso, come se avesse a che fare con una qualsiasi arteria ad alto
scorrimento. Tra l’altro ricordiamo che il percorso citato è
l’unico percorso rocchigiano presente sulle guide di trakking
che nel tratto Roccagorga -eremo di Sant’Erasmo combacia quasi
totalmente con il tracciato della strada.
La nostra non è una
posizione ideologica è una posizione ragionevole che tiene conto
dell'ambiente, del rapporto costo-benefici, dell'impatto sociale che
un'opera di questo genere può avere.
L'interesse del Circolo sulla zona è dimostrato dal fatto che
già in passato abbiamo richiesto di visionare gli atti concernenti
la strada, che tramite un comunicato stampa abbiamo reso nota la nostra
posizione in merito, che quest'anno abiamo un campo internazionale di
volontariato presso l'eremo di sant'Erasmo e che abbiamo fatto richiesta
formale di stipulazione di convenzione per la gestione dell'area del
sentiero montano denominato "vado dell'orso", che è
stato restaurato proprio grazie al campo su citato.
Ma tutto ciò non basta ad accreditarci nei confronti degli amministratori,
neanche dopo gli innumerevoli dubbi espressi in merito del progetto,
per un sano confronto.
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Turismo e ambiente

Turismo e ambiente sono due
termini ormai sistematicamente affiancati, che però ancora raramente
riescono a coniugarsi felicemente.
Basti pensare al grande interesse creato, negli ultimi anni, nei confronti
delle aree protette marine,queste sono, nella maggior parte dei casi,
contigue alle zone di balneazione e , di conseguenza, ai luoghi di turismo
di massa. Tale situazione ha generato rischi, in molti casi gravi, a
luoghi eccezionali sia per qualità paesaggistica che per quella
ambientale.
Bisogna cominciare a interrogarsi sul futuro della politica turistica
italiana e, soprattutto, chiedersi se l’ambiente potrà
rappresentare la strada maestra per il turismo prossimo futuro.Sicuramente
la strada da percorrere è quella che porta nella direzione della
sostenibilità.
Ma esaminiamo dapprima il turismo come settore economico, esso rappresenta,
ormai, la principale attività economica a livello globale. Sposta
5 miliardi di persone ogni anno, occupa 230 milioni di persone (1 ogni
15 lavoratori in tutto il mondo)ed è destinato a crescere esponenzialmente
nei prossimi decenni, favorito dallo sviluppo dei trasporti e delle
comunicazioni. Dell’intero movimento l’Europa copre il 60%,l’Italia
attira il 5.5% dell’intero flusso, con circa 33 milioni di arrivi
ogni anno.
Un aspetto rilevante che emerge dai dati italiani riguarda la consistenza
delle strutture ricettizie e cioè le industrie tendono verso
insediamenti di dimensioni sempre maggiori per garantire criteri di
efficienza e di economicità di gestione. Tuttavia questi principi
mal si conciliano con le esigenze di tutela del patrimonio ambientale.
Il processo di sviluppo dell’economia in Italia si è accompagnato
a una continua crescita del commercio, degli alberghi e di tutto l’indotto
che ruota attorno al business turistico: per il nostro paese la quota
settore all’interno del PIL è quantificata in circa 112.000
miliardi di valore al 5.7% del PIL, da ciò ne consegue che, ogni
100 lavoratori 4 operano nel turismo e nei prossimi anni si prevede
che per 100 lavoratori quelli che opereranno nel turismo saranno ben
7.
Tuttavia se questi numeri fanno ben sperare per l’avvenire economico
del Paese, dall’altra parte vi è il rischio di aumentare
il fenomeno del c.d. “turismo insostenibile” e cioè,
la risorsa ambientale, che include anche tradizioni, costumi e usi locali,
è uno straordinario valore aggiunto per l’industria turistica
italiana, la quale ha spesso contribuito a degradare il patrimonio a
disposizione attraverso tassi d’uso del patrimonio naturale e
ambientale che eccedono la soglia limite della capacità di carico
(ne sono esempio la congestione dei centri urbani,la intensità
d’uso delle risorse idriche ed energetiche causate da un incremento
non controllato dei flussi).
Occorre quindi scegliere le strategie per un turismo sostenibile, ciò
significa che il turismo dovrà integrare l’ambiente naturale,
culturale e umano di riferimento, si dovrà basare quindi, sulla
diversità delle opportunità offerte dalle economie locali.
Il turismo dovrebbe essere completamente integrato con lo sviluppo economico
locale e contribuire positivamente allo stesso.
Perché il turismo diventi sostenibile è necessario che
i protagonisti del settore adottino i c.d. codici di comportamento,
a questa esperienza le campagne e le iniziative di Legambiente hanno
contribuito notevolmente. In Italia essa si è concretizzata anche
con il documento sul turismo Responsabile dell’AITR (Associazione
Italiana Turismo Sostenibile), sul piano internazionale l’ultimo
contributo in questa direzione è la Carta emanata dall’Organizzazione
Mondiale del Turismo.
La carta sul Turismo responsabile dell’AITR, che conta l’adesione
anche di Legambiente, ha come obiettivo di delineare regole che consentano
di proteggere l’ambiente naturale della terra e l’eredità
culturale dalla forte crescita del turismo internazionale.
Seguendo la strada intrapresa dall’AITR, Legambiente intende elaborare
e promuovere iniziative che rispondano all’esigenza di governare
lo sviluppo turistico, quale volano per una più ampia opera di
rinnovamento e recupero del territorio, a tal fine istituirà
un Settore Turismo e un Gruppo di lavoro con rappresentanti delle realtà
locali che favoriscano l’adozione di modelli di produzione e di
consumo durevoli.
Stipulerà protocolli d’intesa con Regioni province e Comuni
e Associazioni di Categoria sulle strategie per il perseguimento degli
obiettivi di sostenibilità nel turismo.
Promuoverà l’avvio di progetti turistici sperimentali nell’ambito
dello sviluppo sostenibile.
Organizzerà convegni, seminari per la promozione dell’attività
escursionistica dei circoli e dell’accoglienza dei Centri di educazione
Ambientale.
Un’esperienza concreta già in corso è rappresentata
dall’intesa tra Legambiente Emilia Romagna, l’associazione
degli Albergatori e il Comune di Riccione, che ha permesso di diffondere,
grazie alla partecipazione di 44 alberghi di Riccione, “la mentalità
ecologica” attraverso un decalogo di impegni che viene consegnato
ai Turisti.
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In viaggio sui Lepini

Il Circolo Arcobaleno, il Circolo Monti Lepini ed il Centro di Educazione
Ambientale l’Asfodelo promuovono la seconda edizione del seminario
“ In Viaggio sui Lepini “.
I Monti Lepini, la natura,
la storia dei paesi e dei borghi, i monumenti e i siti archeologici,
la cucina e le tradizioni, la fatica della di gente di montagna: un
patrimonio e una risorsa a due passi da Roma e per gran parte ancora
sconosciuti.
Esiste un bagaglio di conoscenze, di studi e di ricerche sparso nelle
biblioteche dei vari comuni e nelle case di chi, per passione o per
lavoro, ha raccolto e colto aspetti della “vita” sui Lepini.
La Legambiente dopo l’esperienza dell’anno scorso, approfondisce
le attività di studio, di ricerca e di raccolta allo scopo di
formare persone in grado di trasmettere questo patrimonio e quindi fare
opera di informazione nei confronti del mondo della scuola e del turismo
ambientale e culturale.
Non è casuale la nascita di un Circolo della Legambiente sui
Monti Lepini.
L’iniziativa consiste
nella realizzazione di una serie di incontri rivolti ai futuri “animatori
ambientali”, agli ambientalisti e a quanti avessero semplicemente
la voglia di approfondire le proprie conoscenze in materia.
Questi incontri, concepiti a livello modulare tratteranno, in maniera
“leggera”, argomenti di carattere antropologico, archeologico,
storico, monumentale, zoologico, botanico. I relatori sono esperti qualificati
che hanno un legame profondo con questo territorio.
CALENDARIO
degli appuntamenti
17/03 Cori ore 15,00
presso il Museo della Città e del Territorio – Piazza del
Comune
“Età antica sui Lepini” - Piazza del Comune
relatore Domenico Palombi
24/03 Cori ore 15,00
presso il Museo della Città e del Territorio – Piazza del
Comune
“Medioevo e età Moderna” - Piazza del Comune
relatore Domenico Palombi
31/03 Bassiano ore 16,00
presso Sala Comunale
“I beni culturali dei centri lepini”
relatore Luigi Zaccheo
01/04 Sezze ore 10,00
Visita al Museo lepino della civiltà contadina
Via Piemonte, 35 Sezze Scalo
21/04 Sermoneta ore 16
presso Azienda Agricola La Valle dell’Usignolo Via Vigna Riccelli
n°2 “Strumenti e musiche dei Lepini”
relatori Emilio Di Fazio e Angelo Giuliani
05/05 Sermoneta ore 16
presso Azienda Agricola La Valle dell’Usignolo Via Vigna Riccelli
n°2
“Aspetti naturalistici dei Lepini”
Relatore Giuseppe Forlenza
06/05 Norma ore 9,00
escursione alla Selva di Norma
appuntamento ore 9,00 presso la Piazza principale di Norma
12/05 Sermoneta ore 16
presso Azienda Agricola La Valle dell’Usignolo Via Vigna Riccelli
n°2
“Colture e Cucina Tipica dei Lepini”
relatore Giuseppe Palombo
19/05 Sermoneta ore 16
presso Azienda Agricola La Valle dell’Usignolo Via Vigna Riccelli
n°2
“Erpetofauna sui Lepini”
relatore Antonio Romano
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Catasto incendi

AL PRESIDENTE DELLA XIII
COMUNITA’ MONTANA
OGGETTO : CATASTO AREE INCENDIATE
Il circolo monti lepini legambiente, dopo aver chiesto a tutti i sindaci
dei comuni dei lepini di istituire il catasto comunale delle aree incendiate
, chiede alla XIII comunità montana, che lo stesso venga istituito
anche in maniera comprensoriale, al fine di sviluppare sinergie atte
a contrastare efficacemente il fenomeno, devastante per la nostra comunità,
degli incendi boschivi.
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Prevenzione incendi boschivi

INCENDI: dopo la lettera al Prefetto, nuovo intervento della Legambiente
Lepina.
“ Prevenzione al primo posto “
Uscire dalla cultura dell’emergenza
per entrare nella cultura della prevenzione è la sfida di oggi
e rappresenta un cambiamento strutturale e culturale straordinario,
difficile ma inevitabile.
Da sempre sui Lepini si vive di emergenze ambientali, che non solo tengono
aperte situazioni rischiose per la cittadinanza, ma necessitano di costi
sempre più elevati quando si manifestano.
Questo perché non vengono avviate quasi mai azioni preventive
sul territorio.
Ad esempio una delle cause maggiori del fenomeno delle frane sta proprio
nell’assenza di manutenzione e potenziamento dei terrazzamenti
presenti sui crinali delle montagne, opera che rappresenta, da secoli,
il più efficiente sistema di difesa idrogeologico. Il territorio
montano, senza questa azione, diventa fragile e motivo di rischio per
le popolazioni, come recenti eventi hanno dimostrato a Sezze, Sermoneta,
Norma.
Così pure gli incendi, altra causa del dissesto del territorio,
vengono affrontati investendo in tecnologie e mezzi che hanno costi
enormi. Le stesse Regioni decidono di investire la dove il rischio è
più alto sviluppando l’equazione più fuoco uguale
più soldi.
Poche amministrazioni, in
Italia, prendono in considerazione il metodo sperimentato nel Parco
Nazionale dell’Aspromonte, dove, in breve tempo (circa 3 anni),
è stata ridotta del 90% la superficie percorsa dal fuoco; non
solo, sono contestualmente, diminuite di molto le spese per l’antincendio:
da qui una nuova equazione meno aree incendiate meno soldi pubblici
spesi.
Un miracolo? No, si è partiti da queste semplici considerazioni:
· Senza una presenza umana costante nelle aree interessate, i
tempi intercorrenti tra l’avvistamento del fuoco e l’intervento
erano molto lunghi rendendo così necessario l’azione dei
mezzi aerei il cui impiego costa circa 2.000 euro l’ora;
· I tempi lunghi non permettevano quasi mai di definire con chiarezza
le responsabilità dei vari soggetti coinvolti nelle attività
antincendio.
Partendo da queste riflessioni si è quindi formulata una nuova
strategia basata sul principio della responsabilità territoriale
e sulla convinzione che l’incendio è un fenomeno sociale
e che, quindi, va affrontato sullo stesso terreno e non su quello dell’uso
esasperato delle tecnologie, alla fine dimostratosi inefficace.
È stato proposto alle associazioni ambientaliste e di protezione
civile locali, di sottoscrivere un “contratto di responsabilità”
in base al quale ciascuna di esse avrebbe avuto in affidamento un area
del Parco, provvedendo all’avvistamento e all’intervento
di spegnimento degli incendi, alla manutenzione del sottobosco. Per
questa opera l’Ente Parco avrebbe riconosciuto ad ogni organizzazione
un rimborso delle spese di carburante, un forfait per l’uso dei
mezzi usati ed una diaria di 13 euro per ogni operatore al giorno. Nel
caso in cui gli incendi avessero superato lo 0,2% della superficie in
affidamento, i rimborsi previsti sarebbero stati ridotti del 50%.
Con questa idea si è riusciti a diminuire le aree percorse dal
fuoco che dai 389 ettari del 2000 sono scese ai 119 ettari del 2001
ed ancora ai 58 ettari del 2002. non solo la natura, ma se valutiamo
anche l’aspetto economico, restiamo sorpresi considerando che
la Regione Calabria, per contrastare il fenomeno degli incendi spende
(solo nella Provincia del capoluogo in un territorio tre volte superiore
a quello del Parco dell’Aspromonte) quasi 10 milioni di euro contro
i duecentomila euro spesi dall’Ente Parco (fatte le proporzioni
50 volte in meno).
Il Circolo Monti Lepini della
Legambiente alla luce dell’esperienza e dei numeri su citati,
ritiene importante che Amministratori Pubblici, XIII e XVII Comunità
Montana, Provincia di Latina e Regione Lazio, progettino per tempo un
sistema diverso per tutelare il nostro territorio in una pratica di
confronto con tutti gli altri soggetti operanti e presenti nello stesso.
Il direttivo del Circolo
n.b.: fonte dati “Reti
Solidali” giornale della Protezione Civile volontariato Lazio
del 28/11/2003
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Incendi boschivi 2003

