Trasgressione passeggera    

Dalla rubrica  "Psiche lui" di Claudio Risé, in Io Donna, allegato al "Corriere della Sera", 1/04/06. E’ possibile scrivere a Claudio Risé, rubrica Psiche lui, Io donna, RCS Periodici, via Rizzoli 4, 20132, Milano; oppure collegandosi al sito www.claudio-rise.it  

"Ho 22 anni, e dovevo sposare Filippo, il ragazzo (27 anni), che frequento fin dal ginnasio. E’ bello, “bravo”, perbene, e amato da mio padre, senza figli maschi. Quando c’era da comprar casa e decidere la data, ho buttato tutto all’aria. E mi sono messa con un ragazzo zingaresco: codino, orecchino, discoteche. Mio padre ha avuto quasi un infarto, mia madre mi disprezza. Vorrei andarmene. Ma questo  ragazzo non mi vuole con sé: sta con altri studenti, in una situazione  provvisoria. E io continuo (perché?) a sognare Filippo".  Clara, Vicenza

 

Cara amica, cominciamo dalla fine della sua lettera. Lei mi chiede perché continua a sognare Filippo, e mi racconta anche i sogni in cui lui compare. Ebbene, dalla storia, e dai sogni, lei è ancora innamorata di Filippo. Come del resto accade alla maggior parte delle donne, giovani e meno, che aprono la porta ai Don Giovanni in un certo passaggio della loro vita. Per solito, la porta al “passante nella vita delle donne” viene aperta non quando il maschile accanto a loro è debole e inconsistente, ma, al contrario, quando è troppo solido e importante. Come stava capitando a lei, con l’alleanza tra il forte e amato padre, e il fidanzato bravo, bello, e innamorato. Questo mondo maschile forte, ed amato, a cui lei stava per consegnarsi attraverso il matrimonio, è sembrato troppo potente per il suo Io femminile ancora adolescente, che non aveva mai avuto il tempo e il modo di trasgredire alla legge del padre. Ha così temuto di soffocare, e si è organizzata un intermezzo trasgressivo col suo zingaresco ragazzo, con codino e tutto quel che serve. Naturalmente però, in questi mesi, si è anche accorta che la trasgressione è mortalmente ripetitiva. A differenza  dal progetto di vita, che prevede una realizzazione graduata da un percorso,  una successione di tappe, ognuna diversa dall’altra. Quello, il progetto, però Don Giovanni non ce l’ha,  perché vive nell’istante. La  passione del suo zingaro metropolitano (mi racconta nella lettera) sono infatti le feste, dove può esibirsi nella danza e nel canto; ed il sesso. Lì, però, è veloce, e poco attento, tanto che, mi scrive: “lo sento lontano, non so chi sia,  ed a volte ho paura.” Infatti ogni donna scopre, nell’intimità, di non sapere affatto chi è Don Giovanni, che le si è proposto con modi così seduttivi. Del resto il suo animus, il suo maschile, cara Clara, ha, invece, caratteristiche di eccellenza, come quello del suo riuscitissimo padre, e quello dell’ex fidanzato. Anche lei è una “prima in tutto”. Segno di una parte maschile che ha voglia, e bisogno, di mettere a fuoco impegnativi progetti. Don Giovanni per lei è stato davvero solo un passante: non solo perché ci pensa lui stesso ad andarsene, ma perché anche lei, come raccontano anche i sogni, vuole lasciarlo. Come sempre, del resto, capita: rimanere con Don Juan, è come voler afferrare l’acqua; quando si vede che è impossibile, si esce dalla storia. Torni dunque dal suo bel Filippo. Che, anche nei sogni, la sta aspettando. 

Claudio Risé

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