LA DOCCIA E
LE NOMINE
Sassolini di Reginaldo Palermo
micro-editoriale del 05.09.01 – Fonte Sito
web Pavone Risorse
Ecco
cosa ci è capitato di leggere oggi nella edizione torinese del quotidiano
"La Stampa".
"Ora, per nominare una persona, ci si basa su una o più telefonate. Ma
se quella persona è sotto la doccia o ha il telefono guasto ?".
Se si trattasse di una battuta da bar, non avremmo nulla da ridire, anzi...
Ma visto che la frase è stata pronunciata dal segretario regionale della
Cisl-Scuola un commento si impone: i diritti dei precari e dei docenti sono
assolutamente legittimi e sacrosanti, ci mancherebbe altro; ma è legittimo, è
lecito, è eticamente accettabile che il diritto allo studio degli alunni (sancito
in modo inequivocabile dalla Carta costituzionale) debba ogni anno fare i conti
con un sistema di garanzie finalizzato a tutelare non il diritto al lavoro, ma
l'interesse a scegliere il posto ?
Vengono prima i diritti costituzionali o gli accordi sindacali ?
E' lecito sostenere che per garantire ai precari di fare la doccia alle 8 del
mattino l'anno scolastico deve iniziare in ritardo ?
Ma davvero qualcuno pensa che ci possano essere presidi e direttori didattici
talmente cretini che dopo tre squilli di telefono a vuoto dichiareranno
l'irreperibilità del supplente ?
Suvvia, cerchiamo di essere un po' più seri, per favore: per dimostrare che il
decreto 255 è un provvedimento sbagliato, sarebbe meglio trovare argomentazioni
un po' più intelligenti.