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Lepini la catena montuosa più selvaggia del Lazio |
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Home
G. Weeden |
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Posizione
geografica Orografia Clima Vegetazione - Bosco di faggio, che ricopre gran parte delle zone culminali del piano montano inferiore a partire da 800-900 m s.l.m. In questa zona è rilevante la presenza di Taxus baccata. - Bosco misto di latifoglie, con prevalenza di Ostrya carpinifolia, Quercus cerris ed Acer obtusatum; è presente nel sub-orizzonte mediterraneo del piano basale, da circa 200 a 800 m s.l.m. - Bosco di leccio, con Quercus ilex e Q.pubescens; che spesso sovrasta il bosco misto ed entra in contatto diretto con la faggeta. Nel sub-orizzonte mediterraneo del piano basale sono presenti zone a macchia mediterranea con Q.Ilex, Pistacia lentiscus, Phillirea media, Erica arborea, Arbustus Unedo, Mirtus communis. Le zone occidentali e di media collina si presentano inoltre brulle e desertiche a causa dell’eccessivo pascolo e dei continui incendi. Oltre alla vegetazione arborea che forma i principali ecosistemi del comprensorio, vi troviamo zone aperte pascolate (pascoli antropici), pascoli e prati pascolo per un totale di circa16.000ha, situati a diverse quote; i coltivi, ormai in gran parte abbandonati, che sulle cime più alte assumono aspetti comuni alle praterie d’altitudine tipiche dell’Appennino centrale. Da ricerche sino adesso effettuate (Forlenza e altri), ma non ancora pubblicate la flora vascolare dei Monti Lepini , annovera circa 1.320 specie di cui 25 Pteridofite, 15 Gimnosperme, 270 Monocotiletoni, 1000 Angiosperme (dicotiledoni). Specie rare
di rilevanza botanica: Il Tasso è
inoltre un’indicatore fitogeografico che testimonia un aspetto
importante della storia della vegetazione attuale, quale relitto del
cingolo del lauroceraso. Testimone vivente di una antichissima vegetazione
ormai scomparsa risalente al periodo Mesozoico ( più di 100
milioni di anni fa), non forma mai popolamenti estesi e continui ,
ma è presente normalmente in stazioni localizzate con un numero
esiguo di individui; è specie compagna di fitocenosi principali
quali la faggeta, abetina e bosco misto e presente a quote variabili
dai 300 ai 1.600 m s.l.m. Presenza di esemplari con circonferenza alla base di 5-6 metri ed un’altezza di 20m. Nella porzione iniziale di Valle Naforte va segnalata la presenza di una pianta annoverabile fra le più longeve e maestose dell’Appennino centrale e forse d’Italia, con un’età , stimata, largamente superiore al millennio (Forlenza). Le peculiari caratteristiche biotiche ed abiotiche hanno favorito le localizzazioni nei Monti Lepini di specie rare o con distribuzione disgiunta o puntiforme almeno per quanto riguarda il Lazio. Fra tutte vanno ricordate: Stafhyllea pinnata, non molto diffusa in Italia, abbondante nell’Avellinese (Campania), presente intorno al lago di Nemi (Roma) e di poche altre località del Lazio; Euonymus latifolius, raro in Italia e in tutta la Catena dei Volsci (Monti Lepini, Ausoni e Aurunci ); Prunus mahaleb e Tilia platyfhyllas, Cotoneaster nebrodensis e Frangula Alnus. Le Orchidiaceae comprendente 55 specie, 1 sottospecie e 6 ibridi interspecifici, che rappresentano una rilevante presenza di questa famiglia rispetto alla flora dell’intero comprensorio dei Monti Lepini. Sono risultate rare e localizzate: Caeloglossum viride, Dactylorhiza romana, Epipactis muelleri, Epipactis persica , Listera ovata, Ophrys tenthredinifera, Ophrys tetraloniae, Ophris militaris, Orchis simia, Himontoglassum Adriaticum, Ophrys Insectifera. Mancano, al momento, quelle specie che vivono nelle aree più calde e aride in prossimità della costa, quindi più difficili da reperire nei Monti Lepini mentre per altre, tipiche dell’orizonte montano e degli ambienti culminali o di faggeta si può ragionevolmente prevedere una loro probabile presenza . Oprhys lacaitae è senza dubbio la specie più significativa del comprensorio Lepino ed il Monte Cacume rappresenta il limite settentrionale del suo areale. Le orchidee Ophris lacaitae e Ophris carbonifera, endemiche dell’Italia centro meridionale; altre specie erbacee quali : Cerastium tenoreanum, che ha nel Cacume l’unica stazione del Lazio (Lucchesi & Lattanti 1983); Barbarea verna , Arabis rosea , Cymbalaria pilosa, Veronica montali, Eupharasia salisburgensis (nel Lazio localizzata in poche zone montane), Globularia meridionalis e Campanula tanfanii. Queste sono