Ai Sigg. Sindaci dei Monti
Lepini
Al Presidente della XIII Comunità Montana
Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale
A S.E. il Prefetto di Latina
E p.c. agli organi di informazione
Oggetto: Incendi boschivi estate 2003
L’estate appena trascorsa ha fatto registrare una stagione record
per quanto riguarda il fenomeno degli incendi che hanno interessato
il territorio della Provincia di Latina, in generale, e il comprensorio
dei Monti Lepini, in particolare.
Rispetto alla stagione precedente gli incendi verificatisi sul territorio
lepino sono aumentati in maniera impressionante compromettendo ancor
più il già precario l’equilibrio idrogeologico,
nonché naturalistico del comprensorio: il tutto aggravato dal
fatto che la stragrande maggioranza degli incendi è stata causata
da azioni dolose e comunque provocate dall’uomo.
A stagione conclusa occorre attrezzarsi per non trovarsi impreparati
il prossimo anno ed è per questo che chiediamo, per quanto di
Vostra competenza, di dare piena applicazione a quanto previsto dalla
Legge 353/2000 e dalla L.R. 39/2002 in particolare in materia di prevenzione
del fenomeno. Altrettanto importante ed urgente è l’istituzione
del Catasto per le aree incendiate al fine di evitare fenomeni speculativi
sulle stesse.
Riteniamo utile impiegare tutte le forze disponibili nella gestione
del territorio e nell’attività di sensibilizzazione della
popolazione verso la salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale
che garantisce, tra l’altro, l’equilibrio di un ecosistema
importante anche per la risorsa “acqua” prodotta dai Monti
Lepini. Risultano altrettanto evidenti il danno economico ed i disagi
direttamente provocati da diversi di questi incendi che hanno determinato,
addirittura, la chiusura al traffico di importanti arterie stradali
come a Sermoneta e a Sezze.
Il Circolo Monti Lepini
della Legambiente, dichiara la propria disponibilità a collaborare
in attività di prevenzione e di sensibilizzazione attraverso
iniziative quali: campi di volontariato per il ripristino e la pulizia
di sentieri (come fatto quest’estate a Roccagorga e negli anni
precedenti a Bassiano e Sermoneta); interventi di bonifica dai rifiuti
di aree lasciate al degrado; incontri di educazione ambientale particolarmente
rivolti verso la popolazione scolastica.
Cordiali saluti.
Per il Direttivo del Circolo
Il Presidente Gustavo Giorgi
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Proposta attività
contro gli incendi boschivi

Egregio Assessore AGOSTINI
Oggetto: Incendi boschivi proposta di attività
Egregio Assessore,
con la presente veniamo a
segnalarLe, nel dettaglio alcune delle attività che potrebbero
interessare il territorio setino per una campagna di prevenzione degli
incendi da attuarsi per la prossima stagione estiva.
In primo luogo si potrebbero
programmare una serie di campi di volontariato nazionali ed internazionali
dove impiegare i giovani in attività di pulizia di aree degradate,
manutenzione di boschi e sentieri montani, vigilanza, sorveglianza e
avvistamento incendi.
Questi campi:
- hanno la durata di 15 giorni,
- hanno un costo medio di circa € 2.000,00 (per le spese di vitto,
attrezzatura, responsabile di campo,…….);
- necessitano di un locale idoneo ad ospitare i volontari (ostello,
scuole, ecc……) dotati di servizi igienici, docce, locale
utilizzabile a cucina, sale dormitorio (anche letti a castello) per
uomini e donne,
- ogni campo prevede al massimo 15 volontari.
Organizzando 4 campi si potrebbero coprire in pieno i mesi di luglio
ed agosto.
Le attività di intervento potrebbero essere coordinate da personale
della stessa amministrazione comunale.
In secondo luogo si potrebbe
avviare una forte campagna di informazione nelle scuole e tra la popolazione
sui danni provocati dagli incendi, su quali comportamenti provocano
gli incendi, come comportarsi se si è in presenza di un avvio
di incendio, …………..
Ricordiamo che per queste
attività la Legge Regionale 39/2002 prevede possibilità
di finanziamento.
Restiamo a Sua disposizione per eventuali chiarimenti e dettagli.
Cordiali saluti.
Per il Direttivo del Circolo
Il Presidente Gustavo Giorgi
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PROTOCOLLO D’INTESA
LEGAMBIENTE ARCICACCIA

I cambiamenti avvenuti negli
ultimi decenni nella situazione ambientale e faunistica in Italia impongono
una seria riflessione sui rapporti esistenti tra mondo ambientalista
e venatorio e sui possibili punti di contatto per azioni sinergiche.
Numerose emergenze ambientali (inquinamento, inserimento di nuove tecnologie
nelle attività agro-zootecniche, perdita di habitat e di specie,
OGM, specie aliene, crisi idrica, incendi, ecc.) portano in secondo
piano la contrapposizione ideologica tra ambientalisti e cacciatori
e rimarcano invece l’importanza di saper costruire un fronte comune
finalizzato ad un medesimo obiettivo: la conservazione degli ambienti
naturali e della fauna.
In quest’ottica è stata elaborata la legge nazionale n.157/92
“Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo
venatorio”, che ha sancito il principio fondamentale della fauna
quale patrimonio indisponibile dello Stato e reso concreta la compartecipazione
delle associazioni venatorie, agricole, ambientaliste e degli enti locali
nella gestione di larga parte del territorio rurale.
Allo stesso modo è importante ricordare il documento sulla gestione
faunistica redatto dalla Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve
Naturali, che raggruppa la quasi totalità delle aree protette
istituite in base alla legge nazionale 394/91, che testimonia come su
tali tematiche nel mondo delle aree protette vi sia la giusta sensibilità.
Ciò premesso, i punti relativi alla gestione del patrimonio faunistico
e dell’attività venatoria sui quali LEGAMBIENTE ed ARCI
CACCIA intendono realizzare un lavoro comune sono:
· promuovere interventi per la conservazione del patrimonio faunistico,
come la realizzazione di Piani d’Azione Nazionali, basati sulle
più recenti conoscenze tecnico-scientifiche ed ispirati ai principi
di sussidiarietà, di condivisione delle responsabilità
e di integrazione della politica ambientale con le altre politiche.
· promuovere l’aggregazione, attraverso un’efficace
rete di comunicazione e di scambio di esperienze, dei differenti soggetti
- ATC, CA, Aree Protette, Amministrazioni pubbliche ed Enti privati
- che sono coinvolti nella gestione del patrimonio faunistico.
· promuovere la nascita della Federazione nazionale degli ATC
e dei CA, che insieme al sistema delle aree protette e delle autonomie
locali, sia interlocutore privilegiato e protagonista, nella buona gestione
faunistica e del territorio rurale.
· promuovere l’impegno delle risorse finanziarie degli
ATC e dei CA verso il ripristino ambientale, l’incentivazione
di praticole agricole utili alla gestione faunistica, al sostegno della
riproduzione faunistica in situ, anche valorizzando le zone di ripopolamento,
rifiutando le fallimentari “scorciatoie” dei ripopolamenti
pronta caccia.
· promuovere e sostenere, anche attraverso normative nazionali
e regionali, l’impegno volontario di quanti prestino la loro opera
per attività di ripristino ambientale, di gestione della fauna
e di monitoraggio ambientale.
· promuovere azioni mirate a ridurre significativamente il fenomeno
del bracconaggio, in sinergia con gli Enti pubblici e privati interessati,
poiché rappresenta un atto del tutto contrario all’etica
venatoria ed un forte ostacolo alla corretta gestione del patrimonio
faunistico.
Roma, luglio 2002.
Direttore generale Legambiente: Francesco Ferrante
Presidente nazionale Arcicaccia:
Osvaldo Veneziano
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Malaria a Sezze scalo

Legambiente Volontariato
Coordinamento Pontino
Movimento Democratico
DI SEZZE SCALO
Alla cortese attenzione
di
S.E. il Prefetto di Latina
Oggetto: preoccupante responso
dei rilievi ambientali.
Il Movimento Democratico
e la Legambiente, nell’ambito della campagna di mobilitazione
sui problemi che il traffico automobilistico provoca a Sezze Scalo,
sono in grado di fornire i dati sui vari “agenti” inquinanti
che condizionano la vita e la salute degli abitanti della zona.
È necessario fare
una premessa: i rilevamenti, pur se effettuati secondo le metodologie
previste dalla legge, non possono rivestire attendibilità scientifica
in quanto non sono avvenuti per un periodo prolungato.
Fatta questa precisazione
per correttezza, possiamo però tranquillamente affermare che
i dati in nostro possesso rappresentano l’esatta situazione esistente
al momento in cui i rilevamenti sono stati effettuati: una vera e propria
fotografia della realtà.
I volontari del Movimento
Democratico e della Legambiente hanno monitorato, durante i mesi di
luglio e di agosto: il livello del benzene presente nell’aria
attraverso lo strumento del radiello i cui campioni sono stati fatti
anallizzare da un laboratorio specializzato di Padova; il livello di
inquinamento acustico provocato dal rumore dei veicoli attraverso l’uso
di fonometri; il livello delle polveri emesse dai tubi di scappamento
delle auto e presenti nell’atmosfera, attraverso le famose lenzuola
“Acchiappasmog” esposte per un mese dagli abitanti di Sezze
Scalo.
Particolarmente preoccupanti
sono i risultati relativi al benzene che in ambedue i rilevamenti supera
abbondantemente i livelli di legge. Ricordiamo che il benzene risulta
tra gli elementi più pericolosi per la salute delle persone e
fonte di gravi malattie. I dati riportano:
sono stati effettuati 2 rilevamenti rispettivamente con 15 e 24 microgrammi/metrocubo
quando il limite di legge è di 10 microgrammi/metrocubo.
Anche l’inquinamento
acustico presenta una situazione grave in quanto tutti i rilevamenti
che sono stati effettuati nell’arco di una giornata superano di
molto i limiti di legge. I dati riportano:
dalle ore 14,00 alle ore 20,00 sono stati effettuati 24 rilevamenti
con valori che vanno da un minimo di 82 decibel ad un massimo di 92,8
decibel quando la legge ne prevede al massimo 65.
Infine il livello delle polveri,
per il quale non sono stabiliti livelli minimi di “sopportazione”
da parte dell’organismo umano, si attesta anch’esso a limiti
massimi misurati. I dati riportano:
la maggior parte delle lenzuola riporta valori compresi tra i 36 e i
53 microgrammi di polveri con alcune eccezioni che superano i 53 milligrammi.
In base a questi dati, che
confermano l’allarme già diffuso tra i cittadini, gli esponenti
del Movimento Democratico e della Legambiente invitano il Sindaco, il
Presidente della Provincia di Latina, il Prefetto e quanti di competenza
ad emettere provvedimenti che tutelino la salute della popolazione e
la qualità della vita nella zona di Sezze Scalo così fortemente
compromessa dal traffico automobilistico e chiedono al Sig. Prefetto
di Latina un incontro urgente per discutere insieme la situazione.
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NO ALLA GUERRA

