“Perché la Chiesa”, il percorso di Giussani

da La Prealpina, 28 febbraio 2004

 

Intervista a Claudio Risé, in occasione della presentazione del libro “Perché la chiesa” (Rizzoli Ed.) di Luigi Giussani a Varese, 3 marzo 2004

 

 

Varese. “Perché la Chiesa”. E’ questo il titolo di uno dei saggi più venduti oggi nelle librerie italiane. E’ il terzo libro del percorso culturale e religioso di Monsignor Luigi Giussani,  fondatore del movimento ecclesiale Comunione e Liberazione che ha segnato profondamente la vita religiosa del nostro paese negli ultimi anni. Insieme ai due precedenti “Il senso religioso” e “All’origine della pretesa cristiana”, ha rappresentato per la casa editrice Rizzoli un grande successo editoriale offrendo al grande pubblico la possibilità di conoscere da vicino il pensiero del sacerdote brianzolo che cinquant’anni fa iniziò ad insegnare in un liceo milanese prima di approdare all’Università Cattolica di Milano. Era infatti il 1954 quando Don Luigi Giussani fece il suo ingresso al “Berchet”, il liceo classico dove venivano formati i figli della borghesia milanese. Tra questi figurava anche Claudio Risé, oggi psicoanalista junghiano, giornalista, docente di Sociologia della Comunicazione all’Università dell’Insubria. Intellettuale attento e rigoroso, ha studiato ed approfondito in numerosi testi soprattutto la figura e la psicologia maschile. Tra i titoli più recenti e già tradotti in numerose lingue ricordiamo “Essere uomini”, “Il maschio selvatico”, “Parsifal”, “Da uomo a uomo” e l’ultimo “Il padre, assente inaccettabile” (San Paolo Ed.) giunto in meno di un anno alla sua terza edizione. Insieme a Stefano Alberto, sacerdote e docente di Introduzione alla teologia all’Università Cattolica di Milano, la stessa cattedra che fu di monsignor Giussani per 26 anni, Risé sarà protagonista dell’incontro in programma mercoledì 3 marzo alla Sala Napoleonica di Villa Ponti a Varese. La serata, organizzata dal centro culturale “Massimiliano Kolbe” avrà inizio alle ore 21, sarà introdotta dal professor Giampaolo Cottini e sarà dedicata alla presentazione del libro “Perché la Chiesa”.

 

Professor Risé, che cosa si ricorda del primo incontro al Berchet con monsignor Luigi Giussani?

 

“Ricordo un uomo che testimoniava con forza il suo incontro con un Gesù vivente, e che cercava in ogni modo di trasmettere questa esperienza anche a noi. Voleva, come nella scrittura, mettere un cuore nuovo, di carne, al posto del nostro, già un po’ pietrificato dalle convenzioni. Tutto ciò era affascinante ma anche molto inquietante”.

 

Che effetto le fa sentire ancora oggi da monsignor Giussani parole come incontro, avvenimento, appartenenza che furono alla base delle sue prime lezioni?

 

“Mi ricorda il mio percorso di vita, impiegato in gran parte a scoprirne il senso, in tutte le mie esperienze davvero significative”.

 

Senso Religioso, All’origine della pretesa cristiana, Perché la Chiesa. L’itinerario proposto da don Giussani lo trova ragionevole anche per l’uomo di oggi?

 

“Più che ragionevole lo trovo vitale. Nel senso che al di fuori di questo percorso è difficile oggi riconoscere una prospettiva di realizzazione umana, e di proposta positiva alle nuove generazioni”.

 

La trilogia non si conclude con questo libro. Nella sua prefazione monsignor Giussani rilancia la figura della Madonna: “Senza la Madonna – ha scritto – non potremmo intendere nulla del senso religioso, né della pretesa cristiana, tanto meno della Chiesa”. L’ha sorpresa?

 

“No. Nei miei libri, che nascono in gran parte dalla mia esperienza di psicoterapeuta, dall’incontro con persone che soffrono, insisto molto sulla centralità della Vergine, come figura anche interiore che presiede a uno sviluppo umano integrale. Evitando all’uomo di distruggere sé, gli altri, nel gusto del possesso, e nella resistenza ad una volontà superiore, quella di Dio”.

 

E. C.

 

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