insieme al tasso e agrifoglio le presenze floristiche di maggior pregio
del biotopo. La
fauna Le ricerche effettuate hanno inoltre cartografato la distribuzione di 95 specie nidificanti di cui 86 lo sono certamente (136 nell’intero territorio laziale, secondo Arca & Petretti, 1984), 3 probabili ed altre 6 eventuali o possibili; in totale rappresentano circa il 41% delle specie nidificanti in Italia ed il70% di quelle nidificanti nella Regione Lazio. Esclusi dal sistema delle aree regionali protette i Monti Lepini (insieme ai Monti della Tolfa), rappresentano un’area chiave per la conservazione del Lupo (Canis lupus L.,1758) a livello regionale. Risultati emersi da ricerche condotte (Carmine Esposito) nel comprensorio dei M. Lepini a partire dal 1987, si perviene alla conclusione che diversamente da quanto si riteneva, nel comprensorio dei M.Lepini anche negli anni 60 – 70 è stata quasi sicuramente sempre presente una limitata popolazione di lupi.Una stima approssimativa indica nell’area la presenza, per il periodo 1988–89, di 4–5 individui, con una densità di un lupo ogni 150/200 kmq. La ricerca ha inoltre evidenziato la scarsa tutela degli interessi economici (rimborsi, aiuti ecc.) dei pastori e degli allevatori e un diffuso e serio problema del randagismo (49,5 cani/100 kmq) che provoca notevoli danni al bestiame brado, più di quanto possano fare i pochi lupi presenti. Il lupo è specie protetta in Italia dal Decreto del Ministero dell’Agricoltura del 22 novembre 1976 (decreto Marcora) e dalla legge sulla caccia N.968 del 1978, inoltre la maggior parte delle regioni hanno promulgato leggi d’indennizzo dei danni provocati dal lupo al patrimonio zootecnico. La principale causa di mortalità del lupo nei Monti Lepini è legata all’azione diretta dell’uomo per arma da fuoco. E’ da ritenere che i bocconi avvelenati, le trappole e i lacci (cfr. Guberti & Francisci, 1991) non vengono usati, in quanto nel comprensorio gli animali domestici sono liberi di vagare. Inoltre le uccisioni documentate sono certamente solo una parte di quelle conosciute: in tutti questi anni infatti, altri lupi sono stati sicuramente uccisi senza essere segnalati o denunciati. Il comprensorio dei M. Lepini (inserito nei SIC) , nonostante sia separato geograficamente dall’Appennino vero e proprio e presenti per alcuni aspetti un certo degrado e un marcato livello di antropizzazione (strade, edilizia sparsa, abusivismo, privatizzazioni terreni pubblici, tagli di frodo, pascolo eccessivo, bracconaggio, caccia, cave, rischio d’inquinamento della falda basale una delle più importanti del Lazio.) , conserva ancora oggi un grande valore naturalistico sia vegetazionale che faunistico meritevole d’interesse e di protezione. Da anni competenti organismi e società , come il Consiglio Nazionale delle Ricerche (1971 e 1978, ex Commissione Conservazione della Natura ), la Società Botanica Italiana (1971 e 1979), numerose associazioni ambientaliste (tra cui Italia Nostra, 1974 e 1979) e per ultima la stessa XIII Comunità Montana dei Monti Lepini chiedono l’istituzione e la creazione di un Parco Naturale Regionale nell’area (comprensorio ora incluso nel piano dei Parchi e delle Riserve Naturali del Lazio). Si ritiene opportuno segnalare che oltre alla presenza del lupo è stata rilevata anche quella del Gatto Selvatico (Felis silvestris) e della martora (Martes martes). Oasi e di Aree soggette a vincoli: - Oasi di Montelanico, istituita negli anni 60, ricade nella provincia di Roma ed interessa i Comuni di Carpineto Romano, Montelanico, Segni. Ha