Troppe donne per papà   

Dalla rubrica  "Psiche lui" di Claudio Risé, in Io Donna, allegato al "Corriere della Sera", 24/06/06. E’ possibile scrivere a Claudio Risé, rubrica Psiche lui, Io donna, RCS Periodici, via Rizzoli 4, 20132, Milano; oppure collegandosi al sito www.claudio-rise.it  

"Ho 18 anni. Mio padre, dopo la mia nascita, ha sposato Elsa, affettuosa con me e mia madre; ma tre anni fa, l’ha lasciata. Mi è dispiaciuto, e continuo a vederla, separatamente da mio padre. Con lui provo imbarazzo, da quando, allora, mi disse che per lei aveva  provato solo attrazione fisica, e ho poi scoperto che aveva delle cassette pornografiche. Ora temo che esibisca la sua vita intima con la sua nuova fidanzata, senza riguardo per me. Inoltre, i maschi mi sembrano  volgari e brutali".

Ferruccio

Caro amico, il rapporto col proprio sesso, e con l’altro, è  influenzato dai comportamenti dei nostri genitori. Finora, la volubilità di suo padre l’ha sottoposta a  due “abbandoni” paterni nei confronti di due donne che lei ha molto amato. La prima è sua madre, con la quale il padre non è praticamente mai stato. E’ vero che, a quanto mi scrive, i due erano d’accordo, ma questo per il figlio non cambia molto. La sua esigenza, istintiva, ma anche perfettamente razionale, è che la coppia alla cui unione deve la sua vita rimanga unita. E se il bimbo rimane con la madre, mentre il padre è con un’altra donna, il suo vissuto è che il padre l’ha abbandonata. Da qui un primo aspetto di ostilità verso il padre, ma anche verso gli uomini ed il mondo maschile, cui il padre appartiene. Ed un primo aspetto di conflitto tra la propria identità maschile, e questo stesso mondo, cui si dovrebbe appartenere ma da cui ci si sente lontani. A questo conflitto se ne è aggiunto poi un altro. La nuova moglie del padre è stata con lei tenera e gentile come una madre e, da tutto quello che lei mi racconta nella sua lettera, lei l’ha profondamente amata. Ha voluto bene ad Elsa come un bambino ne vuole a una donna che si comporta con lui come una madre calda e affettuosa, ma anche come a quella prima donna della vita che per il bimbo è, appunto, la donna del padre. Alla quale lei, qui, era tanto più spinto a legarsi, quanto più era libero dal tabù dell’Edipo, dal divieto dell’incesto, perché questa donna non era veramente sua madre. Un amore dunque; forte, e purificato dall’assenza di legami di sangue. Anche questa relazione affettiva, però, è stata in qualche modo sconvolta dal comportamento di suo padre. Che non solo ha lasciato questa donna, ma ha le ha anche chiarito la natura esclusivamente sessuale (per lui) di questa relazione, sottolineando   questa rivelazione svalutante verso il sentimento d’amore con le cassette porno. Lei ora ha paura che suo padre le presenti altri episodi di sessualità senza amore. Li vive come un pericolo perché è la stessa psiche che nell’infanzia ed adolescenza cerca di tenere unite  amore e sessualità, per non divaricarsi in due direzioni che teme possano diventare opposte, e scinderla, dividerla. Inoltre, teme che questo modo scisso di vivere affetti e emozioni sia  quello degli uomini, da cui il comportamento affettivamente rozzo del padre lo allontana. Di suo padre accetti l’affetto per lei, ma cerchi fiduciosamente altri esempi di comportamento maschile. Li troverà, e le faranno bene.

Claudio Risé

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