I Circoli Pontini di Legambiente
aderiscono alla manifestazione di Sabato 15
Legambiente è contraria
alla guerra all’Iraq, che sarebbe del tutto ingiustificata sul
piano morale, della legalità
internazionale, dell’impegno contro il terrorismo, e che avrebbe
conseguenze potenzialmente catastrofiche. Con o senza la copertura dell’Onu,
questa sarebbe una guerra profondamente ingiusta e drammaticamente dannosa.
Riteniamo aberrante la teoria della “guerra preventiva”,
attraverso la quale gli Stati Uniti vorrebbero arrogarsi il diritto
di decidere chi, quando e come può essere oggetto di un’aggressione
militare.
In discussione non è la necessità di combattere il terrorismo
globale, i fondamentalismi, o di contrastare regimi dispotici come quello
di Saddam Hussein: nulla è più lontano dalla nostra sensibilità,
dalle nostre speranze, dal mondo per il quale ci battiamo, dei deliri
di chi ha seminato la morte tra gli innocenti delle Twin Towers o dei
crimini compiuti dal dittatore iracheno contro il suo popolo.
Ma l’invasione dell’Iraq sarebbe soltanto una carneficina
inaccettabile, un’azione legata più all’obiettivo
di proteggere, in una visione tanto miope quanto arrogante, gli interessi
geopolitici degli Stati Uniti, di esaltarne il ruolo di “gendarme
del mondo”, che non all’esigenza di fermare il terrorismo.
Di più, questa guerra rischierebbe di rendere tragicamente concreti
tutti i peggiori timori sul rischio di uno scontro di civiltà
tra Occidente e Islam.
Legambiente è impegnata nel movimento pacifista che si sta mobilitando
in tante parti del mondo, Stati Uniti compresi, per fermare la guerra
di Bush. In particolare, ci rivolgiamo all’Europa perché
rifiuti di seguire l’amministrazione americana in questo vicolo
cieco: il terrorismo, come gli altri grandi problemi planetari –
la povertà, i mutamenti climatici –, si combattono lavorando
per un mondo diverso e migliore, per una globalizzazione che diffonda
vero benessere, diritti, democrazia e non sia invece, com’è
oggi, sistematicamente piegata agli interessi di pochi privilegiati.
PER TUTTO QUESTO LEGAMBIENTE
SARÀ IN PIAZZA ROMA IL 15 FEBBRAIO IN UNA DELLE GRANDI MANIFESTAZIONI
PER LA PACE CHE QUEL GIORNO SI SVOLGERANNO IN TUTTA EUROPA.
mentre la situazione internazionale
si fa di ora in ora sempre più grave e difficile, cresce l’appuntamento
europeo e globale per la pace del 15 Febbraio, che per la prima volta
vedrà cittadini di lingue, culture e continenti diversi manifestare
contemporaneamente per fermare una guerra mille volte annunciata che
la gran parte dell'opinione pubblica internazionale non vuole.
Sono già centinaia le adesioni alla giornata contro la guerra
all'Iraq che si terrà a Roma e in 35 capitali del mondo. Per
dire che l'Italia si oppone alla guerra all'Iraq e che si impegna per
costruire la pace e la giustizia in Medio Oriente, si sono unite centinaia
di associazioni e realtà territoriali, gruppi pacifisti e movimenti
sociali, comitati di quartiere e consigli comunali, centri sociali e
ong, organizzazioni del volontariato laico e cattolico, sindacati di
base e grandi confederazioni come la Cgil e la Cisl, Emergency, i Disobbedienti
e i missionari francescani, la Tavola della Pace e gli studenti, forze
politiche, tanti parlamentari e enti locali, insieme a tutti i soggetti
che hanno dato vita al Forum sociale europeo (tra cui Attac, Arci, Rete
Lilliput, Fiom, Legambiente, Rifondazione, Cobas e tanti altri).
La nostra mobilitazione per il 15 Febbraio è già forte
e ora dobbiamo stringere per portare quanta più gente possibile,
organizzando gruppi da tutti i nostri paesi e le nostre città.
L’appuntamento di Legambiente
per Sabato 15 Febbraio è alle ore 11 davanti al Cafè du
Parc (in zona Ostiense) all’angolo fra v.le Aventino e via Marmorata
(vicino alla posta).
La manifestazione si concluderà a Piazza S. Giovanni dove sul
palco si alterneranno testimonianze e dove verranno predisposti collegamenti
in diretta con le altre manifestazioni europee.
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MONTI LEPINI UN PARCO DA
REALIZZARE

PREMESSA
Le esigenze di conservazione
della natura e la crescente domanda di fruizione dei beni naturali trovano
nella realizzazione delle aree protette, ma soprattutto di parchi nazionali
e regionali, un’occasione di sperimentazione e di diffusione di
forme di sviluppo locale sostenibile e di nuove modalità di gestione
del territorio, attente anche alla dimensione sociale e culturale dei
vari contesti territoriali.
In Italia la politica dei
parchi dopo l’approvazione della legge quadro sulle aree protette,
la 394/91, ha subito una forte accelerazione, con l’esplicito
obiettivo di realizzare un articolato sistema nazionale e regionale
di aree protette.
La Regione Lazio con la Legge Regionale n. 29 del 6/10/97 detta le norme
generali per l’individuazione, l’istituzione e la gestione
delle aree naturali protette, …….al fine di garantire e
promuovere la conservazione e la valorizzazione delle aree di particolare
rilevanza naturalistica della regione, nonché il recupero ed
il restauro ambientale di quelle degradate. (Art. 2 – Finalità).
IL TERRITORIO
Il territorio interessato
comprende ventuno Comuni di piccola e media dimensione, e appartenenti
alle Province di Roma , Latina e Frosinone.
Il territorio collinare e
montano presenta caratteristiche naturali, culturali e socio economiche
che aprono potenzialità di sviluppo ad esse collegate:
¨ La storia degli insediamenti umani ne fa un’area ad alto
interesse culturale prossimo a Roma;
¨ La naturale vocazione agricolo-pastorale ha stratificato una cultura
della trasformazione dei beni primari ad essa legati di spiccato interesse,
¨ La prossimità a zone maggiormente urbanizzate e industrializzate
ha favorito il permanere di un elevato tasso di antropizzazione.
Recentemente lo sviluppo
economico e sociale ha subito un’accelerazione vertiginosa e l’adeguamento
al nuovo modello è costato la radicale trasformazione del territorio
e soprattutto delle modalità di rapportarsi ad esso.
Le aree collinari e montane
che insistono su questo territorio possono sviluppare delle sinergie
che vadano verso un modello di sviluppo legato a queste “doti”.
IL PARCO DEI MONTI LEPINI
L’elemento portante
della proposta di Istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti
Lepini è la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali
e culturali presenti nel territorio finalizzate allo sviluppo sociale
ed economico delle popolazioni che ci vivono.
La proposta del Parco Monti
Lepini è ormai “vecchia” di un ventennio.
Oggi, però, ci sono
tutti i presupposti legislativi che, in specifico, si sono concretizzati
nella Proposta di Legge Regionale per L’istituzione del Parco
Naturale Regionale dei Monti Lepini, con la relativa Proposta di perimetrazione,
le quali hanno già avuto un significativo iter non ancora conclusosi.
Il Parco rappresenta un’opportunità
di sviluppo verso un modello economico e sociale sostenibile legato
all’agricoltura, al turismo ed all’artigianato ed a tutte
le attività dell’indotto che questi settori possono realizzare.
Il marchio del parco consente
la creazione di un valore aggiunto fondato sulla possibilità
di esprimere una specificità riconosciuta che contraddistingua
prodotti e servizi erogati.
Le esperienze maturate su
questo fronte in altre realtà,- oggi si contano 20 milioni di
visitatori in parchi ed aree protette, - offrono dati a sostegno di
quanto contribuisca la creazione di un parco all’economia locale,
essendo un volano per il lavoro in settori strategici quali l’agricoltura,
il turismo e la gestione dei beni culturali.
E’ per questo che occorre riprendere con determinazione la discussione
della Proposta di realizzazione del Parco in quanto rappresenta una
grande opportunità per il nostro territorio.
Per raggiungere questo obiettivo
il Circolo “Monti Lepini” della Legambiente è fortemente
impegnato ed è disponibile all’incontro ed al confronto
con le forze istituzionali, sociali, economiche, culturali e, perché
no, anche con coloro che apparentemente sono considerati i “nemici”
dei parchi, cioè le associazioni venatorie: esperienze verificatesi
in altri parti d’Italia hanno dimostrato che a volte il confronto
tra gli ambientalisti ed i cacciatori ha permesso la realizzazione di
alcuni parchi.
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Per l’istituzione
del Parco Regionale dei Monti Lepini

È da tempo che diverse
associazioni, singoli individui, istituzioni locali promuovono il territorio
dei Monti Lepini sotto le varie peculiarità; tante sono le testimonianze
raccolte sulle tradizioni, la natura, la storia, l’archeologia,
la musica, la cucina tipica, le colture che fanno, del nostro comprensorio,
un luogo pieno di “tesori”.
Tutti coloro che si sono attivati nella raccolta e nella difesa del
patrimonio storico-culturale-ambientale manifestano un amore ed un attaccamento
verso il territorio lepino che merita una prospettiva e un punto d’arrivo
finale che, secondo noi di Legambiente, può essere rappresentato
dall’istituzione del Parco Regionale dei Monti Lepini.
Conosciamo benissimo le vicissitudini
politiche che non hanno permesso l’istituzione del Parco durante
la precedente consiliatura regionale quando, nel Lazio vennero istituite
28 aree protette sulle 30 previste, e ad esserne escluse rimasero, appunto
i Lepini e i Monti della Tolfa.
Conosciamo le difficoltà
in cui versano le aree protette regionali, ma non solo queste visto
cosa sta accadendo al Parco Nazionale del Circeo, sottoposte ad un attacco
mirante a diminuirne la perimetrazione, il ruolo, le funzioni.
Ben coscienti del quadro
generale certamente non favorevole, consideriamo importante dare un
segnale in controtendenza che individui, nella proposta dell’istituzione
del Parco, un punto di rilancio anche economico del territorio Lepino:
per raggiungere questo obiettivo è necessario avviare una campagna,
soprattutto di carattere culturale, aperta al confronto con tutte quelle
realtà, presenti nel territorio, interessate alla proposta quali
le categorie economiche (artigiani, agricoltori, commercianti), l’associazionismo
(includendo anche il mondo venatorio o, almeno, quello più disponibile
al confronto), le istituzioni, le forze politiche.
Proprio dalle istituzioni
è venuto di recente, un segnale confortante: la XXIII Comunità
Montana ha deliberato a favore dell’istituzione del Parco Regionale
dei Monti Lepini. Anche in considerazione di questo pronunciamento è
nostra intenzione proseguire nell’impegno che, ormai da alcuni
anni, ci vede promuovere varie iniziative, tutte tendenti alla realizzazione
del Parco.
Siamo consapevoli che è
necessario coinvolgere il maggior numero di soggetti disposti a spendersi
in questa impresa: proponiamo, a tal proposito, la formazione di un
Comitato interforze che si proponga come punto di riferimento territoriale.
Per discutere di questa ed
altre proposte in merito, si terrà un incontro mercoledì
18 giugno alle ore 18,00 presso la sede del Consorzio delle Biblioteche
dei Monti Lepini sita a Sezze Scalo nei locali della Stazione Ferroviaria.
Chiunque fosse comunque interessato
può invire un messaggio ai seguenti indirizzi: e-mail giogus@aruba.it
–
fax 0773480977.
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Il Circolo Monti Lepini
della Legambiente prosegue nella campagna per la valorizzazione del
comprensorio.

