CHIRONOMI

Insetti molto simili alle zanzare sono dei Ditteri Nematoceri, gli adulti possiedono un apparato boccale, formato da una cannuccia capace di succhiare dei liquidi, ma non di forare la pelle, alcune specie hanno l’apparato boccale talmente poco sviluppato o involuto da essere addirittura incapaci di nutrirsi, più o meno come gli adulti di Effimera.

Al contrario le larve sono delle buone mangiatrici. Queste forme giovanili, allungate fino a 30 mm, subcilindriche e dal corpo molle, hanno colori che variano dal gialliccio al rosso sangue. La colorazione rosata di alcune specie è dovuta alla presenza di emoglobina nella linfa, fenomeno abbastanza raro negli insetti. Tale caratteristica che può sembrare inutile rendendoli più visibili ai predatori, in realtà permette alla larva di sopravvivere in condizioni di forte carenza di ossigeno, che ucciderebbero specie simili meno dotate.

Molte specie possiedono inoltre branchie sviluppatissime, dall’aspetto in qualche caso piumoso, presenti in più parti del corpo, perfino sull’ano. Per questa ragione riescono a svilupparsi bene anche in acque povere di ossigeno, come molti laghi o come fiumi a corrente lenta in prossimità di scarichi agricoli o industriali. Salvo rari casi prediligono i fondali melmosi, dove scavano gallerie. Tipico è il caso del genere più comune: Chironomus. Le larve di questi insetti possono vivere anche a grandi profondità, dove scavano nel fango, costruendosi un riparo fatto di particelle fini di argilla cementate con una sorta di saliva mista a una seta che esse producono. Il riparo cresce e si sviluppa anche fuori dal fondale e alla fine si possono notare piccoli e delicati tubicini di terra alla cui sommità fa capolino un verme di colore rossiccio. Qui, relativamente protetta, la larva di Chironomus aspetta che le vengano a tiro piccole particelle vegetali, diatomee, alghe unicellulari, plancton ecc. Qualche specie sempre del genere Chironomus, ha larve mobili. Le troviamo con facilità nei depositi di acque stagnanti, dove nuotano con un buffo movimento fatto di contorcimenti a forma di otto. Il colore rosso, permette una facile identificazione, almeno per quanto riguarda il genere. La specie maggiormente diffusa è il Chironomus plumosus, simile ad una robusta zanzara, ma facilmente riconoscibile per le antenne molto sviluppate e fortemente piumate nei maschi. Questa specie capace di sfarfallamenti collettivi veramente spettacolari che formano nubi di milioni e milioni di individui, per lo più maschi. Una pacchia per tutti gli insettivori, pesci compresi. La vera predazione avviene in acqua, infatti la rossa larva, seminascosta nel fango, entra a far parte della dieta di un numero elevatissimo di pesci.

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La causa di queste vere e proprie esplosioni alate di Chironomus sono da ricercare nelle complesse strategie di sopravvivenza, che condizionano la vita di questi insetti.

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La larva appena nata è di colore chiaro, è attratta dalla luce e si nasconde in ambienti ricchi di vegetazione acquatica e di ossigeno. Con l'arrivo del colore rossiccio (3-5 mm), la larva comincia a sfuggire alla luce e a ricercare la melma. L’arrivo della colorazione vistosa coincide perciò con la costruzione di un riparo, che ha lo scopo di rendere la larva meno visibile ai suoi predatori. Raggiunta la maturità, tuttavia, le pupe devono obbligatoriamente lasciare il loro rifugio per portarsi in superficie, dove avverrà lo sfarfallamento. E’ la fase più pericolosa della vita di questo insetto. Mentre risale in superficie, offre ai pesci un boccone gradito e facilmente catturabile, dando luogo a una predazione massiccia contro cui l’insetto ha come unica difesa il numero. Milioni di individui si condensano così sulla calma superficie dell’ acqua, raggiungendo lentamente lo stadio alato. Il numero degli individui che sfarfallano collettivamente è tanto elevato che in molti laghi si nota al mattino una linea biancastra lungo la riva costituita da milioni di exuvie vuote. Le masse volanti dopo un timido percorso aereo, stazionano lungo le sponde o formano colonne sopra l’acqua, caratterizzate da un monotono ronzio, andando ad alimentare un numero elevato di predatori insettivori, pesci compresi. Ad accoppiamento avvenuto, le femmine sopravvissute torneranno all’acqua per la deposizione delle uova, in numero di parecchie centinaia, raccolte in ammassi di sostanza gelatinosa trasparente. Sia le femmine che le uova sono soggette alla predazione. La deposizione avviene infatti direttamente sulla superficie, con la femmina che vola a pochi centimetri dal pelo dell’acqua, lasciando cadere le uova dalla punta dell’addome ricurvo. Alcune specie toccano ripetutamente la superficie, facilitando così il distacco delle uova

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