un estensione di 3.000 ha, nella catena montana occidentale. Da considerare aree soggette a rimboschimento che potenzialmente sono alla base per la costituzione di un sistema di riserve integrate del parco. Aree di maggiore estensione in provincia di Latina : - Monte Forcino–Furcino, comuni di Bassiano, Sezze. - Monte Nero e della Difesa, comuni di Maenza–Roccagorga. - Monte Acuto, comune di Maenza. - Monte Carborino, comune di Bassiano e Sermoneta. Altre aree sottoposte a vincoli di rimboschimento, sono presenti nelle province di Roma–Frosinone. Da valutare l’estensione e il valore patrimoniale delle terre pubbliche: - Zone di proprietà comunali. - Zone di proprietà regionali ed enti collegati. - Zone di proprietà di università agrarie. - Zone di proprietà dello Stato. Terreni sottoposti a vincoli di uso civico (di vasta estensione): - es. In provincia di Latina, assommano a circa 10.000–12.000 ha. Il concetto di uso civico può essere esteso non solo alla caccia, alla raccolta del legnatico ed al pascolo, ma anche a nuovi valori : - Diritto
all’ambiente, alla natura, alla ricreazione, allo svago, alla
protezione, alla ricerca, ed all’educazione ambientale. |
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Integrazione DGR 2146/96 – INDIVIDUAZIONE
NUOVE ZPS - AMPLIAMENTO DI ZPS ESISTENTI
| DENOMINAZIONE |
Codice
nuovo |
Denominazione
DGR 2146/96 |
ZPS
|
VARIAZIONI
rispetto alla DGR 2146/96 |
PROV |
Sup/ha
|
Ampliamento / ha |
|
BOSCO DEL SASSETO |
IT6010002 |
SIC |
|
sic / zps |
VT |
60,9 |
|
|
MONTI VULSINI |
IT6010008 |
SIC |
|
sic / zps |
VT |
2.389,3 |
|
|
CALANCHI DI CIVITA BAGNOREGIO
|
IT6010009
|
SIC |
|
sic
/ zps |
VT |
1.592,4
|
|
|
CALDERA DI LATERA |
IT6010011 |
SIC |
|
sic / zps |
VT |
1.217,5 |
|
|
MONTE ROMANO |
IT6010021 |
SIC |
|
sic / zps |
VT |
3.736,8 |
|
|
MONTE CIMINO (versante
Nord) |
IT6010022 |
SIC |
|
sic / zps |
VT |
974,8 |
|
|
FOSSO CERRETO |
IT6010032 |
SIC |
|
sic / zps |
VT |
330,8 |
|
|
LAGO DI BOLSENA, ISOLE
BISENTINA E MARTANA |
IT6010055
|
|
|
ZPS
|
VT |
11.501,4
|
|
| SELVA DEL LAMONE
E MONTI DI CASTRO |
IT6010056
|
|
|
ZPS
|
VT |
5.705,0
|
|
|
LAGO DI VICO MONTE VENERE
E MONTE FOGLIANO |
IT6010057
|
|
|
ZPS
|
VT |
2.118,7
|
|
|
MONTI DELLA LAGA* |
IT6020003 |
ZPS |
ZPS |
ZPS |
RI |
13.041,0 |
7.927,1 |
|
MONTI REATINI* |
IT602005 |
ZPS |
ZPS |
ZPS |
RI |
24.445,0 |
5.938,7 |
|
LAGHI LUNGO E RIPASOTTILE
|
IT6020011 |
SIC |
|
sic / zps |
RI |
907,5 |
|
|
GOLE DEL VELINO |
IT6020013 |
SIC |
|
sic / zps |
RI |
508,6 |
|
|
MONTE TANCIA E MONTE PIZZUTO
|
IT6020017 |
SIC |
|
sic / zps |
RI |
6.820,6 |
|
|
FIUME FARFA (CORSO MEDIOALTO)
|
IT6020018
|
SIC |
|
sic
/ zps |
RI |
596,7 |
|
|
MONTE DEGLI ELCI E MONTE
GROTTONE |
IT6020019
|
SIC |
|
sic
/ zps |
RI |
514,9 |
|
|
RISERVA NATURALE MONTAGNE
DELLA DUCHESSA |
IT6020046
|
|
ZPS |
ZPS
|
RI |
1.173,1
|
|
|
COMPRENSORIO TOLFETANOCERITE
MANZIATE* |
IT6030005
|
ZPS |
ZPS |
ZPS
|
RM/VT |
69.865,0
|
58.340,5 |
|
COMPRENSORIO BRACCIANOMARTIGNANO
|
IT6030085
|
SIC |
|
sic
/ zps |
RM |
19.937,0
|
|
|
(RISERVA NATURALE) TEVEREFARFA
|
IT6030012
|
SIC |
ZPS |
sic
/ zps |
RM |
2.063,0
|
|
|
LAGO DI TRAIANO |
IT6030026 |
SIC |
|
sic / zps |
RM |
62,5 |
|
|
LAGO ALBANO |
IT6030038 |
SIC |
|
sic / zps |
RM |
603,7 |
|
|
MONTI LEPINI* |
IT6030043
|
ZPS |
ZPS |
ZPS
|
RM/LT |
45.670,0
|
38.187,4 |
|
CASTEL PORZIANO (TENUTA
PRESIDENZIALE) |
IT6030084
|
|
ZPS |
ZPS
|
RM |
6.038,9
|
|
|
MONTI AUSONI E AURUNCI
|
IT6040043 |
SIC |
|
SIC/ZPS |
LT |
63.410,0 |
|
|
LAGO DI FONDI |
IT6040010 |
SIC |
ZPS |
sic / zps |
LT |
701,9 |
|
|
COSTA ROCCIOSA TRA SPERLONGA-GAETA
|
IT6040022
|
SIC |
|
sic
/ zps |
LT |
232,9 |
|
|
PROMONTORIO GIANOLA E MONTE
DI SCAURI |
IT6040023
|
SIC |
|
sic
/ zps |
LT |
223,6 |
|
|
LAGO DI POSTA FIBRENO |
IT6050015 |
SIC |
ZPS |
sic / zps |
FR |
538,9 |
|
|
GOLE DEL FIUME MELFA |
IT6050027 |
SIC |
ZPS |
sic / zps |
FR |
1.181,0 |
|
|
MASSICIO DEL MONTE CAIRO
(AREE SOMMITALI) |
IT6050028
|
SIC |
ZPS |
sic
/ zps |
FR |
2.786,9
|
|
Nota:
i siti con * indicano l’ampliamento di ZPS esistenti