La natura, la storia dei
paesi e dei borghi, i monumenti e i siti archeologici, la cucina e le
tradizioni, la fatica della di gente di montagna, costituiscono veri
e propri “Tesori” che vanno preservati.
È in piena coerenza
con questo spirito che abbiamo promosso, insieme al Comitato “
Il Futuro è di Antonio” di Roccagorga, questo incontro
che rientra nella campagna nazionale promossa da Legambiente, dal Maurizio
Costanzo Show e dal settimanale del Corriere della Sera SETTE, intitolata
“La piccola grande Italia”.
Obiettivo di questa campagna è la valorizzazione e la salvaguardia
delle migliaia di piccoli comuni che rischiano lo spopolamento e l’abbandono
se non supportati da un serio intervento legislativo che ne preservi
le condizioni minime di vivibilità da cui ripartire per un rilancio
di questo originale patrimonio culturale ed ambientale del nostro Paese.
Ermete Realacci, Presidente
Nazionale di Legambiente, si è fatto promotore di una proposta
di legge finalizzata a fornire gli strumenti per rilanciare le piccole
municipalità che ha visto l’adesione di oltre cento parlamentari
appartenenti a tutti i partiti presenti in Parlamento a testimonianza
della validità della proposta.
“Una legge a favore
dei piccoli comuni”
INCONTRO CON:
On. Ermete Realacci
(Presidente nazionale di Legambiente )
VENERDI 18 OTTOBRE ORE 18.00
Auditorium comunale - piazza G. Marconi – Roccagorga
intervengono: pres. Comunità Montana, Sindaci dei comuni lepini,
Associazioni di categoria & culturali
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Puliamo il mondo 2001

Egregio Sindaco di Sezze
Oggetto: Puliamo il Mondo
2001
Il 28, 29 e 30 settembre
in tutto il mondo milioni di volontari saranno impegnati nella manifestazione
Clean Up The World, durante la quale angoli di natura, di paesi, di
siti archeologici, verranno ripuliti e recuperati a condizioni più
accettabili.
In Italia è Legambiente ad occuparsi dell’Organizzazione
ribattezzando l’iniziativa “Puliamo il Mondo” che
vede, tra le altre, l’adesione dell’Associazione Nazionale
Comuni Italiani.
Il Circolo Monti Lepini della Legambiente ha individuato in Via dei
Templi a Sezze un’area interessante su cui svolgere la manifestazione
che si terrà nella mattinata del 29 settembre a cui parteciperanno
scuole, associazioni e cittadini.
Le chiediamo
in qualità di Sindaco dell’amministrazione Comunale di
Sezze, di aderire alla edizione 2001 con le modalità che Le sono
state indicate nella comunicazione già inviatale dal centro nazionale
di Legambiente.
In attesa di un riscontro
La saluto cordialmente.
Sezze li, 29/06/01
Il Presidente del Circolo
Gustavo Giorgi
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Puliamo il mondo 2002

COMUNICATO STAMPA
È con disappunto che
il Circolo Monti Lepini della Legambiente registra il modo con cui l’Amministrazione
Comunale di Sezze ha gestito, quest’anno, la campagna internazionale
di volontariato “Puliamo il Mondo” 2002, promossa e organizzata
in Italia da Legambiente.
I fatti:
- in data 02 agosto il quotidiano “Latina Oggi” annunciava
che il Comune di Sezze aderiva all’edizione 2002 della Campagna
- in data 5 settembre il materiale prenotato viene consegnato regolarmente
all’Amministrazione Comunale;
- in prossimità delle date in cui si sarebbe svolta l’iniziativa
nazionale (27, 28 e 29 settembre), il Circolo Monti Lepini di Legambiente
contatta telefonicamente e via fax l’Assessore all’Ambiente
dando la disponibilità a collaborare e chiedendo di essere informato
sul luogo e la data scelti dal Comune di Sezze per lo svolgimento dell’iniziativa:
a queste richieste non sono state date risposte precise;
- sabato 26 ottobre sempre il quotidiano “Latina Oggi” annuncia
che domenica 27 ottobre si sarebbe svolto “Puliamo il Mondo”
in Via dei Templi con la partecipazione delle scuole del paese;
- domenica 27, sempre sullo stesso giornale, un trafiletto annuncia
che l’iniziativa è stata spostata a oltre la metà
di novembre:
A questo modo di fare il
Circolo Monti Lepini solleva perplessità e appunti motivati dal
fatto che, aderendo ad una campagna promossa dalla Legambiente, il Comune
non ha minimamente pensato di coinvolgere la rappresentanza locale della
stessa Associazione, visto anche che l’anno precedente la stessa
iniziativa si è svolta in piena collaborazione tra l’Ente
e il Circolo Monti Lepini (e all’epoca non era stato ancora istituito
l’assessorato all’Ambiente).
La Legambiente lepina coglie
l’occasione per sottolineare le diverse emergenze in materia di
rifiuti:
- in numerose strade di periferia e di campagna esistono vere e proprie
discariche abusive che, se imputabili sicuramente allo scarso senso
civico dei cittadini, necessitano di un serio intervento di bonifica
e di controllo;
- occorre una maggiore e più capillare diffusione dei raccoglitori
di rifiuti per la raccolta differenziata, e a tale proposito si chiede
quali percentuali di raccolta differenziata sono state raggiunte a Sezze
in osservanza da quanto previsto dal Decreto Ronchi;
- il centro di raccolta dei rifiuti ingombranti di via Piagge Marine,
zona di passeggio e panoramica, dovrebbe trovare una più idonea
collocazione e, in attesa che ciò avvenga, occorre procedere
ad una adeguata copertura con alberi per impedirne la non piacevole
vista;
- nei confronti della popolazione, ed in particolare quella scolastica,
andrebbe svolta una campagna di informazione volta ad incentivare la
raccolta differenziata, l’abbattimento della produzione dei rifiuti
, il riciclo, il recupero ed il riuso degli stessi.
Il nostro territorio presenta
anche altre priorità (assetto idrogeologico della collina, prevenzione
degli incendi, gestione della risorsa idrica, traffico automobilistico,
agricoltura di qualità e biologica, rilancio del centro storico),
che meritano un’analisi attenta delle problematiche, una programmazione
degli interventi ed un coinvolgimento di tutte le forze istituzionali
e non quali le associazioni di volontariato che recentemente hanno dato
vita al Forum del Terzo Settore dei Monti Lepini.
Il Direttivo del Circolo
Monti Lepini
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Rifiuti a Cori

Egregio sindaco di Cori
Oggetto: Rifiuti solidi
urbani, contro l’emergenza Si alla raccolta differenziata.
In seguito all’aggravarsi della situazione della raccolta dei
rifiuti solidi urbani che si aggancia alla vicenda del termoinceneritore,
proposto dall’attuale Presidente della Provincia Cusani come panacea
per risolvere il problema, il Circolo Monti Lepini della Legambiente
ha scritto una lettera ai sindaci, compreso quello di Cori, con la quale
si spinge l’Amministrazione comunale ad intraprendere, con coraggio
e senza indugi, la strada della raccolta differenziata.
La raccolta differenziata risponde a due principali esigenze:
· La suddivisione dei rifiuti per tipi di materiali, affinchè
possano essere avviati al riciclaggio
· La raccolta di rifiuti inquinanti o pericolosi, che richiedono
uno speciale processo di smaltimento
Molti dei rifiuti che finiscono nella pattumiera potrebbero essere riciclati,
ossia trattati per produrre nuovi materiali. Ad esempio i giornali vecchi,
se condotti al macero e trattati opportunamente, permettono di produrre
carta riciclata, a costi minori e senza bisogno di tagliare alberi.
In modo simile si può ottenere vetro dalla fusione delle bottiglie
vuote, oppure concime dagli scarti alimentari. Per avviare i rifiuti
al riciclaggio è sufficiente suddividerli per tipi di materiali.
Altri rifiuti vengono invece raccolti in modo differenziato perchè
contengono sostanze inquinanti o perchè rappresentano un rischio
per la salute. Ad esempio molti degli oggetti di uso comune, come pile,
lampade al neon e televisori, contengono metalli pesanti che, se dispersi
nell' ambiente, causano gravi danni alla natura e all' uomo. Altri tipi
di rifiuti pericolosi sono i farmaci scaduti e alcuni vecchi frigoriferi
che contengono gas dannosi per l' ozono. E' quindi fondamentale trattare
questi materiali in modo differenziato, affinchè possano essere
recuperati o smaltiti in modo corretto.
In coerenza con i principi sopra esposti, la legge italiana (attraverso
il cosiddetto "Decreto Ronchi") ha imposto ai comuni di incrementare
la quantità di rifiuti raccolti in modo differenziato in maniera
tale che i cittadini possano conferire la carta, gli imballaggi in vetro,
alluminio, plastica e metalli, gli abiti usati, altri rifiuti pericolosi.
Ancora oggi non sono stati raggiunti i livelli minimi imposti dal Decreto
Ronchi (differenziare il 35% del totale dei rifiuti prodotti).
Per incentivare i cittadini verso la raccolta differenziata potrebbero
prevedersi sconti per le famiglie che svolgano in casa propria il compostaggio
domestico ossia la raccolta differenziata dei rifiuti organici (ortaggi
e frutta, avanzi di cucina, tagli di erba o potature di piante, ecc.)
utilizzandoli per produrre compost da usare come concime.
Riciclare i materiali ha i suoi vantaggi ma non è l' unico modo
per salvaguardare l' ambiente e il portafogli. Oggi dobbiamo confrontarci
con un modello di produzione e di consumo che genera un' eccessiva quantità
di rifiuti. Basti pensare alla quantità di imballaggi che rivestono
i prodotti di uso quotidiano. Soprattutto i prodotti alimentari sono
spesso rivestiti da più strati di materiali riciclabili (come
carta, cartone e plastica) che non dovrebbero finire nella pattumiera.
Il secondo problema riguarda invece la gestione dei rifiuti, che per
molti anni si è basata sullo smaltimento in discarica. Grazie
alla tecnologia, ora esistono modi più sicuri e più vantaggiosi
di gestire lo smaltimento.
Per ottenere i massimi vantaggi è quindi necessario minimizzare
la quantità di rifiuti prodotti e integrare gli sforzi di ognuno.
Il che si riassume nella "Strategia delle quattro R":
Riduzione all'origine dei rifiuti.
Scegliendo i prodotti con meno imballaggi e evitando gli sprechi (ad
esempio l' eccessivo utilizzo di carta da ufficio o di shopper di plastica)
Raccolta differenziata:
Impegnandosi a differenziare i rifiuti riciclabili e a conferirli negli
appositi cassonetti
Riuso degli oggetti ancora
utili:
(Ad esempio i barattoli e le bottiglie di vetro);
Riciclo dei materiali utili
(Vetro, carta e cartone alluminio, ferro, plastica, compost, ecc.) nell'industria
manifatturiera, nell'edilizia nelle costruzioni e nell'agricoltura;
per il Circolo Monti Lepini
Gustavo Giorgi
Giuseppe Di Fiore
Fausto Di Lenola
Di seguito il testo della lettera inviata al Sindaco di Cori:
Come già qualche Suo collega, con coraggio, ha avviato la raccolta
differenziata “porta a porta”, è auspicabile l’impegno
della Sua amministrazione in tale direzione.
Ciò per alcune fondamentali, ragioni:
- innanzitutto i fatti dimostrano che tale scelta rappresenta la risposta
più economica sia per le casse dei Comuni che per quelle dei
cittadini;
- può entrare a regime nell’arco di poche settimane;
- incrementa l’occupazione direttamente sul territorio;
- salvaguarda l’ambiente.
Insomma, la raccolta differenziata trasforma il rifiuto in una vera
e propria risorsa, a differenza del termovalorizzatore (o termoinceneritore?)
che brucia, oltre ai rifiuti, anche milioni di euro dei contribuenti
e vincolerebbe per decenni le amministrazioni comunali a tale scelta.
Il 31 Gennaio 1997 l’Amministrazione Provinciale di Latina ha
approvato il proprio Piano Provinciale per lo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani (cinque giorni prima che venisse emanato il cosiddetto
Decreto Ronchi – D.Lgs. 22/97 – già approvato dal
Governo alla fine del 1996).
Il Piano (tutt’ora in vigore), prevede che la quasi totalità
dei rifiuti prodotti annualmente in provincia venga smaltita attraverso
il termoincenerimento: in particolare si prevedono circa 216.000 tonnellate
annue di rifiuti solidi termotrattabili, circa 11.000 tonnellate annue
di prodotti recuperabili (meno del 5% del totale) e circa 31.000 tonnellate
di fanghi di depurazione, nonchè una quota di ulteriore smaltimento
per necessità di mutuo soccorso con altre amministrazioni.
Ripetiamo: questo è quanto prevede il “Piano Provinciale
per lo smaltimento dei rifiuti” attualmente in vigore, ma mai
attuato nella sostanza.
Il costo di realizzazione dell’impianto è stato stimato
in 130 miliardi di vecchie lire, con ammortamento di 20 anni (tasso
di interesse al 10%), al quale vanno aggiunti gli ordinari costi di
gestione, di trasporto e di trattamento dei fanghi che complessivamente
formano una spesa di oltre 33 miliardi annui su scala provinciale.
Ad oggi le discariche (quella gestita dalla Indeco e quella gestita
dalla Ecoambiente), restano l’unica offerta praticabile di smaltimento
per l’intera provincia, e a “naso” possiamo immaginare
che lo sarà ancora per molto.
Legambiente avanza una proposta e precisi obiettivi di Raccolta Differenziata
(simili a quelli stabiliti dal decreto Ronchi) che consentirebbe un
risparmio iniziale di oltre 4 miliardi di lire annui su scala provinciale,
con i quali si potrebbero autofinanziare ulteriori interventi per aumentare
progressivamente la quantità e la qualità dei rifiuti
differenziati, nonché alcune campagne di sensibilizzazione per
ridurne la produzione.
In particolare con il risparmio di un solo anno di smaltimento si potrebbero
finanziare:
1) Il completamento delle attrezzature per la raccolta differenziata
(circa 250 milioni di lire).
2) La realizzazione di due centri di raccolta, prima lavorazione e stoccaggio
di materiali provenienti da raccolta differenziata (pressa per plastica
e alluminio, nastro selezionatore per carta e cartone, area stoccaggio
vetro), ed in particolare un centro modulare e ampliabile da 40 tonnellate
giornaliere (costo approssimativo 2 miliardi) per il comprensorio a
nord della provincia e un centro anch’esso modulare e ampliabile
da 20 tonnellate giornaliere (costo 1,5 miliardi) per il comprensorio
sud.
3) Ridimensionamento su scala provinciale dell’impianto di compostaggio
di Terracina con un costo di circa 500 milioni (sempre di lire); questo
impianto è fermo da anni, dopo alcuni lavori di ristrutturazione,
mentre non si conoscono ufficialmente i motivi di tale prolungata sospensione
produttiva.
Questi semplici interventi (realizzabili in pochi mesi) consentirebbero
l’intercettamento e lo smaltimento differenziato di almeno il
15% dei RSU provinciali nel breve periodo (entro un anno dall’avvio)
e gradualmente consentirebbero ulteriori realizzazioni attraverso il
risparmio realizzato, visto che su scala provinciale si spendono attualmente
oltre 35 miliardi di lire annui per il collocamento in discarica.
E’ da notare che il decreto 22/97 prevedeva il raggiungimento
del 35% di raccolta differenziata e riciclo entro 6 anni dalla sua entrata
in vigore; il termine scadeva lo scorso 31 dicembre 2003.
Dal punto di vista logistico, la provincia di Latina si trova in buone
condizioni già attualmente, visto e considerato che per ogni
frazione merceologica raccolta in modo differenziato esiste un impianto
di trattamento e riciclaggio a poche decine di chilometri dai luoghi
di produzione: Terracina per la sostanza organica; Cisterna (SLIM) per
l’alluminio; Pomezia per la plastica; Provincia di Frosinone per
la carta e il vetro. Il conferimento potrebbe essere pianificato con
accordi programmatici tra enti pubblici (anche consorziati) e i consorzi
obbligatori.
Queste ipotesi (termoinceneritore e raccolta differenziata) naturalmente
perseguono obiettivi diametralmente opposti anche e soprattutto sotto
il profilo occupazionale.
La sostanza di tutte queste considerazioni porta alla richiesta di un
cambiamento radicale del Piano provinciale dei rifiuti, che punti con
determinazione alla raccolta differenziata da eseguire con il metodo
“porta a porta” e con le strutturazioni necessarie: basti
pensare che, una volta separata la frazione organica dei rifiuti domestici
(quella marcescibile e putrefacente), il resto è costituito da
materiale facilmente trattabile e inertizzabile. Che può essere
facilmente stoccato in capannoni industriaie di piccole dimensioni (1000
m.q. per 9 m. di altezza) per una capienza di almeno due anni ciascuno.
Cordiali saluti.
Per il circolo Monti Lepini della Legambiente
Gustavo Giorgi
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“avanti tutta con
la raccolta differenziata”

LEGAMBIENTE AI SINDACI:
Legambiente scrive ai Sindaci
pontini per sollecitare una svolta sul problema della raccolta e dello
smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Come già qualche amministratore locale, con coraggio, ha avviato
la raccolta differenziata “porta a porta”, è auspicabile
l’impegno delle altre amministrazioni locali pontine in tale direzione.
Ciò per alcune fondamentali, ragioni:
- innanzitutto i fatti dimostrano che essa rappresenta la risposta più
economica sia per le casse dei Comuni che per quelle dei cittadini;
- può entrare a regime nell’arco di poche settimane;
- incrementa l’occupazione direttamente sul territorio;
- salvaguardia l’ambiente.
Insomma, la raccolta differenziata
trasforma il rifiuto in una vera e propria risorsa, a differenza del
termovalorizzatore (o termoinceneritore?) che brucia, oltre ai rifiuti,
anche milioni di euro dei contribuenti e vincolerebbe per decenni le
amministrazioni comunali.
Il 31 Gennaio 1997 l’Amministrazione
Provinciale di Latina ha approvato il proprio Piano Provinciale per
lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (cinque giorni prima che venisse
emanato il cosiddetto Decreto Ronchi – D.Lgs. 22/97 – già
approvato dal Governo alla fine del 1996).
Il Piano (tutt’ora in vigore), predisposto dal prof. Aurelio Misiti
(Assessore ai lavori pubblici alla Regione Calabria e presidente del
Consiglio Superiore delle Opere Pubbliche), prevede che la quasi totalità
dei rifiuti prodotti annualmente in provincia venga smaltita attraverso
il termoincenerimento: in particolare si prevedono circa 216.000 tonnellate
annue di rifiuti solidi termotrattabili, circa 11.000 tonnellate annue
di prodotti recuperabili (meno del 5% del totale) e circa 31.000 tonnellate
di fanghi di depurazione, nonchè una quota di ulteriore smaltimento
per necessità di mutuo soccorso con altre amministrazioni.
Ripetiamo: questo è quanto prevede il “Piano Provinciale
per lo smaltimento dei rifiuti” attualmente in vigore, ma mai
attuato nella sostanza.
Il costo di realizzazione dell’impianto è stato stimato
in 130 miliardi di vecchie lire, con ammortamento di 20 anni (tasso
di interesse al 10%), al quale vanno aggiunti gli ordinari costi di
gestione, di trasporto e di trattamento dei fanghi che complessivamente
formano una spesa di oltre 33 miliardi annui su scala provinciale.
Ad oggi le discariche (quella
gestita dalla Indeco e quella gestita dalla Ecoambiente), restano l’unica
offerta praticabile di smaltimento per l’intera provincia, e a
“naso” possiamo immaginare che lo sarà ancora per
molto.
Legambiente avanza una proposta e precisi obiettivi di Raccolta Differenziata
(simili a quelli stabiliti dal decreto Ronchi) che consentirebbe un
risparmio iniziale di oltre 4 miliardi di lire annui su scala provinciale,
con i quali si potrebbero autofinanziare ulteriori interventi per aumentare
progressivamente la quantità e la qualità dei rifiuti
differenziati, nonché alcune campagne di sensibilizzazione per
ridurne la produzione.
In particolare con il risparmio di un solo anno di smaltimento si potrebbero
finanziare:
1) Il completamento delle attrezzature per la raccolta differenziata
(circa 250 milioni di lire).
2) La realizzazione di due centri di raccolta, prima lavorazione e stoccaggio
di materiali provenienti da raccolta differenziata (pressa per plastica
e alluminio, nastro selezionatore per carta e cartone, area stoccaggio
vetro), ed in particolare un centro modulare e ampliabile da 40 tonnellate
giornaliere (costo approssimativo 2 miliardi) per il comprensorio a
nord della provincia e un centro anch’esso modulare e ampliabile
da 20 tonnellate giornaliere (costo 1,5 miliardi) per il comprensorio
sud.
3) Ridimensionamento su scala provinciale dell’impianto di compostaggio
di Terracina con un costo di circa 500 milioni (sempre di lire); questo
impianto è fermo da anni, dopo alcuni lavori di ristrutturazione,
mentre non si conoscono ufficialmente i motivi di tale prolungata sospensione
produttiva.
Questi semplici interventi
(realizzabili in pochi mesi) consentirebbero l’intercettamento
e lo smaltimento differenziato di almeno il 15% dei RSU provinciali
nel breve periodo (entro un anno dall’avvio) e gradualmente consentirebbero
ulteriori realizzazioni attraverso il risparmio realizzato, visto che
su scala provinciale si spendono attualmente oltre 35 miliardi di lire
annui per il collocamento in discarica.
E’ da notare che il decreto 22/97 prevedeva il raggiungimento
del 35% di raccolta differenziata e riciclo entro 6 anni dalla sua entrata
in vigore; il termine scadeva lo scorso 31 dicembre 2003.
Dal punto di vista logistico,
la provincia di Latina si trova in buone condizioni già attualmente,
visto e considerato che per ogni frazione merceologica raccolta in modo
differenziato esiste un impianto di trattamento e riciclaggio a poche
decine di chilometri dai luoghi di produzione: Terracina per la sostanza
organica; Cisterna (SLIM) per l’alluminio; Pomezia per la plastica;
Provincia di Frosinone per la carta e il vetro. Il conferimento potrebbe
essere pianificato con accordi programmatici tra enti pubblici (anche
consorziati) e i consorzi obbligatori.
Queste ipotesi (termoinceneritore
e raccolta differenziata) naturalmente perseguono obiettivi diametralmente
opposti anche e soprattutto sotto il profilo occupazionale.
La sostanza di tutte queste considerazioni porta alla richiesta di un
cambiamento radicale del Piano provinciale dei rifiuti, che punti con
determinazione alla raccolta differenziata da eseguire con il metodo
“porta a porta” e con le strutturazioni necessarie: basti
pensare che, una volta separata la frazione organica dei rifiuti domestici
(quella marcescibile e putrefacente), il resto è costituito da
materiale facilmente trattabile e inertizzabile. Che può essere
facilmente stoccato in capannoni industriaie di piccole dimensioni (1000
m.q. per 9 m. di altezza) per una capienza di almeno due anni ciascuno.
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LETTERA APERTA AL SINDACO
DI SEZZE

Egregio Sindaco,
Il rinnovo dell’Amministrazione
Comunale di Sezze, non può lasciare indifferente il Circolo Monti
Lepini della Legambiente ed è la prima volta che la nostra associazione
(fondata nel dicembre 2001) si viene a “misurare” con un
appuntamento istituzionale così importante.
Non possiamo rimanere distaccati da questo evento in quanto, nel nostro
concetto di ambientalismo il livello decisionale riveste grande importanza;
occorre rapportarsi anche con chi è stato chiamato ad amministrare
il territorio e, nella logica del confronto, vogliamo portare il nostro
contributo in termini di contenuti affinché, la questione ambientale,
assuma rilevanza negli impegni amministrativi.
L’ambiente deve rappresentare
l’elemento intorno al quale rilanciare un processo di valorizzazione
del comprensorio lepino. Sezze può e deve avere un ruolo fondamentale
in questo processo e ciò per una serie di motivi in quanto ha
rappresentato, ed in parte rappresenta ancora, un punto di riferimento
preciso in termini economici, culturali, amministrativi, politici.
Riteniamo che negli ultimi
decenni non sia stata prestata sufficiente attenzione alla questione
ambientale e ciò è confermato dalla mancata realizzazione
del Parco Regionale dei Monti Lepini (previsto dalla precedente Giunta
Regionale) a differenza di quanto accaduto in ben 28 realtà del
Lazio.
L’Ambiente, specie
per una realtà montana, rappresenta la risorsa su cui far ruotare
il rilancio dell’economia per l’intero comprensorio lepino:
i centri storici, i beni culturali e archeologici, i prodotti tipici,
l’agricoltura di qualità, le tradizioni, la natura, rappresentano
risorse per incentivare un turismo compatibile e quindi fonte di nuova
e duratura occupazione.
Strettamente connesse alle
questioni ambientali sono la qualità della vita, la salute, l’economia:
gestione dei rifiuti, gestione delle risorse idriche, cibi sani, gestione
del traffico automobilistico, manutenzione dei centri storici, verde
fruibile per i cittadini. Il nostro paese sembra vivere su una linea
di confine dove, le tematiche su citate, si presentano con le problematiche
di una vera e propria città ed è proprio con questo orizzonte
che devono essere date risposte in termini amministrativi.
Proviamo ad affrontare in
maniera schematica queste problematiche:
- RIFIUTI: il Decreto Ronchi indica nel 35% il livello minimo di raccolta
differenziata che deve essere raggiunto dai comuni. Anche il Comune
di Sezze presenta livelli ben al di sotto di quanto previsto eppure
una corretta ed efficiente gestione dei rifiuti può incidere
significativamente sulla tariffa a carico dei cittadini. Occorre:
- 1) incentivare la raccolta differenziata attraverso una diffusione
capillare dei raccoglitori ; 2) procedere alla bonifica delle numerose
discariche abusive presenti nel territorio; 2) avviare una concreta
campagna di educazione dei cittadini inclusa la popolazione scolastica.
- ACQUA: la salvaguardia delle risorse idriche rappresenta il problema
del futuro, occorre:
1) evitare la dispersione delle condutture; 2) salvaguardare le sorgenti
prevenendo pericoli di inquinamento da percolo di liquami civili e da
utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura; 3) incentivare l’uso
razionale dell’acqua (per esempio evitare l’uso industriale
dell’acqua potabile cosi come in agricoltura).
- TRAFFICO: è evidente a tutti come il congestionamento automobilistico
è sempre più frequente in diversi momenti della giornata
ed in diversi punti della rete stradale: la risposta non può
essere affidata solo alla realizzazione di parcheggi che, se non accompagnati
da interventi di pedonalizzazione, limitazione del traffico, istituzione
di navette (possibilmente elettriche), non rappresentano soluzione sufficiente
al problema.
- AGRICOLTURA: settore economico sempre di primaria importanza per l’economia
setina, può vivere una nuova stagione se viene ad essere basato
sulla coltivazione con metodi biologici puntando così a prodotti
di qualità, in questa ottica andrebbero riscoperte produzioni
tipiche che, nel tempo, sono andate perdute.
- BENI ARCHEOLOGICI: diversi sono i beni archeologici in stato di abbandono
e nella migliore delle ipotesi, non opportunamente valorizzati e salvaguardati:
il loro recupero e la loro resa fruibilità potrebbero costitutire
ulteriore elemento di richiamo e di riscoperta dell’identità
culurale.
- CENTRO STORICO: è evidente a tutti come il fenomeno dello spopolamento
del Centro Storico, comporti la crescita di fenomeni di degrado urbanistico
e sociale. Un attento piano di recupero centrato sia su aspetti di arredo
(piano del colore, riqualificazione e riporto agli aspetti originari
di immobili che hanno vista stravolta la propria fisionomia, …….
), reintoduzione di caratteristiche attività artigianali, ripopolamento
attraverso forme di incentivazione a svantaggio di coloro che preferiscono
abitare nelle zone periferiche, favorire la residenzialità alle
associazioni culturali e di volontariato, la creazione di un percorso
turistico-culurale opportunamente segnalato e pubblicizzato; queste
ed altre proposte possono concorrere alla rinascita del Centro e perché
non lanciare un vero e proprio forum indirizzato al coinvolgimento di
tutte le organizzazioni economiche, culturali, sociali del paese?;
- SANA ALIMENTAZIONE: coerentemente con il rilancio di un’agricoltura
di qualità, occorre una puntuale e capillare campagna di educazione
alimentare nei confronti di tutta la popolazione ed in particolare di
quella scolastica; l’introduzione nelle mense scolastiche di alimenti
biologici, preferibilmente di provenienza locale, può rappresentare
un momento importante anche nei confronti della crescita di fenomeni
quali l’obesità sempre più presente specie nelle
fasce giovanili causata, principalmente, da una non corretta alimentazione.
- TURISMO COMPATIBILE: puntare su un turismo rispettoso dell’ambiente,
centrato sulla salvaguardia e sulla valorizzazione dello stesso, può
rappresentare un altro tassello di quel mosaico entro il quale disegnare
il rilancio economico del paese: alcuni elementi ed appuntamenti forti
già esistono quali la Sacra Rappresentazione del Venerdì
Santo, la Sagra del Carciofo, intorno ad esse va costruito un vero e
proprio “sistema” che valorizzi tutte le altre potenzialità
presenti sul nostro territorio.
- RISPARMIO ENERGETICO: è giunto il momento in cui il Comune
si faccia promotore del ricorso al solare sia come fonte per il riscaldamento
che per la produzione di energia elettrica e ciò può avvenire:
direttamente attraverso l’installazione dei pannelli sugli edifici
pubblici; indirettamente attraverso una adeguata campagna di promozione
e di informazione nei confronti dei privati per il ricorso alla stessa
fonte energetica, magari attraverso l’introduzione di incentivi
fiscali in ambito locale.
La risposta corretta a tutte
queste problematiche porta sicuramente ad una valorizzazione del territorio
evitandone il degrado ed incrementandone la fruibilità ed il
desiderio a vivere il proprio paese con orgoglio.
Tutto ciò acquista
ancora più valore e può rappresentare un momento di svolta
se inserito in un progetto comprensoriale portatore di risorse economiche
che già sta producendo buoni risultati in altre parti d’Italia:
la realizzazione del PARCO REGIONALE DEI MONTI LEPINI può fornire
la cornice entro la quale il nostro territorio può trovare ragione
di sviluppo e di valorizzazione.
A Lei e alla Sua Amministrazione
chiediamo di scommettere su questa opzione con la consapevolezza che
un buon risultato si può raggiungere solo attraverso il coinvolgimento
di tutte le realtà presenti sul territorio quali le istituzioni,
le categorie economiche, le associazioni culturali e ambientali, le
stesse associazioni venatorie.
Alcune delle tematiche e idee da noi espresse le ritroviamo enunciate
nel Suo programma elettorale (per la verità così come
in quello di altri candidati a Sindaco), e, per come sono esposte non
sembrano avere una importanza secondaria rispetto agli altri punti rappresentati.
Le facciamo appello affinchè l’assessorato all’ambiente
sia affidato a persona seriamente intenzionata a sviluppare e a valorizzare
l’impegno in questo settore e quindi debitamente qualificata a
rivestire tale ruolo.
È sulla determinazione
che verrà dimostrata nell’affrontare le proposte indicate
in questo documento che Legambiente valuterà l’operato
di chi è stato chiamato ad amministrare Sezze per i prossimi
anni e dichiariamo fin da ora la disponibilità al confronto e
alla collaborazione senza preclusione alcuna, per il bene del Paese.
Augurandole buon lavoro,
La salutiamo cordialmente.
Per il Direttivo del Circolo
Il Presidente
Gustavo Giorgi
Di seguito un estratto dal
Suo programma elettorale:
……………………………………………..
L'ambiente
Per un PAESE VIVIBILE secondo il principio dello “SVILUPPO SOSTENIBILE”
riteniamo necessari interventi per la difesa del verde pubblico, la
bonifica delle discariche abusive, la raccolta differenziata e il riciclaggio
delle materie prime, il piano traffico e la politica dei veicoli ad
energia pulita, la manutenzione programmata ed efficiente della rete
stradale, una nuova viabilità ad anello con congiunzioni radiali
in tute le zone che devono avere una viabilità alternativa in
caso di emergenza con particolare riguardo al raccordo MACCHIA-MADONNA
DELLA PACE e CROCEVECCHIA-CASALI-QUARTO LA MACCHIA, la lotta ai rumori,
un piano energetico comunale per una politica di risparmio, sfruttando
l'energia alternativa, il risanamento idrogeologico delle contrade (fossi,
pendii, regolamentazione dello smaltimento delle acque meteoriche),
il completamento della rete fognante in tutto il territorio. Necessaria
in tal senso è “la revisione del PRG del Comune”
con lo scopo di perseguire due obiettivi di sviluppo in armonia con
la VAS( Valutazione Ambientale Strategica) riqualificando, attraverso
progetti di recupero urbanistico e ambientale, il paese al suo interno
(rinascita del CENTRO STORICO, della CONCA DI SUSO nel suo insieme,
del CAMPO SETINO e di SEZZE SCALO), e indirizzando la politica di sviluppo
di “SEZZE CITTA' PONTINA DEI MONTI LEPINI” all'esterno in
relazione e in cooperazione con la Provincia , la Regione, la Comunità
Montana e con gli altri Comuni che la circondano, con la città
capoluogo di Latina e con la metropoli di Roma ( basti pensare alla
localizzazione strategica del nostro territorio in cui confluiscono
flussi provenienti dalle due province, il passaggio della S.S. 156 bis
che da una parte alleggerirà il flusso veicolare portando benefici
per il centro abitato, dall'altra danneggerà le attività
commerciali esistenti ma che inserita in un'ottica di programmazione
pianificatoria potrà dare luogo a centralità importanti
con l'Intermodale di Latina Scalo, il Centro Fieristico e la Metropolitana
Regionale così che Sezze Scalo possa diventare il polo naturale
per il rilancio del settore commerciale, terziario e produttivo individuando
aree strategiche di sviluppo per i singoli settori ed elaborando una
PRA (Piano Regolatore Agricolo) per consentire la realizzazione di infrastrutture
per l'agricoltura anche su lotti inferiori ai due ettari in considerazione
della forte vocazione orticola con ampia gamma e presenza di prodotti
tipici come il carciofo che ha ottenuto il marchio IGP. Va costituito
un Comitato Permanente di Promozione e Sviluppo per i Prodotti Tipici
Locali,( per i quali va certificato il controllo di produzione, provenienza
e qualità ), con un fondo di garanzia per l'accesso ai fondi
agevolati del credito bancario. Va bonificata l'ex Monte Amiata per
realizzare una Centrale Ortofrutticola e definita la collaborazione
con l'Università della Tuscia per la difesa delle colture autoctone
nei terreni dell'ex colonia Agricola Pontina. In cooperazione con i
comuni limitrofi vanno gestiti importanti servizi come lo smaltimento
rifiuti, il servizio idrico, le opere di salvaguardia del territorio
e i piani di emergenza della protezione civile con la realizzazione
di un'area attrezzata polifunzionale per esigenze di Protezione Civile
in quanto Sezze è stata individuata come C.O.I (Sede di Centro
Operativo Intercomunale ) e individuando la ZAC, zona addestramento
cani, così come previsto dalla legge 157 del 1992 anche nell'ottica
della realizzazione di un CANILE-GATTILE.
…………………………………………………
UN PAESE DELLA CULTURA, UNA CULTURA DEL PAESE
Intendiamo porci come obiettivo la tutela e la valorizzazione del ricchissimo
patrimonio culturale di Sezze e della sua storia pluri-millenaria testimoniata
sul territorio dalla presenza di beni archeologici, storico-artisti,
architettonici, bibliografici e paesaggistici. Tutelare e valorizzare
tali beni è certamente un'impresa culturale immane ma necessaria
ed indispensabile sia per l'effettivo sviluppo del paese sia per recuperare
in noi Sezzesi quella cultura di Sezze e della sua immagine che deve
ridarci il senso di appartenenza necessario per il suo effettivo rilancio.
Necessaria è la costituzione di un'Azienda di Promozione e Sviluppo
Culturale, Storico e Turistico che promuova il nostro paese nei circuiti
turistici nazionali ed internazionali anche attraverso l'offerta di
una idonea ricettività alberghiera, la promozione dell'agriturismo
e di attrezzate strutture di camper-service.
CONCLUSIONI
……………………………………………………………………………….,
la realtà di un paese vivibile, non solo per le sue bellezze
naturali, ma soprattutto per un tessuto urbano, culturale e sociale
degno di un Grande Paese nel contesto dei Monti Lepini.
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Osservazioni sul progetto
della nuova strada per S. Erasmo

Premettiamo che
siamo favorevoli ad una sistemazione della strada che porta all’eremo
di S. Erasmo, al fine di una messa in sicurezza che riteniamo non più
differibile.
Dopo aver analizzato la relazione geologica e il progetto esecutivo, però,
riteniamo che la scelta fatta sul modo in cui la strada debba essere sistemata
non sia idoneo al contesto ambientale in cui la stessa strada si inserisce.
Abbiamo inoltre rilevato numerose contraddizioni tra le indicazioni della
relazione geologica e il progetto esecutivo e fra alcune valutazioni all’interno
dello stesso progetto che rafforzano la nostra convinzione su come non
sia stato affatto tenuto conto del valore ambientale e paesaggistico del
sito in cui la nuova strada andrà a collocarsi. A supporto delle
nostre affermazioni basta rimarcare l’evidente discrasia fra il
titolo dato al progetto esecutivo e quello effettivamente proposto nello
stesso. Il titolo del progetto è “Lavori di sistemazione
e completamento strada Arco – eremo di S. Erasmo”, ma basta
andare a leggere a pag. 4 della relazione tecnica allegata al progetto
esecutivo per scoprire che la nuova strada avrà una sezione di
“m 5compreso la banchina e la cunetta” contro l’attuale
larghezza media di m 3. Quindi quasi un raddoppio della sezione: una nuova
strada completamente diversa da quella attuale per quanto riguarda la
larghezza e le caratteristiche del flusso veicolare consentito. Il progetto
non prevede lavori di sistemazione e completamento dunque ma la realizzazione
di una nuova strada con caratteristiche differenti da quella attuale.
Caratteristiche
del sito e dell’opera
A 834m di altitudine
sul livello del mare si trova l’eremo di S. Erasmo. Qui il comune
di Roccagorga è proprietario di un complesso religioso-ricettivo
composto da due edifici: il santuario dedicato al santo patrono di Roccagorga
, S. Erasmo, e un edificio di due piani del XVII secolo nato come monastero
e attualmente usato come ricovero per i credenti e non che giunti fino
all’eremo decidono di passare qui la notte.
Lo stato attuale della strada che dalla località Arco, posta a
288m di altitudine, porta all’eremo è pessimo.
L’incuria, l’assenza pressoché totale di manutenzione,
ha comportato una situazione caratterizzata da numerose buche, affioramenti
di roccia sottostante, accumuli di materiale sciolto dovuto a mancato
drenaggio e canalizzazione delle acque meteoriche.
La strada è caratterizzata da pavimentazione in cemento, in brevi
tratti più pericolosi, e da tracciato misto, ghiaia e breccia,
nella maggior parte della sua estensione. La larghezza media attuale è
di circa 3m.
La relazione geologica
Da un punto di
vista prettamente litologico l’area in esame permette la realizzazione
dell’opera prevista dal progetto. In generale, infatti, l’area
è caratterizzata da un substrato di rocce calcaree disposte in
strati o banchi che conferiscono al territorio idoneità per la
realizzazione di opere quali una strada. Gli scavi previsti non sono di
grande entità e non dovrebbero comportare problemi di stabilità.
Per l’allargamento della sezione stradale sono stati previste gabbionate
di sostegno da realizzarsi con materiale proveniente dagli scavi, qualora
possibile.
La relazione sottolinea come per eventi meteorici di alta intensità,
l’acqua che defluisce verso valle potrebbe raggiungere la portata
di qualche centinaio di l/s.
Si raccomanda, quindi, particolare attenzione alla realizzazione delle
opere di drenaggio.
La relazione così si conclude: “Considerando la posizione
della strada lungo il versante in un’area ad elevata valenza paesaggistica
e ambientale si consiglia il ricorso a tecniche di ingegneria ambientale
per l’inserimento paesaggistico dell’opera.”
Il progetto esecutivo
Il progetto prevede
una nuova sezione stradale di 5.5m, compresa banchina e cunetta. Le opere
di sostegno previste verranno realizzate tramite gabbionate. La carreggiata
avrà una sezione di 4m e sarà pavimentata in conglomerato
bituminoso (asfalto), la cunetta posta a monte invece sarà realizzata
in cemento mentre la banchina in terra battuta stabilizzata. Le opere
di sicurezza ai lati della strada saranno costituite in parte da materiali
calcarei di riporto e in parte da guardrails in acciaio zincato. Sono
previste inoltre piazzole di parcheggio e manovra lungo il tracciato con
ulteriore allargamento dalla sezione stradale e con relativi sbancamenti.
Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un parcheggio a monte
della strada “senza che vengano eliminati gli alberi presenti nell’area”.
La spesa totale del progetto ammonta a € 771010.40, pari a circa
un miliardo e mezzo di lire.
L’intento della strada, è espressamente dichiarato nella
relazione di progetto, ha lo scopo di sviluppare un nuovo turismo, legato
in particolare al costituendo parco dei Molti Lepini, un turismo di massa
per intenderci.
Note
La nostra è
una ferma opposizione a questo tipo di strada. Le motivazioni sono molte,
di carattere tecnico e di carattere culturale.
Innanzitutto la nostra preoccupazione è per le opere di drenaggio
che difficilmente potranno essere sufficienti quando si raggiungeranno
regimi pluviometrici elevati e l’acqua raggiungerà sulla
pavimentazione bituminosa velocità molto sostenuta ( ci sono tratti
in cui la pendenza della strada raggiunge il 20 %). Dovranno esserci così
elevati costi di manutenzione per permettere quantomeno una minima efficienza
del sistema di canalizzazione accettabile.
Il progetto tradisce vistosamente le indicazioni della relazione geologica
che raccomanda l’utilizzo di tecniche ingegneria ambientale per
la realizzazione dell’opera, visto l’elevato valore ambientale
del sito. E’ molto difficile pensare che quattro chilometri di asfalto
per una larghezza di quattro\cinque metri, l’utilizzo di cemento,
di guardrails in acciaio, di scavi e riporti per alterare la sezione stradale
attuale, la costruzione di un parcheggio “senza che vengano eliminati
gli alberi presenti nell’area” (sic!) siano caratteristiche
di un’opera che abbia come base il rispetto dell’ambiente
nel quale si colloca.
Contestiamo inoltre la volontà di rendere l’eremo di S. Erasmo
una meta turistica pseudo – religiosa, incentrata sul turismo di
massa come per i vari santuari sparsi per l’ Italia. Si tradisce
in questo modo la vera natura del luogo : un luogo di solitudine, di meditazione,
a diretto contatto con una natura ancora quasi incontaminata, in cui la
presenza dell’uomo è fatto solo occasionale.
Come detto in premessa è anche nostra volontà una sistemazione
della strada.
Una sistemazione appunto, non un completo rifacimento, che abbia lo scopo
di mettere in sicurezza alcuni tratti molto pericolosi che sono costati
anche vite umane.
Noi però proponiamo una strada che mantenga le attuali caratteristiche
strutturali( larghezza e materiale di pavimentazione), che le opere di
drenaggio siano potenziate e che ci sia una manutenzione costante che
permetta di non arrivare da una situazione come quella attuale.
La nostra è una soluzione più economica, più rispettosa
dell’ambiente e della cultura del luogo. Una soluzione migliore.
Proponiamo infine il ripristino di vecchi sentieri tramite i quali poter
arrivare anche a piedi all’eremo, vivendo appieno le bellezze del
luogo e una rivalutazione culturale del luogo che coinvolga anche le scuole.
La nostra non è una posizione ideologica. E’ una posizione
ragionevole che tiene conto dell’ambiente, del rapporto costo-benefici,
dell’impatto sociale che un’opera di questo genere può
avere.
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Treno Verde

Sezze Scalo: in arrivo il
Treno Verde di Legambiente, cresce la mobilitazione
Arriverà
l’ 8 di marzo a Sezze Scalo il Treno Verde della Legambiente che
sosterà per 4 giorni.
Numerose sono le iniziative che faranno da contorno alla presenza del
convoglio ambientalista.
Alcune di queste sono già in corso: alle finestre e ai balconi
della frazione setina sono riapparse le famose lenzuola “acchiappasmog”
che già hanno dato visibilità alla protesta dei cittadini
contro l’inquinamento acustico ed atmosferico prodotto dal traffico,
soprattutto dei mezzi pesanti.
Contemporaneamente sono stati di nuovo effettuati campionamenti sul livello
di benzene presente nell’atmosfera.
Rilevamenti sugli altri fattori inquinanti verranno effettuati durante
il periodo di sosta del Treno Verde dal laboratorio mobile delle Ferrovie
dello Stato.
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156 la statale dei veleni

Sezze Romano, 13 marzo 2001
Comunicato Stampa
LA STATALE DEI VELENI !
POLVERI FINI E RUMORE IN
AGGUATO LUNGO LA STATALE 156
ECCO I DATI DEL TRENO VERDE
DI LEGAMBIENTE E FS
Ancora una “strada
dello smog”, ancora le micidiali polveri fini ad insidiare la
salute dei cittadini. Questa volta la strada in questione e’ la
contestatissima Statale 156, tristemente nota per l’alto tributo
in vite umane versato ogni anno in incidenti mortali, continuamente
attraversata da un intenso traffico di mezzi pesanti. Sono quindi negativi
i dati rilevati, durante le settantadue ore di monitoraggio, dal laboratorio
mobile dell’Istituto Sperimentale delle Fs, posizionato in C.so
della Repubblica. A preoccupare e’ ancora la troppo alta concentrazione
di PM10, la frazione respirabile delle polveri, pericolosa soprattutto
per le sue piccole dimensioni che permettono di raggiungere le vie respiratorie
piu’ profonde veicolando sostanze tossiche e cancerogene. Ma sono
alti anche i livelli di inquinamento acustico prodotti da un traffico
veicolare continuo.
Questi i primi dati rilevati
dal Treno Verde di Legambiente, resi noti questa mattina nel corso di
una conferenza stampa a cui hanno partecipato Rossella Muroni, portavoce
nazionale del Treno Verde di Legambiente, Gustavo Giorgi, presidente
del circolo Legambiente dei Monti Lepini, Stefano Silvano, responsabile
per l’Istituto Sperimentale delle Fs della campagna Treno Verde
per la tappa di Sezze. Erano presenti rappresentanti dell’Amministrazione
Comunale di Sezze.
Sembra confermato quindi
l’allarme lanciato da Legambiente, a livello nazionale, sui nuovi
veleni del terzo millennio sempre in agguato nelle nostre citta’.
Del tutto mancato l’obiettivo di qualita’ di 40 microgrammi
su metrocubo, posto su base annuale, previsto per le concentrazioni
di PM10. Durante il primo giorno di analisi, il laboratorio mobile dell’Istituto
Sperimentale delle Fs ha infatti registrato un valore di 63 µg/m³
che e’ poi diminuito il giorno successivo, grazie alle condizioni
metereologiche che hanno favorito la dispersione degli inquinanti e
grazie soprattutto al volume ridotto di traffico del fine settimana,
raggiungendo quota 57 µg/m³ fino all’ultimo valore
di 52 µg/m³.
L’impatto dell’inquinamento da PM10 non e’ da sottovalutare,
visto che secondo un recente studio dell’Oms (Organizzazione Mondiale
della Sanita’) condotto nelle 8 maggiori città italiane,
nella popolazione di oltre trenta anni il 4,7% di tutti i decessi osservati
nel 1998, pari a 3.472 casi, è attribuibile a concentrazioni
di Pm10 superiori a 30mg/m3. In altre parole, portando le polveri sottili
a livelli accettabili, in queste 8 città come nelle altre non
oggetto della ricerca, si potrebbero prevenire circa 3.500 morti all’anno.
Anche migliaia di ricoveri per cause respiratorie e cardiovascolari
e decine di migliaia di casi di bronchite acuta e asma fra i bambini
al di sotto dei quindici anni potrebbero essere evitati riducendo le
concentrazioni medie di questa sostanza. Un sostanziale numero di decessi,
ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini, sono
attribuibili quindi all’inquinamento atmosferico urbano, nell'ordine
di grandezza di migliaia di casi per anno nelle otto maggiori città
italiane.
Alte anche le concentrazioni del benzene, il pericoloso inquinante considerato
ormai un sicuro cancerogeno, dovuto principalmente alle emissioni da
traffico veicolare.
Il segnale di attenzione giunge dopo i rilevamenti effettuati da Legambiente,
grazie alla collaborazione delle scuole dell’obbligo di Sezze
Scalo, nelle prime settimane di febbraio utilizzando il “radiello”,
un particolare campionatore passivo, brevettato dalla Fondazione Maugeri
di Padova che è in grado di misurare la quantità di benzene
che respiriamo ogni giorno. I volontari hanno infatti “indossato”
la speciale fialetta appuntandola sulla giacca per un tempo di otto
ore consecutive, compiendo poi le loro normali attivita’ quotidiane.
Le analisi sono state effettuate invece nei laboratori dell’Istituto
Sperimentale delle Fs.
Ebbene nella maggior parte dei casi risulta mancato l’obiettivo
di qualita’, posto su base annuale, che prevede concentrazioni
di benzene non superiori ai 10 µg/m³ come indicato dal Decreto
Ministeriale del 25/11/94, limite questo che la Comunita’ Europea
prevede di restringere al piu’ presto fino a 5 µg/m³.
Le strade interessate dal monitoraggio sono state le centrali Via Sicilia,
Via Bari e C.so della Repubblica. Dei quattro rilevamenti effettuati,
solo uno si attesta ad un valore appena sotto il limite previsto, registrando
“solo” 9,8 microgrammi per metrocubo. Lo stesso non si puo’
dire per gli altri campionamenti, due dei quali registrano una concentrazione
di benzene di 12,5 µg/m³ mentre l’ultimo radiello segna
un valore di 11,1 µg/m³.
Ma esiste anche un altro
pericoloso inquinante che minaccia la salute e la qualita’ della
vita dei cittadini di Sezze Romano: il rumore. Anche la situazione acustica
appare infatti compromessa da livelli di rumore sempre oltre i limiti
imposti dalla normativa che prevede valori non superiori ai 65 decibel
nel periodo diurno e ai 55 dB nel periodo notturno in zone, come quella
monitorata, considerata ad intensa attivita’ umana.
Risulta infatti costante il livello di rumore, prodotto essenzialmente
dal traffico veicolare, fino a toccare picchi di 73.7 dB durante il
giorno e 66.8 dB nelle ore notturne. E una diretta conferma del disturbo
causato dal rumore nelle ore notturne arriva da una ricerca merceologica
condotta dall’Istituto di Medicina del Lavoro della Usl1 di Trieste
che ha ‘scoperto’ un dato singolarissimo: le farmacie che
operano in quartieri dove il livello sonoro notturno è compreso
tra i 55 ed i 75 decibel vendono una quantità di sonniferi e
tranquillanti doppia o addirittura tripla rispetto alla media. E anche
l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme
in seguito ad uno studio effettuato su 96 città italiane. L'Oms
afferma infatti che la rumorosità notturna è superiore
ai livelli massimi di tollerabilità per l’orecchio umano
nel 98% delle aree urbane italiane. Mentre nell’UE almeno 110
milioni di persone sono esposti al rischio decibel da traffico veicolare.
“L’andamento
delle concentrazioni degli inquinanti, – ha commentato Rossella
Muroni - nettamente in diminuzione nel fine settimana, durante il blocco
della circolazione ai mezzi pesanti, dimostrano chiaramente quale sia
la pressione, in termini ambientali, esercitata dagli attuali volumi
di traffico pesante in transito su questa strada. Anche i livelli di
rumore raggiunti ci sembrano molto significativi, soprattutto se si
considera che inquinamento acustico ed atmosferico in citta’ hanno
una fonte comune, e cioe’ il traffico. E’ necessario ridurre
il traffico pesante su questa strada, non e’ solo Legambiente
a chiederlo, ma tutti quei cittadini che non hanno ancora rinunciato
a pretendere una migliore qualita’ della vita”.
“I rilevamenti effettuati - ha dichiarato Gustavo Giorgi - sono
naturalmente uno spot di 72 ore ma sono comunque una fotografia veritiera
di cosa i cittadini di Sezze hanno respirato ed ascoltato in questi
giorni in C.so della Repubblica. La questione della Statale 156 e’
diventata ormai una vera emergenza. Gia’ da tempo Legambiente
e il Movimento Democratico avevano sollecitato il Prefetto a considerare
la gravita’ della situazione, per questo rinnoviamo l’appello
chiedendo immediate misure di limitazione del traffico come l’istituzione
del senso unico per i TIR provenienti da Frosinone che viaggiano in
direzione di Latina, evitando cosi’ la marcia in salita dei mezzi
pesanti che naturalmente e’ causa della maggior parte delle immissioni
di inquinanti. Il flusso del traffico nell’altra direzione potrebbe
essere invece deviato dalla statale Appia sulla Migliara 47”.
“I risultati dei rilievi effettuati sono come sempre – ha
dichiarato Stefano Silvano – sia funzione dell’immissione
di inquinanti da parte del traffico locale sia delle condizioni meteorologiche.
Infatti nei tre giorni di campionamento si sono avute condizioni favorevoli
alla dispersione degli inquinanti che pero’ non sono bastate ad
abbattere le concentrazioni del PM10 ancora molto alte. Rientrano invece
nei limiti le altre sostanze monitorate. Per quanto riguarda il rumore,
si sono invece registrati superamenti continui dei limiti di legge sia
nel periodo diurno che in quello notturno. La situazione diventa piu’
preoccupante nei giorni feriali, durante il transito dei mezzi pesanti,
tale da essere incompatibile con gli insediamenti abitativi e lo svolgimento
delle normali attivita’ umane”.
Il successo della tappa di
Sezze, l’ultima di questa lunga campagna di analisi e informazione
ambientale, è testimoniato dalle centinaia di cittadini e di
studenti delle scuole elementari, medie e superiori che negli ultimi
giorni hanno letteralmente preso d’assalto la mostra allestita
sui vagoni del convoglio ambientalista.
A bordo del Treno Verde viaggiano
nell’edizione 2001 anche alcune aziende – partner, tra cui
la Sondel – Gruppo Falck che commenta così la collaborazione
con Legambiente: “Si tratta di un impegno che dura ormai da quattro
anni e che vuole ancora una volta testimoniare la stretta collaborazione
tra Sondel e Legambiente, unite in questa iniziativa per la diffusione
di una vera cultura ambientale, in particolare sulla produzione di energia
pulita”.
Presenti anche la Giacomini Spa, produttrice di teste termostatiche
per il risparmio energetico, e la Cam Tecnologie produttrice di Gecam,
il gasolio bianco che consente la riduzione dell’impatto inquinante
da parte del settore trasporti.
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Treno Verde i Tesori dei
Lepini

Il Treno Verde è arrivato
a Sezze Scalo e per domenica una giornata dedicata ai TESORI DEI LEPINI.
Al Convegno di domenica 11 marzo partecipano i rappresentanti della
C.N.A., della Confcommercio, della Coldiretti e dell’Aiab, oltre
a diversi rappresentanti delle Istituzioni.
Importante la presenza dei vari Musei Lepini con propri stands alla
manifestazione.
È giunto a Sezze Scalo
il Treno Verde della Legambiente, ad attenderlo anche una delegazione
dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco .
Il convoglio ambientalista sosterà fino alla mattinata di martedi
13 marzo quando, dopo una conferenza stampa di bilancio dell’iniziativa,
lascerà la stazione setina.
Il Treno Verde è aperto
alla visita di quanti volessero approfondire alcune tematiche ambientali
presenti nelle varie carrozze che compongono il convoglio: la questione
energetica, i rifiuti, l’inquinamento atmosferico e altro sono
affrontati con mostre e materiali multimediali.
Numerose sono già le prenotazioni effettuate da istituti scolastici
di ogni ordine e grado della provincia pontina: circa 70 classi per
oltre 1.400 studenti visiteranno il Treno Verde guidati, oltre che dai
propri insegnanti, da animatori ed esperti della Legambiente che costituiscono
l'equipaggio.
Contemporaneamente alla permanenza del convoglio, un laboratorio mobile
delle Ferrovie dello Stato effettuerà rilievi sul livello di
inquinamento prodotto dal traffico automobilistico, in questi giorni
è già stata rilevata la presenza di benzene.
Nella giornata di sabato
10 marzo a Latina i responsabili del Circolo Arcobaleno daranno vita
al premio “Tartaruga”, gara a tempo nel traffico cittadino
durante la quale cittadini a bordo di diversi mezzi di locomozione (auto,
bus, motorino, bici) dovranno raggiungere Piazza del Popolo.
Per domenica 11 il Circolo
Monti Lepini, con il patrocinio del Comune di Sezze, nel piazzale della
Stazione di Sezze Scalo ha organizzato una manifestazione dal titolo
“ I Tesori dei Lepini “ centrata sulla valorizzazione delle
produzioni tipiche, dell’artigianato, delle produzioni biologiche,
delle risorse naturali: 50 gli stands curati da produttori, istituzioni
e associazioni. Durante la giornata ci saranno alcuni eventi spettacolari
tra cui il concerto del gruppo “ I Canti Briganti “.
Alle ore 10,00 presso il
locale Centro Sociale in via Puglie n° 2 si terrà un convegno
sul tema “ I Tesori dei Lepini “ al quale hanno già
assicurato la presenza Sindaci, rappresentanti delle Associazioni dei
commercianti, degli artigiani, degli agricoltori e il Presidente Regionale
di Legambiente Maurizio Gubbiotti che concluderà i lavori.
La giornata rientra nella “Biodomenica” giornata nazionale
dedicata all’agricoltura biologica promossa in tutta Italia dall’Associazione
Italiana per l’Agricoltura Biologica e dalla Legambiente.
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Monti Lepini un
Parco Per Tutti

COMUNICATAO
STAMPA
“iniziative per il Parco a Roccagorga”
Il Circolo Monti Lepini di
Legambiente organizza dal 13 marzo al 19 marzo 2006 presso l’auditorium
comunale di Roccagorga, piazza G. Marconi, un’iniziativa sul Parco
dei Monti Lepini.
Tale iniziativa si suddivide in quattro momenti:
1. “Il Parco è
un amico per tutti i tesori dei lepini”, breve mostra fotografica
sul territorio e i paesi del parco.
2. “Il parco che c’è
già”, cartografia del Parco Regionale dei Monti Lepini
secondo la proposta di legge regionale di iniziativa del consigliere
On. Renzo Carella (2003).
3. Istallazione di alcune
opere dell’artista Andrea Colajanni.
4. 18 Marzo 2006 ore 18.00,
presso l’auditorium comunale, dibattito “Un parco per tutti”.
Intervengono Loreto Bevilacqua Sindaco di Roccagorga, Gustavo Giorgi
Presidente del Circolo dei Monti Lepini, Giancarlo Massimi Presidente
della Comunità del Parco Nazionale d’Abruzzo, Molise e
Lazio.
Dal 1999 i promotori del
Circolo, provenienti ognuno da esperienze e località differenti,
si sono uniti con l’intento di promuovere la realizzazione del
Parco dei Monti Lepini.
Sono trent’anni che si parla del Parco dei Monti Lepini, basti
pensare alle SIC, alle aree protette, alle ZPS (Zone di protezione speciale)
sparse sul nostro territorio per capire che il Parco c’è,
ma anche senza di esse il Parco comunque esiste: ci sono i monti, c’è
la tradizione, c’è la fauna manca solo l’istituzionalizzazione,
l’ufficializzazione. Si propone un parco per tutti, da vivere,
con la voglia di riappropriarsi del proprio tempo e della propria ruralità,
il parco delle cose semplici, il parco delle tradizioni e delle tipicità.
Il Parco, quindi, non può prescindere dalla popolazione, anzi,
bisogna vedere nelle genti lepine la ricchezza del Parco, ciò
che lo potrà rendere sempre inconfondibile, il Parco delle piccole
comunità che dialogano e che si incontrano, che si confrontano
e che si contaminano vicendevolmente. Le comunità, i piccoli
paesi saranno la forza del Parco ed il Parco sarà un collante.
Sarà il Parco ad unire questi paesi, a creare sistema: il Parco
potrà finalmente creare la comunità lepina.
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Un’Oasi
per il Lago di Giulianello
(Comunicato Stampa – Cori, 18 maggio 2006

Per la salvaguardia
del Lago di Giulianello e la creazione di un’Oasi naturale si è
costituito un Comitato cui aderiscono l’associazione L’Acropoli,
i Democratici di Sinistra (DS), il Partito dei Comunisti Italiani (PdCI),
Rifondazione Comunista (RC), Rosa nel Pugno (RnP), Margherita, Verdi,
Movimento Libertà è Partecipazione, Cittadinanzattiva e
Legambiente.
Il Comitato darà
vita a due manifestazioni gemelle: sabato 20 maggio alle ore 18.00 in
P.zza Vittorio Emanuele II a Giulianello e domenica 21 maggio alle ore
10.00 in P.zza Signina a Cori, dove verranno illustrati in maniera approfondita
i motivi della mobilitazione e il gravissimo rischio di perdere un patrimonio
paesaggistico unico nel suo genere, saranno comunicate al pubblico le
Osservazioni e Proposte del Comitato per tutelare e valorizzare il territorio
di Cori e Giulianello nella sua interezza, i cittadini saranno invitati
a sottoscrivere le Osservazioni, che successivamente saranno inoltrate
ai Presidenti della Regione e della Provincia, e al Sindaco di Cori, tra
gli ospiti dell’iniziativa si segnala l’ingegnere Massimo
Panini, l’architetto Maddalena Sbandi e la responsabile del Circolo
locale di Legambiente, Anna Maria Pianelli.
Dopo un’attenta
analisi del Piano Regolatore Generale di Cori (adottato con Deliberazione
Comunale n. 31 del 28.04.2004 ed emendato nelle sedute del Consiglio Comunale
del 28.04.2006, 03.03.2006 e 16.03.2006) è emerso che un’area
nevralgica per la tutela del territorio come quella del Lago di Giulianello
definita Zona “G3” - verde territoriale, zona di elevata qualità
ambientale, estetica e culturale, con un paesaggio di dolci colline che
si affaccia sul lago, una rarità anche per l’alta complessità
geologica ed idrogeologica, ricca di reperti archeologici ancora da esplorare,
grazie alla previsione contenuta nelle Norme Tecniche di Attuazione del
PRG, diventa una Zona edificabile per complessivi 120.000 mc adiacenti
al lago di Giulianello, cioè per il corrispondente di circa 600
villette!
Un Piano che non
prevede la salvaguardia del territorio, ma si prefigge di distruggere
una zona come il Lago di Giulianello, un Piano che non si oppone alla
realizzazione di una nuova Cava estrattiva ai confini con il Comune di
Roccamassima, anzi prevede l’espansione di un’area di servizio
(altrimenti non giustificabile nella sua volumetria), è un piano
che non segue la vocazione del territorio ad uno sviluppo sostenibile,
rispettoso delle qualità ambientali .
Il PRG così
come deliberato è uno scempio che relega la Comunità, in
particolare quella di Giulianello, al ruolo di Terra di Confine dove tutto
è permesso e tollerato. Le scelte avvengono di nascosto tra portatori
di “interessi forti”, senza mettere al centro un’idea
di sviluppo che possa includere l’intera comunità.
Il Comitato invita
ad un confronto aperto sul PRG, tutti i cittadini e tutte le forze politiche,
sia quelle di maggioranza che di opposizione, affinché con apposito
provvedimento il piano regolatore generale sia emendato da scelte scellerate.
Per ulteriori
info:
Arch. Maddalena
Sbandi 339 6499788
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